username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Poesie di Francesco Giuliano

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Francesco Giuliano

  • 12 settembre 2013 alle ore 0:26
    Vorrei

    Vorrei costruire
    un ponte che unisca
    il mio cuore al tuo.
    Vorrei  correre su di esso
    per riuscire ad abbracciarti
    con impeto passionale.
    Vorrei da esso
    con te tuffarmi
    nelle limpide acque correnti
    e lasciarmi cullare
    verso il mare infinito.
    Vorrei  da esso
    con te guardare il firmamento
    e lasciarmi guidare da Polaris
    verso reconditi lidi
    dove regna  la felicità.

  • 01 settembre 2013 alle ore 9:06
    E' giunta mezzanotte

    E' giunta mezzanotte,
    la stanchezza avvolge i cuori
    gli occhi hanno voglia di dormire
    le membra di distendersi
    e coprirsi con un manto di stelle.

  • 28 agosto 2013 alle ore 10:58
    Gli erranti

    Durante il nostro errare nel bosco
    ignota la meta
    le foglie calpestate parlavano di noi
    le fragranze scomodate
    sparse nell’aria
    inebriavano distrattamente  i nostri corpi
    le verghe eccitate vibravano
    emettendo suoni monotoni
    gli alberi affusolati
    dalle alte chiome esili
    formavano ombrelli intrecciati
    che nel lasciarsi ferire
    da tenui raggi solari
    chiari e scuri offrivano
    e rendevano il peregrinare incerto.
    Angoscia  e mestizia
    avvolsero i nostri animi.

  • 26 agosto 2013 alle ore 23:33
    Tutto finisce

    Ogni giorno con la sua luce
    dà forma e colori alle cose
    e trasmette nei cuori
    freschezza e ilarità
    poi sul finire, lentamente,
    su di esso la tenebra prevarrà
    e col buio ogni cosa cesserà,
    così il mio amore
    per te.

  • 16 agosto 2013 alle ore 9:58
    M’hai plasmato il cuore

    M’hai plasmato il cuore
    come fosse argilla.
    L‘ hai forgiato
    come piaceva a te
    e  t’ho lasciata fare.
    M’hai plasmato il cuore
    poi l’hai cotto
    per dargli fissità,
    nel tempo durevole.
    M’hai plasmato il cuore
    come fosse argilla
    l'hai trasportato
    dove hai voluto.
    Tanto tempo trascorso è ormai
    indifeso mi sento
    non so più cosa fare
    perché m'hai plasmato il cuore
    come fosse argilla.

  • 10 agosto 2013 alle ore 10:09
    Il tuo volto, o donna

    O donna, lu … luce degli occhi di chi ti guarda
    donna dal sorriso seducente
    donna dalla giunonica effigie
    donna dalle generose protuberanze
    donna che serenità esplodi
    amore e fervida passione sveli
    al tuo procedere.
    D’un tratto e non t’avvedi!
    O donna, lu … luce degli occhi di chi ti stima
    donna perspicace
    donna tenera e affabile
    donna dal prodigo viso
    che emerge dal tuo gentile corpo procace
    che penetra nel cuore di chi lo guarda.
    O donna, lu … luce degli occhi di chi ti ammira
    il tuo splendido volto espressione
    di franchezza e di magnanimità
    ammalia chi l’osserva.
    O donna, lu … luce degli occhi di chi ti venera
    il tuo incantevole sguardo
    come novella Medusa
    rende  muto e inerme chi penetra
    nelle tue pupille color ossidiana.
    O donna, lu … luce degli occhi di chi ti adora
    sul tuo meraviglioso volto
    s’ergono
    il bel naso incuneato tra le magnifiche gote
    che lo modellano e lo esaltano
    le  rosee labbra carnose
    che reclamano di essere baciate
    e vi si incuneano come due preziose pietre rare
    gli splendidi occhi penetranti e accesi
    mentre si sparpagliano liberi nell’aria
    i  folti capelli neri sciolti
    che lo esaltano preziosamente.
    Tutto fa a gara in te
    con un empireo ricco di stelle
    tremolanti di vivace impulso
    per  mostrare al mondo intero
    la protuberante bellezza che t’assale.
     

  • 08 agosto 2013 alle ore 9:06
    Amo la donna

    Amo la donna
    ché mi ha dato il respiro.
    Amo la donna
    ché mi dà il sospiro.
    Amo la donna
    ché mi fa cogliere il senso della vita.
    Amo la donna
    ché mi fa credere nel Paradiso.
    Amo la donna
    essenza dell'esistenza.
     

  • 20 luglio 2013 alle ore 17:46
    Gli occhi del mio amore

    Celestiali,
    di fata seducenti,
    esaltanti,
    provocanti,
    affascinanti
    sono i tuoi occhi.
    Talmente lucenti
    da incantare
    stordire
    confondere
    accecare
    sono i tuoi occhi.
    Donano diletto
    piacevolmente incantevole
    a chi l’osserva,
    infervorano
    l’animo scosso
    dalla passione
    di chi li guarda.

  • 27 giugno 2013 alle ore 18:31
    I tuoi occhi

    I tuoi occhi
    come aguzze saette
    infilzano il mio cuore
    e lo sconquassano.
    D'essi m'hai fatto dono
    che custodirò nell'animo mio.
    Sempre!
    Oh, che occhi meravigliosi,
    sublimi, stupendi,
    straordinariamente impareggiabili
    m'hai donato!
    Ora li tengo accanto a me
    preziosi e unici
    e godo del loro respiro.
    Mi guardano intensamente
    e quello sguardo fisso,
    come un alito,
    come un sospiro,
    come un sogno,
    è tutto ciò che rimane del ricordo di te!

  • 21 giugno 2013 alle ore 0:05
    Solitudine

    Quando avvertii solitudine
    sotto i raggi dell'argentea luna
    neppure la sera 
    col suo chiarore
    ebbe il coraggio
    di darmi conforto.
    Nel dolore rimasi
    incredulo e stupito
    come un infermo
    che mai si sanerà.
    Subito il cuore palpitò
    il corpo di fervido sudore
    si coprì
    un brivido lancinante
    percorse le membra intere.
    Intorno tra tanta solitudine e tristezza
    cercai di afferrare un raggio
    che mi desse respiro
    ma soltanto di delusione
    l'animo s'avvolse.

  • 19 giugno 2013 alle ore 9:09
    Dimenticare

    Dimenticare voglio
    gli attimi felici trascorsi con te
    e poi dormire, sognare,
    bramare i tuoi ardenti sospiri.
    Dimenticare voglio
    la luce dei tuoi occhi
    e poi volare per cogliere
    i calorosi raggi solari
    in ricordo della tua passione.
    Dimenticare voglio
    le tue soavi parole
    che m’hai sussurrato
    nei momenti d’abbandono estatico.
    Dimenticare voglio e
    tuffarmi nel mare dell’oblio
    e poi nuotare, nuotare
    fino allo stremo delle forze.
    Dimenticare voglio
    giacere, dormire,
    e poi svegliarmi
    senza di te nei miei pensieri
    per non soffrire ognora.

  • 18 giugno 2013 alle ore 17:30
    M’accorsi d’amarti

    M’accorsi d’amarti
    senza che un respiro
    avesse il tempo
    di staccarsi dal mio cuore.
    M’accorsi d’amarti
    teneramente
    mentre scrivevo
    parole senza senso.
    M’accorsi d’amarti
    mentre fissavo
    il sole disceso
    all’orizzonte
    dopo un dì
    di festa e d’allegria.
    M’accorsi d’amarti
    mentre ascoltavo
    note intonate
    di un ardente autore
    di ferventi verbi d’amore.
    M’accorsi d’amarti
    perché il mio cuore
    aveva voglia di te.

  • 27 aprile 2013 alle ore 12:51
    Femmina

    Femmina ,
    dolce femmina,
    femmina verace
    di piacere vorace.
    Travolgi l’uomo che ti desidera
    con la tua incontenibile
    brama d’amare
    sconvolgi l’uomo che t’ama
    con la tua focosa passione
    rassereni l’uomo che t'anela
    con la tua dolcezza  infinita.
    Precipiti in un attimo
    nell’imo burrone
    del desiderio inquieto
    risali con altrettanto fervore
    tuffandoti nel mare profondo
    dell’amore che è in te.

  • 21 aprile 2013 alle ore 12:02
    Il linguaggio del mare

    Onde su onde
    si rincorrono
    con impeto si scagliano
    spinte dalla passione
    fragore sugli irti scogli
    producono.
    Schiuma,miscela effimera d’acqua  e d’aria,
    l’avvolge
    l’accarezza
    fervore e forza manifesta.
    Onde su onde
    note monotone volano
    nell’aria
    verso l’Olimpo.
    Flusso e riflusso
    e la rena si compone dolcemente
    in labile specchio
    su cui, dolce amor mio,
    adagiata dolcemente
    sfiorata dai raggi solari
    assapori brio e armonica serenità.

  • 07 aprile 2013 alle ore 7:16
    Vibrazioni

    Vibrazioni avverto
    nel respirare il tuo respiro.
    Vibrazioni come foglia
    inumidita da goccia di rugiada
    colgo
    quando le tue sgorganti lacrime
    umettano il mio viso.
    Vibrazioni sento
    ad ogni tua dolce carezza.
    Vibrazioni mi sorprendono
    quando le tue labbra
    inumidite e sensuali
    sfiorano le mie.
    Vibrazioni mi prendono
    nell’assaporare il tuo amore
    che mi riempie il cuore
    di felicità.

  • 02 aprile 2013 alle ore 9:43
    Sogno bizzarro

    Sul morbido canapè
    poggiai la faccia
    supino m’assopii
    pensando di te
    le pupille vitree color del mare
    le rosee labbra carnose
    la lunga chioma nera
    che delicata lambiva l’aggraziata schiena
    il nutrito seno morbido nutriente
    che aveva dissetato
    le mie brame ognora
    nel sogno poi ti mostrasti
    ammantata di candida
    nivea nudità diafana
    leggiadra andavi vaporosa
    frenesia allora m’avvinse
    turbamento mi strinse
    il cuore fremé
    ti cercai irrimediabilmente
    smaniai di sfiorarti
    ma schiva fosti
    insensibile senz’anima
    ai miei richiami amorosi
    un amaro gusto
    rimase indelebile
    nella mia gola
    un bizzarro ricordo
    strinse il mio intelletto
    uno strano segno
    afferrò il mio pensiero.

  • 30 marzo 2013 alle ore 23:17
    Libertà

    Chiamami se vuoi
    sarò qui a sperarti
    quando verrai
    diletto per me sarà
    capirò libertà
    cosa sia
    accanto a te
    volerò alto
    nel cielo respirando
    i tuoi grati sospiri d’amore
    ti cavalcherò
    disinibito
    e tu mi trasporterai
    nel mondo dei sogni
    dove gusterò
    la dolce ambrosia
    delizia della mia sensibilità.

  • 29 marzo 2013 alle ore 18:28
    Serenità

    Cerco Serenità
    dilettevole Musa
    de’ miei sollazzi infantili
    che lambivi il mio cuore
    soavemente
    e lasciavi volare la mia mente
    libera da balordi pensieri
    e traboccante di gioia.
    Tanti anni
    sono trascorsi ormai
    ti  ho perduta
    ti cerco ognora
    ma non ti trovo.
    Torna da me
    già vecchio incanutito
    segnato dal crudele tempo
    lasciati assaporare
    sfiorami ancor per un attimo
    per rimembrarmi
    la fanciullezza perduta.

  • 21 marzo 2013 alle ore 14:58
    Il bacio

    Sulle tue accoglienti
    fervide
    tenere
    morbide
    vellutate
    labbra vermiglie
    pongo dolcemente le mie
    da tempo desiderose
    al seducente contatto
    di avvertire
    il focoso tremolio incantevole
    che pervade ovunque le membra
    e scorre nei calorosi vasi
    rigenerando il cuore che langue
    e appagando
    il desiderio di te

  • 21 marzo 2013 alle ore 14:20
    È primavera

    Il sole si fa dolce
    la luce rinfranca i cuori
    i prati rinverdiscono d’erba
    il tepore incanta gli animi
    il sogno si realizza
    gli alberi nudi
    pieni di gemme
    figlieranno foglie e fiori a caso
    foglie che ridanno floridezza
    fiori che rifondono bellezza
    stregato ti guardo
    non favello
    affascinato dalla tua bellezza
    che dà rigoglio alla vita.

  • 17 marzo 2013 alle ore 16:37
    Rosso scarlatto

    Raro ardore
    misto a intenso tremore
    nell’animo mio
    vedere innanzi a me
    un vivo rosso scarlatto
    fervido e caloroso
    disperdersi nel cielo
    sfiorare le cerulee acque
    e penetrarmi come lama nel cuore
    suscitò
    attimi incantevoli di passione
    e con te consumai
    commozioni impure di eccitazioni
    sussulti con fremiti patii
    bisbigli e sussurri d’amore declamai
    le delizie amorose alfine assaporai.

  • 17 marzo 2013 alle ore 10:16
    Il picciotto e il commissario

    Il picciotto baldanzoso e fiero
    col capo celato da un casco nero
    in una muta di grigio colorata
    tra vie e viuzze della borgata
    sulla sua robusta motocicletta
    sfreccia come una saetta.
    Uomo di pancia e di coltello
    quest’omino sin da pupo
    privato del suo cervello
    conosce solo ciò che è cupo.

    Nel suo misero animo sadico,
    vile  e meschino, il picciotto
    violenza e odio conserva
    paura e codardia scatena
    sparare sulla folla lo esalta
    il fulvo fluido fluire
    dell’apostata la sua vista anela.

    Il prodigo commissario
    di castigo cultore,
    alla ricerca del picciotto efferato
    tra vie e viuzze della borgata va,
    agghindato di fiero coraggio,
    chiede del boia feroce
    causa di profondo terrore,
    ma la folla smarrita
    non ha visto né sentito e non parla
    lui caparbio, impavido, persevera,
    incalza, cerca e ricerca
    alla fine il carnefice stana
    che dietro le grate posa.

  • 08 marzo 2013 alle ore 10:19
    Donna

    Donna,
    matrice del mondo,
    vena d’umana grazia,
    nocchiera alacre
    nel pelago dell’amore,
    generi in seno al tuo grembo
    il soffio vitale
    memore
    di grata e ricercata sofferenza.
    Donna,
    desiderio naturale dell’umana gente
    armonica come le note
    di una corda vibrata,
    serbi chiralità,
    similitudine,
    sorgente di diversità.
    Donna,
    esprimi per la tua cara stirpe
    agape,
    nutri per il tuo amato sposo
    eros,
    senza di te non ci sarebbe vita
    senza di te non ci sarebbe asimmetria
    senza di te non ci sarebbe il mondo
    senza di te cosa sarebbero i sentimenti?
    Donna,
    sei culla
    d’amore e di fedeltà
    di sofferenza e
    di martirio,
    segretamente!

  • 05 marzo 2013 alle ore 16:17
    Naufrago

    La vita è come una barca
    in fondo al pelago
    abisso di miserie,
    senza un nocchiero
    che ne conosca la rotta.
    La vita è come una barca
    senza una guida,
    alla deriva,
    inerte alle bizze di Poseidone,
    signore degli oceani,
    che impedì Odisseo,
    per due tristi lustri,
    a sospirare accanto
    all’amata sposa.
    La vita è come una barca
    dalla scia arbitrata da Eolo,
    custode dell’otre
    che soffia
    i venti nefasti
    alla navigazione.
    La vita è come un barca
    all’orizzonte,
    effimero, illusorio,
    ingannevole miraggio
    per  il fiducioso naufrago.
    La vita è come la speranza
    che alla luce si dissolve
    vestendo di rammarico e delusione
    il sognatore.

  • 03 marzo 2013 alle ore 18:14
    Tormento

    All’improvviso
    m’invase un indolenzimento
    che, mutato in formicolio,
    irrigidendo le membra,
    effuse nel corpo
    come aria in un pallone.
    Una senso strano sentii,
    sul canapè cascai
    come un peso morto
    per resistergli un po’.
    L’amarezza m'avvinse lo spirito.
    L’ angoscia m’avvoltolò il cuore.
    L’inquietudine m'invase l’animo.
    Il travaglio mi tolse ogni sospiro.
    Quel turpe affanno
    stravolse i miei grati pensieri
    mi disorientò
    e la ragione confuse.
    Orrendi giorni vissi
    nell’abbandono
    e nel patimento.