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in archivio dal 05 lug 2013

Gabriella Stigliano

Napoli - Italia
Mi descrivo così: M'incanta l'arte e anche l'arte delle parole che genera poesia, storie, visioni, emozioni e sensazioni. Esprimo a modo mio l'assurdo mondo che mi ritrovo dentro.

elementi per pagina
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  • giovedì alle ore 18:59
    Una traccia del passato

    Porto nell'armadio
    i miei scheletri
    che il tempo
    non ha rimosso,
    porto un vuoto
    che non va via
    al risveglio,
    porto un fuoco
    che potrebbe
    scaldare
    le fredde stanze
    di un letargo
    che mi ha visto
    protagonista
    senza sogni,
    senza voce,
    senza storia,
    ma con in mano
    una traccia
    del passato,
    una lettera
    strappata,
    un ricordo
    che ferisce,
    una lancia
    che d'amore
    trafigge.

     
  • 20 dicembre 2017 alle ore 21:30
    Una chiave nel silenzio

    In uno sguardo
    la confessione,
    un confine
    oltrepassato,
    una chiave
    nel silenzio,
    un dolore
    addormentato.
    Si riconosce
    il cielo
    e la strada
    di casa,
    si fa vivo
    il coraggio
    o parla
    la paura;
    in uno sguardo
    la solitudine scurisce
    il mondo intero,
    in uno sguardo
    vive l'amore
    imprigionato
    che non si riduce
    e si fa vero.

     
  • 15 novembre 2017 alle ore 18:43
    Nasceranno ancora uomini

    Nasceranno
    ancora uomini
    che aspetteranno oracoli
    dietro i sigilli
    di un cielo muto,
    uomini presenti
    nell'assenza di luce,
    uomini imperfetti
    che perdono i confini.

    Nasceranno uomini
    per popolare terre
    in dissolvenza,
    per nutrire di sogni
    una realtà non finita.

    Nasceranno ancora
    uomini
    che detteranno leggi
    e uomini per ribellarsi
    a voce alta
    con le mani stanche;
    uomini che costruiranno
    templi
    e altri che faranno guerre.

    Nasceranno destini,
    invocazioni
    e poetiche chimere,
    nascerà l'amore
    che vivrà nella malinconia
    di un autunno
    e nel canto di primavere.

     
  • 15 settembre 2017 alle ore 21:26
    Il poeta della notte

    Il poeta della notte
    vive fra l'antica luce
    delle stelle,
    portando
    a spasso
    il suo sogno,
    che di giorno
    lascia a casa
    rinchiuso.
    Il poeta della notte
    scrive memorie
    e silenzi
    nelle parole,
    scrive l'amore
    stringendosi l'anima
    e ascoltando
    il suo dolore.
    Il poeta della notte
    si nasconde
    dietro il sipario
    della realtà,
    inseguendo
    solitario
    la sua verità.

     
  • 23 luglio 2017 alle ore 22:37
    Mi ubriaco

    Mi ubriaco

    per estirpare

    la piaga nell'anima,

    mi ubriaco nella notte

    per dimenticare

    la bellezza solenne

    delle stelle,

    che mi ricorda

    l'amore provato,

    ingoiato

    e dal petto strappato,

    con le sembianze

    di un lutto.

    Mi ubriaco

    di visioni

    apocalittiche

    nascoste

    nelle poesie

    e tra i fantasmi

    loquaci,

    mi ubriaco

    e resto impavida

    nella polvere

    del tempo solitario.

     
  • 14 luglio 2017 alle ore 22:35
    Rinasco nel tuo sguardo

    Rinasco nel primo

    tepore del vento,

    nel sogno

    di una terra mistica

    senza più angoli bui.

    Rinasco nel tuo sguardo

    che si avvicina

    al mio dolore,

    rinasco nella passione

    che ho per te

    e per i tuoi occhi

    sapienti,

    rinasco

    sulla tela dipinta,

    in una poesia

    d'amore scritta

    per consolare

    l'evanescenza

    dei tuoi baci,

    rinasco

    in una preghiera

    e in una finestra

    di cielo e bagliore,

    rinasco ancora

    tra la pioggia

    ed il giallo del sole,

    fra le parole

    che si perdono

    fra le silenziose lacrime,

    tra l'asfalto

    ed i passi di ansia,

    che arrivano

    stanchi e felici

    a casa tua.

     

     
  • 29 maggio 2017 alle ore 18:30
    Scenografie di carta

    Scenografie di carta

    si reggono

    ai miei polsi stanchi,

    in cui fluisce

    un fuoco ancestrale,

    una passione

    che non vuole finire,

    un sogno d'amore

    che ritorna

    a farmi male.

    Scenografie di carta

    per disegnare altre strade

    ed il proprio reame,

    per non vedere

    il pianto del reale,

    per essere guardate

    prima di sapere.

     
  • 27 maggio 2017 alle ore 12:34
    Un confine oltrepassato

    Vedevo nei tuoi occhi
    l'amore ormai
    contaminato
    da un confine
    oltrepassato,
    inaridendo
    i fiori
    e le promesse
    che avevamo
    tra le mani strette
    all'anima,
    toccata
    dal ghiaccio
    di quello
    che è rimasto
    del nostro giardino
    segreto,
    dove ogni giorno
    nascevano nuove ali
    per candidi voli
    fra le tue braccia.

     
  • 16 maggio 2017 alle ore 15:46
    Dispersa

    Dispersa
    nei riflessi
    di cieli remoti,
    guardo
    le mie certezze
    cadere
    ed i sogni
    scivolarmi
    dagli occhi,
    guardo
    la vita
    che passa
    eloquente
    e le ferite
    silenti,
    guardo
    il confine
    che ho davanti
    ed io dispersa
    nell'amore
    infranto.

     
  • 11 aprile 2017 alle ore 14:37
    Come un violino

    Come una piuma
    nel vento,
    una fiaba sussurrata
    nella notte,
    un cielo visto
    dal riflesso
    di uno specchio
    di una stanza
    vissuta e respirata,
    ma nascosta
    nell'incostanza.
    Come un violino
    in un angolo buio,
    che sogna
    un assolo
    sulla scena in luce
    del mondo,
    come una luna lontana
    che strega
    e cambia le maree,
    così una donna
    sa misteriosamente
    essere,
    aspettando il silenzio
    che profetizza
    l'amore.

     
  • 14 agosto 2016 alle ore 16:06
    Il cielo dei sogni

    Il cielo dei sogni
    è un cielo
    turchese pastello,
    dove pendono sogni
    da ogni costellazione
    e dondolano
    come altalene
    nel mistero
    della loro origine,
    distendendo l’anima
    dalle contrazioni della vita,
    facendo sfumare i segni
    di ogni vecchia ferita.

     
  • 04 luglio 2016 alle ore 14:35
    Quando urlo cantando

    Concedimi ancora

    di cambiare maschera,

    fragile l'essenza

    che ha rischiato di spegnersi

    negli angoli incolori

    della tua assenza.

    Cerca di guardare

    oltre il mio sorriso affaticato,

    cerca le parole

    che ho lasciato morire

    sulle scale del tempo.

    I miei sbagli

    li ho cuciti su un vestito

    che indosso in solitudine

    quando urlo cantando,

    affidando tutta l'anima

    al cielo lontano

    confinante con l'irreale,

    in cui poterti amare.

     
  • 31 maggio 2016 alle ore 18:57
    Un cuore in esilio

    Ricordi incastrati
    tra le mura del tempo
    rimangono muti
    nel sole di oggi,
    finché arriva
    il suono del vento
    portando con sé
    la voce della memoria,
    che versa negli occhi
    uno sguardo d'amore
    per un amore lontano
    e sconfitto,
    scucito dalle mani
    del destino,
    ma ostinato e caldo
    su un cuore in esilio.

     
  • 20 dicembre 2015 alle ore 0:01
    L'autunno assopito

    L'autunno assopito

    ci aspetta

    dopo il respiro ampio

    dell'estate

    e torna spesso

    a farci camminare

    tra le malinconie

    e le foglie cadute dai rami,

    ingiallite come pergamene

    su cui è scritto un pezzo

    del nostro vissuto

    e ci prepara,

    con un leggero vento,

    ad avere tra le mani

    il calore di un pensiero,

    che cercherà di resistere

    nella debole luce

    dell'inverno.

     
  • 20 novembre 2015 alle ore 22:33
    La memoria di me

    Nel respiro del cielo

    cammino in silenzio,

    sentendo tra i miei passi

    uno sguardo divino

    e i pensieri

    si appoggiano

    all’anima,

    scrivendo sul foglio

    della solitudine

    parole

    che non riuscirò a dire,

    ma che avranno voce

    quando la memoria di me

    verrà disseppellita

    dalle mani dell’amore.

     
  • 18 novembre 2015 alle ore 18:57
    Nell'indefinito

    Una parte di me

    vive nell’indefinito,

    in uno spazio

    in cui trasmigra l’anima

    per dimenticare

    il suo peso.

    Floridi sogni,

    figli di un mistico silenzio,

    chiedono

    di non trovare lacrime

    quando cadranno

    dal loro mutevole cielo,

    lasciandomi guardare

    ancora le stelle,

    mentre continua

    il mio respiro.

     
  • 15 novembre 2015 alle ore 12:43
    Preghiera

    Dio benedici

    questa terra

    sporcata dal terrore

    e dal sangue,

    che ha mani

    ancora da tendere

    e trasfigura

    il volto del nemico

    in un volto da guardare

    con occhi sapienti di pace,

    per impedire

    di frantumare anime,

    suggerendo

    vitali respiri

    ai sassi gettati,

    sottraendo lacrime

    ad un cielo stellato,

    ancora innamorato

    dell'uomo che sogna.

     
  • 05 novembre 2015 alle ore 19:38
    Ricordo una strada

    Ricordo una strada

    distante dalle mura del mondo,

    che avanzava leggera

    presso il tuo sguardo

    innalzato in un cielo

    inebriato di lampi ribelli

    e stelle immutabili,

    come quei sogni

    rinchiusi nei nostri abbracci,

    convergenti nell'amore

    di quei pregiati giorni,

    tracciati ormai

    nella mente

    e di quelle notti

    sacre e indecifrabili,

    passate tra emozioni inedite,

    cosparse anche

    di silenziose lacrime

    per non poterti dire

    di restare,

    soprattutto nei miei inverni.

     
  • 17 ottobre 2015 alle ore 16:02
    Viaggio scalza

    Da adesso

    viaggio scalza

    per sentire meglio

    la mistica terra

    che mi tiene ferma,

    ma che riesce anche

    a farmi tremare.

    Viaggio in ascolto

    dei suoni del mondo

    e negli sguardi

    della gente

    trovo una parte

    del mistero

    che ho dentro,

    una luce diversa,

    un cuore che riscalda,

    ma anche lingue pungenti

    dietro il vetro opaco

    delle apparenze.

    Viaggio nel vento

    che mutevole respira,

    portando negli occhi

    la labirintica strada

    percorsa con amore,

    tralasciando

    le lacrime e gli abissi

    nell’armatura dei miei affanni.

     

     
  • 17 ottobre 2015 alle ore 15:58
    Il letargo del cuore

    Gettai le mie parole ferite

    fuori dal treno

    che arrivava lento

    verso casa tua,

    perché tu non sapessi

    la loro origine

    e l’estensione

    del mio cuore,

    che assopito

    ha preferito il letargo

    all’esser sveglio,

    senza il bagliore

    del tuo volto

    tracciato dall’amore,

    che oltrepassa

    il conosciuto orizzonte.

     
  • 13 ottobre 2015 alle ore 16:53
    Dopo un sogno mistico

    Mi risveglio
    con le mani pronte a pregare
    dopo un sogno mistico
    che continuo a pensare,
    mentre il mio cammino
    assume la forma
    di una foglia caduta,
    ma travolta dal vento,
    lontana dal suo albero,
    vicina ad un misterioso
    labirinto
    da attraversare tra le nebbie,
    per salvare l'identità perduta
    nell'assenza di un Dio.

     

     
  • 13 ottobre 2015 alle ore 16:49
    Nel teatro dei sorrisi dipinti

    Nel teatro dei sorrisi dipinti
    mi ritrovo spettatrice in lacrime
    e nel posto più buio
    guardo il rinnovarsi
    dell'antico spettacolo
    degli uomini soli,
    che sorridono
    col cuore triste
    e impaurito,
    senza un filo di voce,
    senza un segno
    del loro dolore,
    amando la vita
    col suo canto,
    sapendo della sua fine nascosta.

     
  • 05 ottobre 2015 alle ore 21:41
    E'L'ORA DELLA PARTENZA

    E'l'ora della partenza,
    abbondono questo luogo
    d'incertezza,
    di amare conclusioni
    e intenti non capiti.
    Rischio di perdere
    un altro viaggio
    verso la mia essenza
    se resto a guardare
    i paesaggi disadorni
    del passato,
    calpestati
    dai miei passi sbagliati.
    E'l'ora della partenza
    verso me stessa
    sempre più innamorata,
    ma vestita di prudenza,
    senza più ascoltare
    la legge degli uomini,
    ma la voce interiore
    che il tempo ha maturato.

     
  • 15 marzo 2015 alle ore 12:17
    LA NOSTRA QUERCIA

    Abbracciati all'ombra
    della nostra quercia
    udivamo il cantare delle ninfe
    e guardavamo il tramonto
    abbassarsi lontano
    come una mistica visione,
    ma negli inverni
    avanza l'ulutato dei venti
    che porta via
    bellezza e giornate d'amore
    divenute ricordi.
    Ogni anno
    attendo la primavera
    che allevia i miei sguardi,
    al riparo fra gli incanti
    della nostra dimenticata quercia.

     
  • 25 dicembre 2014 alle ore 11:10
    IL TRENO CHE ATTENDO

    L’astro argentato
    riveste
    i miei pensieri solitari
    che tracciano i binari
    del treno che attendo
    per fuggire lontano
    dagli errori,
    dalle ingorde lacrime
    nei giorni distorti,
    dalla soglia di un abisso
    in cui cadono i sogni
    e sbiadisce
     il bagliore dell’amore,
    un abisso di ombre
    dove risiedono incostanti
    le angosce e le paure.
    Il treno che attendo
    per acquietare l’anima
    arriva di notte
    dove sussurra la vita.