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Poesie di Gabriella Stigliano

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  • 25 febbraio alle ore 21:38
    L'incanto dei libri

    L'incanto dei libri che raccontano storie,
    pervade d'istinto il mio cuore.
    Fiabe, favole e leggende,
    poesie, romanzi e biografie,
    riecheggiano spesso nella mia mente.
    L'odore della carta mi nutre il respiro,
    la carta sembra quasi la mia seconda pelle,
    quando sfioro i fogli e le pagine giro.
    I libri mescolano realtà e sogni,
    contengono verità segrete
    che si celano nei giorni,
    ma se le ricerchi bene,
    in poco tempo si fanno scoprire.
    I libri vivono tra gli scaffali
    di chi sa a fondo guardare.
    Nell'inchiostro delle parole
    ci sono idee e mille voci
    che parlano, narrano e descrivono
    quello che non vediamo sotto i cieli.
    I libri sono come antichi saggi
    che insegnano a guarire,
    facendo viaggi assurdi e piccole follie.
    I libri sono preziosi,
    oggetti magici
    che all'anima danno rivelazioni.

  • 25 febbraio alle ore 19:21
    SAREBBE POSSIBILE

    Sarebbe possibile un mondo
    dove l'uomo non fa la guerra?
    Sarebbe possibile in un mondo dove
    il colpevole, avido di potere,
    se ne andrebbe via lontano
    e lascerebbe vivere l'innocente
    nella sua libertà di uomo giusto.

  • 25 febbraio alle ore 19:16
    Ovunque si posa una preghiera

    Ovunque si posa una preghiera,
    si posa sul mio pensiero
    di essere umano,
    sul mio essere nell'esistenza
    tra il sentire l'infinito e il finito,
    che arriva a toccare
    le pareti di pietra
    della mia stanza segreta,
    in cui mi rifugio ogni sera.
    Si posa il dolore
    nelle lacrime sul viso,
    si posa l'amore
    in un abbraccio silenzioso,
    dove si depone ogni difesa,
    ogni parola.
    Ovunque si posa una preghiera
    ed il chiaroscuro
    di una presenza divina.

  • 24 febbraio alle ore 18:50
    Parlami, scrivimi, raccontami

    La mia esibizione richiede
    una piccola attenzione,
    sono come la carta jolly,
    acquisto un certo valore
    in base ai giochi,
    entro in scena soltanto
    in alcuni casi.
    Guardami nei silenzi,
    parlami con parole che posso,
    poi, tenere nel cuore,
    puoi anche scrivermi
    per raccontarmi il profilo
    di ogni nuvola che vedi
    dal tuo balcone.
    Raccontami dei tuoi cieli interiori
    e di tutte quelle volte
    che sei vicino al mare
    e da una brezza
    i pensieri e la pelle
    ti fai accarezzare,
    raccontami di me,
    di come mi ricordi,
    raccontami di quel volo
    disegnato nell'anima
    che mi donasti.

  • 24 febbraio alle ore 18:49
    Nel mio sguardo innamorato

    Conosco i nomi delle stelle,
    ma sono incompleta nell'universo,
    conosco le strade,
    ma nel vento perdo
    la mia direzione,
    conosco le parole,
    ma mi smarrisco
    nel silenzio dell'altro,
    mi riconosco nell'amore
    e dall'odio mi sottraggo.
    Conosco del mare
    il suo portare lontano,
    ma nelle sue acque
    non so nuotare,
    conosco l'importanza
    di ogni respiro,
    sono tornata a sentire la vita
    in ogni poesia e in ogni segreto,
    sono triste e felice
    nel mio sguardo innamorato.

  • 23 febbraio alle ore 18:42
    Ho bevuto il veleno a piccole dosi

    Anche il veleno ho bevuto
    per difendermi da quella
    parte del mondo che vince
    con la disonestà,
    senza rispetto,
    senza morale.
    Ho bevuto il veleno
    a piccole dosi
    per abituarmi al malessere,
    creando uno scudo
    contro il male,
    ho bevuto per rafforzare
    i miei giorni davanti alla vita
    che urla nell'ombra
    di una cattedrale,
    mentre il silenzio
    bisogna conquistarlo,
    è lì che puoi trovare rivelazioni
    nell'ascolto profondo di te stesso,
    è lì che amerai ancora
    la parte buona del mondo.

     

  • 22 febbraio alle ore 8:14
    CONTROFIGURE

    Controfigure per ogni occasione,
    controfigure per correggere
    qualsiasi errore,
    l'amore è a rischio
    con le controfigure,
    i protagonisti in questo caso
    devono essere originali.
    Controfigure di noi riposte
    dentro gli armadi,
    indossano abiti ancora nuovi
    e litigano con i nostri scheletri
    quasi dimenticati.
    Controfigure assopite o vivaci,
    controfigure per migliorare
    le nostre entrate di scena,
    ma rimaniamo nudi e puri
    nel nostro monologo della vita.
    Costruiamo finzioni,
    mettiamo verità dietro
    le nostre controfigure,
    ma prima che cali il sipario
    loro lasciano il posto
    a noi stessi,
    che siamo essenze emotive
    dall'aria nostalgica
    in ogni finale.

  • 21 febbraio alle ore 18:43
    Alla fonte delle parole

    Giunge l'uomo
    alla fonte delle parole,
    si disseta ascoltando
    una chiara conoscenza
    e dal suo immemore silenzio
    inizia a parlare
    e parla del tempo
    che ha fatto passare,
    prima di diventare un seguace
    del peso delle parole.
    Le parole possono
    anche esser leggere
    e, magari, nel vento
    divenire messaggere,
    predicatrici di verità universali.
    Giunge l'uomo a riscoprire
    la sua voce,
    lasciata muta davanti
    a una folla indifferente,
    che non ha cura
    di chi porta negli occhi
    solitudini e tristezze.
    Sulla bocca si posa il confine
    tra il dire e il non dire,
    tra il dire bugie o cose sincere,
    tra il confessare e il lasciar
    sigillare un dolore,
    un timore, un amore che vive
    con le ali chiuse nel cuore
    e sopravvive senza dire parole.

  • 20 febbraio alle ore 19:29
    Un bene che avviene

    Un bene che avviene
    porta un demone a tacere,
    un angelo, invece,
    nel bianco e nell'azzurro
    apre le sue ali
    e canta per chi si ritrova
    innamorato
    sotto il mistero dei cieli.
    Un bene cambia
    l'incedere del viaggio,
    il passo è più emotivo
    e l'animo è rapito
    da tenerezze,
    sogni incolumi
    e venti di silenzi.
    Un bene trasporta
    una notte profonda
    e un'aurora dorata,
    scrivendo il suo giorno
    negli occhi di chi ama.

  • 20 febbraio alle ore 13:24
    IL LETTORE

    Si dice che il lettore
    è colui che nel leggere vive più vite,
    si dice che nelle storie narrate nei libri,
    lui potrebbe mettersi
    nei panni dei personaggi,
    potrebbe amare,
    soffrire ed essere felice.
    Il lettore ama il silenzio
    per immergersi sempre più a fondo
    tra le righe che ha scritto uno scrittore
    e mischiare le loro fantasie,
    che prendono vita
    ad ogni inizio di frase;
    i capitoli si susseguono
    come un film a puntate,
    nelle pagine si trovano idee,
    esperienze e una vasta immaginazione.
    Il lettore si emoziona
    e sembra vivere avventure,
    può arrivare a toccare il cielo
    o guardare l'abisso
    che gli spezza il respiro,
    poi, può anche leggere ad alta voce
    e scoprire infinità di suoni nascosti
    nelle singole parole.
    Il lettore ama conoscere
    e custodire i concetti e le storie,
    tutto quello che legge
    lo fa viaggiare ovunque,
    anche nella parte segreta
    del suo mondo interiore.

     

  • 19 febbraio alle ore 19:29
    IL CICLISTA

    Il ciclista va sulle strade del mondo,
    ha una bici per ogni percorso,
    ma ne ha una sola perfetta
    per resistere al suo viaggio più arduo.
    Sarà un viaggio d'amore
    o sarà un viaggio misterioso
    nelle grotte della mente?
    Il ciclista sulle ruote e sui pedali
    fiancheggia le case,
    il mare e le secolari montagne,
    i campi assolati
    e quelli con le ombre,
    lui procede nel vento,
    ma non perde il suo ritmo,
    al tramonto raccoglie i suoi ricordi
    e li poggia all'orizzonte;
    si ferma solo per dormire,
    conosce tanti luoghi
    dove compaiono anche fantasmi
    tra le rovine.
    Il ciclista pedala
    senza mai vedere una fine,
    sceglie lui dove andare
    davanti agli incroci,
    per trovare più mete e più lune.
    Il ciclista sorpassa il dolore
    e nel tempo riesce a vedere
    anche quei paesaggi nascosti nel cuore,
    il suo viaggio sconfina in una poesia
    e ha nello sguardo sempre
    quel desiderio di andare via.

     

  • 17 febbraio alle ore 18:40
    Furtivo l'amore

    Furtivo l'amore
    ruba una dolcezza
    che avevi messo da parte,
    forse, sotto il cuscino
    per conservare
    un candore elementare;
    l'amore è innocente
    anche quando è un ladro,
    è una finestra dipinta
    in un quadro,
    un'illusione che ha dentro
    tanta realtà
    che definisce il tuo essere
    più vero,
    è un mistero,
    un bisogno che non avevi
    considerato,
    una voce che vuoi ascoltare
    dentro il tuo silenzio,
    un silenzio che trova il suo posto
    sopra un bacio.

  • 17 febbraio alle ore 0:24
    Uno sguardo sul tempo

    Scorro le foto e vado avanti,
    scorro parole scritte
    e mi fermo sugli sguardi,
    che dentro la mente si accostano
    e guardano sempre più a lungo,
    guardano il tempo
    che con coraggio si fa presente
    per comparire con una ruga sul volto.
    In un ritratto dipinto, invece,
    il tempo appartiene al passato,
    anzi è sospeso, lasciato alla sabbia
    di una clessidra posta in orizzontale,
    dove resta tutto uguale,
    fuori dalla regola della successione,
    che copre con le sue primigenie mani
    la ciclicità delle stagioni.
    Ho visto dolore anche dentro l'amore,
    il tempo aiuta a scrivere nel cuore
    un perdono,
    le lancette dell'orologio
    continuano ad andare avanti,
    finché non si ha più tempo
    per rincorrerle nel riflesso degli occhi.

  • 16 febbraio alle ore 7:31
    Gabriella dopo la pioggia

    Gabriella dopo la pioggia
    si risvegliava
    e dalle sue finestre
    respirava nostalgie e l'odore
    della terra bagnata.
    Prima era il sole nei cieli
    che nell'anima portava,
    poi, quando pioveva
    cercava un rifugio
    per ascoltare
    quella sapiente melodia
    che segretamente
    con dolcezza le parlava
    e dopo la pioggia
    verso un'antica visione
    malinconica
    si incamminava.
    La sua disillusione
    davanti allo specchio
    scriveva lettere
    senza destinatari
    e si guardava intorno
    nel silenzio che restava
    dopo la pioggia
    e una smorfia, un sorriso,
    uno sguardo sopra l'infinito,
    per cercare verità d'amore
    non solo nelle lacrime.

     

  • 15 febbraio alle ore 22:29
    Chiedevo

    Chiedevo di vivere
    senza errori,
    chiedevo un sonno
    per incontrarti
    dentro a mio sogno,
    chiedevo di andare lontano
    per non mostrare la tristezza
    che si annidava nei miei occhi,
    anche se guardavo il cielo.
    Chiedevo di toccare ancora
    il suolo di un luogo che ricordavo,
    chiedevo di essere nell'amore
    e nel suo mistero trovare
    la strada del ritorno
    per conoscere
    la me stessa felice,
    adesso chiedo di continuare
    e posare una quiete d'amore
    sulle ferite.

     

  • 14 febbraio alle ore 18:38
    L'INNAMORATO

    L'innamorato si nutre d'amore
    anche se lo ferisce,
    il suo cielo stellato
    si cela nel petto,
    con una promessa
    che nel silenzio
    si dilata nel tempo.
    L'innamorato può vivere
    nelle ombre e nel desiderio,
    trova vita sopra i nodi
    di un legno che arde
    ad ogni bacio dato o sognato.
    L'innamorato è colui
    che ha messo il suo cuore
    negli occhi di chi ama,
    è colui che ha il passo nel vuoto
    se viene abbandonato,
    l'innamorato cambia
    la sua visione del mondo,
    è un poeta ribelle
    senza dire niente.

  • 13 febbraio alle ore 22:51
    Ti ho scritto una lettera

    Ti ho scritto una lettera
    senza più sapere
    dove arriverà il mio bene
    e quando il cielo piove,
    ho dentro la memoria
    la tua voce che canta
    un canto leggero;
    ti ho scritto una lettera
    per non perdere questa realtà
    in cui ti ho trovato,
    una realtà che sembra dipinta
    da un angelo che sogna
    un sogno terreno.
    Ti ho scritto una lettera
    per portarti le mie parole
    da un silenzio profondo d'amore,
    che conosce l'ombra,
    il fuoco e la nostalgia,
    i tristi risvegli nell'assenza
    e la tua dolce poesia.

     

  • 13 febbraio alle ore 18:53
    Schegge di eterno

    Quell'amore rimasto negli occhi
    ha lasciato le sue mezze parole
    sulle bocche segnate dai digiuni
    e dalle assenze,
    un deserto attraversato
    con il passo che trascinava l'anima
    verso le sembianze di un paradiso,
    un pianto dopo ogni sorriso,
    un sogno tormentato
    che nasceva in segreto,
    dopo aver intravisto il viso amato.
    Schegge di eterno
    cospargono carezze,
    il cuore per metà non regge
    il dolore,
    quello che rimane dell'essenza
    continua ad amare.

  • 12 febbraio alle ore 20:05
    Ruote di bicilette solitarie

    Ruote di biciclette solitarie
    percorrono libere
    e complicate strade,
    le mie esperienze sono
    sulle ruote bucate
    di un tempo che resta indietro
    e di un tempo che si rinnova,
    l'aurora delicata scrive
    sui miei pensieri
    generando poesia
    nei solchi della mia vita.
    Arrivo su quell'orizzonte
    che proviene
    da una parte segreta
    della mia mente,
    il viaggio a ritroso
    è dolce e doloroso,
    il viaggio che continua
    è come un piccolo di falco
    che sa guardare lontano,
    mentre vola
    e si allontana dal nido.

  • 12 febbraio alle ore 13:40
    IL PITTORE

    Il pittore tenta di ritrarre
    la sua tensione interiore,
    sia nel bene che nel male,
    si pone davanti alla tela
    con la sua rivoluzionaria passione,
    passione patita in un silenzio profondo,
    in un ricordo vivo e sincero di se stesso.
    Il pittore lavora dipingendo,
    che sia un volto, un corpo o un paesaggio,
    una storia, un desiderio o ciò che gli sta intorno,
    e dipinge addirittura con la linfa di un fiore
    o con il nero del carbone,
    dipinge andando oltre
    la propria imperfezione,
    compiendo un involontario atto d'amore,
    creando un discorso muto
    dove ognuno ascolta
    dieci, cento o mille parole,
    un messaggio che si ripresenta
    mutevole nello sguardo di ogni uomo.
    La voce del pittore
    è nel segno e nel colore
    che lo guidano a dipingere
    e a raffigurare tutto quello
    che ha bisogno di dire.
    La sua espressività nasce in segreto
    da una fusione di emozioni
    e di elementi messi quasi
    ai piedi di un altare,
    i suoi sogni e le sue idee ardenti
    vengono impressi e, poi,
    lasciati indipendenti
    nella memoria e negli occhi degli altri.

     

  • 11 febbraio alle ore 7:35
    IL GIOCOLIERE

    Il giocoliere giocava col mondo,
    con gli scenari che aprivano cieli
    sopra l'abisso,
    giocava col tempo
    che lo rincorreva,
    giocava con l'ansia di vivere
    una vita sensata ed intera.
    Il giocoliere giocava
    con ogni cosa
    che gli si presentava,
    il gioco per lui era come
    la chiave d'accesso
    per aprire una stanza segreta,
    dove non tutti sono al corrente
    di luoghi misteriosi e sapienti.
    Soltanto l'amore per lui
    non era un gioco,
    viveva nell'ombra da innamorato,
    aveva anche lui i suoi sogni e dolori,
    poteva anche rinunciare
    a tutti i suoi giochi
    per salvare l'amore.
    Il giocoliere ogni suo giorno
    giocava e di notte
    i suoi giochi infiniti
    disegnavano nuove strade astrali
    tra le costellazioni.

  • 10 febbraio alle ore 19:39
    Una solitudine può essere...

    Una solitudine si allarga nell'anima
    nel suo cammino perpetuo,
    un tempo chiede di essere nell'ombra,
    un tempo chiede di essere
    nella luce dell'amore
    e se fuori piove,
    continuare a resistere
    con addosso le cicatrici del mondo,
    continuare con un sogno
    dentro una valigia pronta
    per la libertà di un lungo viaggio.
    Una solitudine può essere alleata,
    può essere affamata,
    può essere affollata di domande
    o essere scarna di risposte,
    può essere l'indagine
    che si tramuta in chiave,
    può essere lo specchio che riflette
    la tua più vera espressione.
    Ogni sera diventa una preghiera
    allo spirito del cielo,
    diventa, poi, un richiamo
    al tuo sguardo
    che non ho dimenticato.

  • 09 febbraio alle ore 18:23
    Divento mistero come la notte

    Come un eremita
    ascolto l'assoluto,
    nel silenzio di luoghi
    che percepisco come sacri,
    luoghi del mondo
    o luoghi interiori,
    luoghi vicini alla verità
    dell'amore.
    Ascolto il mio nome nel vento
    che arriva da lontano,
    quasi lo avevo dimenticato,
    quasi non so più chi sono,
    quando resto a contemplare
    luoghi dell'anima
    o luoghi del reale.
    Divento mistero come la notte,
    chiedendo la luna,
    chiedendo un risveglio
    e sono senza fine
    dentro i paesaggi onirici
    del mio pensiero.

  • 08 febbraio alle ore 18:44
    Il Tempo cammina sopra ogni cosa

    Il Tempo cammina sopra ogni cosa
    e, spesso, nasconde i suoi segreti,
    per non distruggere castelli di sabbia
    e ponti di carta tra regni incantati.
    Quando giunge la notte
    si confessa alla luna,
    il Tempo è saggio,
    ma anche lui ha una voce
    che chiede perdono.
    Il Tempo ha un sogno,
    il sogno di amare e di vivere
    per il più tempo possibile,
    conosce il passato ed il presente
    e sa che nel futuro cambierà pelle.
    A lungo il Tempo scriverà per, poi,
    trovare un erede narratore,
    una storia che è esistita
    può essere impressa nella memoria,
    può essere dagli altri rivissuta
    e dolcemente cantata.
    Nello sguardo ognuno ha
    il suo tempo che chiama,
    che vive e che attende,
    ognuno riconosce
    di essere se stesso
    in uno e mille veri momenti,
    momenti di dolore,
    momenti d'infinito
    e di felici istanti.

     

  • 08 febbraio alle ore 18:42
    LA NAVE CON LA SUA DOLCE FINZIONE

    Tornava dal mare dell'immaginazione
    quella nave, che portava
    i suoi passeggeri a navigare
    tra la propria storia
    e una dolce finzione.
    Le onde cullavano i loro dolori
    per evadere un po'
    con milleuno invenzioni;
    su quella nave si dipingeva
    con i colori e con l'argento,
    per coprire il nero indelebile
    di notti che aprivano l'abisso.
    Tornava dal mare quella nave,
    dove ognuno portava bagagli di fantasia,
    dove ognuno cercava
    di dimenticare quel grido doloroso
    che intersecava il cuore,
    la nave arrivava fino al silenzio
    che poteva guarire,
    un silenzio che scioglieva
    il dolore e le sue spine,
    un silenzio da cui si può
    ricominciare.
    Poi, compiuto il viaggio
    la nave tornava,
    era una rinascita nella realtà
    attraverso la forza della fantasia,
    dove lo sguardo ritornava
    sopra la vita, sopra una poesia
    e sopra ogni stella
    che si era perduta con la sua scia.