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in archivio dal 05 lug 2013

Gabriella Stigliano

Napoli - Italia
Mi descrivo così: M'incanta l'arte e anche l'arte delle parole che genera poesia, storie, visioni, emozioni e sensazioni. Esprimo a modo mio l'assurdo mondo che mi ritrovo dentro.

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  • giovedì alle ore 20:30
    Riflessioni in quarantena

    Ero piena d'affanni,
    la mia vita mi ha chiesto cose
    a cui non sempre
    ho saputo rispondere
    o dare una buona risposta,
    mi ha spesso dato spese
    che a stento sono riuscita
    a pagare.
    Ero piena di idee
    che spesso ho dovuto
    abbandonare,
    ero piena di vita,
    ma ho dovuto lasciare spazio
    anche alle lacrime,
    alle pause,
    ai fallimenti,
    all'amarezza
    che mi ha impregnato
    il sole di giornate
    che non dovevo far passare
    senza sapore,
    senza emozione.
    Adesso i miei respiri
    saranno più consapevoli,
    adesso i miei giorni
    saranno più intensi,
    adesso avrò più cura
    di un sorriso,
    più cura di uno sguardo
    verso l'assenza
    e verso un frammento
    d'infinito.

     
  • domenica alle ore 20:31
    Aspettami nel coraggio

    Guardavo ogni momento
    i tuoi occhi che parlavano,
    lontano mi portano
    e con il cielo si confondono.
    Sogni e certezze
    nei nostri baci,
    conoscenze remote
    ad ogni passo
    nell'anima tracciato.
    Riscrivi il mio pensiero
    che si affaccia alla notte,
    copri questo tempo fermo
    con il tuo sorriso,
    aspettami nel coraggio,
    aspettami in questa Primavera
    germogliata dietro
    le nostre finestre distanti,
    aspetta una mia carezza
    che ho lasciato per te nel vento.

     

     
  • 21 marzo alle ore 0:08
    Dov'eri? Dove sei? Dove andrai?

    Dov'eri?
    Sono stata a cercare tesori
    nei mari calmi
    e in quelli in tempesta,
    lamentandomi di cose inutili,
    distraendomi con le abitudini.
    Dove sei adesso?
    Sono nella mia stanza
    a guardare le scenografie
    del mondo
    senza noi protagonisti,
    maledicendo i lamenti,
    dimenticando “i perché”
    delle mie notti insonni
    ed incredula cerco nei giorni
    di difendermi,
    di cadere nel reale,
    di continuare a resistere
    e ricordare nei respiri
    il mio amore.
    Dove andrai?
    Non so,
    ma vorrei andare dov'ero,
    con più sorrisi,
    con più persone,
    con una bussola
    per ogni scelta e ogni direzione.
    Andrò verso lo sguardo
    che mi riconoscerà,
    tra le parole poetiche
    di una musica che verrà.

     

     
  • 19 marzo alle ore 0:28
    Con lo sguardo al cielo appoggiato

    Ognuno col suo grillo parlante,
    che parla, ride, piange e ferisce,
    qualcuno col cuore alla finestra
    dell'amato,
    ognuno preoccupato
    con lo sguardo
    al cielo appoggiato.
    Non perdiamo l'ardore,
    aspettiamo il chiarore
    in questa attesa opaca,
    scarna d'incontri,
    ingegnosa di virtuali ponti.
    Noi, desiderosi di approdare
    su terre nuove e conosciute,
    aspettiamo che una spiaggia
    all'alba venga ancora
    da noi calpestata.
    Noi, che vogliamo andare lontano,
    che dolore e amore nelle vene
    sentiamo,
    che anelli della stessa catena
    siamo,
    aspettiamo nuove pagine
    per scrivere il resto del nostro
    cammino.

     

     
  • 17 marzo alle ore 23:31
    Sembra un vento tra le mani

    Queste mie parole
    sono il luogo
    dove poterci incontrare.
    Questi giorni sono fragili
    e segnano un confine
    con lo stordimento
    che mi resta nel petto,
    tra i respiri,
    nei pensieri.
    Sembra un vento
    tra le mani
    questo passo nel presente,
    si cerca una porta da aprire
    per attraversare il cuore,
    si cercano le voci,
    si cercano le ali,
    si diventa coraggiosi,
    si diventa pavidi,
    si diventa storia.

     
  • 16 marzo alle ore 22:33
    E dichiararti ancore amore

    Senza perdere
    il tuo nome
    chiudo gli occhi
    e stringo nei pugni
    la paura.
    Senza perdere
    le stelle nei sogni
    ti parlo nel vento sconosciuto
    di queste vulnerabili notti,
    ti racconto di difese,
    di voli senza catene,
    di richiami e falene
    prima di dormire,
    ed accorcio le distanze
    per una parvenza del tuo calore
    e dichiararti ancora amore.

     

     
  • 14 marzo alle ore 0:40
    E, allora, chiudo gli occhi

    Somiglio ad una frase cancellata
    per paura,
    per vergogna,
    somiglio ad una voce interrotta,
    smorzata da lacrime
    e singhiozzi.
    Somiglio a quel vecchio pagliaccio
    che continuo a disegnare
    con ostinazione,
    per amore,
    vorrei poter vedere il mare
    e, allora, chiudo gli occhi
    e vorrei poterti incontrare,
    ma sfrutto i sogni
    ed i ricordi.
    Mi perdo in questa distanza sorta,
    in questo silenzio strano,
    mi riconosco pienamente
    nel calore della tua mano.

     
  • 12 marzo alle ore 12:57
    S'inoltra il giorno

    Lo sguardo di Dio
    è dentro una nascita,
    dentro una lacrima,
    dentro un perdono,
    lo sguardo di Dio
    è anche dentro al tuono.
    S'inoltra il giorno
    nella cavità della notte,
    abbiamo il silenzio,
    abbiamo il sogno,
    abbiamo le stelle.
    Aspettiamo che il vento
    porti via le nostre ansie rinchiuse,
    aspettiamo per caderci ancora
    negli occhi,
    aspettiamo sulla collina bianca
    del tempo
    ed ascoltiamo le sue voci segrete
    che ci parlano in questo inverno.
    Torneranno le strade
    con i nostri passi,
    avremo altre canzoni
    per sentire l'infinito,
    siamo come rami di alberi
    che desiderano toccare il cielo.

     

     
  • 11 marzo alle ore 18:49
    Inquietudine

    Neanche domani ti vedrò,
    un pensiero accarezza
    la tua casa,
    il deserto si espande
    dietro le tende,
    l'inquietudine ormai
    è come un'altra pelle.
    Cerco di distrarmi,
    cerco di respirarti
    nelle cose presenti,
    cerco la tua voce
    perché il silenzio
    trabocca dal cuore,
    cerco,
    per trovare ancora te
    dentro l'argento
    di sacre giornate.

     

     
  • 03 marzo alle ore 23:06
    Controfigure di angeli smarriti

    Controfigure di angeli smarriti
    siamo
    quando arriva
    un abbandono.
    Svaniscono i sostegni,
    tramontano i sogni,
    ci lasciano gli incanti,
    si cela la poesia,
    si aprono gli abissi.
    Il tempo può fermarsi
    lontano da uno sguardo
    che avevamo amato,
    c'è ancora tepore
    tra queste mani
    che dichiarano la resa,
    negli occhi una storia finita
    che si finge oltrepassata,
    le nostre ali sono pesanti
    per un volo verso l'alba
    ed il vento addosso è quasi
    una fuga per dimenticarsi.

     
  • 28 febbraio alle ore 22:45
    Sotto l'ombra di quel salice

    Continuo ad essere
    sotto l'ombra di quel salice,
    in quei pomeriggi
    di respiri semplici
    con pensieri malinconici.
    Continuo a chiedere
    la Verità, l'essenza,
    continuo a vivere il destino,
    l'assenza,
    continuo il sogno
    con le lacrime,
    continua il mio amore
    a crescere.
    Sotto l'ombra di quel salice
    ho sorriso alla vita
    con un sorriso dimezzato,
    con il cuore da ferite
    già tracciato.
    Continuo ad essere ombra
    sotto l'ombra di quel salice,
    dove nascondo la mia voce,
    dove s'intravede un Dio
    con il suo cielo.

     

     
  • 28 febbraio alle ore 14:41
    Divento

    Divento terra
    per conservare le tue orme,
    divento vento per cullare
    i ricordi con le lacrime
    e quelli dolci
    come un tuo ritorno.
    Divento pagina bianca
    quando cambia il tuo umore,
    divento preghiera
    davanti al dolore,
    divento strada e orizzonte
    per fuggire altrove,
    divento voce
    se non trovi tu le parole,
    divento alba,cielo e stelle
    nel tuo stesso pensiero,
    divento profonda tristezza
    senza il tuo sguardo d'amore.

     

     
  • 20 febbraio alle ore 13:48
    Scambi di pensieri

    Scambi di pensieri,
    pensieri con le ali,
    ali che si aprono
    anche nei temporali,
    temporali che ricordano
    ferite nei cuori,
    cuori coraggiosi
    che conoscono le spine,
    spine dentro gli amori,
    amori che resistono
    fra dolcezze, incanti
    e dolori.
    Dolori che ci cambiano,
    dolori che rimangono,
    dolori che si assopiscono,
    dolori che si curano con i sogni
    e con la poesia nei giorni,
    giorni che ci chiedono,
    giorni che ci rispondono,
    giorni che si vivono,
    giorni che inevitabilmente
    sfumano.

     

     
  • 18 febbraio alle ore 19:21
    Prima della sera

    Non trovo la tua voce
    a spogliarmi di bugie
    e a rivestirmi di nuove verità,
    difendendomi
    dal tempo della polvere
    in cui cadevo,
    perdendo il senso,
    lasciandomi un abbraccio
    prima della sera,
    dentro un pianto trattenuto
    in uno sguardo d'angelo ferito.

     
  • 17 febbraio alle ore 13:40
    Davanti all'amore

    Attese giuste,
    attese sbagliate,
    attese d'amore,
    attese di parole
    che non arriveranno
    in silenzi soffocanti;
    pensieri contrastanti,
    fantasmi dolenti
    che arrivano prima del sonno,
    giuramenti vaganti
    dentro l'anima
    in compagnia degli angeli,
    giorni presenti per curare
    vecchie tempeste
    e baci mancati.
    Ultime preghiere
    e sguardi furtivi
    davanti all'amore
    che non si può chiedere.

     
  • 06 febbraio alle ore 14:52
    Nel giardino di memorie

    Nel giardino di memorie
    la luce cade dai tuoi occhi
    formando lampi,
    costellazioni
    e corpi celesti
    ed io dall'ombra perdo
    la direzione,
    le bugie,
    la brezza della solitudine,
    le parole sulla bocca.
    Nel giardino di memorie
    i nostri respiri
    nascono dallo stesso
    fuoco,
    un bacio sul dolore,
    un sogno per ricominciare,
    una carezza sopra le paure,
    un sorriso sopra lacrime mute.

     

     
  • 04 febbraio alle ore 1:47
    La voce di chi ero

    Fermarsi,
    fermarsi semplicemente,
    fermarsi e respirare,
    due passi sotto il cielo,
    due passi ed ascoltare,
    ascoltare nel vento
    la voce di chi ero.
    Ero notte per chi cercava
    riposo,
    diventavo giorno
    se mi veniva chiesto,
    ma poi arrivai ad essere
    tuono nella tempesta,
    fatica, ferita ed ombra
    di una realtà in discesa
    e niente fu più uguale.
    La voce di chi ero
    è stata dimenticata,
    si rifugiava nelle illusioni,
    dentro gli angoli segreti,
    nelle poesie
    e dentro amare ironie.
    Io la ricordo ancora,
    parlava in solitudine
    di epiloghi difficili,
    d'amore e di memoria,
    di pellegrini e spiriti,
    di gesti assenti
    e utopie impossibili.

     

     
  • 27 gennaio alle ore 19:03
    Sui miei errori

    Sui miei errori
    ho costruito barriere,
    ponti, specchi e chimere.
    Sui miei errori
    ho cesellato silenzi
    e mendicato comprensioni,
    ho addomesticato ire,
    tormenti e dolori.
    Sui miei errori
    ho coltivato campi di sole
    e di ombre,
    ho sparso sulle strade
    lenti d'ingrandimento
    e fragili canti di vita
    dal mio fragile cuore.
    Sui miei errori
    c'è il sale delle lacrime,
    il blu della notte
    ed un sorriso amaro;
    potevo fare di meglio,
    potevo, ma non riuscivo,
    il tempo mi è stato alleato,
    ha reso più lucido
    il mio dolore confuso
    e l'abisso che in me esisteva
    è diventato cielo.

     
  • 18 gennaio alle ore 16:36
    In un presente dalla voce bassa

    Nascono nuove distanze,
    nascono fragili giorni
    in un presente
    dalla voce bassa
    che non riesce
    a farsi ascoltare,
    ma che sogna un varco
    da cui si vede il mare
    e da lì poter anche urlare.
    Nascono carezze
    da uno sguardo,
    crollano incertezze
    se solo ti guardo,
    nasce un deserto
    quando l'amore
    non ritorna
    e la voce bassa
    del presente
    si chiude in un pianto.

     

     
  • 18 gennaio alle ore 15:36
    Tre sorsi

    Ho aperto le porte
    dell'antico tempio,
    ho trovato nella penombra
    il calice del perdono.
    Tre sorsi,
    tre respiri,
    tre volte il suono
    di campane
    e la salvezza
    del mio spirito
    sembra avverarsi.
    Giunge una preghiera
    ed il mio cuore si solleva
    e tutte quelle lacrime
    nel tempo
    si fanno estate.

     
  • 15 gennaio alle ore 13:08
    E chiedere silenzio

    Separo il giudizio dall'amore,
    separo il mio dolore dal tuo cuore.
    Mi avvicino al tepore della terra
    in Primavera
    con il mio tempo sulle spalle,
    con i miei pensieri in decadenza
    che attendono rime
    per una nuova danza
    dentro una poesia,
    peregrinando sotto un cielo
    all'imbrunire,
    fermando la memoria
    in un ricordo che vive
    e chiedere silenzio
    per tutte le parole
    di oracoli sbagliati,
    per tutti quei sogni
    rimasti dentro i miei respiri,
    per tutte quelle volte
    che ho desiderato fuggire
    e dimenticare l'infinito
    che mi davi.

     

     
  • 09 gennaio alle ore 0:06
    Cercavo la luna

    Cercavo l'insieme dei brividi
    dentro un solo sguardo,
    cercavo la luna
    nel mezzo di un cielo stanco,
    cercavo quello che forse
    non era destinato,
    cercavo quello che
    più volte mi ha salvato,
    quello che non è più tornato,
    quello che il tempo ha sciupato
    e reso muto.
    Cercavo un'antica canzone
    cantata dalla voce dell'amore,
    un risveglio sulla pelle,
    una poesia dolce che eleva
    le sconfitte.

     
  • 01 gennaio alle ore 21:32
    Scendono verità

    Scendono verità
    sulle terre abbandonate
    delle nostre anime,
    crescono freddi vuoti
    da celare
    e lividi da dimenticare,
    crescono preghiere
    e penitenze da fare,
    sogni eterni che corrono
    nel cielo crepuscolare.
    Cresce l'amore
    dentro una lacrima che scende
    in un silenzio innocente
    che strazia di dolce nostalgia,
    che sigilla nel cuore
    la prima alba celeste
    vista in un abbraccio.

     
  • 01 gennaio alle ore 21:31
    Intorno a liberi respiri

    Mi sottraggo
    da un oscuro gioco
    dove un cerchio dorato
    di frenetiche e ammalianti parole
    ruota intorno a liberi respiri
    di candida fratellanza
    e silenzioso amore,
    estesi nel cielo più buio
    per illuminarlo,
    come stelle sapienti
    sui sentieri delle notti
    più fragili di sogni.

     

     
  • 18 dicembre 2019 alle ore 18:31
    A due passi da una storia sacra

    A due passi da una storia
    sacra,
    a due passi da una magia
    millenaria,
    a due passi arriva il mistero
    di chi ha sorrisi e gesti
    che hanno il sapore del pane,
    di chi si stringe per spezzare
    le catene
    e sentire il bene,
    di chi non parla molto,
    ma ha sempre parole di riserva
    nel cuore.
    A due passi scarto il regalo
    del tempo,
    mentre il cielo prepara
    la sua spettacolare stella,
    mentre un Dio con la sua eternità
    sta per toccare,
    come un uomo, la terra.