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in archivio dal 05 lug 2013

Gabriella Stigliano

Napoli - Italia
Mi descrivo così: M'incanta l'arte e anche l'arte delle parole che genera poesia, storie, visioni, emozioni e sensazioni. Esprimo a modo mio l'assurdo mondo che mi ritrovo dentro.

elementi per pagina
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  • Ieri alle 20:47
    Tra le righe

    Tra le righe
    possono esistere sentieri
    tracciati da profondità nascoste,
    i passi possono perdersi
    e trovarsi sotto la luce
    di nuovi astri.
    Tra le righe
    l'anima può allearsi
    al pensiero degli altri
    e le catene della solitudine
    possono spezzarsi.
    Nascono magiche notti
    dall'avorio delle albe,
    nascono albe infuocate
    dai segreti della notte.

     
  • Ieri alle 17:53
    Mentre continua a piovere

    Assisto in silenzio alla pioggia
    nella campagna accanto
    alla mia casa,
    c'è il lampo che si accende
    e il tuono che fa tremare il cielo,
    c'è la mia inquietudine
    e la mia voglia di rifugio,
    immagino di stringerti
    nella luce grigia
    e vivere nel fruscio del vento
    che preme sulle finestre,
    vorrei un violino e un pianoforte
    ascoltare con te,
    mentre continua a piovere
    sugli alberi all'orizzonte.

     
  • sabato alle ore 11:01
    Le mani

    Le mani che portarono il sacro
    nelle pietre dei templi e delle chiese,
    le mani che hanno sempre parlato
    di dolori accesi dentro pugni chiusi
    o che accarezzano con la dolcezza
    che vive nel cuore,
    le mani a disagio davanti al primo amore.
    Infiniti i gesti delle mani,
    che nell'ira e nell'agitazione
    possono strappare, ferire, lanciare,
    infinite le mani che possono curare,
    stringere, levigare.
    Le mani in preghiera
    piene di sofferenza e speranza,
    le mani che accolgono lacrime di tristezza.
    Ogni momento la le sue mani
    che fanno silenzio
    o che parlano a bassa voce in movimento,
    quelle che urlano e si difendono.
    Ogni giorno vorrei le tue mani,
    per sentire che esisti
    non soltanto nei sogni.

     
  • Immagino il tempo
    come un vecchio barbuto
    dagli occhi in cui scorre
    un film muto,
    confuso tra il vissuto
    e la realtà sognata
    o lo immagino
    come un bassorilievo
    su pietra bianca,
    che raffigura albe e tramonti,
    lune e comete,
    e un cavaliere
    con il suo cavallo alato.
    Immagino il tempo anche
    come un manoscritto antico,
    che racchiude una storia segreta,
    accessibile solo a chi
    accetterà di leggerla fino alla fine,
    continuando nella pioggia
    e nel fango,
    nel pentimento
    e nel soffio del vento
    di ogni stagione,
    continuando a guardare
    con lo sguardo che si allarga
    e che sale.

     
  • giovedì alle ore 19:43
    C'era silenzio nella piazza del paese

    C'era silenzio
    nella piazza del paese,
    era arrivata appena la sera
    e i miei passi facevano rumore,
    con la mia solitudine.
    Fra gli alberi si adagiavano
    i miei pensieri
    e ad uno ad uno
    si perdevano lontano,
    c'era l'amore nel mio respiro,
    c'erano lacrime che trattenevo
    per non farle vedere
    al mio ritorno a casa,
    c'era la chiesa
    con la sua croce sacra
    ed io pregavo
    con lo sguardo abbassato,
    c'erano malinconie,
    che qualche angelo
    con le sua lai
    ha accarezzato.

     
  • martedì alle ore 18:33
    Adesso il mio sguardo

    A volte, torno in una stanza
    del passato,
    dove trovai l'amore ingenuo
    e poi, continuo a chiudere
    tante porte per non vedere
    vecchie stanze buie,
    dove mi assalì una solitudine
    triste e feroce.
    Torno per rivedere me
    e i miei occhi innamorati,
    che già avevano perduto
    mille lacrime,
    nonostante i mille incanti;
    adesso il mio sguardo
    è dentro un altro racconto sacro,
    narrato da altri occhi,
    con i suoi cieli che amo.

     
  • lunedì alle ore 21:19
    Il ballo

    Era un ballo
    dentro un cerchio di fuoco,
    era un ballo
    che non avrei voluto,
    era quello che il destino
    per un tempo aveva deciso,
    era un andare
    senza preavviso.
    Non conoscevo i passi,
    avevo scarpe pesanti
    e continuai a ballare
    a piedi scalzi.
    Era un ballo in cui trovavo
    l'ombra della vita,
    era un varco da cui vedevo
    piovere sul mio passato;
    in un giardino della memoria,
    poi, il ballo si è fermato
    e libera ho dimenticato.

     
  • 17 ottobre alle ore 23:58
    In te vedo esistere l'assoluto

    Non ho potuto essere molto,
    non sono un esempio
    che richiama una vittoria,
    sono i sussurri di un canto
    cantato di nascosto,
    sono i passi fatti
    per tracciare amore
    nella mia storia.
    Sono diventata un quadro
    che ho dipinto,
    un quadro che ho messo
    in un angolo per dimenticarlo,
    sono viva solo nel tuo sguardo
    e ti guardo,
    perché in te vedo esistere
    l'assoluto.

     
  • 16 ottobre alle ore 17:47
    Forse ero fuori la tua casa

    Forse ero fuori la tua casa,
    forse era lì,
    su quella strada
    con gli alberi d'argento,
    che quando arriva sera
    sembra un ritaglio di cielo stellato
    e da lontano il verso dei grilli
    accompagna la dolce fatica
    che si porta nei passi
    e ha portato me
    con le malinconie dei miei anni.
    Forse ero proprio fuori la tua casa,
    dove vivi il tuo tempo sacro,
    dove scrivi i tuoi sogni
    per non farli svanire,
    dove il tuo amore è nella cura
    di ogni cosa.

     
  • 16 ottobre alle ore 17:45
    Il mio silenzio

    Il mio silenzio trattiene parole
    che hanno radici nell'anima
    e foglie che ti accarezzano
    i pensieri,
    foglie d'autunno che cadono
    come baci sul tuo viso.
    Il mio silenzio tiene strette
    malinconie
    dietro finestre socchiuse,
    dove cerco stelle
    per dare luce a nuovi sogni
    e portarli a te.
    E' la tua voce che cerco
    nel mio silenzio.

     
  • 14 ottobre alle ore 22:25
    Poi, c'è stato il risveglio

    Ti ho amato avendo addosso
    solo la luce di un tramonto,
    eravamo soli,
    ognuno perso nel desiderio
    dell'altro,
    eravamo nascosti
    e contenti di esserlo.
    Ti ho amato mentre il cielo
    ci portava le prime stelle,
    ti ho amato con le mie cicatrici
    sulla pelle,
    che tu in silenzio hai coperto
    con una lacrima e una carezza.
    Ti ho amato,
    poi, c'è stato il risveglio,
    il sogno mi ha lasciato
    un ricordo che non è esistito.

     

     
  • 12 ottobre alle ore 18:52
    Ci trasciniamo col fuoco nel petto

    Ci trasciniamo col fuoco nel petto
    e col passo che si perde all'orizzonte,
    ci sentiamo sbagliati, ma vivi
    dentro un cielo rubato agli angeli.
    Siamo ladri di armonie celesti,
    noi che sulla terra abbiamo perso
    il nostro posto,
    noi che desideriamo mostrare
    il lampo negli occhi
    e, poi, ci nascondiamo,
    noi che vediamo l'amore
    da ogni lato,
    amandone la poesia, il candore
    e la ribelle passione,
    ribelle all'ordine
    di chi non conosce il dolore
    e si rischia di finire
    dentro lo stesso racconto
    dettato per tutti,
    mentre scorrono nell'anima
    ignorati canti segreti.

     
  • 12 ottobre alle ore 18:50
    Nel silenzio

    Il giardino dietro la casa,
    il cielo incostante di nubi rosa,
    il profumo della campagna bagnata,
    il vento che porta altrove le foglie
    e un po' di memoria.
    Sono da sola sopra il muretto
    che scavalcavo da bambina,
    sono rimasta a mani vuote,
    dopo aver afferrato la corda
    che legavo ad ogni incanto,
    nelle giornate mi è rimasto l'amore
    che lascio vivere nel silenzio.

     
  • 10 ottobre alle ore 23:09
    La notte ricompone

    La notte aspetto
    il ritorno del sogno,
    mi chiudo in un angolo
    che smusso
    ogni singolo giorno.
    La notte il silenzio
    mi chiede di pensare
    al bene che nascondo
    nelle lacrime
    e quando arriva l'alba,
    inizio a camminare sola,
    dentro una ruota che gira,
    disillusa, frammentata
    nell'anima di ricordi,
    di echi di colpe,
    di richiami d'amore
    e di verità segrete.
    La notte ricompone
    tutto quello che nel giorno
    non si vede.

     

     
  • 10 ottobre alle ore 18:34
    Tra sabbia e sapone

    Non è più tempo di fare
    castelli di sabbia,
    non è più tempo di fare
    bolle di sapone,
    io, invece, sono ancora
    su quella riva a giocare
    con la sabbia
    e rimasta dentro una bolla,
    che il vento porta
    sempre più lontano,
    che mi separa dall'andamento
    lineare del mondo.
    Sono sospesa nello spazio
    e nel tempo,
    trovo le mie risposte
    attraverso il silenzio,
    trovo il risveglio
    dopo aver viaggiato
    dentro un lungo sonno.
    Tra sabbia e sapone
    ho tracciato uno sguardo
    che guarda il profondo.

     
  • 09 ottobre alle ore 21:52
    Dentro i cieli neri dei miei pensieri

    Dentro i cieli neri
    dei miei pensieri
    io costruisco ali,
    parlo con gli angeli
    che ti somigliano,
    m'insegnano a volare,
    ma rinuncio
    e resto a guardare.
    Voglio diventare pioggia
    per non avere più
    paura di cadere,
    voglio fondermi con la terra
    e con il mare,
    voglio essere in tutto quello
    che il tuo sguardo
    riesce a vedere.

     
  • 08 ottobre alle ore 18:50
    Dagli alberi

    Non conosco i nomi
    degli alberi,
    ma conosco il loro silenzio,
    che genera poesie
    accennate al cielo.
    Nei nodi del legno
    si lega la forza con la
    bellezza,
    i rami e le foglie
    disegnano esili mani
    che accolgono
    i racconti del vento.
    Dagli alberi nasce
    una ritrovata saggezza,
    che la terra porta
    ai passi dell'uomo,
    dagli alberi inizia
    ad effondersi il divino.

     
  • 08 ottobre alle ore 18:49
    Il morso a quella mela

    Il morso a quella mela
    che ha scritto il primo peccato,
    è rimasto nel silenzio di ogni uomo
    che la terra ha avuto.
    Quello sbaglio ingenuo
    diventato colpa,
    trasformò ovunque lo sguardo
    e nella storia il dolore prese parte,
    come la morte,
    come la fatica di accettare
    la schiavitù che reca la sorte.
    Il morso a quella mela
    è stato osare per superare
    l'orizzonte di un Dio superiore,
    noi esseri umani
    dobbiamo ingoiare
    il resto di quel frutto velenoso,
    per ritrovare l'Eden
    in una redenzione.

     
  • 07 ottobre alle ore 21:03
    T' incontro

    T' incontro nelle parole che ti scrivo
    e in quelle parole che immagino di dirti,
    t' incontro nelle foglie dell'autunno,
    che hanno un colore caldo
    e una fragilità che mi ricorda
    me quando ti guardo.
    T' incontro sotto la luce
    dei lampioni che guardo da lontano,
    t' incontro quando guardo
    gli uccelli fare il nido.
    T' incontro sotto la pioggia,
    t' incontro e mi sento una ladra,
    incontro la tua immagine in un sogno
    ed ogni volta che mi incanto
    a guardare il firmamento.
    T' incontro, ma tu non mi vedi,
    t' incontro e nei miei passi
    c'è la malinconia
    di un noi che respira
    in un'altra vita.

     
  • 07 ottobre alle ore 21:02
    Dietro le montagne

    Ho sognato le montagne
    che guardavo da bambina,
    le trovavo più scure
    e misteriose la sera,
    quando sembrava
    che facessero spuntare
    per magia la dorata luna.
    Ho sognato il cervo bianco
    che mi guidava per i sentieri,
    che voleva svelarmi
    dei boschi i segreti.
    Dietro le montagne
    vorrei portare le mie ombre
    e rischiararle ad ogni alba mistica,
    dietro le montagne
    immagino uno spirito più grande,
    che acquieta i mali di ogni uomo perso.

     
  • 06 ottobre alle ore 19:20
    Nell'argenteo silenzio

    Il risveglio nella gabbia,
    l'ala spezzata,
    la libertà negata;
    il cielo lontano,
    il vento addosso dimenticato.
    Rivoglio il mio volo,
    rivoglio il mio assurdo,
    rivoglio il mio sconfinare
    i varchi del mondo.
    Le mie parole sono rimaste
    tra i sassi di un sentiero solitario,
    chi lo attraverserà
    ascolterà le mie ultime poesie
    d'amore e di fuoco,
    ascolterà la fine del mio inizio
    nell'argenteo silenzio.

     

     
  • 05 ottobre alle ore 18:52
    L'antico paese bianco

    In un paese cadeva la neve,
    anche se altrove c'era l'estate,
    dietro agli angoli c'erano
    sogni incontaminati,
    si cercava di congiungere le stelle
    al cielo dentro le case.
    C'era una musica dal campanile
    che faceva danzare tra la neve
    le donne dell'antico paese,
    mentre i bambini creavano
    pupazzi che chiamavano per nome.
    Poi, c'era il vecchio saggio
    che parlava poco,
    ma ogni sua parola
    era importante come l'oro,
    ogni suo silenzio racchiudeva
    una libera sapienza
    su come è fatto il pensiero di ogni uomo.
    Cadeva la neve sopra le strade
    e sopra la chiesa,
    sopra i giardini e sopra gli abeti,
    cadeva la neve sopra le idee delle persone,
    rendendole più chiare e meravigliose.
    Ogni vagabondo è passato
    per l'antico paese bianco,
    almeno per il tempo
    di raccogliere un sogno.

     
  • 04 ottobre alle ore 0:09
    Appena piove

    Appena piove
    torno nel mio silenzio,
    dove ci sei anche tu,
    immagine viva
    che sopravvive come la pietra.
    Appena piove
    la campagna diviene
    quasi religione,
    si disseta con l'acqua del cielo
    e sembra ascoltare
    ogni mia preghiera,
    l'odore dell'erba bagnata
    m'inebria i pensieri e la memoria,
    mi fermo a guardare la pioggia
    per riunire i quattro elementi.
    L'aria, l'acqua e la terra
    si accostano al mio fuoco,
    che dalle vene sale agli occhi,
    i miei occhi rimasti in un autunno
    con le lacrime nel vento.

     

     
  • 03 ottobre alle ore 12:33
    Qualcosa che si nasconde nel mondo

    Guardo qualcosa
    che si nasconde nel mondo,
    un qualcosa d'informe
    che mi chiude lo sguardo,
    si affianca agli specchi
    che alterano la storia
    dei nostri mille volti,
    guardo qualcosa
    che si finge luce,
    ma che, invece,
    tinge di nero la vita,
    rendendola spenta,
    senza più voce.
    Questo qualcosa
    vive tra la gente,
    nelle case, nei pensieri
    che ti mettono in catene,
    guardo qualcosa
    che mi fa male sia da vicino
    che da lontano,
    non ha un solo nome,
    ma lo si riconosce
    perché vuole spezzare
    il tuo volo.
     

     
  • 30 settembre alle ore 18:55
    Gli spiriti del cielo

    Il vento portava sui campi
    gli spiriti del cielo,
    li lasciava incontrare la terra
    ogni volta che il sole
    si abbassava all'orizzonte
    e tutte le cose elementari
    diventavano più sacre
    per gli spiriti del cielo,
    che assumevano un corpo
    come quello umano.
    Ogni frutto era divino,
    ogni albero un'architettura viva
    tra la terra ed il cielo,
    ogni foglia un respiro di speranza,
    ogni fiore un disegno d'amore
    di ogni essenza.
    La preghiera della sera
    recitavano sull'erba umida
    col capo chino,
    gli spiriti del cielo
    diventavano uomini
    sul finire del giorno,
    con una memoria senza tempo
    e sono loro l'origine nascosta
    al resto del mondo.
    Adesso soltanto qualcuno
    è in viaggio,
    adesso da lontano tessono
    la loro verità nel silenzio.