username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Poesie di Gabriella Stigliano

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Gabriella Stigliano

  • 03 luglio alle ore 17:28
    Alato è il pensiero

    Alato è il pensiero
    che sorge da una visione
    di libertà dell'anima,
    che scavalca i muri
    di un'oppressiva casa.
    Alato è il cuore
    nei gesti di purezza,
    nei silenzi che oltrepassano
    il vaneggiare di parole ricamate.
    Alato è quell'amore
    che anche da lontano
    si mantiene vivo,
    che si cerca quando piove
    e fa buio,
    quando negli occhi
    si vede un dolore
    e le nostalgie diventano
    tracce di persone
    che se ne sono andate.
    Alato è l'amore
    quando in un abbraccio
    il male viene anestetizzato
    e si guarisce con le carezze,
    per guardare un cielo
    senza memoria.

  • 02 luglio alle ore 19:01
    Tacita la voce

    Tacita la voce
    di quell'amore riverso
    negli occhi
    che, troppo spesso,
    hanno pianto,
    occhi che guardano
    l'argento delle stelle,
    che un tempo furono parole,
    parole d'amore
    sopra il dolore,
    parole, poi, cadute,
    scarnificate,
    ma non dimenticate.
    Tacita nell'ombra
    sta la voce che cantava
    e mistica a se
    tutto il senso rivelava.

  • 01 luglio alle ore 16:45
    Quell'uomo è ancora in cammino

    Un'armonica dentro la giacca,
    il cappello sembrava far parte
    della sua testa
    ed un paio di baffi gli coprivano
    la bocca che non sorrideva più
    sulla sua faccia.
    Era l'uomo che aveva sulla fronte
    dolci rughe custodi di un tempo,
    ormai, andato,
    i suoi pensieri erano come
    dorati chicchi di grano
    sparsi in una notte senza dei
    o senza un Dio giusto e sovrano.
    L'uomo dallo sguardo lontano
    e profondo camminava
    sui sentieri nascosti del mondo,
    dipingendo le sue albe
    e i suoi tramonti
    con la malinconia dei suoi silenzi.
    Qualche volta, lo vedo
    dai vetri della mia finestra,
    quell'uomo è ancora in cammino
    e ad ogni passo arriva una risposta.

  • 30 giugno alle ore 19:23
    Con il cuore contratto nel petto

    Avevamo il mondo a due passi
    con il cuore contratto nel petto;
    ci sfuggiva la dolcezza
    dagli occhi,
    non riuscivamo a parlare
    e restavamo chiusi
    nei nostri frammentati silenzi.
    Avevamo bisogno
    di spazi per correre
    e vento per gridare,
    avevamo bisogno
    di voci sagge da trovare,
    avevamo bisogno
    di tessere pensieri
    fra le stelle della sera
    e farli diventare sogni
    per estirpare le notti più buie,
    avevamo bisogno di vivere
    senza quell'ombra di dolore
    sopra il nostro canto d'amore.

  • 28 giugno alle ore 21:30
    Occhi d'autunno

    Occhi d'autunno
    guardano orizzonti
    dove in silenzio
    l'anima canta,
    dove case disegnate
    si stagliano
    su valli imbrunite
    e in lontananza un mare
    che conosce storie segrete.
    Occhi d'autunno
    mi parlano di un cuore
    che ha amato
    una sola primavera,
    adesso nell'ombra
    quel cuore ama ancora,
    ma ad ogni stagione
    ama con dolore.
    Occhi d'autunno
    hanno dentro
    le verità del mondo
    e più li guardo e più li amo
    e più diventano poesie profonde.

  • 28 giugno alle ore 13:09
    Domani partirò

    Domani partirò,
    non resterò ancora
    a farmi derubare
    i picchi di felicità dal cuore,
    mi stanno portando via
    il mio andare avanti nella libertà,
    nella verità del mio sguardo
    oltre i dorati e ppuntiti cancelli.
    Domani cercerò di essere
    in un luogo più mite,
    cercherò il respiro del mare,
    il vento leggero,
    il susseguirsi dei colori del cielo.
    Domani non avrò più
    questo nodo alle caviglie,
    avrò aurore su altri sentieri
    per i miei pensieri.

     

  • 26 giugno alle ore 23:09
    La musica dalla villa stregata

    Il pianoforte suonava di giorno
    dal terrazzino della villa stregata,
    suonava anche di notte
    accompagnato da un violino
    dalle corde rotte
    e quella musica a tutti sconosciuta,
    portava inquietudine
    e un filo di follia.
    La gente che ascoltava
    a ridere iniziava, poi,
    la risata in pianto degenerava
    e a smettere non si riusciva.
    I fantasmi suonatori
    si beffavano dei mortali,
    soprattutto di chi non credeva
    che la musica avesse un suo potere
    e sull'anima potesse agire,
    facendole fare capriole emotive,
    nel ridere, piangere e stordire.
    Si può vivere e soffrire
    fra le note di una canzone
    e dal dolore si può anche impazzire
    e dalla villa stregata questa è la lezione.

  • 26 giugno alle ore 16:56
    Per recuperare le carezze perdute

    Si dimentica il mondo
    dentro a un dolore,
    si cerca di resistere
    e continuare,
    bisogna portare
    i pugni stretti nelle tasche
    e in silenzio
    tornare a guardare
    in faccia il tempo
    per recuperarlo,
    per recuperare
    le carezze perdute,
    i sogni interrotti
    e l'amore
    col suo vento
    e col suo mare
    chiuso a chiave.

  • 25 giugno alle ore 19:46
    È come se...

    E' come se la solitudine
    di certi giorni
    mi sia rimasta addosso
    come il freddo sul marmo,
    come una preghiera tra i denti.
    E' come se l'amore
    mi avesse insegnato
    a guardare più a fondo
    il mondo,
    come se mi avesse tolto
    qualche ombra
    e dato un po' di stelle
    per farmi sognare
    nelle mie notti,
    senza farmi perdere
    il passo dell'anima.
    E' come se il cielo
    mi volesse parlare,
    quando alzo gli occhi
    e da lontano arriva
    un suono di campane.

     

  • 24 giugno alle ore 19:29
    Porta la tua vita negli assolati campi

    Cerca di stare bene al mondo,
    anche se il mondo fa male,
    cerca di non fare del male,
    anche se il male contamina
    parte del bene.
    Cerca di ricucire i pezzi del cuore
    che si sono sparsi,
    cerca di ascoltare quella voce
    che nei venti dell'anima ti dice:
    “Vivi e porta la tua vita
    negli assolati campi,
    dove puoi farla correre
    e respirare
    e guardare il cielo
    dall'alba fino a quando
    diventa blu scuro
    con la luna, le selle
    e il suo antico mistero.
    Porta la tua vita
    dentro la casa che ti accoglie,
    dentro il segreto di occhi
    che ti amano
    e che ti hanno innamorato.
    Porta la tua essenza a vivere
    nella verità di una poesia
    scoperta in un momento rivelato".

     

  • 24 giugno alle ore 14:44
    Le parole possono...

    Tappeti di fiori o pozzi bui
    possono diventare le parole,
    il loro potere è sconfinato,
    senza margine
    e senza un preciso colore.
    Negli occhi si possono
    nascondere e svelare,
    nel cuore possono scoppiare
    per il troppo bene
    o il troppo male.
    Le parole fanno viaggiare,
    fanno avvicinare
    o allontanare le persone.
    Le parole possono essere
    cantate, urlate, sussurrate,
    taciute e schernite,
    rese pubbliche o segrete,
    le parole possono essere
    armi o ferite,
    possono diventare piume,
    respiri, spine o sorrisi,
    risate, lacrime, sogni,
    case, disegni e sorgenti,
    le parole compongono
    idee, concetti, visioni
    e si alternano ai silenzi.
    Le parole hanno bisogno
    di essere scritte o pronunciate
    nella verità dei sentimenti,
    ma, spesso, vengono
    camuffate, invertite e travisate;
    le parole d'amore
    sono le più profonde
    e complicate,
    delicate e rese mute.

  • L'odore del mare
    lo porto nell'aria di certe sere,
    in cui espongo
    col mio sguardo
    solitudine e ferite
    e tutti i miei ricordi
    sembrano fare parte
    di un passato molto più antico,
    dove nel mare si perdeva
    il proprio orizzonte
    su un orizzonte infinito,
    dove l'amore si cantava
    con la voce misteriosa delle onde
    e si sfidava il Fato.
    Il mare lo contemplo
    da un angolo lontano,
    certe sere aspetto
    una nave ancora
    nella mia memoria.

  • 22 giugno alle ore 19:19
    Riscrivo il confine di certe parole

    Riscrivo il confine
    di certe parole,
    come quello che esiste
    tra la parola amore
    e la parola dolore.
    In questo confine
    ci metto uno sguardo
    che cerca di portare
    una guarigione,
    che guarda da più angoli
    la stessa visione.
    Seguo l'origine
    di quella scrittura
    che si fa verità segreta
    nella casa abbandonata
    del cuore.

  • 22 giugno alle ore 8:36
    Si nasconde il cielo

    Ricordo un bacio dato
    con tutto l'amore sbocciato
    tra le ferite;
    un pettirosso ogni mattina
    si appoggia sopra
    una solitaria malinconia
    taciuta nei miei occhi,
    mentre bevo il caffè,
    per dimenticare un attimo
    tutto quello che fa male
    nella storia dei miei anni.
    Si nasconde il cielo
    dietro distorte e inutili parole.

  • 21 giugno alle ore 15:18
    Volevo fare l'Artista

    Volevo fare l'artista,
    il poeta,
    il mimo,
    il pittore,
    l'attore di teatro
    o chiunque avesse a che fare
    con la profondità
    della mente e del cuore,
    soprattutto, un cuore incatenato.
    Volevo essere il pagliaccio di un circo
    dal mondo scoordinato,
    volevo fare l'eremita
    di un deserto immaginato,
    per purificare tutti i miei sbagli,
    per cantare ancora la purezza
    dentro ai miei versi.
    Volevo trovare
    tutto quello che serviva,
    quando qualcuno
    le sue mani a me tendeva;
    volevo essere
    un saggio sapiente,
    volevo trarre una rinascita
    dal silenzio circostante,
    volevo sprigionare dai miei occhi
    il mio amore
    rimasto segreto e devastante.

     

  • 20 giugno alle ore 19:21
    IL CENTAURO

    Il centauro giungeva
    da terre segrete,
    era una creatura possente,
    ma mortale,
    per metà era umana
    e per metà animale.
    Era istinto che bramava,
    era pensiero lucido
    ed il suo arco
    al cielo tendeva.
    La sua saggezza
    contrastava
    la sua natura selvaggia,
    si rifugiava
    in una sua solitudine
    dove portava
    il suo coraggio
    e tutto il suo sentimento,
    lasciato inciso
    sulle pietre che scolpiva
    quando s'innamorava
    e nei suoi occhi
    la sera ombrosa
    s'addensava.

  • 19 giugno alle ore 12:26
    Ricostruire il tempio

    Ricostruire il tempio
    per ritrovare, tra le pietre,
    parole di purezza,
    parole di salvezza
    da quelle colpe
    che attraversano
    noi esseri umani,
    colpe di essere schiavi
    di sentimenti sbagliati.
    Ricostruire il tempio,
    rigenerare il verso,
    riascoltare la voce persa
    tra le strade
    del nostro viaggio.
    L'errore che è stato fatto
    dovrà portare
    nuove conoscenze,
    per arrivare nel punto esatto
    dove il cielo e l'infinito
    diventano in noi
    il nostro tempio.

  • 19 giugno alle ore 9:05
    Le leggi del pensiero

    Le leggi del pensiero
    sono come le stelle del cielo,
    portano luce sopra ogni
    più ignoto sentiero,
    formando costellazioni
    precise di pensiero,
    disegnando mappe
    per non perdere le idee
    che sfuggono.
    Le leggi del pensiero
    seguono intuizioni
    e logiche mature,
    chiedono di esistere
    e trovare una voce
    che parli di un racconto
    d'amore.
    La prima legge del pensiero
    da attuare
    è restare a pensare,
    quando gli altri mettono
    a tacere il pensiero,
    soprattutto quello personale.

  • 17 giugno alle ore 19:48
    Quanti inverni?

    Per quanti inverni
    dovrò riscaldarmi
    con il fuoco
    di una musica lontana,
    che suona
    sacrifici ebbri d'amore?
    Quanti calici di vino
    dovrò bere,
    per poter assaggiare
    quel tempo intero
    di ombre e di luce,
    quel tempo che segna le ore
    sull'orizzonte infinito,
    che hai dipinto per me
    con le tue mani
    ferite da memorie,
    da tutte quelle storie,
    che non combaciano
    con i gesti del cuore?
    Quanti inverni
    dovranno passare
    prima di potermi addentrare
    in quella nostra sognata
    e perduta estate?

  • 14 giugno alle ore 19:37
    Nella mia notte segreta

    Giocavo con le ombre del sole,
    portavo negli occhi
    la prima meraviglia
    e il primo dolore;
    l'amore era fuori posto,
    l'amore era dove nessuno
    riusciva a vederlo.
    Sognavo di andare lontano
    per non udire la voce tirannica
    di una legge sbagliata,
    ricordavo la giustizia
    che, forse, proveniva
    da una vita passata.
    Giocavo con le facce
    mutevoli della luna,
    disegnavo
    e guardavo il cielo,
    mi domandavo
    se una poesia potesse
    farmi capire il mondo,
    la vita e la mia anima
    in cerca d'infinito.
    Scrivo poesie per trovare
    e quello che trovo
    diventa luce
    nella mia notte segreta.

  • 12 giugno alle ore 17:43
    Un bambino che guarda la notte

    Un bambino che guarda la notte,
    può conoscere tutte le stelle,
    può immergersi
    nel suo mistero,
    senza avere paura,
    ma voglia di avventura.
    Un bambino può attraversare
    il buio e ignorarlo,
    può sognare ad occhi aperti
    con la tenebra intorno,
    può trovare un percorso diverso
    per arrivare alla sua voce
    più interna
    e crescere con i suoi passi
    fino al cielo più ignoto.

     

  • 12 giugno alle ore 12:02
    Sopra quella barca ferma a riva

    Eravamo noi a guardare il mare
    al calar della sera,
    da quella barca ferma a riva.
    Eravamo noi insieme
    a immaginare di partire
    per altre terre,
    con i graffi sul cuore
    e ricordando tutte le lune
    delle nostri notti di magia,
    di ali e di catene,
    eravamo noi due con l'amore
    nelle nostre vene,
    con il silenzio
    che tutte le verità conserva
    e delicatamente ci addormentava
    sopra quella barca ferma a riva.

  • 12 giugno alle ore 10:13
    L'arcaica solitudine

    L'arcaica solitudine
    mi veste di mille visioni
    e parvenze,
    mi scrive sotto pelle
    una poesia d'amore
    per un amore segreto,
    desiderato,
    inghiottito da un cielo
    fin dall'alba contemplato.
    Stringo quei nodi
    che mi allacciano
    allo sguardo romantico
    del mondo,
    alla saggezza innata
    e a quella che proviene
    dal tempo.
    Mi chiudo nel castello
    di sabbia
    che costruivo sulla riva
    della mia infanzia,
    per guardare il mare
    col primo sguardo indifeso
    e saturo d'incanto.

  • 11 giugno alle ore 7:25
    Con il tuo bene

    Sembra di guardare
    dentro ad un mistero,
    quando vedo il tuo sguardo
    e, poi, per un momento
    non sapere più chi sono.
    Sembra di guardare
    un cielo bruno,
    un mare profondo,
    un campo fiorito
    con alberi possenti,
    quando mi parli
    con la poesia
    delle tue parole
    e dei tuoi silenzi.
    Con il tuo bene
    costruisco nuovi sogni
    per portarli a te
    e completare
    la sostanza d'amore
    che si racconta sul tuo viso.

  • 09 giugno alle ore 21:30
    Mi accosto alla vita

    Mi accosto alla vita
    come un sussurro
    che vuole gridare,
    che vuole il suo vento
    per farsi trasportare
    e arrivare dove c'è
    un cuore in ascolto,
    che ha gli occhi
    pieni di verità
    tra la realtà
    e le logiche assurde
    di un sogno.
    Mi ricordo del tempo
    in cui non guardavo
    quello che già
    avevo intravisto,
    perché potevo
    desiderare troppo.