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Autore

Eugenio Montale

in archivio dal 05 feb 2001

12 ottobre 1896, Genova

12 settembre 1981, Milano

segni particolari:
Anch'io ho vinto il Nobel… proprio come Dario Fo!

mi descrivo così:
Ma perché continuano tutti a dire che sono un ermetico?

02 febbraio 2015 alle ore 14:36

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale 
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. 
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. 
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono 
le coincidenze, le prenotazioni, 
le trappole, gli scorni di chi crede 
che la realtà sia quella che si vede. 

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio 
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più. 
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due 
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, 
erano le tue. 

Commenti
  • Fiorella Cappelli Toccante epigramma del grande "poeta della disperazione" che nel suo " male di vivere " inserisce il quotidiano e in questo epigramma dedicato alla sua amata moglie scomparsa raccoglie attimi di vita in versi liberi e il /... breve nostro lungo viaggio/... ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino/ raccoglie la fugacità del tempo esistenziale dove giorno per giorno la visione del cuore e non dei quasi ciechi occhi ha accompagnato i suoi respiri.

    02 febbraio 2015 alle ore 16:05


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