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in archivio dal 05 lug 2013

Gabriella Stigliano

Napoli - Italia
Mi descrivo così: M'incanta l'arte e anche l'arte delle parole che genera poesia, storie, visioni, emozioni e sensazioni. Esprimo a modo mio l'assurdo mondo che mi ritrovo dentro.

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  • Preme un'ombra
    sul mio sorriso,
    preme un dolore
    in un angolo del paradiso,
    fra le bianche siepi
    ed il coro degli angeli,
    quelli che hanno sulle ali
    i brividi di tutto l'amore che sento,
    di quel paradiso
    che nei tuoi occhi è nascosto,
    ma che ho scoperto
    in una giornata d'autunno,
    quando il tuo richiamo
    a me ha portato il vento,
    un vento misterioso
    che mi ha rivestito
    di nuova poesia
    e di foglie d'argento.
     

     
  • Nelle mie scarpe
    c'è il desiderio di tuttte le strade,
    che raggiungono
    il magma vero del mondo,
    nei miei cappelli
    c'è il desiderio di portare
    e custodire addosso
    la fantasia di cui ho bisogno,
    che mi fa vedere la luna
    con il suo sguardo che mi scruta
    e mi invita a raccontare un segreto,
    in una notte di magia bianca
    che vince su quella nera.
    Mi abbandono al benefico sogno,
    che diventa il respiro
    attraversato nel mio giorno.
     

     
  • domenica alle ore 21:39
    Amici

    Amici di sempre,
    amici di gioco,
    amici che ti fanno
    sentire solo,
    amici lontani
    che senti vicino,
    amici che ho ferito,
    perché non potevo
    evitare il destino.
    Amici a cui vorresti
    raccontare tutto,
    amici che ti parlano
    senza un ascolto,
    amici di sacri momenti,
    amici solo per un giorno,
    amici che vanno di fretta
    per una vita che procede,
    in cui tu sei solo un ricordo.
    Amici di tempi andati,
    andate ovunque,
    ma non mi cercate,
    vi porto nel cuore,
    questo cuore dolente
    che non ha più voce
    e con chiede più
    la vostra presenza,
    io vedo ancora
    le nostre vecchie impronte
    alla finestra.
     

     
  • domenica alle ore 15:45
    Geme il sangue

    Geme il sangue
    nelle mie vene,
    non può trasformarsi
    in acqua che purifica
    l'origine distorta del bene;
    si può conoscere il male
    e farci l'abitudine,
    ma prima o poi
    si giunge a un limite.
    Recupero ogni giorno
    un po' di vita
    che cercano di spegnere,
    ci sono strade che devi
    da solo percorrere;
    il sole può accecare
    se non abbassi gli occhi,
    la voce che insegna
    non è una voce
    che addosso ti urla.
     

     
  • domenica alle ore 7:41
    Prendo un respiro dopo la pioggia

    Colleziono memorie
    ricoperte di parole d'argento,
    ho valige dimenticate
    dietro un armadio vecchio,
    dove ho lasciato sospese
    le mie partenze
    e tutte quelle fughe improvvise
    dall'altra parte dell'impossibile.
    Colleziono voci
    che non ho saputo ascoltare,
    colleziono visioni d'amore
    dentro lacrime amare,
    prendo un respiro
    dopo la pioggia,
    quando la terra profuma
    e una nuova meraviglia
    sembra iniziare.

     
  • sabato alle ore 21:26
    L'immane commedia

    Ho ascoltato i personaggi
    dell'immane commedia,
    mi hanno riempito di parole
    prese da un libro stampato male,
    che a rovescio cerco di interpretare
    e alla fine mi accorgo
    che non esiste una morale,
    ma solo una vanità scontata
    che cerca vite da plastificare.
    Lo spettacolo si chiude
    con una cinica risata,
    celando la poesia che esiste,
    ormai, dagli spettatori dimenticata.
    Esco dal teatro
    con le lacrime agli occhi,
    nelle quali ritrovo
    tutta la profondità,
    che in quelle vuote parole
    era stata quasi presa a schiaffi.
     

     
  • sabato alle ore 16:04
    Parole di voce o parole d'inchiostro

    Cerco l'anima nelle parole
    che possono dividere
    e fluire da sole,
    possono unire
    o possono scavare,
    possono un sentimento ampliare.
    Possono curare il dolore,
    possono rimanere negli occhi
    come la luce del lampo
    o il frastuono del tuono,
    che può placarsi
    e diventare canto,
    le parole più importanti
    sono quelle che cercano
    il silenzio più profondo
    e d'amore vivono
    parole di voce
    o parole d'inchiostro.
     

     
  • sabato alle ore 8:27
    Quella polvere di stelle

    Benedetta quella polvere di stelle
    che conservavo nell'armadio,
    me l'hai lasciata tu,
    quando mi parlavi di sogni
    che prendevano il volo
    e ci portavano lontano,
    oltre il perimetro
    di gabbie fatte a mano.
    Quella polvere di stelle
    adesso la impasto con la terra,
    che tiene segreto il bene
    che ho messo nei miei passi,
    per arrivare alla fine di un dolore
    dell'amore servo,
    che disegnava la mia anima
    su mille volti.

     
  • sabato alle ore 8:22
    Come se nascessero le viole

    Come se nascessero le viole
    sotto le leombre di un'idea,
    come se nascesse un tempio
    ogni volta che si prega,
    comme se nascesse un sogno
    su ogni strada di periferia,
    voglio cartoni per disegnare figure
    come se potessero parlare
    e con loro vivere storie
    e varcare le soglie,
    volare sui precipizi
    e nascondere nelle tasche
    la luce delle stelle
    e portarmele addosso,
    mentre cammino,
    cammino nel vento e
    mi ribello al destino.
    Come se nascessero le viole
    nelle crepe delle mie stanze,
    un pagliaccio dipinto alla parete
    mi chiede semplicemente uno sguardo
    e il cielo che vedo nei suoi occhi
    è come il cielo segreto del mondo.

     
  • venerdì alle ore 21:17
    Ho pensato alla forma del cielo

    Ho pensato alla forma del cielo,
    è una forma invisibile
    come il pensiero,
    ho pensato al tuo ricordo
    e in un attimo mi è apparso
    l'incanto di un tramonto,
    visto mentre mi nascondo le lacrime
    nelle tasche di lana del mio cappotto.
    E' nell'inverno che arrivano
    nostalgie da lontano,
    quando fa freddo
    desidero ancora di più
    il calore della tua mano.
    Ho pensato alla forma del cielo
    e potrebbe sembrare
    un arco infinito,
    dove ci ripariamo sotto la pioggia
    e nel silenzio di una malinconia
    restiamo ad amarci
    in un abbraccio.

     
  • venerdì alle ore 21:13
    Lupi nel vento

    Lupi nel vento
    di inverni da sfamare d'amore,
    i miei sentimenti sono la cura,
    ma anche il dolore,
    per non riuscire a dare a loro
    una voce.
    Lipi nel vento
    io incontro,
    quando resto a pensare
    al modo per incenerire il male,
    a guardare il profilo del mondo,
    che ha nelle vene
    ancora un senso profondo
    e cercare di portare il bene
    in ogni gesto e nello sguardo,
    che si posa negli occhi
    di qualcun'altro.
     

     
  • giovedì alle ore 22:50
    Nel regno di Domani Chissà

    Sua maestà viveva
    nel regno di Domani Chissà,
    cercava, appena poteva, di guardare
    la sua regina negli occhi,
    cercava di farla felice
    ad ogni sua richiesta inconsueta.
    Il trono si reggeva
    sopra piedi di cristallo,
    Sua maestà ci si sedeva piano
    e con delicatezza,
    poi, sceglieva di starsene da solo
    a guardare i giardini del castello,
    era spesso malinconico
    nell'ora del tramonto
    e si chiedeva:"Domani chissà se potrò
    la mia regina adorare,
    chissà se la potrò accontentare,
    se le ore le passerò vivendo
    o sognando di vincere battaglie
    davanti a uno specchio.
    Domani chissà se perderò
    la mia corona
    e se il mondo, poi,
    lo percorrerò errando,
    chissà se esiste una pozione
    per avere un domani certo
    e se riuscirò a resistere
    ad ogni attacco".
    Dopo il suo monologo,
    Sua maestà chiedeva
    di vedere un giullare,
    che improvvisava per lui
    uno spettacolo
    e coprire così
    le ombre delle incertezze
    con le risate.

     

     
  • mercoledì alle ore 21:48
    Gianluca Il Cantafavole

    Si chiama Gianluca
    e fa il menestrello,
    canta favole
    per aggiustare il mondo,
    lui riesce a farsi ascoltare
    anche da chi ha perso un sogno,
    che, poi, lo ritrova frammentato
    dentro quel suo poetico canto.
    Gianluca può raccontare un incanto
    con la sua voce,
    che lo porta lontano,
    Gianluca il Cantafavole
    può da un cielo scuro
    un astro bianco far spuntare,
    per tentare di farci vedere
    più di una verità
    sul nostro cammino.
     

     
  • martedì alle ore 21:27
    Miranda parlava al mare

    Miranda parlava,
    ma parlava solo col mare,
    parlava di sogni
    che liberi tornano perpetui
    negli occhi,
    come le onde.
    Miranda dormiva
    abbracciata alle stelle,
    tutte quelle che, nella vita,
    ha visto cadere
    e poi, al risveglio guardava
    il suo scorcio d'infinito,
    dove l'anima rifugiava.
    Miranda aspettava
    una nave lontana,
    aspettava che il mare
    avrebbe a lei ridato il suo amore.
    Ad ogni alba e nell'imbrunire
    Miranda svuotava nel mare
    le sue lacrime dal cuore
    e da allora l'acqua di ogni mare
    porta in se di Miranda il dolore
    e l'attesa del ritorno di chi è stato amato.

     
  • martedì alle ore 18:57
    Due ombre alla finestra

    Ho trovato alla fine di un bosco,
    un palazzo fatiscente
    e ad una finestra
    mi sono accorta
    che c'erano due ombre.
    Erano ombre vestite di bianco,
    si muovevano piano
    come in un ballo lento,
    erano esili e appena più scure
    del cielo all'imbrunire.
    Erano fantasmi o persone vive?
    Forse erano le ombre di burattini
    di un teatro immaginario,
    forse i miei occhi
    si ingannavano da soli,
    forse perché, a volte,cercano
    poesie da ammirare da lontano.
    Quel pomeriggio restai
    ad amare quell'incanto,
    in cui il tutto è sospeso,
    dopo il tramonto fu, poi,
    tutto svanito.

     
  • 14 settembre alle ore 7:28
    Nuovi incolumi pensieri

    Domani il tempo
    porterà nuove rive
    su cui camminare,
    non ci saranno più parole
    quando arriverà il vento,
    che chiederà di chiudere gli occhi
    e una inconscia libertà
    dal profondo scaturire.
    Guarderai giardini
    in cui abbandonare
    nuovi incolumi pensieri,
    guarderai la vita
    nella sua maturità,
    senza più la nostalgia di ieri.

     
  • 13 settembre alle ore 20:47
    Una bugia

    Ho ascoltato una bugia
    detta da più di cento voci,
    mi accorgo lentamente
    che la verità veniva mascherata,
    ascoltavo e l'amarezza
    con la rabbia aumentava.
    Ripetevano che il mare
    non era profondo,
    che ci si può tuffare
    anche se non sai nuotare,
    che le onde sono immobili
    e non arrivano tempeste
    che possono la morte,
    il naufragio, invece,
    è ciò che spesso avviene
    ed il dolore nel cuore
    rimane come il sale nel mare.

     
  • 12 settembre alle ore 22:54
    Voglio esistere nell'amore

    Sei con me
    in questo distante silenzio,
    sei con me
    in questo immaginario
    spazio indistinto.
    Non posso provare
    a toccarti la pelle,
    non posso provare
    a baciarti la fronte.
    Sono schiava della mia sorte?
    O posso provare a cambiare
    il disegno del Fato?
    Sono io che piango nel vento
    e abbandono i miei passi
    sotto alberi secolari,
    voglio le mie lacrime trasformare
    in gabbiani liberi
    in volo sopra al mare,
    voglio esistere nell'amore,
    voglio poter guardarti dormire.

     
  • 12 settembre alle ore 18:50
    Le parti di te stesso

    La tua parte ignota
    arriverà dalla caverna,
    la tua parte saggia
    scenderà dalla montagna,
    per un inedito canto
    che ascolterai domani
    e ti troverai davanti allo specchio
    a chiederti chi sei,
    senza avere lo sguardo vuoto
    e avrai mille risposte
    da scrivere sul muro,
    che ti divide dal mondo intero,
    tu sei te stesso
    tutte le volte che rimani solo.
    La tua parte consueta
    ti lascerà fermo ad una stazione,
    la tua parte mansueta
    ti porterà lontano,
    avendo sempre il coraggio
     e la passione da arrivare da chi ami,
    per stringere le sue mani.
     

     
  • 12 settembre alle ore 16:48
    Cammino tra i versi

    Cammino tra i versi
    con le scarpe rotte,
    cerco un rifugio
    e tante altre risposte,
    che forse non troverò
    perché sono assurde
    le mie domande,
    ma prevedo che il tempo
    mi dirà qualche verità.
    Ho bisogno di poesie
    per sopportare il peso dei sogni,
    gioco, a volte, con i miei spettri,
    ma temo quando mi fanno gli scherzi.
    Cammino tra i versi,
    cercando un tepore d'amore,
    sfioro le rime di canti silenti,
    la voce si fa viva
    quando una ferita
    ricorderò nel petto.

     
  • 12 settembre alle ore 12:31
    Senso di appartenenza

    Appartengo ad un vento
    che proviene da lontano,
    lo riconosco dal profumo
    che mi riempie il respiro,
    appartengo ad un posto
    che sfugge al destino.
    I tuoi occhi profondi
    mi cadono dentro,
    adesso appartengo
    al loro richiamo,
    l'amore è con te
    una casa con gli alberi
    in un campo di grano.
    Appartendo a quell'ora del meriggio
    dove il sole scende piano
    e il racconto della sera
    si ascolta a partire dalla terra,
    che tranquillamente tutto addormenta.
    Appartengo a qualcosa
    che ho dimenticato,
    appartengo ad una vita segreta,
    che, più volte, nei miei sogni
    ho vissuto.
     

     
  • 11 settembre alle ore 11:12
    Domani il cuore

    Domani il cuore
    tornerà nel suo angolo
    a guardarti da lontano,
    ma oggi vuole uscire,
    cercarti, parlarti,
    stringerti e insieme volare.
    Domani forse starò male,
    oggi chiudo gli occhi
    sul tuo petto
    e questo mistero d'amore
    respirare,
    tu sei la Poesia
    che ogni giorno vorrei vivere
    e a me trattenere,
    ma senza darti il peso di catene.
    Domani avrò un ricordo di te
    sempre più dolce
    da portare nelle vene.

     
  • 11 settembre alle ore 11:07
    Io sono coperta e trasparente

    M'invento una storia
    per uscire dalla mia,
    m'improvviso giullare
    per mettere in scena
    una risata drammatica finale,
    m'invento una luna
    con cui parlare
    e segreti confidare,
    m'invento la libertà
    per rinnegare le mie catene.
    M'invento una macchina del tempo
    per esplorare altre epoche
    che non ho vissuto,
    per guardare le persone
    in ogni abito e costume,
    in ogni ambiente e situazione,
    m'invento da sola per strada
    una musica da ascoltare nel vento,
    m'invento un respiro d'amore
    più eterno del tempo.
    Ho cambiato strada
    per raggiungere la mia meta,
    sono un po' fuori strada
    per chi segue il filo dei giorni,
    sono dietro una maschera di cera
    che si scioglie alla prima bugia,
    sono anche scappata via.
    Sono dentro la mia tenda nel deserto
    a rifugiarmi nella notte
    e guardare il disegno segreto delle stelle
    e così mettere un po' a tacere le mie ombre,
    sono quello che non vede la gente,
    io sono coperta e trasparente.
     

     
  • 09 settembre alle ore 21:18
    Mitologia agreca

    Esistevano cori di ninfe dei boschi
    che cantavano storie,
    esistevano eroi con le loro gesta
    e le loro glorie.
    Esisteva l'Olimpo con gli dei,
    che s'innamoravano
    continuamente tra loro
    o di innocenti mortali
    e guai se vi trovavano
    dei rivali.
    Era visibile il fulmine di Zeus
    che cadeva dal cielo,
    quando la sua ira sfociava
    e la terra tremava,
    era Apollo che la verità svelava
    nell'oracolo di Delfi
    che la gente con timore ascoltava.
    Le tre Parche del destino
    filavano la vita di ognuno,
    le tre grazie, figlie di Zeus,
    diffondevano gioia, prosperità
    e splendore al mondo intero.
    Narciso innamorato
    della sua stessa immagine
    nel fiume specchiata,
    moriva annegato,
    dopo che tutti i suoi pretendenti
    aveva rifiutato.
    C'era Marsia scorticato
    per aver sfidato Apollo
    con l'illusione di poterlo
    nella musica superare,
    c'era Paride col pomo della discordia
    a giudicare quelle tre dee meravigliose
    e a dare così inizio ad una guerra
    inutile e vile
    e poi ci sarebbe altro da dire
    sui miti immortali dell'antica Grecia,
    che riflettono dell'umanità lo stile.
     

     
  • 09 settembre alle ore 21:08
    Il Minotauro

    Il minotauro è solo nel suo labirinto,
    dicono che sia un mostro
    e che mangi gli umani per istinto.
    Vogliono condurlo alla morte
    per giustizia o per sete di eroismo,
    presto arriverà chi attuerà la sorte.
    Arianna con il suo filo rosso
    salverà Teseo
    che vincerà sul mostro
    ed uscirà illeso
    dall'intricato posto.
    Il minotauro era nato
    da un amore accecato
    e non aveva colpe
    per essere in questo modo nato.
    Teseo ad Arianna
    non mantenne la promessa
    e la lasciò in lacrime
    sull'isola di Nasso,
    poi, quando Dioniso,
    detto anche Bacco, la vide,
    si innamorò follemente
    e organizzò le nozze;
    nel brindisi finale ricordarono
    anche il minotauro solo
    che non aveva colpe.