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in archivio dal 21 gen 2019

Francesco Balasso

17 aprile 1986, Thiene - Italia
Mi descrivo così: Poeta, fotografo, aspirante compositore. Tutte cose che mi ritrovo addosso quando non mi chiedo troppi perché.
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elementi per pagina
  • 12 aprile alle ore 21:52
    Maglioni

    ogni anno mi propongo
    di incensare eventi, misurare
    col metro da sarta la vita
    sui soliti quattro maglioni
    poi spengo i pomeriggi sul portacenere
    con un domani dentro al freezer
    assieme alla carne per stasera
    e laggiù alla fermata
    due ragazzi si baciano contenti
    zaini Eastpak pieni di scritte
    occhiali vintage musica da schifo
    ma almeno la musica è un mostrare
    il paradiso sulla terra
    un’energia che sapevo
    è quel puntolino là
    nell’universo di qualcuno
    mi ricorda qualcosa
    il colore fiammante dell’autobus
    dopo la campanella
    non mi so dire altro che l’età
    è il perimetro dei sogni
    il sentirsi raschiare sul petto
    la pelle ruvida della luna

    come vedere il sole
    dalle vetrate delle cattedrali
    e non avere lo smalto
    da ingannare la luce

    (febbraio ’19)

     
  • 14 febbraio alle ore 15:08
    Ore lunghe

    Non avevo mai provato a chinarmi
    di fronte al nulla, alle camere bianche
    alle sue ore lunghe

    hai tra gli occhi schegge di sole
    e rubi la purezza agli angeli
    mi porti dove la neve ha un peso
    guardandomi su rami di scoiattolo
    le pupille da stella alpina
    tra le rocce ghiacciate

    una tua spallina che scende
    ha spigoli di eternità, me lo dico
    con una risma di pensieri
    da fotocopiarci settimane
    e tanto inchiostro
    per sentirsi l’aria dentro
    una cantilena che incide la sera
    e arde al di là delle montagne

    ogni secondo è una crepa al labbro
    e un cielo sputato per terra

    (febbraio '19)

     
  • 03 febbraio alle ore 17:40
    Orizzonte di qua

    sei quella che arrossita
    getta gli occhi altrove
    e fa sorgere soli sul viso

    togli le parole a chi
    chiede in punta di piedi
    sporgendosi dal respiro

    poi torni a guardare
    l’orizzonte di qua
    senza morire

     
  • 27 gennaio alle ore 14:12
    Porcellana

    Hai arpionato le mie gioie
    con il tuo sorriso di amianto
    come sono viole le tue parole
    mi inviti per un tè verde
    porcellana finissima, mi dici
    col mignolo alzato, e poi
    nel giardino sul retro hai occhi piccoli
    e cani da ringhiare
    a chi va a comprarsi il suo giornale

    con una bocca mi baci
    con l’altra schiumi sulla sabbia
    ho un mare azzurro
    che dovrei tenermi in tasca

     

    (gennaio 2019)

     
  • 27 gennaio alle ore 13:54
    Gennaio

    Le mie prime mattine
    quello che resta
    degli spumanti, dei fuochi
    e della musica.
    Come erano confortanti
    i buoni propositi.
    Ogni volta aspetto
    una nuova neve
    cadermi sulle ciglia
    al di qua della finestra
    con le scarpe pulite
    e l’anima in pigiama.

     

    (gennaio 2017)

     
  • 21 gennaio alle ore 20:10
    Nichilismo #3

    ricordi
    di musiche lontane
    spartiti indecifrabili
    pezzi di voce
    versi a metà
    poesie non finite
    sul foglio bianco
    le parole tornano inchiostro

    neanche chiudere
    il segno dello zero

    (marzo '13)

     
  • 21 gennaio alle ore 19:36
    Spazi

    cercavo una parola immortale
    da avvicinare alla tua bocca
    poi finisco per trovarne altre
    senza il calcare dei secoli

    almeno nella metodica follia
    di spaccare versi con l’accetta
    ti arrivo sulla punta del naso

    il tuo celeste da guancia a guancia
    è un cielo posato a terra

    qui tutto è veramente troppo grande

    (gennaio '19)

     
  • 21 gennaio alle ore 19:35
    Monte Berico

    La luce dei lampioni
    cuce un altro ricamo
    all'antica facciata, mentre
    le ultime macchie viola
    sopravvivono accatastate tra i monti.
    La sera si tarda, aspetta
    un sipario sempre aperto
    lo spettacolo in un altro spettacolo.
    Dai sampietrini, un po'
    di lato un po' da soli, si guarda
    coloro che in prima fila
    coi gomiti fioriti sulla balaustra
    guardano oltre la terrazza,
    abbracciati.

    (giugno-agosto '17)

     
  • 21 gennaio alle ore 19:12
    Un ultimo lento

    Un ultimo lento.
    Senza musica.
    Visi pesanti
    sulla spalla dell'altro
    il pensiero congelato.
    Una maschera cade
    ma gli occhi piegati
    già sapevano.
    Un prima e un dopo
    un altrove.

    Un ultimo lento
    un pezzo di sole scuro
    laggiù tra le montagne.
    Nel silenzio
    vicini e uniti
    avremmo provato
    a dimenticarci.

    (giugno '15)

     
  • 21 gennaio alle ore 19:10
    Creatività

    Arcobaleno tra le nubi
    che colora le invidie
    sopite da tempo
    angelo in frac
    e in boxer a pois
    sceso tra gli ignavi
    luce dall'inferno
    per il paradiso
    sangue
    versato e negato
    piantina calpestata
    arancio con le spine
    rosa tra le ortiche
    ortica tra le rose
    prestito rischioso
    corrosivo
    per l'utile invisibile
    di tutti
    ammessa con asterisco
    spontaneità derisa
    per troppa vita.

    (gennaio '15)