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in archivio dal 05 lug 2013

Gabriella Stigliano

Napoli - Italia
Mi descrivo così: M'incanta l'arte e anche l'arte delle parole che genera poesia, storie, visioni, emozioni e sensazioni. Esprimo a modo mio l'assurdo mondo che mi ritrovo dentro.

elementi per pagina
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  • Scrivo poesie da una soffitta immaginaria,
    dove qui ho ricordi mai accaduti,
    dove ho guardato albe, lune e tramonti.
    In questa soffitta ho parlato d'amore,
    qui ho pianto al buio
    e ho visto un'illusione cadere.
    Di notte con le candele
    ho guardato ombre danzare,
    ho osservato il volo delle falene
    e ho sognato angeli, fate
    e fiabe da raccontare,
    giullari e cavalieri,
    re, draghi e regine,
    principi, incantesimi,
    maghi e streghe,
    orchi, elfi e gnomi con tesori
    da custodire.
    Ho fatto mille viaggi
    da questa soffitta immaginaria,
    ho scritto lettere e poemi
    e racconti surreali,
    ho confessato segreti e dolori,
    ho scavato nella mia anima
    per scoprire di avere pregi e difetti
    come tutti gli esseri umani
    e varcare la soglia della superficie,
    per comprendere la vita
    con i suoi misteri
    e dimenticare i miei passi sbagliati.

     

     
  • giovedì alle ore 23:13
    Tutto ciò che dopo verrà

    Tutto ciò che dopo verrà,
    sarà un perdere la tinta
    del superfluo,
    perdere il pensiero
    dall'errore corroso
    e farlo rinascere
    nella giusta direzione,
    nella libera valle
    dove germoglia ancora
    in silenzio il bene
    e così trattenere l'essenziale,
    il senso vitale.
    Tutto ciò che dopo verrà,
    sarà spirituale,
    sarà sacro come il pane,
    come acqua nel deserto,
    come luce che schiarisce
    le ombre,
    sarà una visione profetizzata
    dal tuo cuore,
    in una notte di mistero.

     
  • giovedì alle ore 23:11
    Rime vive

    Rime lette alla luce di candele,
    rime spezzate da lacrime
    improvvise,
    rime baciate da un suono
    lontano di campane,
    rime alternate dai tuoni
    di un temporale,
    che è rimasto nel cuore,
    rime di memorie
    che cercano una voce,
    rime sotto il cuscino
    per sognare di volare,
    rime davanti allo specchio
    che si truccano,
    per coprire quel dolore
    che non deve farsi vedere,
    rime sopra una giostra ferma
    che aspetta il suo giro.

     
  • giovedì alle ore 23:09
    Sognatori in ascolto

    Un dedalo di pensieri
    si erge nella mente
    di ogni uomo,
    le dimore hanno crepe
    che la notte nasconde
    e il sole quando nasce,
    entra dalle feritoie.
    Un angelo che suona
    porta musiche dal cielo
    sopra i mari, i campi
    e le montagne,
    sopra i tetti delle case,
    che hanno sotto le stelle
    sognatori in ascolto
    di qualcosa di sacro,
    quell'angelo come l'amore
    dimostra che esiste
    un paradiso.

     
  • giovedì alle ore 23:06
    Un lago dentro la mente

    Abbiamo un lago dentro la mente,
    dove si versano tante emozioni,
    tanti sogni ambiti e segreti,
    tante antiche catene spezzate,
    per nuotare liberi verso rive lontane.
    Cerchiamo risposte nelle acque profonde di quel lago,
    unioni, alleanze e legami,
    spirito e corpo, idee e immaginazione,
    cerchiamo il calice della salvezza,
    la nostra imperfezione, la nostra essenza.
    Forse, troviamo anche una sfida contro noi stessi,
    una competizione con il nostro doppio,
    il nostro rivale opposto,
    forse, in quel lago mentale troviamo la forza vitale,
    l'amore, l'eros e il bene universale.
    SI susseguono significati vari su ogni aspetto del mondo,
    molte porte chiuse e finestre aperte,
    personaggi mascherati e marionette in teatrali feste,
    sguardi sacri e profani,
    giochi enigmatici e specchi ribaltati,
    indovinelli e alterazioni,
    parole che formano storie di vita e magia,
    silenzi che provengono da un fondale misterioso,
    dove ci immergiamo con coraggio e paura,
    dove ci sono rinunce, mancanze, perdite,
    sconfitte, guerre, gelosie e gioie nascoste,
    obblighi e doveri, rituali, desideri e candidi pensieri,
    atti inconsapevoli, fughe e presenze,
    fantasmi e strade sbagliate,
    sorprese e attese, possibilità, libertà
    e scale sommerse da salire, per far emergere
    quella luce dal buio,
    che ci fa persistere e tendere al cielo.

     

     
  • mercoledì alle ore 7:31
    Forse, è stato un poeta

    Forse, è stato un poeta
    colui che ha fatto piovere quel giorno,
    quando capii di aver perduto
    la magia di un sogno,
    una pioggia sottile,
    un momento di triste rivelazione,
    in cui il dolore si allargò nel cuore,
    un cielo grigio che coprì
    qualcosa in cui viveva l'amore.
    Forse, è stato un poeta
    a guardare con i suoi occhi
    il mio camminare a passi dolenti
    sulla scacchiera degli anni,
    il mio scrivere fuori dai margini,
    il mio raccontare l'anima
    dentro ingordi silenzi.
    Forse, è stato un poeta
    a trovare per me la rima,
    che combaciasse con la mia vita
    e da lì cercare di oltrepassare
    una guerra interiore
    e provare a ricominciare.

     
  • martedì alle ore 22:17
    Basta con il sempre assecondare

    E il cielo e la terra
    e la pace e la guerra
    vanno avanti con la propria natura.
    Sole alto e nuvole basse,
    l'orizzonte si allontana
    se si guarda con gli occhi smarriti
    che cercano amore
    e con la voce
    in un silenzio ascendente
    che vorrebbe gridare:
    “Basta odio. Basta dolore.
    Basta con questa farsa
    velata nei giorni,
    tensione accumulata negli anni.
    Basta con le radici
    che formano nodi soffocanti di idee
    che non portano a niente,
    idee dentro quattro mura,
    idee senza conoscere
    la realtà delle esperienze,
    idee sbagliate
    che rinnegano l'armonia
    e diventano sterili
    sembianze di egoismo,
    idee scolorite di vero altruismo.
    Basta col continuare a stare
    in un luogo dove marcisce il cuore.
    Basta con il sempre assecondare.

     

     
  • lunedì alle ore 18:52
    Sul terrazzo del mondo

    Ho cercato il mio invito
    sul terrazzo del mondo,
    dove molti festeggiano
    il loro essere in alto a cantare
    e a guardare il cielo
    dalla parte migliore.
    Il mio invito, forse,
    l'ho lasciato nella tasca
    di una giacca che non più messo,
    sarà nell'armadio o sotto le carte
    di un vecchio cassetto.
    Ricordo a stento di averlo ricevuto,
    ricordo che quell'invito
    l'ho sempre sottovalutato.
    Vorrei salire su quel privilegiato
    terrazzo, quando soltanto
    qualcuno è rimasto
    e scegliere la mia canzone
    da cantare,
    con tutte le lacrime
    e con tutto l'amore
    e con il vino brindare
    a tutte le scale intraprese,
    che portano alla propria magia,
    vista da quel terrazzo
    tra l'inverno e l'estate.

     
  • lunedì alle ore 11:17
    IL POSTINO SULLA LUNA

    Il postino era partito per un viaggio lunare,
    doveva far recapitare lettere e documenti
    a chi aveva perso la propria identità
    fra i troppi sogni.
    La luna era un posto lontano
    e con ombre di mistero,
    tutti lì si rifugiavano
    e la magia era parte dello sguardo
    di chi calpestava quel suolo.
    Il postino cercava di portare
    un po' di ordine a chi sognava ad occhi aperti,
    sulla luna c'erano anche perduti amanti.
    Il postino fluttuava tra tanti sognatori,
    ogni incanto combaciava con i pensieri
    di chi aveva dimenticato il proprio nome.
    S'inventavano sentieri segreti
    per incamminarsi sempre più in là,
    verso la metà oscura della luna,
    dove si perdevano i passi
    e si alleggeriva il cuore.
    Il postino si arrese
    a questo modo strano di ricominciare
    e di allontanare il dolore,
    divenne colui che spediva dalla luna
    lettere notturne, a chi sulla terra
    non riusciva più a sognare,
    perché nella vita qualcuno
    deve ricordare,
    che siamo anche predisposti
    ad un coraggioso e assurdo viaggio lunare.

     

     
  • 15 gennaio alle ore 12:44
    Il cielo mi ha chiesto

    Il cielo stavolta mi ha chiesto
    di conservare le ali
    per un altro domani,
    devo andare nel presente
    con i passi dentro
    calchi di gesso,
    con le mani
    che hanno speranze
    e memorie di carezze.
    Il cielo mi ha chiesto
    di lasciare nel vento
    quel sogno che ho sempre
    disegnato,
    forse, lo vedrai
    dalla tua finestra sull'infinito,
    devo andare a cercare
    il bene supremo fra le ombre
    e mietere il grano
    dei tuoi campi,
    per ricavare luce.

     
  • 14 gennaio alle ore 22:54
    In un giorno d'autunno

    Vorrei parlare attraverso
    la voce del vento
    e giungere a te
    in un giorno d'autunno,
    quando le foglie vanno più in là,
    verso qualcosa
    che si posa leggero
    tra le nostalgie e quei sogni
    che si fa fatica
    a portare nelle tasche.
    Vorrei che una brezza
    ti facesse arrivare
    le mie parole,
    quelle che parlano da sole,
    quelle d'amore,
    quelle parole che mi innalzano
    e rischiano di farmi precipitare,
    quelle che cercano un altare
    per non avere fine.

     
  • 13 gennaio alle ore 18:55
    Ho allestito la scena del mio muto dolore

    Ho allestito la scena
    del mio muto dolore,
    sta per aprirsi il sipario
    del mio fatiscente teatro,
    con un solo spettatore.
    Lo spettacolo ha inizio,
    tante maschere
    prendono vita sul mio volto
    e come un carnevale
    ridono, scherzano
    e inscenano l'assurdo
    per ribaltare il reale,
    l'amore ha le sue lacrime
    che in segreto fanno male,
    le copro e le tingo di dorato
    come se fossero stelle,
    l'amore ha la sua luce
    che può illuminare o perdersi
    nella notte.
    Sul palco la vita parla
    attraverso la finzione,
    ma racconta verità,
    aprendo i sigilli del cuore,
    le vecchie ferite
    si truccano di gioie,
    sta a noi guarirle,
    dopo averle trovate
    sotto strati di cerone.

     
  • 12 gennaio alle ore 19:30
    Il sacro della tua poesia

    Circondami dell'avorio
    delle tue albe,
    fammi entrare nelle brume
    malinconiche dei tuoi giorni,
    coprimi con i tuoi solitari tramonti
    e la notte fammi vivere
    nel racconto dei tuoi sogni.
    Io voglio incontrare
    tutti i momenti
    che la tua anima sa attraversare,
    voglio guardare dai tuoi occhi
    il bene nascosto,
    il senso profondo
    che a te mi unisce,
    il sacro della tua poesia
    che mi incanta e ferisce.

     
  • 11 gennaio alle ore 18:52
    Il Paese del Ricordo

    C'era il vento e c'era il mare,
    c'era una nave che tornava
    da terre antiche e lontane.
    Approdata nel porto
    del Paese del Ricordo,
    la nave portava diverse memorie
    agli abitanti del posto.
    Tutti accumulavano sempre di più
    il passato degli individui
    e dei luoghi del mondo
    ed il presente veniva sottovalutato,
    le vite erano storie
    ripetute e raccontate,
    nessuno voleva andare avanti
    per vivere emozioni nuove,
    c'era il timore ossessivo
    di cadere nell'errore.
    Un giorno un pastore
    lasciò il suo gregge
    e la sua contemplazione,
    voleva essere lui l'artefice
    di un adesso verso un altrove
    e nel Paese del Ricordo
    tornò dopo anni,
    per portare il suo amore
    vissuto anche negli sbagli,
    fra i sentieri indelebili dei ricordi.

     
  • 10 gennaio alle ore 18:43
    L'UOMO DALLE MILLE CRAVATTE

    Era l'uomo dalle mille cravatte,
    aveva camicie e tante giacche,
    una cravatta per ogni occasione,
    ogni cravatta era come uno sguardo
    che proveniva dal cuore.
    In un giorno cambiava due cravatte,
    per il sole e per la luna,
    per capire i due lati
    della stessa medaglia,
    lui aveva sogni intessuti
    nei suoi vestiti,
    di sera fluttuavano con le ombre
    dei suoi vecchi giochi.
    L'uomo dalle mille cravatte
    le regalava a chi aveva perso
    il coraggio di sognare,
    le sue cravatte riuscivano anche
    a nascondere il dolore.
    Lasciò al mondo
    l'amore per ogni sogno,
    ricordandoci che l'onirico
    non è uno sbaglio.

     
  • 09 gennaio alle ore 18:25
    Guardo il tuo andare incontro alla vita

    Trovare il coraggio
    di guardarti negli occhi,
    trovare il coraggio di non evitarti.
    Guardo il tuo andare
    incontro alla vita,
    ti ammiro per quei sogni
    che hai fatto brillare
    dentro una vecchia ferita,
    come un eroe che separa
    il bene dal male,
    che riformula gli elementi
    e li combina col sapere divino,
    senza neanche volere
    e perpetuare un limpido pensiero
    da una stanza verso un infinito,
    da una poesia dispersa nella mente
    ad una scrittura impressa
    come quella sulle tavole della legge,
    una legge interiore
    che segue tutti i passi del tuo
    silenzioso amore.

     
  • 07 gennaio alle ore 23:19
    Il sole è più ad ovest

    Il sole è più ad ovest
    se mi guardi negli occhi,
    sta da anni tramontando
    sopra le colline,
    dove sono cadute frastagliate
    le mie nostalgiche memorie,
    dove ho lasciato al caldo le mie ali
    e le mie lunghe preghiere.
    Lì tutto diventa inerme,
    lì il dolore racconta l'amore
    che si trova fra le sue ombre.
    Il sole è più ad ovest
    si mi guardi più a fondo,
    è rimasto sospeso
    perché ti ho perso una notte
    e la luna con la sua magia
    e le altre stelle
    non riuscivo più
    senza lacrime a guardare.

     
  • 06 gennaio alle ore 13:04
    Nei miei occhi

    Nei miei occhi
    è scolpito
    un paesaggio selvaggio
    oscurato dalle ombre
    di rovine antiche,
    che isolate cercano
    un viaggiatore impavido
    che si addentri nelle loro gole
    e si immerga nel mistero,
    portando alla luce
    un intatto calice di voce,
    narrante una storia inaspettata
    di sogni segreti intatti e spezzati,
    una storia che accade ai confini
    di una vita reale,
    una storia che va incontro
    ad un tempo sospeso d'amore.

     
  • 06 gennaio alle ore 10:17
    Il mago

    Portava segreti nel suo cappello,
    negli occhi aveva la scintilla dei sogni,
    nei baffi si intuiva la fantasia,
    era lui l'uomo che sapeva vivere
    con la magia.
    Sapeva invertire il tempo
    e far nevicare nel deserto,
    riusciva a sentire i pensieri
    degli altri,
    quando il vento soffiava più forte,
    sapeva sfidare la sorte,
    era lui il mago che nel sonno
    viveva altre vite,
    era lui l'uomo che guariva
    da ogni ferita,
    ma alla magia dell'amore
    non si accostava,
    quella magia era a lui sovrana
    e, forse, non ricordava più
    chi avesse amato,
    l'amore era dentro un cielo
    che lui non guardava.

     
  • 05 gennaio alle ore 22:58
    Martino sognava

    Martino sognava,
    sognava di andare,
    era rimasto dietro le nuvole
    di un temporale.
    Martino voleva incontrare
    distese assolate e bianche terre,
    cavalli nel vento da cavalcare,
    Martino era pieno di sogni
    e scriveva per essere libero
    dalle sue invisibili catene.
    Cercava nell'orizzonte del mare
    una nave che lo portasse via
    da quello scorcio di malinconia,
    poi, si rifugiava
    in un vecchio campanile
    e alle otto di sera precise
    ascoltava da lì un canto celestiale,
    era quell'angelo che solo da lui
    si faceva ascoltare.
    Martino aveva imparato ad evadere
    per conoscere l' altrove,
    Martino dalle sue stesse lacrime
    faceva nascere parole d'amore.

     

     
  • 05 gennaio alle ore 19:03
    Il mare in una bottiglia

    Chiusi un po' di acqua di mare
    in una bottiglia di vetro,
    la lasciai galleggiare libera
    nel mare di tutto il mondo.
    Lì dentro c'era la mia voglia
    di andare lontano,
    c'era il coraggio che
    non avevo mai avuto,
    c'era il mio pensiero diluito,
    che in quel viaggio scoprì
    richiami e nuovi orizzonti,
    onda dopo onda,
    prima di approdare su una riva
    con la marea giusta.
    La bottiglia di vetro trasparente
    prese brevemente
    forma e sostanza della mia mente.
    Quel sale di quell'acqua di mare
    divenne il sale di lacrime d'amore,
    versate su spiagge segrete,
    dove ho visto albe e tramonti
    cadere nei tuoi occhi
    e nelle mie vene.

     
  • 04 gennaio alle ore 21:46
    Il romanzo della tua vita

    Il romanzo della tua vita
    lo lasci in ogni frammento di sguardo
    che rivolgi all'altro,
    muta scintilla della tua esistenza,
    oscilla ogni certezza
    ad ogni illusione nell'anima spenta.
    Il tuo amore non è solo nei baci,
    ma nella cura verso altre mani,
    nelle attenzioni e nelle parole,
    nel silenzio di notti in cui intravedi
    angeli che ti consolano,
    portandoti in volo sopra ogni terra
    e sopra ogni mare,
    antica forza ancestrale e celeste
    si fa fuoco dentro il tuo sangue.
    Il tuo romanzo lo porti in parte
    sulle rughe pensierose della fronte,
    solchi di vissuto da accarezzare,
    tracce di memorie da baciare
    prima di dormire.

     
  • 04 gennaio alle ore 18:59
    Lo specchio nella mente

    Sorgeva uno specchio
    nella mia mente,
    se mi guardavo
    non ero più io,
    ma una immagine distorta di me
    che vedeva la gente.
    Mi domandavo se qualcuno
    riuscisse a guardare
    la mia vera essenza,
    poi, mi disperavo
    per aver creato quello specchio,
    che difendeva e confondeva
    le ombre e le luci
    del mio volto segreto,
    nel tempo diventato simile
    al ritratto di un pagliaccio
    con il trucco imbrattato
    e le lacrime nere segnate
    sono le tracce di chimere spezzate.

     
  • 03 gennaio alle ore 19:00
    Il custode della giostra del mondo

    C'era un custode della giostra del mondo,
    vedeva salire uomini e donne di tutte le età,
    che cercavano un limpido giro di felicità.
    Lì, sulla giostra il tempo scorreva
    al contrario,
    si percorreva il passato
    e si poteva guardare,
    per un giro di giostra,
    la versione esatta dei giorni vissuti
    senza lacrime, senza errori,
    senza più provare dolore.
    Il custode della giostra
    non chiedeva gettoni per salire,
    ma solo due battiti di cuore,
    per arrivare a cento
    e portare tutta questa emozione
    a quelli che ignorano
    che la vita è anche dolce memoria
    e che sulla giostra si conquista
    uno sguardo d'amore guarito.

     
  • 02 gennaio alle ore 23:09
    Erede di parole

    Remote distanze mi cadono dentro,
    sono principio e fine di una strada
    dove ho incontrato l'amore nel mezzo.
    La mia solitudine deriva da un cielo
    che guardo di sera alla finestra,
    distinguo poche stelle,
    frammento pensieri e memorie
    nell'erranza infinita della mia mente.
    Erede di parole,
    compongo i miei versi
    con i miei perfetti errori
    dentro imperfetti sentimenti veri,
    propongo vedute universali
    tra ferite solitarie,
    scrivo per ricordare il bene
    e per estirpare il male.
    La vita può avere la forma di una chiave
    che chiude e apre la tua percezione,
    la vita puoi espanderla
    o lasciarla in una stanza
    e chiuderla a chiave.