username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Fedor Michailovic Dostoevskij

in archivio dal 24 apr 2002

11 novembre 1821, Mosca - Russia

28 gennaio 1881, San Pietroburgo - Russia

segni particolari:
Condannato a morte sono stato graziato a pochi passi dal patibolo.

mi descrivo così:
Uno che con i suoi arcinoti "mattoni" ha "costruito" le fondamenta dei grandi romanzi realizzati in chiave moderna, soprattutto per i personaggi "nuovi" ed emblematici, psicologicamente costruiti fin nei dettagli.

23 aprile 2013 alle ore 8:32

Le notti bianche

di Fedor Michailovic Dostoevskij

editore: Mondadori

pagine: 105

prezzo: 6,80 €

Acquista `Le notti bianche `!Acquista!

Questo libro è un capolavoro, un piccolo racconto che racchiude tutto, ritrovata speranza, ma anche successivo annullamento, luce che ti colpisce, ma anche buio che penetra.
Nelle prime pagine ci viene descritta la San Pietroburgo che cambia e si evolve nel corso delle stagioni; il protagonista è un uomo senza nome, che ama passeggiare sulle sponde del fiume, tra i suoi pensieri, affanni, sogni irraggiungibili. Durante una di queste passeggiate arriva la svolta, il cambiamento, l’elemento di sutura tra l’immaginario e il reale. Lei è una donna affranta, che piange, che è sconsolata e triste, ma nonostante tutto accetta di parlare con l’uomo che le porge la mano in segno d’aiuto. Entrambi iniziano a raccontarsi, a conoscersi, a fondersi ognuno nel corpo dell’altro, a darsi speranza, a vomitare quei fantasmi interiori che da troppo tempo erano rinchiusi nella gabbia dell’animo. Quattro notti di conoscenza, cuori che palpitano, un passato che ritorna, l’amore che sfugge verso un passato che sembrava troppo lontano, una nonna pedulante, una nuova consapevolezza che è destinata a vivere nell’ombra, nel buio che oscura quell’aura che pareva esser donata solo dalla giovane Nasten’ka.

“Quanto più siamo infelici, tanto più profondamente sentiamo l'infelicità degli altri; il sentimento non si frantuma, ma si concentra.”

recensione di Gino Centofante

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento