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Poesie di Gabriella Stigliano

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  • 28 luglio alle ore 14:58
    L'uomo che parlava fischiando

    Si aggirava tra i negozi delle strade,
    salutava fischiando i negozianti
    che abbassavano le serrande;
    parlava un linguaggio
    dentro fischi canterini,
    faceva discorsi simpatici
    e gentili.
    Qualcuno capiva
    le parole nascoste
    dentro quei fischi melodiosi
    e delicati,
    qualcun' altro lo definiva
    un uomo strambo,
    curioso, tutto da interpretare.
    L'uomo che parlava fischiando
    aveva occhi profondi
    e un sorriso tranquillo
    e se lo ascoltavi con attenzione,
    riuscivi a sentire nel mondo
    la voce del bene.

  • 26 luglio alle ore 11:34
    Ragazzi buon viaggio

    Ho messo nella valigia
    i ritratti dei personaggi
    che ho immaginato,
    li voglio portare con me
    in un viaggio alla scoperta
    del mio infinito.
    Ci sono segreti nei loro occhi,
    ci sono parole non dette
    sulle loro bocche
    e i sentimenti vivono
    sui loro volti.
    Sono personaggi nati
    da un ascolto desiderato,
    chiedono di esistere
    nello sguardo di chi,
    almeno per un attimo,
    viene catturato.
    Spero che in questo
    mio viaggio
    il sole ci sia
    per non lasciarli
    nell'ombra.
    Ragazzi buon viaggio
    e teniamoci stretti.

  • 24 luglio alle ore 15:51
    Avevo paura di chiamarlo amore

    Cercavo il tuo volto
    nel tessuto dei sogni
    e dopo anni l'ho trovato
    a guardarmi
    in un giorno distratto,
    un giorno qualunque
    in cui avevo smesso
    di cercare,
    smesso di aspettare.
    Rimasi in un incanto,
    il tuo sguardo era troppo
    profondo
    ed io avevo paura
    a guardarlo,
    ero emozionata
    e un sentimento già stava
    nascendo
    ed io avevo paura di chiamarlo
    amore,
    ma tale era la sua forza
    ed il suo nome.

  • Io sono la Realtà,
    parlo dei giorni che hanno i piedi per terra,
    giorni affaticati nel cuore e nelle membra.
    Vorrei poter portare i miei passi
    su paesaggi onirici e lunari,
    cercare di sovvertire il corso degli eventi,
    trovare il destino favorevole in ogni momento
    ed essere in luoghi lontani attraversando portali.
    Vorrei parlare al custode dei sogni,
    vorrei che mi ospitasse un po' nel suo mondo;
    ora vado e gli chiedo di accogliermi alla soglia.
    “Caro custode del mondo dei sogni,
    mi faresti fare due passi in questo enigmatico spazio?”
    “Certo Realtà, tu puoi accedere quando vuoi
    per alleggerirti e trovare più significati.
    Puoi conoscere te stessa in mille specchi deformanti,
    l'essenza di ogni uomo reale può mutare
    se viene riflessa su vari tipi di strade.
    Tu, Realtà porti pesi che puoi trasformare in soddisfazioni,
    io, invece, faccio sognare per un po',
    poi, devo far sfumare le illusioni,
    ma qualcuno riesce a trasportare un sogno nel mondo reale,
    qualcun' altro, invece, si riempie gli occhi di bellezza
    e sorridendo lascia il sogno,
    continuando a camminare sotto il nostro cielo congiunto”.

     

  • 22 luglio alle ore 22:44
    Rincorro una piuma nel vento

    Rincorro una piuma nel vento,
    m'illudo sia di un angelo
    illuminato da quel sole basso
    che ho dipinto
    mentre m'innamoravo.
    Non so se i miei occhi
    ritorneranno a guardare
    i paesaggi dell'amore,
    quelli desolati con la pioggia
    di Settembre
    o quelli rigogliosi
    con la brezza dell'estate,
    quelli dove il tempo
    ha dimenticato i miei anni,
    quelli che da millenni
    portano canzoni,
    lacrime e sorrisi.
    Rincorro una piuma
    per la mia voglia segreta
    di volare
    e per quell'angelo
    che vorrei vedere.

  • 20 luglio alle ore 9:57
    Nel vespro

    Nel vespro tessevo
    la mia preghiera,
    era pronta a farsi ascoltare,
    ovunque il cielo
    sembrava attendere
    parole di speranza e di dolore.
    Nel vespro alla finestra
    fuggiva un ricordo,
    chiedeva di non essere
    più ricordato
    e di andare lontano,
    verso un paesaggio
    non ancora disegnato,
    io, con gli occhi nella nostalgia
    cantavo una canzone
    per farlo ritornare.

  • 19 luglio alle ore 23:10
    Il suo canto mi portava nel vento

    Aveva gli occhi
    che mi guardavano dentro
    e rimaneva il silenzio
    a caderci addosso;
    mi innamoravo da lontano
    ad ogni incontro
    ed ogni volta che avevamo
    il coraggio di prenderci per mano.
    Aveva la fronte pensierosa
    e le spalle su cui poggiava
    il passato,
    la mia meraviglia si celava
    in un paio di lacrime
    che di nascosto asciugavo.
    Aveva il mio intero
    sguardo d'amore
    anche se i miei occhi abbassavo,
    il suo canto
    mi portava nel vento,
    verso un sogno d'infinito.

  • 19 luglio alle ore 19:58
    La prima stesura

    La prima stesura
    di questa mia storia
    andrebbe corretta
    e narrata al tramonto,
    quando il giorno stanco
    si sta addormentando
    e nel dormiveglia trovare
    il mio racconto,
    ricoperto di voci silenziose
    e di voci che urlano
    un infinito sognato,
    compresso,
    inseguito.
    Il mio racconto
    ha un respiro segreto
    e con uno sguardo
    portato altrove,
    la prima stesura
    andrebbe riscritta
    e riempita di alleanza d'amore.

  • 19 luglio alle ore 15:37
    Nel silenzio che tutto conosce

    Chiudo gli occhi
    e l'immagine appare,
    il viaggio è senza meta,
    mi lascio quasi andare,
    non ha più peso
    il mio dolore,
    sto dimenticando,
    per un attimo,
    chi ho amato
    e chi continuo ad amare.
    Provo ad attraversare
    le porte di una cattedrale,
    luci ed ombre
    sopra i miei ricordi
    e sopra il mio peregrinare.
    Voglio portare la mia anima
    dove già è stata,
    voglio tornare nel silenzio
    che tutto conosce
    e che ogni cosa guarisce.

     

  • 17 luglio alle ore 19:19
    Quel pensiero dalle ali nere

    Mi ricongiungo
    a quel pensiero dalle ali nere,
    quel pensiero che all'alba
    si attenua,
    ma che torna
    a comprimere il cuore
    con l'arrivo malinconico
    della sera.
    Mi ricongiungo a quello
    che nessuno vede,
    a quella voce
    che nessuno sente,
    ma che mi richiama
    dentro un poema dai versi
    apparentemente sconnessi
    e sbiadita mi avvicino al mondo,
    con la mia verità
    e con i miei occhi tristi.

     

  • 16 luglio alle ore 5:30
    La leggenda di Re Artù

    Una leggenda narrata ci parla
    di un re che regnava
    ad una tavola rotonda,
    con l'aiuto di un mago
    di nome Merlino.
    Il menestrello cantava
    di un amore impossibile
    e appassionato
    tra un cavaliere valoroso
    e Ginevra, la sua regina.
    Il giullare di corte
    derideva ogni cosa
    con i suoi buffi spettacoli in rima.
    Era re Artù
    con la sua giustizia
    e con la sua spada,
    a regnare in un regno
    ai confini di una magica nebbia
    che molte cose celava
    e oltre la nebbia
    un'isola compariva,
    dove viveva la fata Morgana
    con le su sorelle
    a fare incantesimi e pozioni,
    a custodire segreti
    e a intessere trame nascoste
    e situazioni.
    La leggenda ha una voce
    che si addentra nella storia,
    il passato è, spesso, romanzato,
    e acquista più fascino
    nella nostra memoria.

  • 15 luglio alle ore 18:50
    Il dolore che resta segreto

    Non posso portare il dolore
    di fronte alla gente,
    lo lascio tacere
    e cadere dagli occhi
    fin sulla strada
    dove non passa più nessuno,
    lo lascio camminare da solo
    senza sapere dove, poi, arriva,
    ma di solito si ferma
    a gridare sotto al cielo
    e la sua voce
    è un graffiante richiamo alla vita
    e a tutto quell'amore desiderato
    che non è più stato.
    Il dolore che resta segreto
    è come un bacio dato
    che non è più tornato.

  • 13 luglio alle ore 15:30
    Il principio d'amore

    Il principio d'amore
    è seguire in principio
    il tuo sguardo su di me
    e sulle cose,
    sui tuoi sogni assopiti
    e su quelli che cantano
    ad alta voce.
    Il richiamo dei tuoi passi
    mi porta a guardare orizzonti
    che hai contemplato
    e attraverso sentieri,
    boschi e deserti
    dove sei rimasto ferito
    nel conoscere tranelli,
    veleni
    e cordiali e meschini
    affabulatori,
    gli occhi di ghiaccio
    e i sorrisi dei finti buoni.
    Il principio d'amore
    è una sorgente sacra,
    che scorre ovunque
    il cuore vada.

     

  • 12 luglio alle ore 19:09
    Maturo divenne il silenzio

    Maturo divenne il silenzio
    dopo parole d'amore
    di un amore ferito,
    confessate a un angelo
    notturno
    che dal suo pianto
    si formavano nuove stelle
    nel firmamento.
    Maturo divenne lo sguardo
    sopra ogni astro,
    dove la luce ed il fuoco
    erano parte di quell'amore
    cicatrizzato nel cuore
    e senza intenzione,
    tornò la voce assoluta
    dell'amore.

     

  • 12 luglio alle ore 6:32
    Nel profondo ancora un cielo

    Uno sguardo d'amore
    sopra il sentiero
    che congiunge il presente
    ad un passato che non è avvenuto,
    un passato che nell'ombra
    è stato solo sognato.
    Parte della vita,
    si è, spesso, immaginata,
    soprattutto quella vita
    in cui hai in segreto amato
    e nei tuoi occhi c'era sempre
    una lacrima nascosta,
    per tutta la meraviglia
    che vedevi e che sapevi
    avresti perso.
    Nel profondo ancora un cielo
    torna a far cantare
    chi d'amore nuovamente vive.

  • 11 luglio alle ore 12:33
    Cercare o trovare?

    “Dimmi, cosa cerchi
    nei tuoi passi nel mondo?”
    “Non cerco più niente,
    neanche più una voce
    che mi dia conforto
    o, forse, spero che
    da qualche parte segretamente
    quella voce ci sia per me
    e che si materializzi
    e diventi consistente.
    Cerco qualcosa che non sia
    deludente,
    per questo in fondo
    non cerco più niente,
    ma posso sperare almeno
    di trovare,
    perché colui che trova
    è quieto e sereno,
    inaspettatamente gli appare
    quello che aveva perduto
    o quello che gli aprirà nuove porte.
    Colui che trova
    potrebbe avere più fortuna,
    ma in realtà non sa se troverà
    un sole all'orizzonte
    o una notte senza luna”.

  • Cammino, cammino,
    voglio raggiungere l'infinito
    che ho trovato nei tuoi occhi,
    mentre avevo il cuore sparso
    in frammenti
    e la voce chiusa
    in una ferita d'amore,
    col sangue infetto mischiato
    ad una pura illusione.
    Cammino e penso
    a quel bagliore accennato
    sopra al tuo viso,
    che sembra alternarsi
    alle ombre notturne
    di un paradiso.

  • 09 luglio alle ore 18:18
    In assenza di parole

    In assenza di parole
    un amore può continuare
    nel suo angolo segreto,
    dove il cielo può avere
    nuvole bianche nel suo azzurro
    o pioggia che scende
    sopra i campi
    e sopra le malinconie
    accompagnate da un tramonto.
    In assenza di parole
    il silenzio ricopre
    stanze misteriose,
    in cui troviamo strati
    di emozioni e sentimenti
    che si riversano negli occhi.
    In assenza di parole
    può arrivare una solitudine
    che rivela quello che
    tra gli altri si tace e si cela.

  • 08 luglio alle ore 18:37
    Il cavaliere templare

    La croce,
    la spada,
    la rivolta,
    il tesoro,
    la missione
    e la Terra Santa;
    il monaco e cavaliere templare
    combatte le Crociate
    con il Cristo nel cuore,
    rincorrendo segreti,
    reliquie e testi sacri.
    Vive d'onore nei suoi gesti,
    fedele e coraggioso
    s'avventura
    impavido e saggio
    nel tortuoso viaggio
    dall'Occidente all'Oriente,
    avanzando tra i popoli
    senza contraddizioni
    e si forma la Storia
    dentro le religioni.

  • 08 luglio alle ore 8:22
    Nella casa del sonno

    Nella casa del sonno
    mi ero smarrita
    e i tre figli di Ipno
    lì mi hanno ospitata.
    C'era Morfeo che di notte
    prendeva la forma delle persone,
    portando con se papaveri
    con cui sfiorava le palpebre
    di chi dormiva,
    provocando illusioni più che poteva.
    Poi, c'era Fobetore,
    colui che gli incubi personificava,
    dove animali arrivavano a fare paura.
    Infine Fantaso appariva
    ad animare gli oggetti e i paesaggi.
    Viaggiavo tra i miei sogni perduti,
    a volte, ero in un precipizio,
    a volte, in volo e cantavo
    sopra l'abisso.
    Ero rimasta a sognare
    per non tornare nel mio dolore,
    ma nella realtà avrei potuto
    ancora amare,
    con il coraggio che scorre nel petto
    ed un paio d'ali da indossare
    al giusto momento.

  • Oggi voglio provare a raccontare un quadro:
    un uomo di spalle che si staglia
    su un misterioso orizzonte,
    dove si scorgono le cime di montagne
    e nebbia intorno
    a provocare l'occhio
    di chi meravigliato osserva.
    E' il viandante nella nebbia,
    il romantico viaggiatore
    che viaggia per scoprire dentro di se una strada
    congiunta a mille emozioni,
    è colui che attraversa luoghi impervi e sublimi
    e scala montagne
    per raggiungere sguardi diversi,
    sempre più alti,
    sempre più spirituali
    e che alle sue spalle dimentica
    le ombre nel cammino,
    puntando alla luce che
    al suo animo rivela il suo infinito.
    Il pittore conosceva strade segrete
    e orizzonti nascosti,
    venti di ebbrezza e solitari percorsi,
    dove ogni uomo col proprio impeto
    cercava di obliare l'oblio,
    lasciando simboliche tracce di eternità.

     

  • 07 luglio alle ore 14:01
    Mentre la vita passava

    Cercavo il cielo
    negli occhi dell'altro,
    cercavo un respiro
    di puro conforto.
    Il dolore che ho
    lo porto con me
    in ogni mio passo,
    non è per vanto,
    ma è per essere ebbra
    della verità di questo
    colpevole mondo,
    fatto di storie vere ed assurde
    o imbrattate di oro,
    corrotte, lucide e finte.
    Cercavo la strada giusta,
    mentre la vita passava,
    l'arcobaleno dietro la mia casa
    mi ricordava di una promessa
    che il cielo ha fatto all'essere umano
    dal male lontano.

  • 07 luglio alle ore 7:47
    Voglio provare a guardare la vita

    Voglio provare a guardare la vita
    dalla finestra che nascondi
    dentro il tuo mondo,
    voglio provare a scoprire
    un tuo sogno,
    riuscire ad ascoltare il racconto
    che hai narrato nel sole,
    nella pioggia e nel vento.
    Voglio provare a portarti
    sotto i disegni delle stelle
    e cercare di disegnare il tuo volto,
    voglio dormire al tuo fianco
    e affidarmi soltanto a quello che sento.

  • 04 luglio alle ore 23:39
    Stasera ho guardato le case

    Stasera ho guardato le case
    dalla strada percorsa nel vento,
    stasera ho sentito un qualcosa
    di malinconico e sereno
    nel guardare certe finestre
    addormentate
    o col bagliore di luci tranquille.
    Tutto intorno sembrava
    immerso in un profondo
    e dolce riposo,
    un richiamo al silenzio
    e, poi, alle voci
    di un celestiale coro.
    Tutto sembrava un dormiveglia
    sulla strada verso casa,
    l'estate mi aiuta a trarre più vita.

  • 03 luglio alle ore 22:44
    Nei miei occhi altri pensieri

    Nei miei occhi
    altri pensieri
    cadono dentro giorni
    con i sogni esistenti
    dietro vetri di finestre
    e gli alberi che vedo
    parlano nel vento,
    parlano di un Dio
    che vive in ogni memoria
    e angeli cantano
    per lenire nei ricordi
    le ferite.