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Autore

Edgar Allan Poe

in archivio dal 28 giu 2001

19 gennaio 1809, Boston - Stati Uniti

07 ottobre 1849, Baltimora - Stati Uniti

segni particolari:
Allan è il cognome dello zio che mi ha cresciuto. L'ho aggiunto al mio per riconoscenza.

mi descrivo così:
Sono il padre di un nuovo genere letterario, "l'horror". Devo molto a Charles Baudelaire.

18 aprile 2013 alle ore 8:40

Racconti del terrore

di Edgar Allan Poe

editore: Newton Compton

pagine: 128

prezzo: 0,84 €

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Scritti ormai da più di 100 anni, questi racconti resero e rendono famoso Edgar Allan Poe, precursore di uno stile e di una lettura di cui tanti successivi detective hanno preso spunto e forma. Partendo già dal passato dell’autore, ci si accorge che la stranezza è una costante fondamentale della sua vita, se pensiamo che sposò sua cugina che aveva soli 13 anni. Dieci racconti vengono presentati in questa raccolta edita da Netwon e Compton, si va da “Il gatto nero” poco realistico, in cui un uomo seguendo le tradizioni popolari diventa pazzo a causa del suo gatto, a “Il barile di Amontillado” ambientato in anno non precisato e in un luogo indefinito, si narra della vendetta che il narratore infligge all’amico. Ci si ritrova in “La mascherata della morte rossa” un racconto crudele, cruento e di inspiegabile razionalità, si arriva in “La caduta della Casa Usher” dove ci ritroviamo in una casa abitata da un fratello e una sorella, con la presenza di un ospite poco desiderato, ci si inoltra in “La verità sulla vicenda del signor Valdemar” che narra l’esperimento condotto sul cervello di una persona morta. In “La sepoltura prematura” ci si imbatte in alcuni esempi di persone che si trovano in uno stato di coma prolungato o catalessi che vengono sepolti vivi, ne “Il cuore rivelatore” ci si scontra con il senso di colpa che diventa pura ossessione, in “Una discesa nel Maelstrom” ci troviamo in mare, in una tempesta, in un immenso vortice chiamato appunto maelstrom che tutto risucchia, e se ti risparmia ti cambia inevitabilmente nel fisico e nell’animo. Ultimi due racconti sono: “Il manoscritto trovato in una bottiglia” si parla di un viaggio, di una scomparsa, di un ritrovamento, di una nave fantasma, e di un messaggio inaspettato che il mare sputa dai suoi oscuri antri, chiusa della raccolta è “Il pozzo e il pendolo” narra della storia di un prigioniero nel periodo dell’inquisizione, tenuto segregato in una buia prigione che si rivelerà una trappola mortale.
Dei racconti ormai divenuti un must, che almeno una volta bisogna leggere, per riuscir a capire che anche l’estrema visionarietà è parte fondante della letteratura.

recensione di Gino Centofante

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