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Poesie di Francesco Giuliano

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  • 18 agosto 2012 alle ore 9:12
    Il tempo

    Scaduto il tempo…

    … si scopre che
    la vita è come un pira
    che brucia e che infiamma,
    ma che svanisce
    quando il legno si consuma.
    Poscia il gelo ritorna.

    … si scopre che
    la vita è come una nube
    che porta fresca acquata,
    ma che finisce
    quando il vapor si dirata.
    Poscia l’aridità ritorna.

    … si scopre che
    la vita è come un bel canto
    che arrivato all’ultimo suo grido
    il silenzio ingenera.
    Poscia l’amarezza ritorna.

    … si scopre che
    la vita è come il fumo
    che si mescola nell’aria
    rapido coll’aria
    lasciando uno sgradevole odore
    acre irritante,
    fastidioso,
    un odore di pensieri turbati,
    che alacremente l’anima agita.
    Poscia la vacuità resta.

  • 17 agosto 2012 alle ore 17:00
    La civiltà globale

    La nostra civiltà,

    tanto osannata,

    globale è chiamata.

     

    Questa nostra civiltà

    il comportamento di ognuno

    rende  uguale.

     

    Questa nostra civiltà

    dalle convinzioni personali dominata è,

    questa nostra civiltà

    ricca di astuti espedienti appare.

     

    Questa nostra civiltà

    dall’impeto,

    dalla falsità,

    dal linguaggio,

    dall’ignoranza,

    dall’arroganza,

    dalla bramosia sfrenata

    guidata è.

     

    Questa nostra civiltà

    assai crudele è.

  • 16 agosto 2012 alle ore 8:41
    La verità

    Non la verità posseduta,

    ma la bramosia

    di cercarla

    e di possederla

    è ciò che conta.

  • 16 agosto 2012 alle ore 0:12
    La verità relativistica

    Soggettiva la verità è!

    Un’assoluta verità non c’è.

    Essa nell’uomo ricercata va,

    quando egli  brama

    una relazione con la realtà.

    Da ciò nasce la verità.

  • 12 agosto 2012 alle ore 10:35
    Una nave di sogni

    Mi addormentai
    vagolando
    in una nave di sogni alla deriva.

  • 03 agosto 2012 alle ore 17:06
    Ricordi

    Eterea sei,

    diafana,

    fugace,

    delicata come zefiro

    che porta con sé

    tanti ricordi,

    ricordi effimeri,

    ricordi caduchi,

    tanti ricordi

    di un tempo che non c’è più.

  • 04 maggio 2012 alle ore 8:24
    Emozioni

    Un pensiero gentile,
    una carezza appena accennata,
    uno sguardo genuino,
    dolci note sussurrate,
    un lieve alito di nerolo,
    e il cuore si agita nel petto.

  • 10 aprile 2012 alle ore 18:50
    La morte

    Dopo la fervida vita,

    l’uomo affonda nel gelo della morte,

    che nulla per egli è.

    Nulla, perché se vivi egli è

    la morte non c’è.

    Nulla, perché se egli più non è
    la morte c’è.

  • 02 aprile 2012 alle ore 17:10
    Terra natìa

    Là,
    su quel colle
    che guarda a oriente
    il popoloso d’animal Biviere,
    adornato da esili canneti ondeggianti,
    trasvolato da felici cormorani gongolanti,
    abitato da rannicchiati anfibi gracidanti,
    palustre lago
    che fece Jacopo, ideator di sonetti,
    tanto sospirar,
    che fece, ancor prima, Gorgia sofista
    con i discorsi imparare a giocar,
    che fece, pe’ figli sofferenti
    di malarico morbo,
    molte madri tribolar,
    nacqui.

    Là,
    dove a settentrione
    sorge l’innevato Mongibello
    dal conico aspetto imperante,
    sulle acque ioniche imponente,
    col suo grigio pennacchio
    dominator della piana al catanese grata,
    solcata dal lento,
    tumultuoso
    Simeto silente,
    dalle leggere limpide acque
    donanti freschezza,
    di tamerici e testuggini popolato,
    crebbi.

  • 01 aprile 2012 alle ore 23:35
    Hydra

    Colli, valli, pianori,
    spumeggianti di roseti colorati,
    di sugheri e carrubi popolati,
    di maestosi gelsi adornati,
    pe’ dolci frutti albini o sanguigni ricercati,
    di giganteschi isolati bagolari abitati,
    che da infanti,
    di cerbottana armati,
    venivano in autunno montati.

    Colli, valli, pianori,
    dall’odoroso
    ampio manto
    verdognolo smeraldo coperti
    poi virante al giallo
    dai ruminanti tanto desiderato,
    dal fresco odor di rugiada mitigati,
    d’alberi puntellati
    di candidi mielosi
    fiori odorosi
    dall’eccelsa invertita ambrosia.

    O amata Hydra, questa sei tu!

  • 25 marzo 2012 alle ore 16:21
    È primavera!

    È primavera!

    Strade, vie, pianori, sentieri,

    da cornuti ruminanti lanuginosi

    tracciati,

    da fioriti oleandri odorosi

    contornati,

    da fichi d’India spinosi,

    coi cladodi di succulenti

    variopinti frutti incoronati,

    di candide margherite

    e scarlatti papaveri,

    e odorosi giasmini

    son vestiti.

     

    È primavera!

    Distese spianate,

    d’erba tenera ammantate,

    gli ovini pelosi

    dalle mammelle turgide

    di latteo liquido pastoso,

    generator

    di dolci ricotte e

    morbido cacio odoroso,

    nutrono.

  • 22 marzo 2012 alle ore 19:31
    Fico d'India

    Spavaldo si erge
    sulla nuda roccia,
    da un’esile strato terroso
    si alimenta,
    le ime radici penetranti affonda,
    i verdi cladodi a ventaglio esplode.

    Su’ rami, simil pale, disposti
    come merli di un maniero,
    mostra,
    orgoglioso e fiero,
    frutti variopinti,
    sulfarini
    sanguigni
    muscareddi,
    succosi,
    appetitosi,
    semosi,
    gustosi,
    attraenti,
    spinosi.

  • 20 marzo 2012 alle ore 19:11
    Arriva primavera

    Arriva primavera,
    l'aria frizzantina si colma
    di profumi colorati
    e di colori profumati.

  • 16 febbraio 2012 alle ore 11:55
    Triste è la vecchiaia

    Triste è la vecchiaia,
    nella solitudine
    e nel silenzio della notte.

    La gioia adorna i giovani,
    nel radioso frastuono solare.

    I vecchi dicono:
    meglio il fragore del dì.

  • 26 gennaio 2012 alle ore 8:39
    Ogni notte

    Ogni notte,

    a mezzanotte,

    l’orologio suona!

     

    Ogni notte,

    a mezzanotte,

    l’angoscia mi assale!
     

  • 25 novembre 2011 alle ore 15:07
    L'inganno



    L'auto andava veloce
    e la visione del mondo
    mi appariva fluida
    e amorfa!
     

  • 14 novembre 2011 alle ore 18:14
    la vita

    L’uomo nasce.
    Poi cresce,
    gioca,
    studia,
    litiga,
    si affatica.

    Si addolora e
    in cielo guarda.

    Sempre al domani pensa,
    senza cogliere l’attimo felice,
    senza comprendere dell’io il senso.
    E, in questo sprone,
    tutto finisce
    in un sol colpo.
    In un attimo.

  • 28 ottobre 2011 alle ore 15:45
    La vita è un caso

    La vita come una saetta appare,

    se pensi che

    in questo mondo

    come un granulo infinitesimo

    di un mucchio infinito di sabbia

    noi siamo.

    Per caso!

     

    La vita come un miraggio è,

    se pensi che

    su questo mondo

    solo per caso

    noi siamo.

    Reo di due cromosomi

    lo scontro è.

    Per caso!

     

    Per una vita intera ti arrovelli,

    ché dal torpore  della mente

    ti svegli

    e dallo squallore delle nostre ime pochezze

    ti penti,

    troppo tardi è.

  • 09 ottobre 2011 alle ore 18:27
    L'eroe

    Sul Pal Piccolo,

    là, dove proiettili,

    spari,

    ordigni, sibilavano,

    là, dove le baionette di color purpureo si coloravano,

    là, dove grida,

    lamenti,

    gemiti, imperversavano,

    là, dove il trombettiere doppiamente si sfiatava,

    siccome alla carica incitava,

    l’eroe altero,

    temerario,

    audace,

    con ardimento

    e con fiero coraggio,

    combatteva,

    mentre i suoi compagni ad uno ad uno perdeva.

     

    Tra i gigli martagone rosacei,

    il milite Micheli cadeva;

    in mezzo ai roponzoli plumbei violacei,

    l’amicu Pippu stramazzava;

    accanto alla barba di capra canuta,

    il compagno Tanu si accasciava;

    tra i prodigiosi ontani,

    a terra esanime Turi piombava;

    in mezzo ai sorbi, dai volatili prediletti,

    a terra, in men di un fiato,

    Saru crollava;

    tra i rugginosi abeti,

    il compagno Dinu, tremante, si riparava;

    là, dove crescono i bianchi ranuncoli,

    Paulu ferito a morte giaceva;

    in mezzo ai fiori color rosa-arancio di geo penduli,

    Santu col cor trafitto,

    immobile,

    pallido,

    esanime stava;

    accanto alle odorose violette clematidi,

    Ntoni con atroce dolor ansimava;

    là, sui bianchi terreni calcarei,

    dove si erge vispo il ferrugineo rododendro irsuto,

    anticipator di tanto pianto versato,

    ferito ad una gamba Neli gemeva;

    là, nei verdi pascoli,

    dove si innalzano gli azzurri gerani silvani violacei

    e l’aquilegia color vinaccia,

    Natali d’un sol colpo moriva.

    In mezzo a tutto questo sconvolgente,

    efferato,

    violento,

    atroce,

    disumano scempio,

    l’eroe la morte con ardore disprezzava,

    siccome tutto il suo eroico vigore manifestava.

    Intrepido a gran voce esultava

    e il cinico nemico umiliava.

  • 06 ottobre 2011 alle ore 18:48
    Ogni sera

    Ogni sera

    sul canapè giaccio,

    leggo,

    chiudo lo sguardo,

    la stanchezza il mio corpo

    assale.

     

    Ogni sera

    nel giaciglio mi stendo.

    Morfeo impera

    e penso che il giorno andato

    non torna più.

  • 03 ottobre 2011 alle ore 18:22
    Al termine della vita

    Si scopre che

    la vita è come un pira

    che brucia e che riscalda,

    ma che si spegne

    quando il legno si consuma.

    Poscia il gelo ritorna.

     

    Si scopre che

    la vita è come una nube

    che porta fresca acquata,

    ma che finisce

    quando il vapor si dirata.

    Poscia la secchezza ritorna.

     

    Si scopre che

    la vita è come un bel canto

    che arrivato all’ultimo suo vocalizzo

    il silenzio genera.

    Poscia l’amarezza ritorna.

     

    Si scopre che

    la vita è come il fumo

    che si dissolve rapido nell’aria

    lasciando uno sgradevole odore

    acre irritante,

    fastidioso,

    un odore di pensieri turbati,

    che alacremente l’anima agita.

    Poscia la vacuità resta.

  • 03 ottobre 2011 alle ore 15:26
    Essere e non essere

    Là dove c’è buio non c’è luce.

    Là dove c’è silenzio non c’è musica.

    Là dove c’è nulla non c’è forma.

    Là dove c’è confusione non c’è giustizia.

    Là dove c’è aridità non c’è sentimento.

    Là dove c’è indifferenza non c’è bellezza.

    Là dove c’è tempo non c’è amore.

    Là dove c’è non essere non c’è essere.

    Là dove c’è luce, musica, forma, giustizia, sentimento, bellezza, c’è arte.

    Là dove c’è arte c’è ardore.

    Là dove c’è ardore c’è essere.

  • 02 ottobre 2011 alle ore 17:06
    Indugio

    Esitai a conoscere te,

    o caro amor mio,

    tardi ti bramai.

    Indugiai ad accorgermi di te,

    o caro amor mio,

    tardi ti adorai,

    ma tu già eri in me

    e io ero in te.

  • 01 ottobre 2011 alle ore 8:54
    Il tempo

    Come un’ombra
    è il tempo.

    Cangiante,
    effimero,
    come un’immagine
    protesa sul muro
    dai calorosi raggi solari,
    è il tempo.

    Fugace
    come un soffio,
    è il tempo.

  • 30 settembre 2011 alle ore 10:19
    La fame

    Un calamaro alla griglia,

    grosso,

    bianco,

    striato,

    rosso dorato,

    profumato,

    ha allietato il mio palato.

    Un enorme calamaro,

    alla griglia,

    ha saziato l’inedia mia.

    Disgraziato calamaro!