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in archivio dal 05 lug 2013

Gabriella Stigliano

Napoli - Italia
Mi descrivo così: M'incanta l'arte e anche l'arte delle parole che genera poesia, storie, visioni, emozioni e sensazioni. Esprimo a modo mio l'assurdo mondo che mi ritrovo dentro.

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  • sabato alle ore 22:53
    Insegnami a non rinunciare

    Sono ancora tra le ombre
    di un cielo misterioso
    a inseguire lo sguardo
    di un angelo
    che ti somiglia.
    Sono rimasta dentro
    la mia ferita,
    in un sonno lontano
    da tutti i desideri.
    Vienimi a cercare
    con l'amore ancora
    dentro agli occhi
    ed insegnami a finire bene
    tutti i miei giorni,
    insegnami a non rinunciare.

     

     
  • 20 ottobre alle ore 1:43
    Domani il dolore

    Domani il dolore
    cambierà faccia,
    domani il sogno
    resterà ancora
    tra le pieghe
    della mia essenza.
    Domani i ricordi
    sopravvivranno alla notte,
    domani l'amore
    mi parlerà ancora,
    nonostante il silenzio.
    Domani sarò
    sotto il tuo stesso cielo,
    mentre vorrei trovarmi
    sulla terra incolume
    di un tuo pensiero.
    Domani il dolore
    farà ancora rumore.

     
  • 14 ottobre alle ore 17:15
    Ancora una volta liberi

    Alziamoci da questa terra
    che tradisce il cielo,
    alziamoci e teniamoci
    per mano,
    ancora una volta liberi
    e tornare insieme
    a cercare
    la trasparenza,
    l'estate,
    la risposta.

     
  • 11 ottobre alle ore 23:51
    Superare l'assenza

    Smarrirsi in un bacio,
    sognare un cielo proibito,
    pentirsi del tempo bloccato
    dentro una paura
    che poteva dissolversi
    con un abbraccio desiderato,
    pentirsi di tutto quell'amore perso
    senza dire niente,senza testimoni,
    senza nomi nell'eco di dolore.
    Ritornare davanti a porte chiuse
    per poi voltarsi e ricominciare,
    mentre il cuore si divide
    e si confessa a testa alta,
    mentre si piange
    per quell'assenza di mani tese,
    superare l'assenza
    superando il vecchio confine.

     
  • 05 ottobre alle ore 22:49
    Quest'umana ferita

    Ho capito che bisogna stringere
    i denti per andare avanti,
    ho capito che se rimani
    dietro l'angolo,
    ti assalgono i fantasmi.
    Ho capito che i nervi della vita
    sono troppo scoperti
    e che si deve stare attenti
    ai lupi nascosti anche dentro
    i propri tormenti.
    Ho capito che l'amore
    non fa sempre sognare
    ed è imperfetto fino a stare male.
    Ho capito di restare vuota
    dopo parole che ci vengono dette
    nel rumore di attese
    verso viaggi più luminosi,
    ho capito di tremare
    quando mi sei vicino
    e sento il cuore che non ha pace.
    Forse ho capito delle cose,
    forse non ho ancora capito niente,
    mi accorgo però
    che quest'umana ferita,
    che si apre a metà
    tra le righe di questo foglio,
    ha bisogno di silenziose grida
    per farmi restare ancora a bordo
    di questa esistenza,
    vissuta fra tracce d'amore,
    arcane storie, pianti di angeli,
    passioni ribelli e memorie lontane.

     
  • 02 ottobre alle ore 22:21
    Mi guardavo nei tuoi occhi

    Mi guardavo nei tuoi occhi,
    mi ferivano i miei difetti.
    Giochi di ombre
    nei miei giorni stanchi
    che combaciavano
    col silenzio di un amore
    maestro di follia,
    di dolcezza, di rinuncia
    e trasparenza.
    Mi guardavo nei tuoi occhi
    senza sapere chi ero,
    mi guardavo di sfuggita
    e sprofondavo nel mistero.
    Eri il mio lato migliore,
    sentivo al tuo fianco
    il mio spirito finalmente
    riconciliato ed intero.
    Ero tutto quello che non
    riuscivo a dire,
    ero quei brividi d'amore
    che mi porto ancora
    tra la schiena ed il cuore,
    lontano senza tornare.

     
  • 01 ottobre alle ore 16:18
    Mi riposo dimenticandomi

    Mi riposo col disordine
    nel cuore,
    mancanze assopite,
    certezze mutate,
    difficili parole
    come mari profondi,
    memorie vestite
    di lontananze,
    rimanere uguali
    dopo sogni in decadenza,
    dopo il fuoco di poesie
    scritte,
    dopo lo sciogliersi
    di lacrime calde.
    Mi riposo fuori dal contorno
    del tuo cielo,
    mi riposo dimenticando,
    dimenticandomi.

     

     
  • 27 settembre alle ore 19:37
    Per un momento

    L'audacia di un amore
    dentro un tempo definito,
    l'audacia di un sorriso
    dopo il veleno ricevuto.
    L'audacia di rincorrere
    un sogno caduto
    in fondo ad un pozzo,
    l'audacia di percorrere
    la tua storia a ritroso,
    mentre dal cielo
    arriva una voce
    per tutti i tuoi silenzi,
    mentre le catene
    del giorno
    si spezzano nelle notti,
    e libero avrai,
    per un momento,
    toccato della vita
    il segreto.

     
  • 24 settembre alle ore 0:36
    Una guerra segreta

    Una guerra segreta
    consumava le mie parole,
    diventavano silenzi
    sgretolati alla luce,
    foglie cadute
    da alberi ancora
    corposi d’estate.
    Non riconoscevo più
    la mia voce,
    sembrava ferirsi ad ogni
    parola d’amore pronunciata,
    sembrava difendersi
    ad ogni risposta
    con lacrime raccontata.
    Il tempo ha reso gli affanni
    più evidenti,
    trasformandoli in argento
    di sogni stanchi.
    La mia guida
    è la tua mano che stringo,
    la guerra segreta, ormai,
    si è dissolta nel mio palmo.
     

     
  • 17 settembre alle ore 17:13
    Ingenuamente

    Il tuo sguardo
    mi porta dove già
    sono stata,
    ma non ricordavo,
    dove ingenuamente
    ho lasciato
    il cuore cadere
    dentro il primo sogno
    di luce,
    dove l'anima rinasce
    ad ogni bacio,
    ad ogni bacio dato a te.

     
  • 14 settembre alle ore 17:10
    Testimone di amarezze

    Testimone di amarezze
    il mutevole tempo,
    che lento mi ha portato
    alla resa.
    Ormai sono sulla soglia
    di una porta senza serratura,
    una straniera nella tua memoria,
    identica solo ad un mio
    indelebile riflesso addolorato
    davanti ad uno specchio rotto,
    in attesa di ricomporre i pezzi
    nel giorno in cui avrai
    compreso i miei silenzi,
    come parte di una canzone
    dimenticata.

     

     
  • 11 settembre alle ore 12:35
    Mi ricordo

    Mi ricordo le nude parole
    di un giorno teneramente
    mortale,
    un tremore nelle mani,
    mille battiti nel petto
    e sulla bocca un suo solo bacio.
    Mi ricordo il passo
    di un amore con i respiri
    nell'innocenza,
    che si fermava un attimo
    all'arrivo della prima lacrima,
    che nasceva nei miei occhi
    immersi già nella sua anima.
    Mi ricordo poi le ombre
    arrivate inevitabili,
    il destino contrariato,
    i silenzi che domande
    nascondevano
    dentro i miei cieli malinconici.
    Mi ricordo di aver perduto
    un sogno intero,
    di averne amato
    ogni sua traccia dispersa
    e nella resa,
    svestirmi di difese,
    sentire più amore
    che ancora lentamente tesse
    invisibili forme ed emozioni
    e accettare di diventarne parte
    misteriosamente.

     
  • 10 settembre alle ore 22:15
    I ragazzi

    I ragazzi mentivano
    nelle loro risposte,
    sapevano che dovevano
    ancora crescere
    e che la vita avrebbe
    spiegato loro
    la fatica in ogni promessa
    ed il fascino del bianco
    di candele accese nella notte,
    per guardare meglio
    il volto dell'amore
    che prima o poi arriva sempre,
    anche se poi può far male
    e qualcosa nell'anima
    cambiare.
    I ragazzi camminavano
    dimenticando se stessi
    all'improvviso
    accarezzati dal vento,
    scorgendo l'infinito
    in un domani silenzioso.

     

     
  • 07 settembre alle ore 17:15
    Ti devo frammenti della mia anima

    Ti devo parole limpide
    che nascondo sotto il cuscino,
    ti devo un pensiero
    che nasce di sera,
    quando spunta quella prima
    stella nel mio solitario cielo,
    quasi ad indicare la strada
    per un sogno,
    quello rimasto incastrato
    sotto il muro di cemento
    che ho innalzato
    un giorno lontano
    per mostrare il mio ritiro,
    per dimenticare
    di essere in errore
    e senza soluzione.
    Ti devo più di un sorriso,
    una voce d'argento
    per un silenzio nero
    come la pece,
    ti devo una scatola
    con i bei ricordi,
    con gli appunti sulla vita
    che mi hai prestato,
    con il vento leggero
    che su di me hai portato.
    Ti devo frammenti
    della mia anima,
    quelli tra gli alberi ed il cielo,
    quelli tra le piume
    ed il fango sparsi sul mio sentiero.
    Ti devo dell'amicizia il canto
    che, involontariamente,
    ho reso muto.

     
  • 07 settembre alle ore 17:13
    Tra le pieghe di una realtà

    Spettrali stanze
    fra le nostre risate,
    vuoti spazi da riempire
    con verità inconfessate.
    Forse vivo nelle nebbie
    della tua memoria,
    mentre tu cammini
    a piedi nudi tra i miei ricordi
    e i pensieri nuovi.
    Il dolore è silenzioso,
    pieno di stanchezza,
    si ramifica nello sguardo,
    conosce strade
    per regredire
    e si riflette nell'essenza
    di un pianto,
    perdendosi a poco a poco
    tra le pieghe di una realtà,
    che ancora s'indora
    a un richiamo d'amore
    che continua ad esistere.

     

     
  • 04 settembre alle ore 15:56
    Era di notte quando arrivavi in sogno

    Era di notte
    il tempo estremo dei pensieri,
    era uno sciame
    di domande,
    erano mezze verità
    le risposte.
    Era preda dell'ombra
    la memoria
    che in lacrime ricordava,
    era dolore quella storia
    sconnessa dal destino,
    era intorno al cuore
    quell'abbraccio vulnerabile che,
    nella pioggia di un temporale,
    mi scaldava e ammalava.
    Era di notte soprattutto
    quando arrivavi in sogno,
    quel sogno che corrodeva,
    mi consumava di tristezza,
    appassiva i sorrisi
    del mio giorno,
    trasformava in nostalgia
    tutta la mia forza.
    Era di notte
    in cui il sogno mi lasciava
    con l'anima aperta
    ad aspettare,
    senza pace,
    il tuo ritorno.
     

     
  • 01 settembre alle ore 0:57
    Celato nel vino

    Celato nel vino che bevo
    ci sei tu,
    l'amore provato,
    quel cielo rubato
    per raccontarti
    un giovane sogno,
    l'occhio divino
    che sovrastava
    la nostra confessione
    d'amore
    rimasta ad occhi chiusi.
    Celato nel vino
    un ricordo abbandonato,
    ferito, urlato
    e dissipato
    e mentre finisce
    il tuo amore,
    che credevo irriducibile
    e vivo,
    io bevo del vino
    per stancarmi d' ebbrezza,
    ma non sarà mai
    come quella che tu
    mi regalavi
    quando,
    anche senza guardarmi,
    mi dicevi tutto
    in una carezza.

     
  • 19 agosto alle ore 18:30
    Al confine di una chimera sbiadita

    Torneremo a voltarci indietro
    anche se non lo vogliamo,
    torneremo a ricucire
    quel cielo antico strappato
    che avevamo indossato,
    dove tutte le stelle
    si confusero con la luce
    dei sogni che avevamo
    contemplato,
    ma il nostro desiderio
    più grande
    rimase impigliato
    tra le pieghe di quel cielo
    onirico e stellato,
    dove vivono ancora
    gli inattesi e freddi
    buchi neri
    e la memoria di ciò
    che eravamo
    resta al confine
    di una chimera sbiadita
    nei nostri occhi
    dal sale bagnati.

     

     
  • 15 agosto alle ore 14:35
    Forse troverò

    Senza più nessuna
    promessa d'amore,
    senza più coprire
    il dolore,
    senza più difese
    o favole da inventare,
    senza più rincorse
    e muri da innalzare,
    amami anche così
    senza dirmi niente,
    facendomi perdere
    nel tuo sguardo
    stregato d' incanto,
    perché solo perdendomi
    nel mistero di questo amore
    sterminato e solo,
    forse troverò tutta
    la bellezza e verità
    che cercavo.

     
  • 14 agosto alle ore 21:49
    Ci è stato dato

    Ci è stato dato del tempo,
    ci è stato dato del dolore
    da superare,
    ci è stato dato amore,
    ci è stato dato un vulnerabile
    cuore,
    ci è stato dato del veleno
    da estirpare,
    ci è stato dato di perdonare
    e di essere perdonati,
    ci è stato dato più di un muro
    da oltrepassare
    ed un fuoco nelle vene
    per amare
    e dal male purificare.
    Ci è stato dato il pianto
    di calde lacrime
    per far fuoriuscire
    la tenera nostalgia
    e la tristezza,
    ci è stata data la tristezza
    per capire la felicità,
    ci è stato dato il sorriso
    per sostenere l' amarezza.
    Ci è stata data memoria
    per essere più profondi
    e non ricadere negli errori,
    ci è stato dato del coraggio
    da dimostrare,
    ma anche coraggio da custodire
    e vigliaccheria da seppellire.
    Ci è stata data la parola
    per rafforzare un' idea,
    ci è stato dato silenzio
    da scegliere
    e separare dalle parole,
    ci è stato dato un mondo
    da accettare e anche rispettare,
    ci è stata data passione
    da proteggere per sognare
    e ancora sognare,
    ci è stata data l'emozione
    di un bacio
    per unire due anime
    nella stessa poesia.

     
  • 20 luglio alle ore 11:23
    Dietro le carte

    Un dolore nascondo
    dietro le carte,
    la partita avanza
    ed io mi tengo in vita
    con il mio turno,
    che mi affievolisce
    a poco a poco la pena
    e m'illudo di dominare
    il labirintico gioco,
    mentre ruota la fortuna
    a due passi.
    Un Jolly adesso
    mi sorprende,
    ma è troppo tardi,
    serviva prima,
    quando ho scartato
    innocentemente.
    Sogno un triss di assi,
    ma il presente
    ha le sembianze
    di un Jolly a spasso.
    Chissa!?!
    Domani passo.

     
  • 13 luglio alle ore 22:06
    O' ciel' s' facett' scur'

    Nun è cchiù tiemp
    e' m' chiammà :
    “Ammore”,
    m' dicist' nu' juorn'
    ca' purtav' dint'
    all' uocchie o' sole
    e turnann' turnann'
    o' ciel' s' facett' scur'.
    Quann' arrivaje a' cas'
    o' core tremmann'
    t' chiammava ancora
    “Ammore”,
    ma o' ssapeva
    ca' na' magia era fernut'.

     
  • 29 giugno alle ore 12:37
    Tornerò a cercarmi dentro

    Tornerò a cercarmi dentro,
    tornerò forse a parlare di sogni,
    mentre adesso resto in silenzio.
    Tornerò nelle acque
    per dimenticare,
    tornerò controcorrente
    e non vorrò più subire.
    Ma sò che tornerò ancora
    ad illudermi
    e mi vedrai cadere
    nelle malinconie,
    si spegnerà il fuoco
    sotto una pioggia
    di sterili parole,
    riaprirò finestre
    che avevo sigillato.
    Tornerò a pronunciare
    il tuo nome
    senza più dolore?
    Tornerò sul confine d'argilla
    misto a risate e lacrime
    e tu lasciami piangere,
    lasciami ridere,
    lasciami essere,
    essere ancora una volta in volo,
    piena di miracoloso amore,
    parte anche solo della tua ombra.

     
  • 29 giugno alle ore 12:21
    Mentre fuori piove

    Un sogno ramingo
    si fa catena,
    un viaggio utopico
    verso la terra bianca
    dove gli amanti abbracciati
    ricordano,
    dove dormono i livori,
    dove si perdono i passi
    fra gli ulivi e i sigilli aperti
    dell' anima,
    dove un giorno
    torneranno gli angeli
    per portare gli azzurri incanti
    agli uomini chiusi dentro
    scatole di latta arrugginite,
    mentre fuori piove.

     
  • 24 giugno alle ore 19:27
    Dietro il muro dei sorrisi giusti

    Avrei preferito
    essere lì,
    dove sono i tuoi sguardi,
    quelli felici, quelli preoccupati,
    quelli dove camminano
    i sogni e gli incanti,
    e dove nascono
    anche gli affanni,
    dove il tuo tempo
    è costruito da un silenzio
    come quello esistente
    tra i versi di una poesia
    e lì, dove si riesce
    a trovare ancora,
    nelle pieghe delle mani,
    la memoria di carezze
    sterminate.
    Avrei preferito
    non essere presente
    all'abbandono di un cielo
    che emanavi nei miei occhi,
    lasciato cadere
    dietro il muro
    dei sorrisi giusti.