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in archivio dal 05 lug 2013

Gabriella Stigliano

Napoli - Italia
Mi descrivo così: M'incanta l'arte e anche l'arte delle parole che genera poesia, storie, visioni, emozioni e sensazioni. Esprimo a modo mio l'assurdo mondo che mi ritrovo dentro.

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  • Ieri alle 19:50
    Il richiamo del cielo

    Depongo le mie maschere
    di fronte ad un'alba
    che candida si posa
    sul mio davanzale,
    non voglio più portare
    la mia essenza
    ad una festa di carnevale.
    Ho uno sguardo penitente,
    sono in bilico
    tra ciò che mi delude
    e ciò che mi sorprende,
    il dolore l'ho conosciuto
    dentro una verità
    e dentro una bugia,
    dentro quattro mura
    o distesa sopra un prato,
    il richiamo del cielo è celato,
    ma mi accorgo che esiste,
    anche se soltanto
    rifletto i miei occhi
    allo specchio.

     
  • martedì alle ore 1:49
    Mi sono sentita sola

    Mi sono sentita sola
    quando non ero sola,
    mi sono sentita sola
    davanti a occhi e parole,
    dentro un dolore,
    nel tempo che aumenta gli anni
    e nel tempo che fa sognare
    ad occhi aperti.
    Mi sono sentita sola
    a dover capire
    quanto sia irrazionale amare,
    a capire qualcosa
    che mi presentava la vita,
    mi sono sentita sola
    quando ho smarrito la strada
    e perso la meraviglia,
    quando non cercavo più
    risposte
    e dovevo inventarmi
    un paio d'ali,
    per volare lontano
    dai miei sbagli.

     
  • domenica alle ore 20:22
    Un burattino

    Un burattino
    guarda a viso spento
    il giorno,
    che qualcun' altro
    gli farà attraversare.
    Azionerà movenze
    tramite le mani
    di chi gli muoverà i fili,
    ma le sue speranze
    andranno lontano,
    oltre quello che non vede
    e forse porteranno
    nuove musiche
    per le sue danze libere,
    tra il sole e le margherite
    o restare con la luna
    di romantiche notti
    a scrivere lettere d'amore
    e rompere quei fili
    che gli rubano il senso,
    che si oppongono al suo sguardo.

     
  • sabato alle ore 19:49
    Posso essere

    Posso essere l'enigma
    della Sfinge che mi parla,
    posso essere vestita
    da un pensiero
    che si vede solo nell'ombra.
    Posso essere di nuovo ferita
    dalla stessa freccia dell'amore,
    posso superare l'inverno
    parlando di te alla neve,
    posso vegliare
    su un tuo sogno,
    per non lasciarlo in un cassetto,
    posso essere la verità
    di un teatrante
    che ha capovolto ogni atto.

     
  • sabato alle ore 19:34
    Quando mi parli

    Quando mi parli
    divento come la terra
    che accompagna
    e morbida ricopre
    le radici dei tuoi alberi,
    divento ascolto
    dall'ombra alla luce,
    divento fine e principio.
    Quando mi parli
    tu diventi nido di giorno
    e canto notturno,
    promessa di un nuovo
    sguardo sul mondo,
    coraggio e appiglio,
    diventi come un dipinto
    che mi porta fuori dal tempo.

     

     
  • venerdì alle ore 21:49
    Tracce di anima

    Certe sere dipingo
    alberi nella mia stanza,
    certe sere le ombre del tempo
    mi gravitano attorno.
    Certe sere plasmo
    maschere di argilla
    per avere sorrisi di riserva,
    certe sere dimentico
    che indosso l'elmo alato
    per portare i miei pensieri
    più lontano
    e mi ritrovo in luoghi
    dove,forse,qualcun' altro è stato
    e lì tracce di anima ho lasciato.

     

     
  • venerdì alle ore 19:12
    Quando chiudo gli occhi

    Quando chiudo gli occhi
    mi trovo altrove,
    cavalli all'orizzonte
    dichiarano libertà nella luce,
    il mio canto riconosce
    il sacrificio,
    le mie mani vestono
    un dolore nudo,
    sulla riva in ombra
    approda la memoria
    che arriva da lontano,
    raccontando d'amore
    e di assenze,
    di giorni e di notti
    con i passi grevi
    ed il volto in cerca di carezze.
    Quando chiudo gli occhi
    arrivano i tuoi
    a meravigliarmi
    e mi chiedono parole
    che solo nel silenzio
    posso dire.

     
  • giovedì alle ore 21:13
    Divenne la terra divisa dal cielo

    Divenne la terra divisa dal cielo,
    le creature di cenere
    si fecero umane,
    le creature alate, invece,
    restarono nella brezza del cielo
    e mandavano ai mortali
    segnali da lontano.
    Divenne la terra un luogo
    con sembianze divine,
    ma ad ogni angolo
    poteva nascondersi il male.
    Divenne la terra
    sede di tutto quello
    che poteva esistere,
    le parole che univano
    potevano separare,
    l'amore fra le creature
    poteva finire,
    il dolore faceva soffrire,
    ma le creature alate
    arrivarono sulla terra
    per far proseguire gli umani
    anche nell'errore,
    per condurli sulla strada
    che avevano dimenticato,
    per elevarsi in quel cielo separato.

     
  • mercoledì alle ore 22:23
    Ho incontrato la mia malinconia

    Ho incontrato
    la mia malinconia
    in ogni petalo di fiore caduto,
    nella pioggia che bagnava
    ogni crepa del mio cuore,
    nel rumore dei miei passi
    che sfuggivano a un dolore,
    nella voce dell'amore
    che non mi chiedeva di restare,
    nell'inconsistenza di parole
    che ho dovuto presentare
    e nel desiderio
    di tutte quelle altre parole
    che non ho potuto dire.
    Ho incontrato
    la mia malinconia
    quando ho sottratto
    il tempo dei sogni
    alla mia realtà,
    quando il coraggio
    mi è mancato,
    quando una preghiera
    al cielo ho affidato.

     

     
  • 16 giugno alle ore 1:28
    Il richiamo di una vita vera

    Riesci a portarmi un'alba
    anche quando il cielo è crollato,
    mi fai trovare luce
    anche quando è calato il sipario
    di una notte senza stelle,
    una notte che dalle pietre
    ha ereditato il silenzio
    delle assenze.
    Riesci a far entrare
    il tuo sguardo
    nelle cose che guardo,
    mi porti il pensiero
    davanti a un sigillo
    per darmi il coraggio di aprirlo
    e accedere al mio essere
    e con mani nude tessere
    il richiamo di una vita vera.
     

     
  • 12 giugno alle ore 23:34
    Albe mai avvenute

    Forse potevo portare
    il mio passo
    su un'altra strada,
    portare ogni giorno
    la mia vita
    tra statue e vicoli,
    nel respiro del mare
    che porta misteri e favole,
    tra gente che si sazia di idee,
    tra porte da scegliere
    di aprire o chiudere.
    Forse il mio posto è qui,
    dentro una realtà concreta,
    ma certi sogni continuano
    a vivere,
    quando il mio sguardo
    si allontana
    su albe mai avvenute.

     
  • 11 giugno alle ore 22:49
    Cantava da solo un angelo

    Cantava da solo un angelo
    sotto la pioggia del suo cielo,
    diverso il suo canto
    ferito dal grido dell'uomo.
    Cantava con le braccia conserte
    e con una febbre addosso,
    con le ali chiuse strette
    e lo sguardo sopra il mondo.
    Trascinava la sua voce
    dentro questo doloroso canto,
    dove parlava dell'uomo smarrito,
    di ogni uomo che non si perdona
    e scandisce il suo tempo
    tra penitenze, corazze rotte,
    respiri nel vuoto,
    ricordi con le sue impronte,
    bandiere bianche nelle sue erranze.
    Cantava da solo un angelo
    per la salvezza dell'uomo,
    cantava al suo Dio
    fino a diventare
    un notturno celeste coro.

     

     
  • 10 giugno alle ore 16:37
    In questa torre di cartapesta

    Transitorio è lo sguardo
    su questo mondo,
    transitoria la parola
    che può diventare lama
    o che può diventare miele
    per una bocca
    quasi sempre digiuna,
    transitorio un nido segreto
    di amanti sotto la luna.
    Transitorie le carezze
    e le emozioni,
    transitoria è la strada
    per i Campi Elisi
    desiderati in questa torre
    di cartapesta,
    dove vive rinchiuso
    il mio spirito inchinato
    davanti all'amore
    e al suo ricordo.

     

     
  • 10 giugno alle ore 12:32
    Un tempo di eterno

    Il tempo di un bacio
    è un tempo di eterno,
    un quadro che si guarda
    senza esserne stanchi,
    una musica
    che prende forma nel silenzio,
    un po' di pioggia
    che cade leggera addosso
    in un giorno di fine estate,
    un istante che mi porta lontano,
    che fa giungere la mia anima
    là dove posso tenerti per mano.

     
  • 08 giugno alle ore 23:05
    Negli occhi di qualcun' altro

    Capitano notti difficili,
    capita di rimanere incastrati
    nelle proprie malinconie,
    capita che l' anima
    scriva un romanzo
    con le lacrime e i silenzi,
    con i battiti del cuore,
    con il fuoco delle stelle comete,
    con delle clessidre vuote.
    Capita di essere davanti
    a porte chiuse,
    capita di recitare poesie mute,
    capita di aprire gli occhi
    e ricordare che l'amore esiste,
    capita di resistere,
    capita di scoprire il dolore
    sul proprio volto,
    capita di riconoscerlo
    negli occhi di qualcun' altro.

     

     
  • 08 giugno alle ore 0:38
    Adesso ho nostalgia negli occhi

    Un domani vedrò
    il cerchio del mio viaggio
    riassunto nel palmo della mano,
    che ha fatiche e carezze,
    addii e tristezze.
    Porterò la mia età
    in riva al mare
    o sotto gli alberi
    che fanno ombra
    nelle giornate di sole,
    quando l'estate
    mi riporta bambina,
    che raccoglieva sogni
    nelle verdi foglie,
    porterò i vecchi fantasmi
    a passeggiare liberi,
    li lascerò nei tramonti,
    ma loro di nascosto torneranno.
    Un domani vedrò tutto più chiaro,
    vedrò il dolore perdersi
    nella tana del Bianconiglio,
    che ritornerà a correre ansioso
    sotto la mia casa,
    adesso c'è foschia all'orizzonte,
    adesso ho nostalgia negli occhi.

     

     
  • 06 giugno alle ore 23:31
    Invento il passo

    Invento il passo
    che al mondo va incontro,
    invento un sogno
    quando la realtà
    mi consuma le vene ogni giorno.
    Invento un credo personale
    nella dimora della memoria,
    dove i ricordi diventano quadri,
    dove l'età che avanza
    viene fermata e sospesa,
    invento poesie sulla lavagna
    della vecchia scuola,
    dove hanno sempre scritto
    la lezione del giorno e l'assegno,
    che fuori a quell'aula
    non son serviti a molto.
    Invento uno spazio nel mio tempo,
    invento un nuovo sguardo
    sul dolore che è stato,
    sugli elementi di un amore che crescono,
    sul doppio riflesso
    che può comparire allo specchio,
    sulle domande che s'interrompono dentro.

     
  • 06 giugno alle ore 19:52
    Quel sogno che trattengo

    Trattengo dentro
    quel sogno d'amore,
    che non voglio dissolvere
    fra i riflessi della memoria.
    Il mio cantare d'amore
    ha bisogno di vie stellate,
    di scorci segreti sull'infinito,
    di campagne verdi
    per camminare a piedi nudi,
    di fasi lunari e alte e basse maree
    su isole misteriose.
    Quel sogno che trattengo
    vive nel silenzio,
    la realtà ha troppe voci.

     
  • 05 giugno alle ore 21:25
    Parla il filosofo

    Parla il filosofo
    all'uomo davanti allo specchio
    e dice: “Sei l'origine
    del tuo stesso mistero,
    sei un enigma dormiente
    e hai bisogno dell'immensità del cielo
    per un respiro d' infinito
    e inventare le tue risposte”.
    Parla il filosofo
    all'uomo che oltrepassa
    il suo riflesso allo specchio
    e dice: “Stai attraversando
    il tuo stesso mistero,
    il tuo infinito,
    vedrai sorgere il sole
    nel tuo oriente,
    sovrasterai mari sereni
    e mari feroci
    per arrivare su nuove terre,
    nuove mete per far crescere
    sogni, idee e saggi miti,
    andrai incontro all'amore
    e le tue risposte saranno vere.

     
  • 03 giugno alle ore 22:50
    Al di là della rossa cancellata

    Al di là della rossa cancellata
    vedo la realtà sempre più lontana
    e la mia vita sembra statica,
    appartata in angoli di fantasia,
    la mia anima si sdraia in segreto
    in una tenda sotto un cielo stellato,
    quel cielo vorticoso dipinto
    che ammiro su di un libro stampato.
    Al di là della rossa cancellata
    il mio sguardo chiede libertà
    all'orizzonte,
    chiede un tempo per andare
    verso un racconto di vita e d'amore,
    da poter scrivere tra le pagine
    della tua memoria.

     

     
  • 03 giugno alle ore 15:20
    Mattone su mattone

    Mattone su mattone
    ho costruito un muro
    per separarmi dal tempo del dolore,
    ho dato forma ad una solitudine
    mitigata dalla voce del vento,
    che arriva a consolarmi
    anche solo per brevi istanti,
    mi dice di essere dentro
    una sorgente
    per dissetare un nuovo tempo,
    da cui trarre meraviglie.
    Mattone su mattone
    ho reso lontano
    una stirpe di ricordi
    consunti con il pianto,
    il cielo avrà ancora angeli
    che oltre i muri veglieranno.

     
  • 02 giugno alle ore 20:18
    Dentro le stesse parole

    Un pittore che dipinge l'infinito
    nella sua stanza,
    un poeta che fa tremare
    i suoi versi
    chiusi in una lettera d'amore,
    un attore che improvvisa la gioia,
    mentre copre un dolore,
    una giostra che gira
    per il sogno di un bambino,
    un angelo indifeso nel mondo
    che ricorda il suo cielo,
    una terra col suo mare
    che racconta leggende e storie,
    un amore che si riconosce
    dentro le stesse parole.

     
  • 02 giugno alle ore 15:32
    Nell'innocenza di uno sguardo

    E' stato come cadere
    nell'innocenza di uno sguardo,
    nella malinconia di un canto,
    nel dolore silenzioso
    che dolce si libera in un pianto,
    quando mi sono accorta
    dell'amore che cresceva
    per un cuore che dal mondo
    si nascondeva,
    che ascoltava nel deserto,
    che incontrava la notte
    per difendersi dal giorno.
    E' stato come attraversare
    un giardino che il tempo
    aveva dimenticato
    e vedere nel suo verde
    l'impronta meravigliosa del Creato,
    quando, dopo un lungo sonno,
    amore ho ritrovato.

     
  • 31 maggio alle ore 18:24
    Eravamo nella terra degli ulivi

    Eravamo nella terra degli ulivi,
    dove ogni uomo
    compiva il suo pensiero
    con il gesto e con la cura,
    dentro il ciascuno sguardo
    vi era la pace,
    nasceva poi l'amore
    senza tormento
    e la malignità si perdeva
    fra le ombre degli ulivi,
    eravamo in una terra
    dove il tempo
    maturava saggiamente le anime
    e non i corpi,
    la morte era un lasciarsi andare
    nell'armonia del cielo,
    una fase di passaggio
    per riconciliarsi
    ad un grande mistero.
    Eravamo nella terra degli ulivi
    a vivere il silenzio,
    prima di ascoltare parole sacre.

     
  • 30 maggio alle ore 19:02
    E dove cade il passo di un sognatore

    E dove cade il passo
    di un sognatore,
    la terra si divide,
    la strada si prolunga
    e l'orizzonte si avvicina al cielo,
    si infittisce la trame delle stelle,
    ci si ritrova appoggiati alla notte,
    a scandire quei sogni
    che di giorno sembrano
    informi presenze,
    nascoste nei respiri stanchi,
    quei sogni che acquistano luce
    partendo dallo stringere
    gli innamorati palmi.
    E dove cade il passo
    di un sognatore,
    il sogno alato si fa anche radice.