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Autore

Gabriella Stigliano

in archivio dal 05 lug 2013

Napoli - Italia

mi descrivo così:
M'incanta l'arte e anche l'arte delle parole che genera poesia, storie, visioni, emozioni e sensazioni. Esprimo a modo mio l'assurdo mondo che mi ritrovo dentro.

16 novembre alle ore 4:50

L'uomo di latta

L'uomo di latta si era arrugginito,
perché troppe le lacrime che gli scendevano
da tempo sul viso,
lui era triste davvero, perché convinto
di non avere un cuore.
Aveva un imbuto come cappello,
aveva tutto il corpo fermo,
si era bloccato fuori al giardino della sua casa,
aveva bisogno di olio e di esser consolato.
Passò di lì una fanciulla,
il suo nome era Dorothy,
s'incanto a guardare quell'uomo di latta
dal viso malinconico e dallo sguardo profondo,
gli si avvicinò e si accorse che aveva pianto.
Chiese la fanciulla:”Chi sei? E perché piangi?”
Egli rispose:”Sono l'uomo di latta
e mi dispero perché non ho un cuore”.
Dorothy scattò e disse:”Qualcuno, forse,
ti ha fatto credere il contrario.
Tu hai un cuore ed è nell'origine
delle tue lacrime, esse sono la prova
che il tuo cuore esiste”.
L'uomo di latta dopo le illuminanti parole
della fanciulla,
capì di essere stato in un pensiero sbagliato,
che qualcun altro un tempo,
per un gioco sinistro, gli aveva detto.

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