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Poesie di Fabia Muscariello

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  • 23 gennaio 2015 alle ore 19:56
    "In quiete"

     Dove s’incamera tutta l’aria sospesa che hai mescolato a mari e trasfigurazione,
     come si chiama il vicolo che incorona il tuo passo,
     dove hai collocato il gelo che fa il tuo nome dopo averlo pronunziato
     e in che lingua hai tradotto il canto del cuore che non ascolti più.
     Se per favore puoi, attingi dal tuo ricordo, non reprimere la rivolta dei tuoi pensieri
     e immedesima le parole nello spirito.
     Sarà come vivere, il vivere vero, quello che ti limiti a desiderare.
     

  • 25 gennaio 2014 alle ore 23:29
    Senso di appartenenza

    L'anima che è in me
    arriva fino agli occhi e lì si posa,
    e io sono la sua casa.
    L'ho sentita nell' assenza
    profumare il vento con cui riempirmi il naso
    mescolarsi agli infiniti moti dell'esistenza
    a ristabilire equilibrio
    inconsapevolmente.
     
     
     
     
     

  • 02 gennaio 2014 alle ore 21:16
    guerriero paroliere

    Finalmente ripongo le armi
    via la carta, la strada, le lacrime,
    ormai esiste questo bel pezzo di vuoto tutto nuovo
    che sinceramente non ho alcuna voglia di sporcare,
    voglio la verginità di questo niente, così puro,così mite,
    e smetto d’esser solo influenzabile
    per ” morir” potente…
     

  • 02 dicembre 2013 alle ore 19:11
    Destino

    E' questo grigio umido incostante

    a voler cancellare ogni particella di irregolare emozione,

    trasformandoci in oroscopo e previsioni del tempo.

    Non potranno pioggia o sole condizionarci troppo in là,

    rapirci l'anima di continuo, come se fosse legge, eppur così accade.

    E' strana, ma reale la nostra sindrome di plasmarci al creato,

    anche se intrattenuti da mille e più paradossi,

    ci spingiamo con tutto il nostro istinto sempre oltre,

    ed è lì che rifioriamo, piantati con energia nel caos più totale,

    a riprenderci poi il senso delle cose....

  • 12 settembre 2013 alle ore 17:14
    Orbite

      C'è un posto in cui non riesci a parlare
    qualcosa trattiene la voce
    altro prende il tuo battito
    è un momento di gabbiani,conchiglie, eterno
    come se uscissero le mani dalle tasche
    se moltitudini di pensieri 
    risalissero la riva indiscreti
    anime tornassero nei corpi
    uno di quei non luoghi che indifferentemente 
    osservi ammutolito
    continuando i tuoi giorni statici e apparenti
    una fuoriuscita dai bordi
    una mano di pittura di troppo
    un angolo del tuo cuore non calcolato
    poetiche omissioni 
    imponenti ali nell'asfalto
    che ti fan sentire libero...

  • 25 agosto 2013 alle ore 23:01
    Grandi occhi come sogni

    Ferma a sentire il mio battito
    come se ali spuntassero dalla mia schiena
    parto da questo pavimento
    ma ho voglia di toccare ogni stella
    ricomporre il mio disegno, mai più sbiadire e camuffare
    “Vola” è un fare, un verbo, una possibilità
    un suono melodico di un altro giorno estivo
    Il non sapere mai la meta
    l’assurdità del sogno
    l’ambiguità dell’esistenza
    Il sorgere di un pensiero e il morirne di un altro
    Io che parlerei alle mani e all’anima
    ritrovo me nella mia solissima seduta
    pungendo questo cielo di carta inconcludente
    esibendo sempre le ataviche collane del mio sentire
    amore eterno
     

  • 10 agosto 2013 alle ore 10:48
    rinnegarsi è come morire

    Probabilmente è nell'atmosfera angusta
    che il mio animo non può voler entrare
    dove aria non esiste se le mani non esistono
    ma è nel vagare di alcune metamorfosi che
    non riesco a sedermi un attimo e ascoltare
    e volando da una spinta onirica all'altra
    svirgolo completamente dalla realtà
    che credo di saper tenere ferma
    non ci saranno luci e stelle
    non ripeterò sempre la stessa parola
    non mi farò piovere addosso casualità
    sarò più e più volte vigile sulle mie visioni
    e non piangerò, non lo farò mai più.
     

  • 05 agosto 2013 alle ore 14:46
    Sorridere per capire

    Cerca ogni tanto di non piangerti addosso 
    sii donna in ogni senso
    combina le tue fragilità alla tua essenza e 
    mescola e rimescola, cuci gli spacchi, 
    sfuma la rima nera 
    del tuo pretendere amore sincero
    ma prima di ogni gesto, anche di notte, anche al buio...
    ricordati che non sei l'unica al mondo...
    ma puoi diventarlo. 

     

  • 06 maggio 2013 alle ore 17:35
    I colori di Afremov

    Vorrei scalare oltre questi passi
    e vedere come fanno certe mie parole
    a rimanere fedeli a impulsi e sublimazioni
    senza limare pause, senza cadere vittima
    delle mie illusioni,
    vorrei che fossero lucenti i loro significati
    come un volo intenso e senza pesi
    vorrei fluissero così impetuose
    da trovare ostacoli senz ‘accorgersene
    e alla fine del torrente cadere
    dentro quell’inaspettato mare
    tutto rosso e “gialloarancio”
    nell’unico modo che ho
    d’ amarle ,
    fiera d’aver dipinto un po’ di quel che
    le riveste discrete ,
    e loro, le parole, care e affezionate,
    venirmi incontro
    sconfinando...

  • 05 aprile 2013 alle ore 11:08
    la mia voce non dice

    se dovessi adesso scrivere una poesia
    non userei nessuna parola
    nessuna pausa
    nessun niente che mi costringa
    in una direzione
    scarabocchierei a grandi linee
    solo la mia mente
    l'aprirei dal cielo alla terra
    conservandone solo
    il meglio...

  • 12 marzo 2013 alle ore 10:31
    Tutto di me

    Mi troverete appesa alle briglie di una moviola marina
    sono la sponda che infrange, che indietreggia
    mi coloro nel passo dell'uomo

    In verità non sono nulla
    se non conchiglia, peschereccio
    "rezza" e smisto carovane
    di intrecci puzzolenti tutto il giorno
    e nell'occhio umido del gabbiano
    rimescolo tutti i colori

    Forse voi mi pensate lontana
    mi immaginate vecchia
    saggia
    io che mi nascondo
    nella semplice
    giornata
    del
    mondo
    non so niente
    se non indicarvi la strada
    di questo momento

    E ora mormorate pure
    punzecchiatevi
    ma ascoltate dopo
    le parole liquide del cuore
    accogliendo in voi le forze
    senza paura

  • 27 febbraio 2013 alle ore 9:55
    Quasi marzo

    Vorrei dirne una, forse due o tre
    per smentire sinteticamente le indecisioni mie
    sulla vita, sull'amore
    quell'impulso di mille cenerentole fa
    non mi si addice più
    ora che indosso il senso di questa mia esistenza
    senza troppa paura di ammetterlo

  • 08 novembre 2012 alle ore 11:43
    Primavere gaetane

    E scorre lenta la mia mano sui ricordi
    sento le parole, i suoni , i gesti
    Non so quanto tempo sia passato
    in realtà non so nemmeno
    come riesca la mente
    a reintempretare così spesso il passato
    Che sia scontato o meno, noioso o meno,
    sembra che amare questi posti sa bastarmi
    Quell'onda, le barche e il porto, le mura fredde,
    scale a salire, scale a scendere,
    balconi, archi e san pietrini,
    gente che fuma, gente che guarda il mare,
    l'azzurro di un pezzo di mondo
    che mi abita in cuore.

  • 20 ottobre 2012 alle ore 19:02
    Suono frainteso

    Vorrei poter aver avuto meno
    di quanto ho desiderato
    e desiderato meno
    di quel che non vorrò mai
    un intrigo custodito da un solo cuore
    un silenzio serrato da una sola mano

  • 19 settembre 2012 alle ore 11:21
    Livido cielo di carta

    Scivolerei in una poesia
    scalando le parole
    planando
    l'etereo raggio di cielo
    indelebile
    tra le vette
    il più antico consigliere di
    speranze

  • 12 settembre 2012 alle ore 15:20
    Lo giuro

    Chiunque sia dev'essere stato un genio
    se parlasse di se, o se inventasse
    non importerebbe
    ora che da una bocca uscirebbe solo veleno
    preferirei questo affondare nelle cicatrici
    che una stupida e buona illusione
     

  • 11 settembre 2012 alle ore 12:16
    Se avesse un nome

    Scrivo a vuoto
    scrivo a nessuno
    di un quasi sempre inespresso
    mentre cerco di far fuori
    una zanzara insistente
    e ho tutto il mondo contro

  • 05 settembre 2012 alle ore 12:15
    L'aria

    Razionale e inscindibile
    l'idea del se,
    con  l'anima ad oriente
    nel vascello dell'umore,
    tutta tendo ai colori freddi
    e sincera rinsavisco
    dall' ubriachezza instabile
    di certa invadente sterilità

  • 01 agosto 2012 alle ore 10:53
    Mala

    Scrivere è un tempo ladro
    sa interpretarti fino
    a rapirti confuso
    alla fine del labirinto
    che tu gli hai mostrato

    e non c'è verso che attenda
    giorni migliori o peggiori
    in quel momento volante
    sa bene a cosa ispirarsi
    sa farsi "dire"
    sa nascondersi dietro gli acini
    con le lettere ad ogni morso

    Preparò il settembre
    giallo di grano
    tra le cose da farsi
    con la voglia di aprire le mani
    e sentirle stringere
    a numerare mantra

    Salì su quella canoa
    arrivando nella parte flessa
    di tutte le cose
    respirando dal vento
    dei miei alberi indulgenti

  • 11 luglio 2012 alle ore 9:27
    "Oltrepassabile"

    Se mi s'incepperà ancora la cartuccia
    e mi cadranno lacrime di stupidità
    me la prenderò con quello sciocco profilo
    nello specchio
    che non sa quanto male ha saputo fare.
    Mi è saltato in gola un grillo parlante,
    uno senziente e l'altro silenzioso
    che ridipingerà le pareti della mente
    che meritano sogni floreali.
    Pulizie di primavera in questi miei pensieri
    che ancora mi smuovono le vesti
    fino a che l'odore fresco della sera
    avrà solo il mio nome.

  • 06 luglio 2012 alle ore 9:31
    Rivolta ...

    E guardo il cielo
    e diventa mio
    con un pensiero
    condiviso
    nel luogo più
    sacro
    dove si unicono le energie
    e si spezzano le catene
    e il ladro smette di rubare
    e io smetto di gelare

  • 01 luglio 2012 alle ore 15:53
    Libellule robuste

    Chi sono io
    cosa può davvero ferirmi
    e soprattutto come può tutto farmi gioire
    che porti nome di speranza e parole blu
    le mie false partenze
    i miei imbarazzi
    e come può tutto questo
    colmare la mia fede
    da est a ovest
    quel passaggio singolare di meraviglia
    fino, e sempre e da prima,
    sotto al naso
    e attorno le ciglia
    e dunque negli intermezzi
    di pieghe spoglie e atrofizzate
    arido il polso
    quando chino il capo nell'insufficienza,
    uno sguardo
    nel mistero di quel che resta appeso
    alla cima del filo acquatico
    mentre continuo a non sapere... 

  • 22 giugno 2012 alle ore 9:05
    Dimensione(da scandire pianissimamente)

    Quando arrivano i sonagli
    col vento a tintinnare
    cuore di pesce con l'aria in tasca
    svirgola dal mio destino
    e non mi ascolta più....

    Poi ritorna dall'onda
    e muto come solo lui è
    mi tramanda segreti
    come una luna sposa
    come l'incertezza
    piena di miracolo

    Io gli sorrido
    e mi lascio leggera
    su quel che resta della riva
    con i piedi bagnati dallo stupore
    e la brezza tra i fermagli, gli anelli e il pianto
    ormai addolcito dalla sua speranza

    Gli sussurro che non voglio nulla di più
    di quel che non ho mai avuto
    meno tempo, acqua, aria e migrazione
    e aquiloni, caramelle
    come se non fosse niente
    così che nessuno lo saprebbe inconcepibile,
    perchè trasparente
    quasi a renderlo inafferabile
    incosistente
    di poche e semplici parole
    anzi
    senza parole
    nel centro dell'essere

  • 13 giugno 2012 alle ore 21:41

    Con le dita nelle lettere
    s'impunta questa sequenza
    come ad implorarmi forte
    la stessa e sottile stella della vita
    che non mi indica, mi accompagna muta,
    e mi sveste poco
    mi tiene poco
    ma resta dentro e intorno
    veleggia con quel vento giusto
    e soffia il lato distratto
    una vera e strana sensazione
    un dolce suono di conchiglia
    il bacio salato
    il tuo dito silenzioso di paura

  • 13 giugno 2012 alle ore 10:29
    La mia poesia

    Parole levigate, tagliate
    cuciamoci le ferite
    che non esiste perdono senza silenzio
    non nasce destino se muore un sentire
    inutile diviene la stagione dei fiori
    e inutili anche i fiori
    Splendete su di me poesia e musica
    abbagliatemi di bellezza
    inconcludetemi
    inprigionatemi
    in un universo
    in un Dio dell'innocenza
    in un filo zitto, sempre in connessione
    solo per chi mi vorrà davvero ascoltare