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Autore

Ernest Hemingway

in archivio dal 15 mar 2002

21 luglio 1899, Oak Park, Illinois - Stati Uniti

02 luglio 1961, Ketchum, Idaho - Stati Uniti

segni particolari:
Nobel nel 1954. Pensate, mi ha incoraggiato a scrivere Ezra Pound.

mi descrivo così:
Cinico o semplice ed elementare, dipende dalle circostanze.

19 novembre 2012 alle ore 7:52

Il vecchio e il mare

di Ernest Hemingway

editore: Mondadori

pagine: 142

prezzo: 7,65 €

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Che cos'è "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemingway se non una metafora espansa, una parabola in estensione, fine ed elegante, dove trova piena realizzazione la natura mimetica dell'attività narrativa? Eppure il suo autore pare abbia sempre voluto negare il senso allegorico del suo libro, a metà fra il romanzo e una forma diluita di racconto, dove il periodare semplice, atto di composizione all'apparenza minimo, si rivela una vera e propria corsa alla grandezza, al puro piacere derivato dal narrare - attivo e passivo. Questo splendido gioco di scrittura, che fruttò allo scrittore statunitense, consecutivamente, un Pulitzer e un Nobel, ha per protagonista Santiago, il vecchio del titolo, un anziano pescatore giunto all'ottantaquattresimo giorno di "magra" per il suo lavoro; e Manolin, apprendista di pesca e di vita, un ragazzetto che trova Santiago sul suo cammino e che, dall'incontro con lui, ricava qualcosa di prezioso. L'uomo, nonostante tutto gli suggerisca di demordere, prende il largo e si getta nella caccia di un marlin - un tipo di pesce simile allo spada. Un gigante del mare, così grande da superare in lunghezza l'intera imbarcazione del pescatore, che pur avendo abboccato all'amo s'oppone per tre giorni alla scia della sua sorte, donando particolare dignità a quel "È stupido non sperare [...] e credo che sia peccato" pensato e tra-scritto da Hemingway. Stupefacente è il modo in cui l'estenuante lotta fra l'uomo e il marlin comincia, si sviluppa e vien descritta, nella progressiva accettazione della spietatezza delle leggi del mondo e, nel contempo, col delinearsi di un inedito e sempre più raro tipo di umanità. Dal rapimento messo in atto dalla narrazione hemingwayana scaturisce l'attrazione verso l'assistere al dipanarsi di un racconto come di una vita, alla crescita di un personaggio e del suo commovente rispetto nei confronti di ciò che vede. Forse per questo bisogna tener fede a quanto affermava l'autore: Il vecchio e il mare non è un'allegoria, non nella sua interezza, almeno. Può esserlo solo e soltanto nel suo finale perfetto, mimetizzato e mimetico, dove più che nell'uomo ci si sorprende a rispecchiarsi nel pesce, unico vero legittimo abitante dell'oceano.

recensione di Francesca Fichera

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