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Autore

Gabriele Prignano

in archivio dal 31 gen 2015

04 aprile 1931, Napoli - Italia

segni particolari:
Scrivo  - poesie, racconti, romanzi -  e continuo a scrivere, per trovare una ragione e un conforto alla fatica di vivere. Le storie di personaggi inquieti, grotteschi rappresentano un po’ lo specchio delle mie personali vicende.

mi descrivo così:
Scrivo poesie  d’Amore o, meglio, per amore della vita, in contrasto perenne con la visione di una Fine irreparabile e inevitabile per tutti. Mi ispira la grazia, la bellezza, la tenerezza in conflitto con l’idea della separazione da quanto amiamo e desideriamo, ma, ripeto,  destinato col tempo dolo

31 gennaio 2015 alle ore 15:18

Senza te

In spazi deserti e sconosciuti affondo
se tu non sei, se vai
se solo e freddo io resto
in taciuto sepolcro di tormentata terra .
Cosa farò io solitario in solitario orto
ove solo amara pianta di antichi sogni tende
ingiallite fronde e inesistenti frutti?
Dimmi!
sperduto bacerò umida zolla
ove tenero piede passando
smarrì fragile impronta?
Ombra inseguirò
d‟evanescente amore?
Erba maligna di insonni lacrime cresce
e avvolge e oscura
lacrimosi occhi annosi
pasto d‟angosce e d’incombente fine
come coltre d‟asfalto di fumante pece rovente.
E più non crescono aromi né canditi né inebriante succo
della tua bocca nido di baci e di inquieta passione
e spoglie ombre e spettri per me danzanti
e ossute
Cosa farò?
Piangerà il braccia di folli alberi ghignanti
abitano arido mio letto.
mio cuore teneri cuccioli
gli occhi tuoi festosi
e lontano guarderò il mare
cercherò tue labbra
ritroverò parola e suono e festa
di tua speziata voce.
Parole ora coltivo e piango, ebbre folli parole
e schegge di cielo vecchio e stanco raccolgo
in solitario asilo.
Ma rivedrò tuo viso
giuro, amore mio.
((Gabriele Prignano))
Tutti i diritti riservati.
 

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