username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Fedor Michailovic Dostoevskij

in archivio dal 24 apr 2002

11 novembre 1821, Mosca - Russia

28 gennaio 1881, San Pietroburgo - Russia

segni particolari:
Condannato a morte sono stato graziato a pochi passi dal patibolo.

mi descrivo così:
Uno che con i suoi arcinoti "mattoni" ha "costruito" le fondamenta dei grandi romanzi realizzati in chiave moderna, soprattutto per i personaggi "nuovi" ed emblematici, psicologicamente costruiti fin nei dettagli.

13 febbraio 2012 alle ore 12:06

Umiliati e offesi

di Fedor Michailovic Dostoevskij

editore: Garzanti

pagine: 432

prezzo: 7,23 €

Acquista `Umiliati e offesi`!Acquista!

“Umiliati e offesi” è un titolo emblematico, che indica la condizione in cui si ritrovano, presto o tardi, i personaggi del romanzo, ambientato nei bassifondi della San Pietroburgo zarista. Le molte anime di cui esso è costituito seguono, con rassegnato fatalismo, il proprio inesorabile destino, trovandovi, grazie alla vicinanza dei propri familiari, lo stesso una personale felicità.
Il nome del protagonista è Vanja, che è anche la voce narrante e l’alter ego di Dostoevskji. Egli funge da “ponte” nelle relazioni e nelle controversie tra i vari personaggi, ponendosi comunque come parte in causa della storia.

Vanja ama Natasa fin da bambino e, crescendo insieme a lei, la crede destinata ad essere sua moglie; è verso di lei che rivolge i sentimenti più intensi, avendone costantemente a cuore il benessere, anche se ciò dovesse andare a discapito delle proprie aspettative. Egli è intimo dei genitori di lei e ne conosce la storia passata, i problemi del presente, così come i pregi e i difetti. Ma la storia d’amore perfetta non ha mai buon esito nei romanzi dostoevskjiani. E l'incantesimo tra Vanja e Natasa è destinato ad infrangersi.
Il principe Valkovskij, infatti, è una “macchina infernale” ed anche il “peccato originale” e irredento di tutti quanti i personaggi. Valkovskij, in passato, ha fatto la fortuna del padre di Natasa, ma ora lo maledice e lo getta sul lastrico, dal momento che ha turbato, involontariamente, i suoi progetti. Il giovane e ingenuo figlio del principe, il cui nome è Alëša, si è innamorato di Natasa, venendo ricambiato. Perciò Valkovskij decide di distruggere l’amore dei due ragazzi, ponendo fra loro la bella e nobile Katja, la quale, piena di ingenua virtù, suscita uno spontaneo sentimento d’amore in Alëša. Dunque Alëša ha spezzato, casualmente, l'amore tra Vanja e Natasa; ora il principe annienta premeditatamente quello tra il figlio e Natasa stessa.
È alle donne dunque che Dostoevskji riserva il ruolo di esseri virtuosi, giacché, nella loro incoercibile infedeltà rispetto alle relazioni avviate, sopportano con stoica fermezza i mutamenti di fortuna che ne conseguono, concedendo agli avversari ed alla sorte ciò che va oltre le loro forze.

Ma, nel susseguirsi rocambolesco degli eventi, nemmeno la figura dannata del principe verrà risparmiata alla serie degli "umiliati e offesi": sarà Vanja infatti che, pieno di un controllato disprezzo, gli rinfaccerà malvagità e spregiudicatezza, insieme al cinico calcolo dell’utile, posto in essere col manipolare le altrui esistenze; e ricevendone, in ricambio, un sorriso sarcastico e la fredda promessa di una vendetta spietata.

Insomma, tra i ghirigori della psicologia umana e le montagne russe dei più imprevedibili accadimenti, Dostoevskji attinge a piene mani a quel repertorio inesaurito dell’umana commedia, in cui si danno convegno la feccia della società e l’aristocrazia dello spirito, mettendo in risalto come, dietro ogni relazione amorosa, si nasconda l’incessante conflitto dei desideri e delle aspirazioni individuali.

recensione di Marco Gabrielli

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento