username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Ensitiv Sensitivo

in archivio dal 04 mar 2013

15 marzo 1979, Firenze - Italia

segni particolari:
Mi chiamo semplicemente Ensitiv, non perchè debba mantenere chissà quale mistero, ma perchè pronunciare questo nome mi fa stare bene e spero che faccia stare bene anche gli altri. E' un nome che parte con la bocca semiaperta, come se fosse un sorriso.....e....

mi descrivo così:
Non amo essere un dispensatore di futuro o veggenze, mi piace di più considerarmi un semplice abbraccio o una stretta di mano; un momento rilassante o una parola saggia; una spalla su cui riposare per qualche minuto il vostro stress o un soffio di vento per rinfrescarvi dalle fatiche della vita..e.

11 ottobre 2015 alle ore 19:10

Tamaro risuona come titolo a me noto

Il racconto

Ho vagato nel vuoto del tempo per quanti furono i miei pensieri; buio e luce si alternavano tra immagini nuove e ricordi passati fin quando l’azzurro mi colpì. Tamaro risuona come titolo a me noto. Indossavo sembianze simili alle tue, ma di passione e lussuria colmai il mio tempio e per causa loro lo lasciai. Vidi il rosso delle mie colpe colorare la porta che varcai, ma il tepore della luce mi impose il perdono ed iniziai a salire. Avevo da poco passato i tre cerchi e più volte tornai alla mia dimora. Tra lacrime e soddisfazioni scorsi inseguire le mie vesti, ma a me negavo tal visione. Cercai vendetta e giustizia e sprofondai in un pozzo grigio di pensieri angusti. Il tormento della vile mano mi coinvolse nel suo deserto e da lì compresi il fuoco. Mi chiedi dove fu la mia dimora, ma non ricordo dove vidi prima luce. Il verde circondava la mia casa e il Sole sorgeva tra due colli, ma non ricordo dove vidi prima luce. Fa per te tanta differenza? Non è forse il Mondo privo di confini? Tu ne sei la prova! Ho origini antiche, lontane nel tempo e nel cammino; ho indossato pelle e seta, oro e fango, ma in questo lampo Tamaro risuona come titolo a me noto. Vuoi moniti al tuo popolo? Vuoi vite alla tua storia? Vuoi nomi al tuo racconto? Chi varca la soglia non torna indietro, non gettare l’eccezione. Di passione e lussuria colmai il mio tempio e per causa loro lo lascia. Non c’era nobile sentimento se non la voglia di colmare l’ego. Non posso parlar di pentimento perché fui ciò che volli e non lo nego. La razza tua sceglie le colpe e le condanne, innalza tribunali e li presiede, ma non esiste ancora creatura che possiede. Ho preso quello che mi è stato dato, da Tamaro, a nessun uomo ho mai rubato. Non abita il deserto per quello che ha compiuto, ma per la presunzione di avere posseduto. Vuoi moniti al tuo popolo? Vuoi vite alla tua storia? Ricordati di me, ma senza alcuna gloria. Non ho vanti nella vita, non morali nella morte; ho solo la certezza di aver scelto la mia sorte. Vuoi vite alla tua storia? Vuoi nomi al tuo racconto? La mia è stata una vittoria, quando ho compreso è cessato il mio tormento.

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento