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Autore

Eugenio Flajani Galli

in archivio dal 01 mar 2014

Giulianova

mi descrivo così:
​Sono psicologo, scrittore e poeta. Mi sono laureato prima al corso di laurea a numero chiuso in Scienze e Tecniche Psicologiche e poi con lode in Psicologia, senza mai andare fuori corso; dopodiché ho ottenuto un master in psicosessuologia con il massimo dei voti. Lavoro nel mio studio privato.

26 settembre alle ore 1:06

GUERRA, PACE E PASTORIZIA (seguito di "Il Tesoro di San Rocco")

Intro: Ciao, Sono Patty Coniglina :) Ho 10 anni, mi piacciono molto le erbette, i biscotti e le salsicce alla brace. Mi piace anche grugnire (gron grunf!) e raccontare tante belle storie come questa.​ Se ti piace fammelo sapere e leggi il libro completo "Storie Pazzesche e Qualcuna (quasi) Normale", in vendita su Amazon, IBS, Mondadori e tanti altri store

Il racconto

"Ascesa e declino del Concilio della Pastorizia per cause direttamente o indirettamente imputabili a nefasti moti reazionari e tellurici"

In questa nuova storia pazzesca, la Piccola Opera Grugnitas è chiamata ad adempiere a una importantissima missione di pace, consistente nel fermare le attività terroristico-pastorali inerenti la fabbricazione artigianale, e la conseguente vendita agli huthi, di arsenale balistico vietato dalla Convenzione sulle armi chimiche (nella fattispecie bombe al casu marzu) – che i pastori contrabbandano nascondendolo appositamente nelle stalle e nelle campagne, e che viene celatamente trasportato tenendolo legato al di sotto del ventre degli armenti – con conseguente violazione delle leggi di diritto internazionale, ma soprattutto con relativa concorrenza sleale verso le altre industrie belliche, che – producendo nella più completa legalità armi da rivendere al governo saudita (https://www.linkiesta.it/2019/06/armi-arabia-saudita-italia-guerra-yemen-governo-salvini-di-maio) – concedono lavoro e reddito a migliaia di persone e famiglie, e contribuiscono a tenere alta la bandiera del made in Italy nell’export sui mercati internazionali.

Sfortunatamente, a causa dei tagli statali alla Piccola Opera Grugnitas, non si è rivelato possibile poter procedere con l’acquisto dell’apposito armamento bellico ai fini del corretto svolgimento della missione di pace; ma grazie ad accordi intercorsi con i membri del gruppo Facebook Te lo regalo se lo vieni a prendere - Ogliastra, la POG viene altresì dotata di apposito armamentario, nella fattispecie composto da:

· N° 1 BMP allestito per la (mai avvenuta) conquista comunista dell’Europa occidentale, abbandonato nella campagna sarda dopo il crollo dell’Unione Sovietica e lo scioglimento del Patto di Varsavia, regalato da un proprietario di appezzamento agricolo al fine di evitarne l’elevato costo di rimozione e smaltimento;

· N° 38 Ak-47 confiscati negli anni ’70 alle BR, poi di nuovo confiscati ai pastori sardi negli anni ’80 e infine regalati da cellule sarde dell’ISIS causa rinnovo arsenale con Ak-74;

· N° 6 scatoloni di granate e mine assortite donate dalla Onlus Il Volo della Colomba: per la Pace in Bosnia dopo l’interruzione del contratto di locazione di alcuni locali uso magazzino avvenuta a causa dell’approvazione di una delibera condominiale vietante il possesso, la detenzione e l’immagazzinamento di ordigni bellici esplosivi in locali commerciali ubicati al piano seminterrato dell’edificio;

· N° 1 Makarov acquistata su Ebay e descritta sul profilo del venditore – un pregiudicato di Portici già noto alla legge per i reati di ricettazione e truffa aggravata – come appartenente a Joseph Stalin, ma poi rivelatasi un falso sottratto a un ex colonnello russo in vacanza in Italia, nei pressi del parcheggio dell’aeroporto di Capodichino. Il circolo provinciale del Partito Comunista dei Lavoratori, che l’aveva acquistata, ha deciso di donarla per successivo acquisto di relativa copia falsa – ma integralmente identica al vero – sempre su Ebay, ma questa volta, per evitare truffe, da un venditore internazionale di Hong Kong.

La Piccola Opera Grugnitas trova da subito una strenua resistenza da parte dei pastori, i quali sguinzagliano i cani con l’intento di sbranare una povera coniglietta come me, che però – spaventata dai cagnoli – non può fare a meno di battere le zampette e con ciò confonderli tramite dei passi di Patty Tap, aka Pet Astaire, e concludendo il balletto con un ultimo passo consistente nella piroetta volante con graffione. Altri cagnacci mi rincorrono fino ai bordi dei burroni, ove mi acquatto tutta spaurita come in un angolino, e quindi da perfetti cagnoloni stupidoni – osservando che non ho nessuna via di fuga – mi si scagliano addosso...ma prontamente salto in avanti, scavalvandoli, e facendoli piombare nel precipizio. Qualche cagnaccio stupidone rimane aggrappato con la zampa al bordo della rupe, alchè gli faccio la pipì sopra, rendendo dunque scivolosa la roccia e facendo così precipitare definitivamente i cagnacci, che cadono nel vuoto emettendo il loro ultimo “caììììììì”.

Via via i pastori si rendono progressivamente conto che si rivelerebbe saggio arrivare a delle trattative con la controparte. Al tavolo delle trattative il Concilio Rivoluzionario della Pastorizia di Pastorax elenca le condizioni rispettate le quali acconsente a desistere dal proseguimento delle iniziative belliche:

1) rappresentanza del PPS (partito pastorizio sardo) in parlamento, nel consiglio regionale e nel parlamento europeo, con conseguente istituzione di delegazione internazionale e apposita sede a Strasburgo;

2) erogazione di fondi statali per l’incentivo alla vendita di beni originanti dall’attività pastorale;

3) erogazione di fondi statali per l’incentivo della transumanza;

4) erogazione di fondi statali per l’incentivo a rapimenti e riscatti;

4b) dichiarazioni dei redditi e delle evasioni rese pubbliche per l’incentivo a rapimenti e riscatti (attività commerciale in profonda crisi dalla fine degli anni ’80);

5) istituzione della CCPP (Camera di Commercio Pecore e Pastorizia);

6) inserimento del casu marzu tra i prodotti P.A.T.;

7) istituzione dello ius primae pecoris;

7b) diritti civili per le coppie di fatto composte da pecore e pastori;

7c) introduzione dei diritti matrimoniali per le unioni tra pecore e pastori;

7d) facoltà per le suddette coppie di adottare agnellini;

7e) facoltà per le suddette coppie di ricorrere alla fecondazione ovina in vitro;

7f) incentivi fiscali e bonus bebè per agnellini a carico;

8) introduzione dello ius belans;

9) inserimento nelle scuole pubbliche di ogni ordine e grado dell’insegnamento della storia della pastorizia;

10) istituzione del Ministero della Pastorizia;

11) esproprio dei terreni agricoli e forestali, detenuti da privati, per fini pastorizi;

12) estensione della proposta di legge di Forza Italia, relativa alla gratuità del veterinario per gli animali domestici, anche alle greggi e relativi cani da pastore;

13) conio della valuta del soldo di cacio – con relativa doppia circolazione, in aggiunta all’euro – nella Regione Autonoma Sarda;

14) introduzione del reato di apologia del latifondismo;

15) riconoscimento della Sardegna come unica ed autentica “regione pastorale d’Italia” e ridimensionamento dell’Abruzzo in “regione terremotata d’Italia”;

15b) demolizione immediata della casa di Gabriele d’Annunzio a Pescara, oramai divenuta santuario, per i pastori abruzzesi, di odio e discriminazione verso i loro connazionali sardi, in quanto alimentante per l’Abruzzo la fama di regione pastorale d’Italia.

Dopo un incontro durato ore – in cui si discute animatamente su tali questioni tra belati da un lato e grugniti da un altro – trovo che lo stesso si sia rivelato essere inconcludente, poichè lo stesso apre la strada a incognite socio-politiche e normative, con conseguenti ripercussioni sull’opinione pubblica. Più nello specifico, a livello normativo si fa sentire la mancanza di un apposito codice pastorale che potrebbe chiarire dei punti programmatici alla luce attuale reputabili fumosi: ad esempio se la fecondazione in vitro debba essere di tipo omologo o eterologo e se lo ius primae pecoris debba essere istituito sul modello etiope o su quello andino. Tuttavia, non posso esimermi dall’effettuare un ultimo tentativo di portare avanti le trattative, e così come segno di pace propongo ai pastori la facoltà di sottoscrivere i seguenti fondi JP Grugnan™ senza commissioni d’ingresso:

 

· JP Grugnan Carrots Global Equity;

· JP Grugnan Apple Bonds;

· JP Grugnan International Hay Commodities;

· JP Grugnan Balanced Biscuits Strategy;

· JP Grugnan Emerging Harvest Investments.

I pastori, però – non avendo mai visto fogli informativi di alcuna sgr (società di gestione risparmi, ovvero l’impresa che si occupa di investire i soldi degli investitori in strumenti finanziari) – li utilizzano dunque per avvolgere le forme di formaggio, cosa che non posso che interpretare come una chiara provocazione da parte del Concilio Rivoluzionario della Pastorizia, grun grun grunf! E così i trattati di pace non vengono infine firmati.

Fallita dunque la missione di pace, alla Piccola Opera Grugnitas non rimane che fare ritorno a Poggio San Rocco. Ma dopo esserci imbarcati all’aeroporto di Olbia, il nostro volo viene dirottato dai pastori che hanno imbottito l’aereo di bombe al casu marzu, con l’intento di farlo schiantare sul Vaticano. L’aereo non può però decollare in quanto, oltre al peso aggiuntivo delle bombe, deve anche sostenere il peso di Rita. I pastori decidono quindi di prendere i passeggeri in ostaggio e fare richiesta di volo alternativo, ovvero un F35, aereo che – essendo in grado di poter trasportare bombe per un peso fino a 8100 kg – sarà sicuramente in grado anche di trasportare le bombe al casu marzu e, con un po’ di fortuna, pure Rita. I passeggeri non possono fare nulla poichè presi in ostaggio, ma siccome sono stata caricata nella stiva con il mio trasportino, penso bene di sgattaiolare via tramite i canali dell’aerazione: qui inizio a scacazzare dalle bocchette del soffitto in testa ai pastori, i quali cercano di colpirmi sparandomi, ma in tal modo fanno aprire le bocchette antincendio che iniziano a grondare acqua e fanno anche azionare l’allarme. Approfittando dell’accaduto, Nonnino si alza dal sedile, che inevitabilmente fa crollare a terra, e si impossessa del carrello della hostess con cui avanza sui pastori scagliandogli contro confezioni di profumi, per poi travolgerli con il carrello stesso. Intanto Rita – presa da un attacco isterico – si agita azionando così, inavvertitamente, il pulsante di eiezione del sedile, che la catapulta nelle campagne circostanti.

Gli armenti – profondamente sconvolti da un’attività tellurica fino ad allora senza eguali nella regione sarda – si dispersero così belando terrorizzati, e i cani da pastore abbaiarono ininterrottamente per 7 giorni e 7 notti, fino a che i pastori – presi dall’esasperazione – non cominciarono a sparargli. Oramai profondamente provati da un episodio bellico senza precedenti da quando gli USA bombardarono Hiroshima e Nagasaki, ai pastori non rimane che deporre le armi e cessare ogni intento belligerante. Ma dopo l’episodio traumatico avvenuto sull’aereo, con sparatoria e – soprattutto – lancio della Ritapulta™, malauguratamente mi vengono dei disturbi del sonno :( Il mio padroncino ha però la soluzione :) Infatti pensa che sia il caso di cantarmi ogni notte una dolce ninna nanna:

“Ninnaì, ninnaò, questo pet a chi lo do?

Ora lo do a Billina,

che le pappa la zampina,

or lo do al leone,

che la pappa in un sol boccone,

or lo do all’orso bruno,

che sta sempre a digiuno [...]”.

Dopo 24h circa dagli sconvolgenti avvenimenti abbatutisi nella regione sarda, l’ONU fa circolare un comunicato attraverso cui informa la stampa che:

1) le bombe al casu marzu risultano confiscate;

2) la Ritapulta™ risulta ufficialmente inserita nell’elenco delle armi di distruzione di massa;

3) la Piccola Opera Grugnitas dovrà occuparsi del recupero, della cura psicofisica e del reinserimento sociale degli armenti dispersi nelle campagne sarde a seguito del lancio della Ritapulta™.

I fatti di cronaca avvenuti in Sardegna sono stati altresì oggetto di un intervento del papa durante l’Angelus, in cui il pontefice condanna le “Atroci operazioni di guerra perpetrate dai pastori”, i quali “Abbandonando le pecore – che il Signore, con tanto amore e infinita magnanimità aveva affidato nelle loro mani – al loro destino, non hanno seguito la parabola del Buon Pastore, ma quella del capitano Schettino”.

Dott. Eugenio Flajani Galli
 
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