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Poesie di Gabriella Stigliano

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  • 10 aprile alle ore 22:29
    Quella storia che tu mi scrivesti

    Ho trovato paesaggi nell'anima,
    dove il cielo mi racconta
    quella storia
    che tu mi scrivesti una sera
    per dirmi tante cose,
    per confessarmi il vero
    del tuo mondo,
    con l'ignoto sopra strade
    e sopra davanzali,
    con la sete per ogni sogno
    atteso,
    con il tuo sguardo
    verso il profondo dei pensieri,
    divenuto per me nido d'amore.

     

  • 09 aprile alle ore 8:08
    Sono approdata sopra parole

    Sono approdata sopra parole,
    dopo un viaggio nei mari
    del silenzio.
    Ogni parola mi concede
    un frammento di mondo,
    dalla parola di vetro
    alla parola di fuoco;
    guardo l'anima con le parole,
    posso anche amare
    se riconosco amore e poesia
    dentro affini parole.
    Nella sabbia ho lasciato parole
    che voglio dimenticare,
    quelle che ti scrivo
    vorrei che ti venissero
    in sogno a cercare.

  • 08 aprile alle ore 22:17
    Ho lasciato tracce di voce

    Ho affidato un pensiero
    a quei rami d'ulivo
    che tendono alla pace,
    ho lasciato tracce di voce
    in luoghi dove i segreti
    non fanno male,
    dove l'amore si riconosce
    in uno sguardo,
    dove il cielo può portare
    le sue stelle
    dentro soffitte
    di candide stagioni.

  • 08 aprile alle ore 11:11
    Tornano nubi dorate

    Tornano nubi dorate
    sulla casa dove conobbi
    ciliegi in fiore,
    brezze leggere,
    tempeste
    e melodie d'amore,
    l'amore quello che a te
    ho sempre dedicato,
    da quando il tuo sguardo
    mi guardò in segreto,
    da quando le nostre anime
    si parlarono sulla soglia
    di un silenzio immemore,
    profondo,
    in cui la vita cercava
    legna per il suo fuoco
    e miele per sostenere
    le amarezze delle sue crepe.

  • 06 aprile alle ore 10:57
    Ho scritto qualcosa

    Ho scritto qualcosa
    per cambiare il mio umore,
    per resistere a quella malinconia
    che mi chiama,
    per cercare di essere altrove.
    Respiro ogni sera
    la mia idea dell'amore
    che mi nasce negli occhi,
    mi basta il tuo ricordo,
    mi basta di sapere
    che ascolterai un po' di me
    dentro una canzone,
    vorrei riuscire a portarti
    lì dove il sole nasce
    e dove va a dormire
    e in un abbraccio
    tutto il senso capire.

  • E se il cielo ci nascondesse
    tutte le sue stelle?
    E se il mare ci celasse
    la sua perpetua voce?
    Ci sarebbe il buio
    e ci sarebbe il silenzio,
    ci sarebbe l'essere umano
    senza più congiungersi
    con il mistero dell'universo.

  • 03 aprile alle ore 13:12
    Lorenza viveva di cieli

    Parlava di notte con le sue stelle,
    Lorenza cercava risposte
    e ancora sogni da poter sentire
    sulla propria pelle.
    Aveva un giardino
    che fioriva ad ogni tramonto,
    lieve la malinconia
    ricopriva il suo volto,
    ma non tutti la vedevano,
    solo chi l'amava
    riusciva a notarla in segreto.
    Lorenza viveva di cieli e canzoni,
    restava a guardare la vita
    dalla sua memoria ferita,
    poi, rivolgeva il suo sguardo al mare
    perché il blu cancellava il dolore.

  • 02 aprile alle ore 17:29
    Mi astraggo dal mondo

    Mi astraggo dal mondo,
    mi estraggo dai giorni
    in cui solitudine divento,
    ripeto nella mente
    una storia a lieto fine,
    trovo tracce di eternità
    sopra ogni cosa amata.
    La mia realtà
    altrove l'ho portata,
    dove posso chiamare sogno
    tutto quello che dal male
    mi allontana,
    quello che rigenera
    il pensiero dorato,
    lasciando nell'ombra
    quello che mi ha reso
    del dolore schiava.
    Un segreto,
    un ricordo,
    un cielo d'inverno
    mi chiedono un canto
    da non dimenticare.

  • 01 aprile alle ore 18:54
    Chi continua ad amare

    Respirano gli angeli
    sopra parole calme d'amore,
    dove l'anima
    riesce un paradiso a ricordare.
    La neve cade
    sopra il mistico altare,
    dove si celebrano baci
    nelle lacrime rivelati.
    Il confine per sognare
    è davanti agli occhi di chi
    continua ad amare.

     

  • 01 aprile alle ore 17:50
    Davanti ai due volti del tempo

    Ci muoviamo davanti
    ai due volti del tempo,
    uno che guarda il passato,
    l'altro rivolto nel punto opposto
    chiamato futuro.
    Continua l'amore davanti
    ai due volti,
    continua a cantare
    e a cercare il suo abbraccio.
    Giano ci guarda
    nell'inverno di ghiaccio,
    il fuoco accendiamo
    per proseguire,
    si incomincia a sciogliere
    i nodi dal principio,
    per arrivare a fare la pace
    con noi stessi
    e provare a lasciarsi andare.

  • 31 marzo alle ore 18:26
    Germogli e rugiada

    Hai posato nei miei occhi
    quello che di te
    non tutti riescono a vedere,
    hai messo delle stelle
    dove prima c'erano delle lacrime,
    mi hai disegnato
    germogli e rugiada sull'orizzonte,
    mentre vedevo un deserto
    nella mia notte.
    L'amore ha mutato
    il mio sguardo,
    nelle tue parole
    ho trovato il mio senso,
    il tempo dedicato
    a un sogno d'amore
    vissuto ogni giorno nelle vene,
    riesce ad essere il tempo migliore.

  • 30 marzo alle ore 18:54
    Prenderò le tue parole

    Prenderò le tue parole
    per camminare sopra strade
    dove ho perso me stessa
    dentro una tempesta.
    Prenderò le tue parole
    per costruire la mia dimora
    di stelle e di pietra,
    dove il passato non farà più male
    e giorno dopo giorno
    arriveranno pensieri
    azzurri di cielo,
    arriverà una voce d'amore
    che mi canterà
    il suo stesso mistero,
    diverrò finalmente
    foglia nel vento
    e non avrò più paura
    di cercarmi nell'abisso.

  • 29 marzo alle ore 19:49
    Entra nella mia casa

    Entra nella mia casa,
    siedi accanto a me
    davanti alla finestra dell'imbrunire,
    chiedimi un abbraccio
    che sempre ti desidero dare,
    cercami parole d'amore negli occhi,
    scopri i miei pensieri innocenti
    e quelli che mi danno affanni.
    Entra nella mia casa
    con i tuoi passi sapienti
    di strade di malinconie
    e strade assolate,
    quelle con i fiori che spuntano
    dal cemento
    e quelle dove gli sguardi si parlano
    e, poi, si perdono nel vento.
    Nella mia casa troverai ristoro,
    con i sogni che sussurrano
    in un tempo che ha dimenticato
    di essere scandito.

     

  • 28 marzo alle ore 18:12
    TEO

    Teo portava nelle tasche
    un viaggio indefinito,
    l'amore negli occhi
    e un sogno posato sul viso,
    quel sogno che si portava
    da quando era bambino.
    Teo chiedeva di andare
    in luoghi dove c'era un cielo,
    un mare, una cattedrale,
    anche dentro una notte artificiale,
    lui cercava di esistere con
    l'immaginazione,
    anche sotto un porticato
    quando c'era un temporale.
    Teo amava creare
    nelle sue giornate,
    ascoltando una musica
    che nessuno suonava.

  • 27 marzo alle ore 15:17
    THANATOS

    Portava la morte
    con la sua presenza,
    lo chiamavano Thanatos,
    il fanciullo dalle ali nere.
    Era figlio della Notte,
    gemello di Ipnos,
    il dio del Sonno,
    e fratello di altri dei
    legati al destino
    che incombe sull'uomo.
    Girava nell'ombra
    senza pietà per nessuno,
    aveva una spada
    e una torcia rovesciata
    e scriveva la fine
    di ogni essere umano.
    Il suo sorriso lasciava
    il freddo negli occhi
    di chi lo guardava,
    raramente trovava qualcuno
    che lo sfidava
    e non era mai stanco
    del silenzio che intorno lasciava,
    senza mai conoscere
    la verità delle lacrime
    che sul viso degli altri vedeva.

     

  • 26 marzo alle ore 19:06
    Mentre la vita...

    Una rosa nel terreno
    di una tenebra,
    lettere mai scritte
    nella polvere della mente,
    baci desiderati
    sotto alberi secolari
    a simboleggiare l'amore nel tempo,
    la forza che un amore può trarre dal tempo.
    Castagne calde davanti a un focolare,
    lacrime e preghiere davanti a un altare,
    fanciulli che aprono timidamente
    le proprie ali,
    la morte con l'alito di ghiaccio
    che osserva tutto da lontano,
    mentre la vita con il suo sangue
    e le sue stelle
    la trasforma in un monologo notturno
    dietro il sipario di un teatro
    in bianco e nero.

  • 25 marzo alle ore 19:48
    Abbiamo bisogno di essere vegliati

    Abbiamo bisogno di essere vegliati
    dentro notti di temporali,
    dove sfumano tutti gli arcobaleni,
    dove corrono impazziti
    dentro l'anima
    certi treni,
    dove perdersi è facile,
    dove resistere è una danza solitaria
    tra i venti e le ombre
    di una montagna sacra,
    che si raggiunge
    con lo sguardo ferito,
    nutrito solo da un bene elargito.
    Abbiamo bisogno di essere vegliati
    lì dove non si vuole essere visti,
    tra le rovine dei propri sogni.

     

  • 23 marzo alle ore 21:34
    La storia che mi voglio raccontare

    La storia che mi voglio raccontare
    è una storia con poche parole
    e molto amore,
    gesti importanti come una mano
    che asciuga una guancia bagnata
    da un pianto originato dalle tracce
    di un'illusione,
    che aveva volato troppo in alto.
    La storia che mi voglio raccontare
    è piena di poesia,
    con una veduta di alberi nostalgici
    e una strada che porta al mare,
    oltre i cancelli di una solitudine
    che ha consumato certe lettere d'amore
    che non ho più letto,
    per non provare ancora dolore.
    La storia che mi voglio raccontare
    adesso s'intreccia a quella prima alba,
    in cui la verità delle cose
    mi cadde negli occhi,
    dove il tempo mi ha reso
    anche dolcezze,
    dove una voce mi ha
    d'amore ancora scoperto.

  • 22 marzo alle ore 21:44
    IL DRUIDO

    Caro millenario e solitario druido,
    parlami del tuo sapere magico
    che può intervenire sulla natura,
    tu sei il guardiano di luoghi segreti
    dove il passo dell'uomo non sempre arriva.
    Raccontami del legno e del cuoio
    che formano la tua armatura,
    raccontami di quando riesci a trasformarti
    in un essere animale
    e della tua immunità dai veleni.
    Caro amico che mi chiedi della mia esistenza,
    ti dico che medito tanto fino a dimenticare
    che esiste il tempo.
    So muovermi tra la vegetazione,
    boschi, tundre, foreste e deserti,
    riconosco le acque pure,
    vivo rispettando gli equilibri
    della natura e dei suoi elementi.
    Il mio sapere è sacro
    e so leggere negli occhi i segreti,
    la mia saggezza proviene dal silenzio
    degli alberi e nelle querce mi rifugio
    quando il male mi perseguita.
    Riesco ad assumere per brevi momenti
    la forma di animali per difendermi
    e conosco le piante che guariscono
    e le piante che avvelenano,
    divento parte del disegno divino,
    plasmandolo e porto con me
    il mistero dell'infinito.

     

  • 22 marzo alle ore 18:48
    Quattro poesie per...

    Quattro poesie per addentrarsi
    nella notte,
    sognando oltre il sigillo
    di ciò che scrive il giorno,
    quattro poesie per accedere
    al mistero dell'uomo
    che conosce la sua sorte.
    Quattro poesie per descrivere
    la malinconia e l'amore che ritorna,
    l'amore perduto
    e quello che ha cambiato forma.
    Quattro poesie sulle strade
    della vita,
    quattro poesie per dare voce
    all'essenza di ogni anima ferita,
    quattro poesie sui ricordi
    dimenticati,
    quattro poesie per capire
    chi siamo stati.

  • 22 marzo alle ore 18:47
    L'occhio della luna

    L'occhio della luna
    mi introduce al sogno,
    quello più nascosto,
    quello che il cielo non apre
    facilmente al mondo.
    Si affiancano paesaggi
    che non conoscevo,
    vedo templi sopra deserti
    e sopra acque immote.
    Tutto intorno c'è silenzio,
    solo in lontananza intravedo
    sagome di ombre.
    Nell'occhio della luna
    i segreti sono vivi,
    forse, una parte di me
    è rimasta lì nell'arcano
    di quei luoghi,
    mentre qui il mistero
    si ignora.

  • 21 marzo alle ore 21:23
    Da un angolo lontano

    Da un angolo lontano
    hai intravisto il mio spirito
    che aveva bisogno di respiro,
    era dentro un silenzio
    dove le parole si fermavano
    davanti a un muro.
    Da quell'angolo hai intuito
    che mi portavo addosso
    tutte le strade
    che avevo percorso,
    quelle col sole alto,
    quelle con la pioggia
    che trovavano tutte
    le mie malinconie,
    che s'incastravano meglio
    con la mia solitudine,
    Hai ascoltato un mio pensiero
    in uno sguardo destinato al cielo.

  • 20 marzo alle ore 21:54
    E' cambiato il cielo

    Dentro di me
    è cambiato il cielo,
    quel cielo a cui cantavo
    l'amore,
    ero in congiunzione
    con il moto lento
    delle nuvole
    e il disegno misterioso
    delle stelle.
    Transitorio il passo
    sopra la terra
    dove un tempo
    mi ha accompagnato il sole,
    ora ascolto il mutare
    della voce del cuore,
    che mi dice di chiudere
    il cerchio di fuoco
    che per una utopia
    attraversavo.
     

  • 19 marzo alle ore 18:41
    Come il pellegrino in cammino

    Dipingere dove finisce il reale,
    sorridere dove le lacrime
    hanno lasciato il sale.
    Portare un passerotto smarrito
    lì dove può fare il suo nido,
    far crescere una pianta
    sul davanzale di una stanza
    malinconica
    dove il mondo col suo grido
    ha fallito.
    Un digiuno d'amore nel tempo
    diventa un deserto da attraversare,
    come il pellegrino in cammino
    che cerca un sacro altare.

  • 18 marzo alle ore 18:32
    Il dormire di angeli affranti

    Ho guardato il dormire
    di angeli affranti
    nei giardini aurorali
    della mia solitudine,
    erano belli,
    erano stanchi,
    avevano pianto,
    volevano farmi dimenticare
    ogni mio sfumato sogno.
    Il loro sonno era dolce
    e con il respiro lieve,
    mi portava nostalgie
    e ore dorate di luce,
    mentre il resto vagava nel buio,
    mentre serena aspettavo
    che al risveglio
    avrebbero ripreso il loro volo.