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Poesie di Ezra Pound

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  • 18 luglio 2011 alle ore 17:56
    Sestina Altaforte

    Loquitur: En Bertrans de Born.
    Dante Alighieri mise quest'uomo nell'inferno
    perché era un seminatore di discordia.
    Eccovi!
    Giudicate!
    Scavando l'ho tratto fuori nuovamente?
    La scena è al suo castello, Altaforte. "Papiols" è il suo giullare.
    "Il Leopardo", la divisa di Riccardo Cuor di Leone.

    All'inferno! la pace appesta tutto il nostro Sud.
    Tu, cane bastardo, Papiols, vieni! Diamoci alla musica!
    Io non ho vita tranne quando cozzano le spade.
    Ma quando vedo stendardi d'oro, di vaio, violacei. opporsi
    e i vasti campi sotto loro farsi vermigli
    allora urla il mio cuore, quasi pazzo di gioia.

    Nell'ardore dell'estate provo immensa gioia
    quando le tempeste sulla terra ne uccidono la sporca pace
    e i fulmini dal cielo nero sfolgorano vermigli
    e i tuoni furiosamente ruggiscono a me la loro musica
    e i venti ululano tra le pazze nuvole, nell'opporsi,
    e per tutto il cielo lacerato le spade di Dio cozzano.

    Conceda l'inferno di sentire presto il cozzo delle spade!
    E i nitriti acuti dei destrieri che gioiscono nella battaglia,
    petto chiodato opporsi a petto chiodato!
    Meglio un'ora di battaglia che un anno di pace
    con tavole opime, lazzi osceni, vino e lieve musica!
    Ah! Non c'è vino che eguagli il vermiglio del sangue!

    E io amo vedere il sole levarsi rosso sangue.
    E guardo le sue lance per il buio cozzare di armi
    e mi riempie il cuore di gioia
    e mi empie la bocca di una forte musica
    quando lo vedo così sdegnare e sfidare la pace,
    la sua forza solitaria alle grandi tenebre opporsi.

    L'uomo che teme la guerra e s'accascia opponendosi
    alle mie parole per la battaglia, non ha sangue vermiglio.
    Adatto solo a marcire nella femminea pace
    lungi da dove il valore ha vinto e le spade cozzano
    per la morte di tal baldracche io gioisco;
    sì, riempio tutta l'aria della mia musica.

    Papiols, Papiols, alla musica!
    Non c'è suono che eguagli l'opporsi di spade a spade,
    né grido simile all'urlo di gioia in battaglia
    quando gomiti e spade stillano sangue vermiglio
    e le nostre cariche cozzano contro l'assalto del "Leopardo".
    Maledica per sempre Iddio quelli che gridano "Pace"!

    E che la musica delle spade vermigli li renda!
    L'inferno conceda presto che di nuovo s'oda il cozzar delle spade!
    L'inferno cancelli in nero per sempre il pensiero "Pace"!

  • 18 luglio 2011 alle ore 17:50
    Francesca

    Venivi innanzi uscendo dalla notte
    recavi fiori in mano
    ora uscirai fuori da una folla confusa,
    da un tumulto di parole intorno a te.
    Io che ti avevo veduta fra le cose prime
    mi adirai quando sentii dire il tuo nome
    in luoghi volgari.
    Avrei voluto che le onde fredde sulla mia mente fluttuassero
    e che il mondo inaridisse come una foglia morta,
    o vuota bacca di dente di leone, e fosse spazzato via,
    per poterti ritrovare,
    sola.

  • 31 marzo 2006
    Prologo di Natale

    Eco degli Angeli che cantano Exultasti

    Nasce il silenzio da molte quiete
    Così la luce delle stelle si tesse in corde
    Con cui le Potenze di pace fanno dolce armonia.
    Rallegrati, o Terra, il tuo Signore
    Ha scelto il suo santo luogo di riposo.
    Ecco, il segno alato
    Si libra sopra quella crisalide santa.

    L’invisibile Spirito della Stella risponde loro:

    Inchinatevi nel vostro canto, potenze benigne.
    Prostratevi sui vostri archi di avorio e oro!
    Ciò che conoscete solo indistintamente è stato fatto
    Su nelle corti luminose e azzurre vie:
    Inchinatevi nella vostra lode;
    Perché se il vostro sottile pensiero
    Non vede che in parte la sorgente di misteri
    Pure nei vostri canti, siete ordinati di cantare:
    “Gloria! Gloria in excelsis
    Pax in terra nunc natast”.

    Angeli, che proseguono con il loro canto:

    Pastori e re, con agnelli e incenso
    Andate ed espiate l’ignoranza dell’umanità:
    Con la vostra mirra rossa fate sapore dolce.
    Ecco, che il figlio di Dio diventa l’elemosiniere di Dio.
    Date questo poco
    Prima che egli vi dia tutto.

  • 31 marzo 2006
    Soffitta

    Vieni, compiangiamoli quelli che stanno meglio di noi.
    Vieni, amica, e ricorda
    che i ricchi han maggiordomi e non amici,
    E noi abbiamo amici e non maggiordomi.
    Vieni, compiangiamo gli sposati e i non sposati.
    L'aurora entra a passettini
    come una dorata Pavlova,
    E io son presso al mio desiderio.
    Ne ha la vita in sé qualcosa di migliore
    Che quest'ora di chiara freschezza,
    l'ora di svegliarsi in amore.

  • 31 marzo 2006
    Histrion

    Nessuno mai osò scrivere questo,
    ma io so come le anime dei grandi
    talvolta dimorano in noi,
    e in esse fusi non siamo che
    il riflesso di queste anime.
    Così son Dante per un po' e sono
    un certo Francois Villon, ladro poeta
    o sono chi per santità nominare
    farebbe blasfemo il mio nome;
    un attimo e la fiamma muore.
    Come nel centro nostro ardesse una sfera
    trasparente oro fuso, il nostro "Io"
    e in questa qualche forma s'infonde:
    Cristo o Giovanni o il Fiorentino;
    e poi che ogni forma imposta
    radia il chiaro della sfera,
    noi cessiamo dall'essere allora
    e i maestri delle nostre anime perdurano.

  • 31 marzo 2006
    Contro l'usura

    Con usura nessuno ha una solida casa
    di pietra squadrata e liscia
    per istoriarne la facciata,
    con usura
    non v'è chiesa con affreschi di paradiso
    harpes et luz
    e l'Annunciazione dell'Angelo
    con le aureole sbalzate,
    con usura
    nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine
    non si dipinge per tenersi arte
    in casa ma per vendere e vendere
    presto e con profitto, peccato contro natura,
    il tuo pane sarà staccio vieto
    arido come carta,
    senza segala né farina di grano duro,
    usura appesantisce il tratto,
    falsa i confini, con usura
    nessuno trova residenza amena.
    Si priva lo scalpellino della pietra,
    il tessitore del telaio
    CON USURA
    la lana non giunge al mercato
    e le pecore non rendono
    peggio della peste è l'usura, spunta
    l'ago in mano alle fanciulle
    e confonde chi fila. Pietro Lombardo
    non si fe' con usura
    Duccio non si fe' con usura
    nè Piero della Francesca o Zuan Bellini
    nè fu "La Calunnia" dipinta con usura.
    L'Angelico non si fe' con usura, nè Ambrogio de Praedis,
    nessuna chiesa di pietra viva firmata :"Adamo me fecit".
    Con usura non sorsero
    Saint Trophine e Saint Hilaire,
    usura arrugginisce il cesello
    arrugginisce arte ed artigiano
    tarla la tela nel telaio, nessuno
    apprende l 'arte d'intessere oro nell'ordito;
    l'azzurro s'incancrena con usura; non si ricama
    in cremisi, smeraldo non trova il suo Memling
    usura soffoca il figlio nel ventre
    arresta il giovane amante
    cede il letto a vecchi decrepiti,
    si frappone tra giovani sposi
    CONTRO NATURA
    Ad Eleusi han portato puttane
    carogne crapulano
    ospiti d'usura.

  • L'albero m'è penetrato nelle mani,
    La sua linfa m'è ascesa nelle braccia,
    L'albero m'è cresciuto nel seno -
    Profondo,
    I rami spuntano da me come braccia.
    Sei albero,
    Sei muschio,
    Sei violette trascorse dal vento -
    Creatura - alta tanto - tu sei,
    E tutto questo è follia al mondo.