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Autore

Frauke Scheunemann

in archivio dal 10 mag 2012

1969, Dusseldorf

segni particolari:
Ho avuto successo con un libro, dove il protagonista è un cane bassotto.

mi descrivo così:
Sono una giornalista e scrittrice tedesca.

10 maggio 2012 alle ore 8:20

Con quello sguardo un po' così

di Frauke Scheunemann

editore: Sperling & Kupfer

pagine: 278

prezzo: 15,22 €

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Il mondo di noi “bipedi” visto con gli occhi di un cane: già questo potrebbe stimolare la voglia di immergersi in questo originalissimo libro di Frauke Scheunemann tradotto magistralmente dal tedesco da Helen Verardo e Maria Pia Smiths-Jacob e pubblicato da Sperling & Kupfer col titolo, che riecheggia una nota canzone di Conte, “Con quello sguardo un po’ così”.
Se il cane protagonista è pure un bassotto e se poi, ancora, non è di razza purissima ma, comunque, porta un nome blasonato e altisonante come Carl-Leopold von Eschersbach, allora capirete che la storia ha davvero una marcia in più, l’ironia è assicurata e non riuscirete a riemergere dal libro se non all’ultima delle 272 pagine, rimanendo col sorriso stampato sulle labbra  e nel cuore per il lieto fine che il bassotto Carl-Leopold, che però viene chiamato Ercole dalla sua padroncina Carolin che l’ha scelto in un canile e che, quindi, ignora la sua storia araldica, ha contribuito a far sì che accadesse.
Sì perché il fido Ercole-Carl Leopold vorrebbe che la dolce Carolin, che di mestiere fa la liutaia insieme al suo amico Daniel, avesse un po’ di serenità in amore dopo la fine del burrascoso rapporto con Thomas e fa di tutto per trovarle il vero principe azzurro, aiutato in questo dal formidabile gatto-psicologo Signor Beck che, dopo qualche iniziale malinteso, diventerà il suo amico del cuore e suo consigliere in quanto conosce noi “bipedi” meglio dell’inesperto bassotto. Dopo varie peripezie in cui Ercole si esibisce come un consumato attore di teatro per aiutare Carolin la sua costanza viene premiata con, appunto, il lieto fine tra Carolin e... non vi dico chi, per non togliervi il piacere di divorare questo divertentissimo libro, in cui l’autrice dimostra di conoscere profondamente la psiche canina e di amare questi animali tanto quanto la sottoscritta: oggettivamente, però, in conclusione, non facciamo una bella figura agli occhi di questi nostri amici a quattro zampe, vero Carl-Leopold e Signor Beck?

recensione di Daniela Domenici

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