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in archivio dal 05 lug 2013

Gabriella Stigliano

Napoli - Italia
Mi descrivo così: M'incanta l'arte e anche l'arte delle parole che genera poesia, storie, visioni, emozioni e sensazioni. Esprimo a modo mio l'assurdo mondo che mi ritrovo dentro.

elementi per pagina
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  • Lasci nel vento le tue parole,
    loro vogliono esistere da sole
    e vogliono volare
    sopra precipizi
    e sopra ogni respiro mortale,
    le tue parole hanno il profumo
    del pane
    e sono dentro un canto d'amore
    che non si riesce a dimenticare,
    sapendo commuovere
    come un giuramento
    sopra a un altare.

     
  • Ricevere gigli
    da portare all'altare,
    sottrarre lo scettro
    a chi non sa regnare,
    portare nelle mani la linea della vita,
    il viaggio non è stato vano
    anche se non hai trovato il tesoro,
    ma hai attraversato luoghi,
    mentre avevi la grinta nei passi
    e nello sguardo la meraviglia
    dell'avventura.
    La chiave è sempre stata
    dentro di te,
    per aprire tutte le porte
    di quel corridoio di specchi,
    che se guardi con insistenza
    quasi non ti riconosci.

     

     
  • lunedì alle ore 23:21
    Un mesto ritorno

    Ho sempre avuto
    il timore di non trovare
    una voce che mi parlasse
    di sogni e di incanti,
    una voce che mi dicesse
    del mistero del cielo,
    che cela lo sguardo divino,
    una voce che mi avrebbe
    preservato dalla parola “addio”.
    Ho sempre avuto
    un pensiero d'amore
    per chi amavo,
    lo rivestivo di silenzio
    e foglie dorate,
    con cui decoravo
    con nostalgia
    i dipinti di un autunno
    ricordato,
    un autunno dove il vento
    annunciava un mesto ritorno.

     

     
  • lunedì alle ore 18:44
    Quel sogno che non si è compiuto

    Si sta compiendo
    il tempo del sogno,
    sto rinascendo lieve
    attraverso i sentieri del giorno
    e giungo di fronte allo specchio,
    che riflette il tempo passato
    sul mio volto.
    Si accende una malinconia
    sull'orizzonte che guardo,
    cade una pioggia
    sui campi silenziosi
    della mia memoria.
    Si ferma una stella
    sulla mia casa,
    la porto negli occhi
    per cercare ancora te,
    tu che sei quel sogno
    che non si è compiuto.

     
  • domenica alle ore 11:20
    IL SOGNATORE D'AMORE

    L'amore sorgeva dagli occhi
    dell'uomo che in segreto
    aveva sempre amato,
    era un amore compresso
    nel cuore
    a tal punto da fare male.
    Il suo profilo era quello
    di un uomo maturo,
    con le rughe già incise
    che parlavano della sua storia.
    Lui sognava il suo amore
    sotto cieli crepuscolari,
    si adagiava nel vento,
    scompariva il tormento
    e i suoi pensieri
    lo portavano lontano
    verso l'abbraccio desiderato.
    Lo chiamavano
    il sognatore d'amore,
    colui che sapeva amare
    dentro ogni silenzio,
    sopra ogni dolore.

     
  • venerdì alle ore 21:54
    Le porte del silenzio

    Ho attraversato le porte
    del silenzio,
    c'era un cielo blu scuro
    con la luna che illuminava
    il sentiero a tutti nascosto,
    dove ho camminato
    per sentire le verità
    di questo mondo,
    dentro al silenzio
    più profondo.
    Come dentro ad un rituale
    ho pronunciato
    le giuste parole
    che il silenzio
    hanno squarciato,
    trovandomi negli occhi
    lo spirito segreto
    dell'intero creato.

     
  • venerdì alle ore 16:48
    Dove due anime esistono più forte

    Piangere dentro
    una canzone d'amore,
    quando una nostalgia compare,
    portare i propri sogni
    dentro quelle parole
    che si dicono al buio,
    dove due anime esistono
    più forte
    ad ogni carezza,
    ad ogni bacio,
    ad ogni respiro
    ed essere grato
    di aver incontrato l'amore
    desiderato,
    almeno una volta,
    con il coraggio di dichiararlo.

     

     
  • giovedì alle ore 18:35
    Un sogno d'amore antico

    Ho contato le stelle
    fino a quando ho trovato
    qualcosa di più dolce e delicato,
    ho trovato il tuo viso
    rivolto a guardare
    un sogno d'amore antico,
    un sogno
    che si affacciava
    su una casa di campagna
    in c'ero anch'io
    a dirti poesie
    e a dirti che t'amo,
    nel giardino segreto
    della nostra prima estate.

     
  • mercoledì alle ore 16:18
    LA FATA DELLE OMBRE

    Cantava di notte sopra le case,
    cercava la notte
    per estirpare le piaghe.
    Cantava di notte,
    mentre il giorno
    restava silenziosa
    tra la gente, in disparte,
    come chi non vuole
    essere nel frastuono,
    ma che ha nelle vene
    il suo canto che vive
    per essere immortale.
    Era la fata che animava
    le ombre,
    cantava e portava negli occhi
    i segreti del mondo
    e li svelava a chi
    il suo canto di notte ascoltava
    e nei sogni fra le ombre
    innamorava.

     
  • mercoledì alle ore 11:47
    Un lembo di cielo

    Ho legato un lembo di cielo
    alla terra che ieri notte
    mi ha portato verso
    una casa con l'edera,
    che saliva e scendeva
    tra le pareti e le finestre
    e scriveva parole
    sui miei silenzi.
    In quel lembo di cielo
    ci ho messo un sogno
    che ha la forma
    di un angelo che danza.

     
  • 31 luglio alle ore 9:00
    L'amarezza compare

    Trovarsi di fronte
    alle persone sbagliate,
    riapre ferite
    che credevi guarite,
    l'amarezza compare
    a rovinare il gusto
    dei giorni,
    lo sguardo si riempie
    di paesaggi notturni
    che percorri da solo,
    mentre il resto del mondo
    non si accorge della tua notte
    in pieno giorno.

     

     
  • 31 luglio alle ore 9:00
    Le strade percorse

    Le strade percorse
    sono memoria,
    trovavo il rumore
    di gente vana
    in ogni gesto e parola,
    trovavo anche qualche
    scambio di idea
    e richiamo alla gioia,
    trovavo presenze
    cerchiate d'argento
    che, poi, divennero
    di pece e di sabbia.
    Il cuore si regge a stento
    nel cammino,
    porta un sogno che germoglia
    ad ogni passo
    fuori al solco del destino.

     
  • 30 luglio alle ore 12:58
    Sentire fra i pensieri

    Sentire di invecchiare
    dietro il muro dei sogni,
    giocare a fare finta
    di tornare da una vacanza,
    scoprirsi l'anima
    con chi ti aiuta
    a capire il mondo,
    innamorarsi all'improvviso,
    mentre eri dentro una stanza
    a scrivere un segreto
    e sentire fra i pensieri
    respirare l'infinito.

     
  • 29 luglio alle ore 16:26
    Era l'essere umano

    Indossava il tempo
    davanti allo specchio,
    ogni ruga segnava un giorno
    che passava distratto.
    Il dolore nascondeva negli occhi,
    così come anche l'amore
    e i suoi silenzi.
    Era colui che chiamavano
    essere umano,
    la creatura che un Dio
    mise scalzo nel mondo
    di luci e radici,
    di memorie, idee
    e libero arbitrio.
    La sua voce si apriva
    di fronte all'altro,
    ma la solitudine
    poteva crescere lo stesso.
    Colui che mostrava
    i suoi anni,
    era l'umano
    con il suo sogno.

     
  • 28 luglio alle ore 14:58
    L'uomo che parlava fischiando

    Si aggirava tra i negozi delle strade,
    salutava fischiando i negozianti
    che abbassavano le serrande;
    parlava un linguaggio
    dentro fischi canterini,
    faceva discorsi simpatici
    e gentili.
    Qualcuno capiva
    le parole nascoste
    dentro quei fischi melodiosi
    e delicati,
    qualcun' altro lo definiva
    un uomo strambo,
    curioso, tutto da interpretare.
    L'uomo che parlava fischiando
    aveva occhi profondi
    e un sorriso tranquillo
    e se lo ascoltavi con attenzione,
    riuscivi a sentire nel mondo
    la voce del bene.

     
  • 26 luglio alle ore 11:34
    Ragazzi buon viaggio

    Ho messo nella valigia
    i ritratti dei personaggi
    che ho immaginato,
    li voglio portare con me
    in un viaggio alla scoperta
    del mio infinito.
    Ci sono segreti nei loro occhi,
    ci sono parole non dette
    sulle loro bocche
    e i sentimenti vivono
    sui loro volti.
    Sono personaggi nati
    da un ascolto desiderato,
    chiedono di esistere
    nello sguardo di chi,
    almeno per un attimo,
    viene catturato.
    Spero che in questo
    mio viaggio
    il sole ci sia
    per non lasciarli
    nell'ombra.
    Ragazzi buon viaggio
    e teniamoci stretti.

     
  • 24 luglio alle ore 15:51
    Avevo paura di chiamarlo amore

    Cercavo il tuo volto
    nel tessuto dei sogni
    e dopo anni l'ho trovato
    a guardarmi
    in un giorno distratto,
    un giorno qualunque
    in cui avevo smesso
    di cercare,
    smesso di aspettare.
    Rimasi in un incanto,
    il tuo sguardo era troppo
    profondo
    ed io avevo paura
    a guardarlo,
    ero emozionata
    e un sentimento già stava
    nascendo
    ed io avevo paura di chiamarlo
    amore,
    ma tale era la sua forza
    ed il suo nome.

     
  • Io sono la Realtà,
    parlo dei giorni che hanno i piedi per terra,
    giorni affaticati nel cuore e nelle membra.
    Vorrei poter portare i miei passi
    su paesaggi onirici e lunari,
    cercare di sovvertire il corso degli eventi,
    trovare il destino favorevole in ogni momento
    ed essere in luoghi lontani attraversando portali.
    Vorrei parlare al custode dei sogni,
    vorrei che mi ospitasse un po' nel suo mondo;
    ora vado e gli chiedo di accogliermi alla soglia.
    “Caro custode del mondo dei sogni,
    mi faresti fare due passi in questo enigmatico spazio?”
    “Certo Realtà, tu puoi accedere quando vuoi
    per alleggerirti e trovare più significati.
    Puoi conoscere te stessa in mille specchi deformanti,
    l'essenza di ogni uomo reale può mutare
    se viene riflessa su vari tipi di strade.
    Tu, Realtà porti pesi che puoi trasformare in soddisfazioni,
    io, invece, faccio sognare per un po',
    poi, devo far sfumare le illusioni,
    ma qualcuno riesce a trasportare un sogno nel mondo reale,
    qualcun' altro, invece, si riempie gli occhi di bellezza
    e sorridendo lascia il sogno,
    continuando a camminare sotto il nostro cielo congiunto”.

     

     
  • 22 luglio alle ore 22:44
    Rincorro una piuma nel vento

    Rincorro una piuma nel vento,
    m'illudo sia di un angelo
    illuminato da quel sole basso
    che ho dipinto
    mentre m'innamoravo.
    Non so se i miei occhi
    ritorneranno a guardare
    i paesaggi dell'amore,
    quelli desolati con la pioggia
    di Settembre
    o quelli rigogliosi
    con la brezza dell'estate,
    quelli dove il tempo
    ha dimenticato i miei anni,
    quelli che da millenni
    portano canzoni,
    lacrime e sorrisi.
    Rincorro una piuma
    per la mia voglia segreta
    di volare
    e per quell'angelo
    che vorrei vedere.

     
  • 20 luglio alle ore 9:57
    Nel vespro

    Nel vespro tessevo
    la mia preghiera,
    era pronta a farsi ascoltare,
    ovunque il cielo
    sembrava attendere
    parole di speranza e di dolore.
    Nel vespro alla finestra
    fuggiva un ricordo,
    chiedeva di non essere
    più ricordato
    e di andare lontano,
    verso un paesaggio
    non ancora disegnato,
    io, con gli occhi nella nostalgia
    cantavo una canzone
    per farlo ritornare.

     
  • 19 luglio alle ore 23:10
    Il suo canto mi portava nel vento

    Aveva gli occhi
    che mi guardavano dentro
    e rimaneva il silenzio
    a caderci addosso;
    mi innamoravo da lontano
    ad ogni incontro
    ed ogni volta che avevamo
    il coraggio di prenderci per mano.
    Aveva la fronte pensierosa
    e le spalle su cui poggiava
    il passato,
    la mia meraviglia si celava
    in un paio di lacrime
    che di nascosto asciugavo.
    Aveva il mio intero
    sguardo d'amore
    anche se i miei occhi abbassavo,
    il suo canto
    mi portava nel vento,
    verso un sogno d'infinito.

     
  • 19 luglio alle ore 19:58
    La prima stesura

    La prima stesura
    di questa mia storia
    andrebbe corretta
    e narrata al tramonto,
    quando il giorno stanco
    si sta addormentando
    e nel dormiveglia trovare
    il mio racconto,
    ricoperto di voci silenziose
    e di voci che urlano
    un infinito sognato,
    compresso,
    inseguito.
    Il mio racconto
    ha un respiro segreto
    e con uno sguardo
    portato altrove,
    la prima stesura
    andrebbe riscritta
    e riempita di alleanza d'amore.

     
  • 19 luglio alle ore 15:37
    Nel silenzio che tutto conosce

    Chiudo gli occhi
    e l'immagine appare,
    il viaggio è senza meta,
    mi lascio quasi andare,
    non ha più peso
    il mio dolore,
    sto dimenticando,
    per un attimo,
    chi ho amato
    e chi continuo ad amare.
    Provo ad attraversare
    le porte di una cattedrale,
    luci ed ombre
    sopra i miei ricordi
    e sopra il mio peregrinare.
    Voglio portare la mia anima
    dove già è stata,
    voglio tornare nel silenzio
    che tutto conosce
    e che ogni cosa guarisce.

     

     
  • 17 luglio alle ore 19:19
    Quel pensiero dalle ali nere

    Mi ricongiungo
    a quel pensiero dalle ali nere,
    quel pensiero che all'alba
    si attenua,
    ma che torna
    a comprimere il cuore
    con l'arrivo malinconico
    della sera.
    Mi ricongiungo a quello
    che nessuno vede,
    a quella voce
    che nessuno sente,
    ma che mi richiama
    dentro un poema dai versi
    apparentemente sconnessi
    e sbiadita mi avvicino al mondo,
    con la mia verità
    e con i miei occhi tristi.

     

     
  • 16 luglio alle ore 5:30
    La leggenda di Re Artù

    Una leggenda narrata ci parla
    di un re che regnava
    ad una tavola rotonda,
    con l'aiuto di un mago
    di nome Merlino.
    Il menestrello cantava
    di un amore impossibile
    e appassionato
    tra un cavaliere valoroso
    e Ginevra, la sua regina.
    Il giullare di corte
    derideva ogni cosa
    con i suoi buffi spettacoli in rima.
    Era re Artù
    con la sua giustizia
    e con la sua spada,
    a regnare in un regno
    ai confini di una magica nebbia
    che molte cose celava
    e oltre la nebbia
    un'isola compariva,
    dove viveva la fata Morgana
    con le su sorelle
    a fare incantesimi e pozioni,
    a custodire segreti
    e a intessere trame nascoste
    e situazioni.
    La leggenda ha una voce
    che si addentra nella storia,
    il passato è, spesso, romanzato,
    e acquista più fascino
    nella nostra memoria.