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Poesie di Gabriella Stigliano

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  • 26 aprile alle ore 11:06
    Nei miei occhi c'era il blu di ogni sera

    Versai del vino nella coppa
    della solitudine
    e il sangue nei miei polsi
    ti chiamava,
    il sogno sembrava vicino,
    ma il mio dolore sotto pelle
    non dimenticavo,
    ero sbiadita dalla scena reale,
    ero presente nel mio amore
    senza rimedio,
    nei miei occhi c'era il blu
    di ogni sera,
    dove sempre te cercavo
    e quando ti trovavo
    non parlavi quasi mai,
    ma nel tuo silenzio
    io d'amore vivevo.

  • 26 aprile alle ore 10:59
    Ed io potrò essere io

    Sono lontano,
    ma con le mie sacre catene,
    sono distante,
    sono come un cavaliere errante.
    Domani il mio destino
    mi parlerà finalmente
    e romperà le gabbie
    ed io potrò essere io
    nell'indefinita notte.
    Le correnti mi assaliranno,
    io sarò come un falco nel vento.
    Vorrei poter vivere
    senza perdere le mie tracce
    nel tempo.
    E perché d'immutabile c'è solo
    l'amore puro?
    Forse perché è l'antico
    elemento divino.

  • 26 aprile alle ore 10:59
    Pellegrina oggi

    Pellegrina oggi di un domani
    che mi porterà sotto la finestra
    appena aperta del tuo infinito,
    un domani che fatica ad arrivare
    e che mi fa sempre più desiderare
    i tuoi occhi, che cadono
    col loro mistero nei miei,
    per guardare insieme la verità
    di ogni imitazione,
    che mi faranno dimenticare
    tutte le altre direzioni,
    che scaveranno
    nel mio profondo grigio,
    per trovare il mio colore nascosto
    e portarlo con sè,
    senza più il dolore di fondo.

  • 20 aprile alle ore 12:03
    Dalla curva di ogni ramo

    Dalla curva di ogni ramo
    di ogni albero che vedevo,
    scaturiva un pensiero
    ed il ramo più ricurvo
    mi faceva pensare
    che l'amore per te
    è una curva che sale,
    una linea che protende al cielo
    e che mi spinge al volo,
    ero davanti a un tessuto
    di legno sinuoso
    che scriveva poesie,
    dove il tuo nome era scritto
    partendo dalle radici,
    fino ad arrivare in alto
    per poi cadermi lieve nell'anima,
    fino in fondo.

  • 19 aprile alle ore 0:15
    Sono il leone

    Sono il leone che difende
    la legge della foresta,
    sono lo stesso leone
    esiliato nella tempesta
    e nel cielo ruggisco,
    ma mi copre il tuono,
    sono col mio dolore
    dentro al frastuono.
    Il lampo è dentro il mio
    sguardo,
    il mio trono è lontano
    ed il richiamo al coraggio
    si fa sempre più vivo,
    io se perdo il mio regno,
    vivrò nell'intangibilità
    di un ostinato sogno.

  • 17 aprile alle ore 21:33
    Fra le colonne ancora in piedi

    Un tempio decadente
    è ricoperto soltanto
    dalla volta del cielo
    e di notte più di mille stelle
    illuminano le secolari sculture
    ed i suoi archi crepati,
    dalla storia incombente
    attraversati.
    Il suo altare chiede ancora
    preghiere,
    il tempo agisce con poesia
    sulle sue pietre.
    Voglio essere parte
    di questa antica memoria,
    voglio custodire i miei pensieri
    fra le colonne ancora in piedi,
    che hanno assistito
    a tanti riti compiuti,
    con lo sguardo che si amplifica
    sull'origine divina
    ed un oracolo racchiuso in una eco.

     

  • 17 aprile alle ore 19:01
    Per ritrovare il volto dell'amore

    Una discesa agli inferi,
    cercare nelle tenebre
    le tue dimenticate aurore,
    poi salire accanto agli angeli
    e incantarsi fra i divini cieli,
    portare i loro misteri negli occhi
    dopo averli visti
    e nell'argilla plasmare il loro
    ricordo,
    il loro canto diventa sempre
    preghiera
    che accompagna l'uomo perso
    nel suo dolore,
    da cui partono strade
    per ritrovare il volto dell'amore.

  • 17 aprile alle ore 11:32
    Il tuo sogno nel petto

    Il tuo sogno nel petto
    ha saputo parlarti
    quando si faceva buio,
    il risveglio ti addolorava,
    ma la tua anima piano
    maturava.
    I sogni ti fanno sentire
    come un bambino,
    la realtà ti scrive addosso
    gli anni che hai accumulato,
    tra una ruga che scopri
    allo specchio
    e un acciacco improvviso,
    tu cerchi ancora un qualcosa
    che somigli all'idea di paradiso,
    poi ti perdoni di essere lontano
    da quello che cercavi,
    restando a guardare la luna
    che appena in una magia ti chiama.

  • 15 aprile alle ore 21:28
    Un uomo nel deserto

    Un uomo andò nel deserto
    per ritrovare se stesso,
    si era perso col tempo,
    si era affidato alla memoria
    della sabbia
    e alla libertà del vento.
    Ad ogni passo il sole,
    poi la notte riposava
    sotto le stelle e l'infinito
    e ricominciò a tessere
    il suo profondo stato,
    con l'amore chiuso nei pensieri
    ed un sogno che aveva
    abbandonato.
    Quell'uomo sentiva
    il suo lamento,
    ma fra le dune prevalse
    il suo commovente canto,
    che salì fino agli angeli
    e la sua anima
    ritornò da sola a reggersi.

     

  • 14 aprile alle ore 18:54
    Dovranno i muri cadere

    Dovranno i muri cadere,
    i nodi alla gola
    sciogliersi in parole di dolore
    e gli occhi dell'amore brillare
    come astri in una notte di magia,
    dimenticata da quegli uomini
    senza più memoria,
    con addosso soltanto
    una smorfia replicata,
    in un teatro dove applaudono
    mani di gesso scolpite
    da un oscuro demiurgo.
    Dovrà la vita uscire dal suo inganno
    e con l'autunno inizieranno
    le vere e candide malinconie
    e le bugie si disperderanno nel vento,
    mentre il mistero dell'uomo
    ribelle al Fato,
    verrà un giorno dai profeti rivelato.

     

  • 13 aprile alle ore 19:05
    Nelle tasche una lettera d'amore

    Un giorno decisi di andare,
    le mie colpe alle spalle,
    i miei sogni feriti nelle scarpe,
    nelle tasche una lettera d'amore
    per rincorrere una storia
    che ricorda il mare,
    i monti e le notti stellate,
    i deserti, le valli e gli alberi
    in ogni stagione,
    una storia per voler esistere,
    non solo nella solitudine,
    dove l'amore parla al dolore,
    dove l'anima si anima
    e riesce finalmente a cantare,
    dopo un silenzio come di neve.
    Una lettera d'amore
    per dichiararsi,
    per donarsi
    lo sguardo più profondo.

     

  • 13 aprile alle ore 19:04
    Cercami in una parola

    Cercami in una parola che scrivi,
    quando i tuoi specchi
    li fai diventare segreti,
    cercami se senti un dolore
    che ricorda una casa senza sole,
    dalle stanze buie.
    Cercami in una parola
    che vorresti dire,
    urlare o sussurrare,
    cercami e forse potrò
    ridurre il male.
    Domani i nostri sguardi
    si fermeranno a guardare
    un sole arancione,
    tra gli alberi
    di una campagna profumata
    e per un tempo saremo
    senza tempo,
    senza penitenza,
    senza rabbia.

     

  • 12 aprile alle ore 19:29
    E se vedevo il cielo

    La terra era scura alle mie spalle
    e i miei occhi erano stanchi
    a furia di cercare quel sentiero,
    che in un altro tempo percorrevo
    per non perdere il passo sicuro,
    ma il mio passo, invece, tremava
    e si smarriva in un luogo
    senza primavere,
    il mio incedere mi portava
    nella solitudine
    e se vedevo il cielo
    piangevo,
    perché troppo lontano.

  • 12 aprile alle ore 0:14
    Scrivo

    Scrivo del cielo con i suoi lampi
    che si riflettono stasera nei miei occhi,
    scrivo di un Dio che ho invocato
    tra gli alberi di misteriosi boschi
    e le paludi del suo stesso Creato,
    scrivo del Fato,
    questa forza che si ostina a decidere
    il passo di ogni uomo,
    scrivo dell'amore che brucia
    come fuoco dentro al petto,
    quando trova il coraggio e si confessa,
    quando trova
    quello stesso sguardo innamorato
    che ti cerca.
    Scrivo quando la vita riapre ferite,
    scrivo e nuova vita
    si aggiunge alla memoria,
    scrivo e nella solitudine
    riassumo la mia storia,
    tra le lacrime e l'avorio
    di un'alba che nasce,
    dopo una notte inerme,
    passata a migrare sogni
    in segrete terre.

     

  • 11 aprile alle ore 13:41
    Guardo la terra

    Guardo la terra con i suoi alberi,
    che resistono al vento che cambia,
    lascio andare via la rabbia,
    porto nella mia voce
    un filo di dolore
    che si spezza e si ricompone,
    quando penso al delirio d'amore
    che dorme segreto nelle mie vene.
    Guardo nel silenzio
    case di campagna,
    mentre il cielo respira una stagione
    che vuole una nostalgia elevare,
    è la stagione dove lo spirito
    vuol parlare nelle sere,
    senza doversi difendere,
    dimenticandosi delle sue catene.

  • 08 aprile alle ore 22:07
    Mistico il cielo

    Mistico il cielo
    che hai guardato
    in un giorno di vento leggero,
    dove l'anima non conosce peccato.
    Quel giorno il cielo si è espanso
    arrivando a toccare il terreno,
    con le tue impronte impresse,
    con la tua storia radicata
    e passeggera
    fra le ombre e le luci
    del labirinto che incontra
    ogni uomo, quando arriva
    a svelare il suo fuoco.
    Mistico il cielo
    che hai guardato,
    mentre il sole sorgeva e tramontava
    e sulla pelle la sua luce dorata
    si posava
    e nella notte con gli astri
    i sogni vagabondi
    iniziano a danzare.
    Nella notte il cielo
    apre al cuore verità
    che al tuo giorno comune
    appaiono come favole e deliri,
    come porte chiuse senza chiavi.

  • 05 aprile alle ore 13:38
    Stendersi

    Stendersi a riva
    per trovare un'onda del mare
    che accarezza
    la tua tristezza,
    trovare un respiro
    più profondo,
    trovare nel vento
    una speranza infinita,
    trovare l'anima
    d'amore sempre innamorata.
    Stendersi insieme
    sui prati d'estate
    e tenersi stretti,
    stendersi sui prati d'autunno
    e stringersi più forte ancora,
    piangere, ridere, resistere,
    scoprirsi nei silenzi,
    viversi e ricordarsi
    che il giusto
    non viene spesso visto.

  • 02 aprile alle ore 21:22
    E nel vento fingere di avere le ali

    Porto il mio dolore
    dietro un angolo nascosto
    di mare,
    una piccola spiaggia
    dove un tempo era stato
    a tracciare la vita
    il mio cuore.
    Non riesco a continuare,
    mi perdo
    e rimando il mio finale.
    Devo tornare sulle colline
    dell'armonia,
    oltrepassare il bosco,
    il sortilegio
    e la malinconia,
    sfidare i miei tormenti
    e nel vento fingere
    di avere le ali,
    per sentire l'anima
    andare lontano.

  • 31 marzo alle ore 18:39
    Vorrei nell'amore

    Vorrei ricoprire di piume d'argento
    ogni mio sentiero notturno,
    che attraverso per giungere
    al tuo sogno
    e fermarmi sulle tue parole,
    che lentamente nella mente
    ripeto,
    perché d'amore ricolme,
    perché d'amore io tremo.
    Vorrei portare le mie preghiere
    sotto la croce di una cattedrale,
    ma Dio non è solo negli echi
    di un tempio o sugli altari,
    Dio è in ogni luogo
    dove l'uomo sa pregare,
    dove piange e sa amare.
    Vorrei nell'amore
    la mia anima intera ascoltare.

  • 30 marzo alle ore 20:03
    La risposta non è sempre la stessa

    Mi chiedo se il vento
    può portarmi lontano,
    se può condurmi verso
    il sole che scende
    sulla quiete dei campi di grano.
    Mi chiedo se gli alberi
    conoscono il mistero
    tra la terra ed il cielo,
    loro forse sono il silenzio
    della terra
    che tende ad ascoltare
    la sapienza del cielo.
    Mi chiedo se i miei vent'anni
    sono rimasti chiusi ad avanzare
    fra queste mie quattro mura,
    oppure se sono scivolati
    in questo mio presente,
    dopo aver raggiunto nuove forme
    su orizzonti di carta e di cemento.
    Mi chiedo se la Poesia
    può darmi la forza di un leone,
    la delicatezza di una carezza,
    la beatitudine degli angeli,
    la passione che avevano gli dei,
    le ferite degli eroi.
    Mi chiedo tante cose
    e a qualcosa dò una risposta,
    ma poi mi rendo conto
    che non è sempre la stessa.

  • 29 marzo alle ore 19:44
    Il sacro nei tuoi occhi

    E mentre il cielo
    si ottenebrava,
    io guardavo il sacro
    nei tuoi occhi,
    una verità trovata
    nel dolore segreto
    e nell'amore propagato,
    il bosco che nel tuo sguardo
    ho attraversato,
    con angeli nascosti
    fra le ombre degli alberi,
    mossi da un vento misterioso
    che la mia pelle ha conosciuto.

  • 29 marzo alle ore 0:14
    Conosco il giorno che sale

    Conosco il giorno che sale
    sopra i monti, le valli e le case.
    Conosco il tempo che va avanti,
    senza guardare gli affanni
    e la fatica negli occhi,
    conosco l'inganno del paese
    dei balocchi,
    il grillo parlante che mi riempie
    la testa di risposte e di domande.
    Conosco il giglio
    che purifica i pensieri,
    conosco le ombre del mio ieri,
    conosco il sorriso di chi porta
    un peso sul cuore
    e quello di chi vuole avvelenare
    la tua terra con i semi del male.
    Conosco il bene
    che porto nelle vene
    e il coraggio che mi toglie le paure,
    conosco il dolore sotto un cielo muto.

  • 28 marzo alle ore 17:57
    Gli oracoli nascosti

    Gli oracoli nascosti negli echi
    delle mie prigioni,
    mi parlano del mio spirito
    bambino,
    che ritorna a vivere
    e a farmi compagnia
    nel cammino.
    L'epoca della nostalgia
    prende corpo
    nella casa dove vivo,
    dove chiudo a chiave il dolore,
    dove lascio aperto il cuore
    ad un sogno senza finale.
    Gli oracoli nascosti
    forse hanno la voce dei ricordi,
    che continua a chiamarmi
    nel respiro del destino.

  • 28 marzo alle ore 13:04
    Non voglio più rimandare a domani

    Rimando a domani
    un sogno che si posa sui rami
    di un ciliegio che c'era fuori casa,
    rimando al cielo
    gli sguardi commossi
    sulla tua strada.
    Una coppa di veleno
    rovescio sul palco,
    dove mimo le parole
    che mi hanno ferito,
    il mio spirito deve dimenticare
    e non bere un ricordo doloroso,
    voglio provare a mimare la poesia
    che ho visto dal mio cuore innamorato.
    Amore che ti guardo da ogni lato,
    mi fai tremare
    e mi parli di un mondo docile
    sconosciuto,
    fammi restare con le mani
    sul tuo viso.
    Amore che ti guardo con stupore,
    fammi restare con te,
    nel tuo silenzio che ogni cosa
    segreta mi dice.
    Non voglio più rimandare a domani,
    ho un sogno adesso
    che Amore si chiama.

     

  • 23 marzo alle ore 23:55
    Sai, stanotte ho parlato alle stelle

    Sai, stanotte ho parlato alle stelle
    e ho scoperto che oltre al sapere
    nel silenzio,
    loro si congiungono e ti rispondono.

    Cosa ti hanno detto?

    Mi hanno rivelato che la loro luce
    non può illuminare tutto ciò che è
    in ombra e in decadenza
    e che le memorie dell'uomo
    possono finire nell'oblio misterioso
    dei buchi neri,
    stelle morenti senza rimedi,
    senza esser più la sede dei desideri.

    Ma le stelle possono parlarci del destino?

    Non proprio, sanno riconoscere
    i nostri sogni sotto il cielo,
    sanno farci amare
    e ricordare chi eravamo,
    sanno toglierci dal cuore
    una dose di veleno,
    un dolore che ritorna
    quando sembra si dissolva
    nel sereno.
    Sai, stanotte ho parlato alle stelle,
    guardiani di luce
    sulle nostre anime stanche e ferite,
    dalla scintilla divina toccate.