username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Poesie di Gabriella Stigliano

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Gabriella Stigliano

  • 17 aprile alle ore 11:32
    Il tuo sogno nel petto

    Il tuo sogno nel petto
    ha saputo parlarti
    quando si faceva buio,
    il risveglio ti addolorava,
    ma la tua anima piano
    maturava.
    I sogni ti fanno sentire
    come un bambino,
    la realtà ti scrive addosso
    gli anni che hai accumulato,
    tra una ruga che scopri
    allo specchio
    e un acciacco improvviso,
    tu cerchi ancora un qualcosa
    che somigli all'idea di paradiso,
    poi ti perdoni di essere lontano
    da quello che cercavi,
    restando a guardare la luna
    che appena in una magia ti chiama.

  • 15 aprile alle ore 21:28
    Un uomo nel deserto

    Un uomo andò nel deserto
    per ritrovare se stesso,
    si era perso col tempo,
    si era affidato alla memoria
    della sabbia
    e alla libertà del vento.
    Ad ogni passo il sole,
    poi la notte riposava
    sotto le stelle e l'infinito
    e ricominciò a tessere
    il suo profondo stato,
    con l'amore chiuso nei pensieri
    ed un sogno che aveva
    abbandonato.
    Quell'uomo sentiva
    il suo lamento,
    ma fra le dune prevalse
    il suo commovente canto,
    che salì fino agli angeli
    e la sua anima
    ritornò da sola a reggersi.

     

  • 14 aprile alle ore 18:54
    Dovranno i muri cadere

    Dovranno i muri cadere,
    i nodi alla gola
    sciogliersi in parole di dolore
    e gli occhi dell'amore brillare
    come astri in una notte di magia,
    dimenticata da quegli uomini
    senza più memoria,
    con addosso soltanto
    una smorfia replicata,
    in un teatro dove applaudono
    mani di gesso scolpite
    da un oscuro demiurgo.
    Dovrà la vita uscire dal suo inganno
    e con l'autunno inizieranno
    le vere e candide malinconie
    e le bugie si disperderanno nel vento,
    mentre il mistero dell'uomo
    ribelle al Fato,
    verrà un giorno dai profeti rivelato.

     

  • 13 aprile alle ore 19:05
    Nelle tasche una lettera d'amore

    Un giorno decisi di andare,
    le mie colpe alle spalle,
    i miei sogni feriti nelle scarpe,
    nelle tasche una lettera d'amore
    per rincorrere una storia
    che ricorda il mare,
    i monti e le notti stellate,
    i deserti, le valli e gli alberi
    in ogni stagione,
    una storia per voler esistere,
    non solo nella solitudine,
    dove l'amore parla al dolore,
    dove l'anima si anima
    e riesce finalmente a cantare,
    dopo un silenzio come di neve.
    Una lettera d'amore
    per dichiararsi,
    per donarsi
    lo sguardo più profondo.

     

  • 13 aprile alle ore 19:04
    Cercami in una parola

    Cercami in una parola che scrivi,
    quando i tuoi specchi
    li fai diventare segreti,
    cercami se senti un dolore
    che ricorda una casa senza sole,
    dalle stanze buie.
    Cercami in una parola
    che vorresti dire,
    urlare o sussurrare,
    cercami e forse potrò
    ridurre il male.
    Domani i nostri sguardi
    si fermeranno a guardare
    un sole arancione,
    tra gli alberi
    di una campagna profumata
    e per un tempo saremo
    senza tempo,
    senza penitenza,
    senza rabbia.

     

  • 12 aprile alle ore 19:29
    E se vedevo il cielo

    La terra era scura alle mie spalle
    e i miei occhi erano stanchi
    a furia di cercare quel sentiero,
    che in un altro tempo percorrevo
    per non perdere il passo sicuro,
    ma il mio passo, invece, tremava
    e si smarriva in un luogo
    senza primavere,
    il mio incedere mi portava
    nella solitudine
    e se vedevo il cielo
    piangevo,
    perché troppo lontano.

  • 12 aprile alle ore 0:14
    Scrivo

    Scrivo del cielo con i suoi lampi
    che si riflettono stasera nei miei occhi,
    scrivo di un Dio che ho invocato
    tra gli alberi di misteriosi boschi
    e le paludi del suo stesso Creato,
    scrivo del Fato,
    questa forza che si ostina a decidere
    il passo di ogni uomo,
    scrivo dell'amore che brucia
    come fuoco dentro al petto,
    quando trova il coraggio e si confessa,
    quando trova
    quello stesso sguardo innamorato
    che ti cerca.
    Scrivo quando la vita riapre ferite,
    scrivo e nuova vita
    si aggiunge alla memoria,
    scrivo e nella solitudine
    riassumo la mia storia,
    tra le lacrime e l'avorio
    di un'alba che nasce,
    dopo una notte inerme,
    passata a migrare sogni
    in segrete terre.

     

  • 11 aprile alle ore 13:41
    Guardo la terra

    Guardo la terra con i suoi alberi,
    che resistono al vento che cambia,
    lascio andare via la rabbia,
    porto nella mia voce
    un filo di dolore
    che si spezza e si ricompone,
    quando penso al delirio d'amore
    che dorme segreto nelle mie vene.
    Guardo nel silenzio
    case di campagna,
    mentre il cielo respira una stagione
    che vuole una nostalgia elevare,
    è la stagione dove lo spirito
    vuol parlare nelle sere,
    senza doversi difendere,
    dimenticandosi delle sue catene.

  • 08 aprile alle ore 22:07
    Mistico il cielo

    Mistico il cielo
    che hai guardato
    in un giorno di vento leggero,
    dove l'anima non conosce peccato.
    Quel giorno il cielo si è espanso
    arrivando a toccare il terreno,
    con le tue impronte impresse,
    con la tua storia radicata
    e passeggera
    fra le ombre e le luci
    del labirinto che incontra
    ogni uomo, quando arriva
    a svelare il suo fuoco.
    Mistico il cielo
    che hai guardato,
    mentre il sole sorgeva e tramontava
    e sulla pelle la sua luce dorata
    si posava
    e nella notte con gli astri
    i sogni vagabondi
    iniziano a danzare.
    Nella notte il cielo
    apre al cuore verità
    che al tuo giorno comune
    appaiono come favole e deliri,
    come porte chiuse senza chiavi.

  • 05 aprile alle ore 13:38
    Stendersi

    Stendersi a riva
    per trovare un'onda del mare
    che accarezza
    la tua tristezza,
    trovare un respiro
    più profondo,
    trovare nel vento
    una speranza infinita,
    trovare l'anima
    d'amore sempre innamorata.
    Stendersi insieme
    sui prati d'estate
    e tenersi stretti,
    stendersi sui prati d'autunno
    e stringersi più forte ancora,
    piangere, ridere, resistere,
    scoprirsi nei silenzi,
    viversi e ricordarsi
    che il giusto
    non viene spesso visto.

  • 02 aprile alle ore 21:22
    E nel vento fingere di avere le ali

    Porto il mio dolore
    dietro un angolo nascosto
    di mare,
    una piccola spiaggia
    dove un tempo era stato
    a tracciare la vita
    il mio cuore.
    Non riesco a continuare,
    mi perdo
    e rimando il mio finale.
    Devo tornare sulle colline
    dell'armonia,
    oltrepassare il bosco,
    il sortilegio
    e la malinconia,
    sfidare i miei tormenti
    e nel vento fingere
    di avere le ali,
    per sentire l'anima
    andare lontano.

  • 31 marzo alle ore 18:39
    Vorrei nell'amore

    Vorrei ricoprire di piume d'argento
    ogni mio sentiero notturno,
    che attraverso per giungere
    al tuo sogno
    e fermarmi sulle tue parole,
    che lentamente nella mente
    ripeto,
    perché d'amore ricolme,
    perché d'amore io tremo.
    Vorrei portare le mie preghiere
    sotto la croce di una cattedrale,
    ma Dio non è solo negli echi
    di un tempio o sugli altari,
    Dio è in ogni luogo
    dove l'uomo sa pregare,
    dove piange e sa amare.
    Vorrei nell'amore
    la mia anima intera ascoltare.

  • 30 marzo alle ore 20:03
    La risposta non è sempre la stessa

    Mi chiedo se il vento
    può portarmi lontano,
    se può condurmi verso
    il sole che scende
    sulla quiete dei campi di grano.
    Mi chiedo se gli alberi
    conoscono il mistero
    tra la terra ed il cielo,
    loro forse sono il silenzio
    della terra
    che tende ad ascoltare
    la sapienza del cielo.
    Mi chiedo se i miei vent'anni
    sono rimasti chiusi ad avanzare
    fra queste mie quattro mura,
    oppure se sono scivolati
    in questo mio presente,
    dopo aver raggiunto nuove forme
    su orizzonti di carta e di cemento.
    Mi chiedo se la Poesia
    può darmi la forza di un leone,
    la delicatezza di una carezza,
    la beatitudine degli angeli,
    la passione che avevano gli dei,
    le ferite degli eroi.
    Mi chiedo tante cose
    e a qualcosa dò una risposta,
    ma poi mi rendo conto
    che non è sempre la stessa.

  • 29 marzo alle ore 19:44
    Il sacro nei tuoi occhi

    E mentre il cielo
    si ottenebrava,
    io guardavo il sacro
    nei tuoi occhi,
    una verità trovata
    nel dolore segreto
    e nell'amore propagato,
    il bosco che nel tuo sguardo
    ho attraversato,
    con angeli nascosti
    fra le ombre degli alberi,
    mossi da un vento misterioso
    che la mia pelle ha conosciuto.

  • 29 marzo alle ore 0:14
    Conosco il giorno che sale

    Conosco il giorno che sale
    sopra i monti, le valli e le case.
    Conosco il tempo che va avanti,
    senza guardare gli affanni
    e la fatica negli occhi,
    conosco l'inganno del paese
    dei balocchi,
    il grillo parlante che mi riempie
    la testa di risposte e di domande.
    Conosco il giglio
    che purifica i pensieri,
    conosco le ombre del mio ieri,
    conosco il sorriso di chi porta
    un peso sul cuore
    e quello di chi vuole avvelenare
    la tua terra con i semi del male.
    Conosco il bene
    che porto nelle vene
    e il coraggio che mi toglie le paure,
    conosco il dolore sotto un cielo muto.

  • 28 marzo alle ore 17:57
    Gli oracoli nascosti

    Gli oracoli nascosti negli echi
    delle mie prigioni,
    mi parlano del mio spirito
    bambino,
    che ritorna a vivere
    e a farmi compagnia
    nel cammino.
    L'epoca della nostalgia
    prende corpo
    nella casa dove vivo,
    dove chiudo a chiave il dolore,
    dove lascio aperto il cuore
    ad un sogno senza finale.
    Gli oracoli nascosti
    forse hanno la voce dei ricordi,
    che continua a chiamarmi
    nel respiro del destino.

  • 28 marzo alle ore 13:04
    Non voglio più rimandare a domani

    Rimando a domani
    un sogno che si posa sui rami
    di un ciliegio che c'era fuori casa,
    rimando al cielo
    gli sguardi commossi
    sulla tua strada.
    Una coppa di veleno
    rovescio sul palco,
    dove mimo le parole
    che mi hanno ferito,
    il mio spirito deve dimenticare
    e non bere un ricordo doloroso,
    voglio provare a mimare la poesia
    che ho visto dal mio cuore innamorato.
    Amore che ti guardo da ogni lato,
    mi fai tremare
    e mi parli di un mondo docile
    sconosciuto,
    fammi restare con le mani
    sul tuo viso.
    Amore che ti guardo con stupore,
    fammi restare con te,
    nel tuo silenzio che ogni cosa
    segreta mi dice.
    Non voglio più rimandare a domani,
    ho un sogno adesso
    che Amore si chiama.

     

  • 23 marzo alle ore 23:55
    Sai, stanotte ho parlato alle stelle

    Sai, stanotte ho parlato alle stelle
    e ho scoperto che oltre al sapere
    nel silenzio,
    loro si congiungono e ti rispondono.

    Cosa ti hanno detto?

    Mi hanno rivelato che la loro luce
    non può illuminare tutto ciò che è
    in ombra e in decadenza
    e che le memorie dell'uomo
    possono finire nell'oblio misterioso
    dei buchi neri,
    stelle morenti senza rimedi,
    senza esser più la sede dei desideri.

    Ma le stelle possono parlarci del destino?

    Non proprio, sanno riconoscere
    i nostri sogni sotto il cielo,
    sanno farci amare
    e ricordare chi eravamo,
    sanno toglierci dal cuore
    una dose di veleno,
    un dolore che ritorna
    quando sembra si dissolva
    nel sereno.
    Sai, stanotte ho parlato alle stelle,
    guardiani di luce
    sulle nostre anime stanche e ferite,
    dalla scintilla divina toccate.

     

  • 23 marzo alle ore 0:28
    Ascende il mistero dell'uomo

    Ascende il mistero dell'uomo
    nella Storia,
    l'enigma irrisolto si nasconde
    nella sua stessa mano.
    L'origine si cerca fra le stelle
    e la terra,
    fra i sogni che gli antichi
    attraversavano.
    La sua passione cresce
    e si scatena,
    non muta in cenere,
    ma rimane viva
    alternando il dolore con l'amore,
    appannando la ragione.
    Il suo tempio
    può essere un bosco
    o un giardino
    o un viale alberato,
    un luogo nascosto
    dove pregare,
    la sua cura può trovarla
    in se stesso
    o negli occhi di un'altra persona,
    nel suo sonno arrivano
    fantasmi e rivelazioni.
    Il suo silenzio può coprire
    memorie e mille parole,
    le sue parole possono parlare,
    ma senza niente d'importante dire
    e alla verità sfuggire.
    Ascende il mistero dell'uomo
    in una poesia,
    ascende agli angeli
    che cantano di notte.

     

  • Ho il cuore malandato,
    qualche volta l'ho perso,
    poi l'ho ritrovato.
    A quest'ora potevo essere
    nei rituali di un'altra vita?
    Forse sarei stata la stessa
    persona complicata.
    Sono andata fuori tempo
    e fuori strada.
    Ho intonato a bassa voce
    il mio canto innamorato,
    ero inerme fuori la tua casa.
    Il mio cuore era in viaggio
    nell'amore e nelle paure.
    Sono come la malinconia
    dietro le finestre
    e aspetto te,
    sui miei crepuscolari orizzonti.

  • 21 marzo alle ore 21:44
    Parole mi piovono dentro

    Parole mi piovono dentro,
    ma non sempre riescono
    ad uscire,
    si fermano in gola,
    hanno nodi che diventano
    sempre più stretti
    davanti alla gente.
    Il tuo cuore conosce
    le mie parole,
    anche se non le ho pronunciate,
    conosce la loro origine,
    il loro fuoco, il loro fango,
    le loro ali.
    Parole, fulmini e vasti orizzonti
    attraversano i miei occhi,
    che come ladri rubano
    i tuoi complessi silenzi.
    Cercami e aiutami
    a portarti parole dense
    di tepore e d'infinito,
    nelle tue stanze
    in ascolto d'amore.

  • 21 marzo alle ore 19:44
    Trionfa

    Trionfa il sole sulle case buie,
    trionfa il vento sugli alberi
    tremanti di ricordi.
    Trionfa la saggezza
    ai margini della Storia,
    trionfa l'elemento divino
    sull'imperfezione dell'uomo.
    Trionfa la voce antica del mare
    che ascolti da solo in lontananza,
    su quella voce che parla
    per darti dolore
    e che alla tua anima
    non dà sostanza.
    Trionfa il pensiero d'amore
    che ovunque ti accompagna,
    trionfa il varco
    che nella luce ti conduce.

  • 21 marzo alle ore 12:59
    Domande che arrivano di notte

    Da che parte gira il mondo?
    Da che angolo inizia a girare?
    Qual' è la strada che gira più forte?
    Quella dove non si vede la morte?
    E l'amore, invece, quando gira può andar lontano
    e oltrepassare il cielo segreto?
    Può poi tornare e in silenzio camminarti vicino?
    Può avere l'amore ancora occhi da bambino?
    Chissà se un giorno avrai bisogno
    del sentimento che ti mostro,
    ma che poi nascondo e accartoccio nelle tasche.
    Chissà se ci sarà ancora quel vento d'amore
    che mi soffia addosso e che mi porta via
    tutte le maschere di carta dalla faccia.
    Chissà se nel tuono è rimasta la voce
    della mia rabbia, chissà se la pioggia leggera
    che adesso mi accarezza, diventerà tempesta.
    Chissà se il dolore insegna o soltanto devasta,
    chissà se nel frattempo il tempo ha trovato
    la cura per il cuore dolente.
    Da che parte gira il tuo sguardo?
    Se girando incontra il mio, per favore,
    puoi fermarlo?

     

  • 20 marzo alle ore 22:42
    E l'amore mi ha parlato

    Ho sentito i tuoi pugni chiusi
    tremare nelle mie mani,
    ho voluto stringerli
    e portarli nei miei domani.
    Ho ascoltato la tua voce appena
    e ho ascoltato all'istante
    una dolcezza profonda e segreta.
    Ho guardato il tuo viso
    come si guarda l'infinito,
    come si guarda
    un tramonto acceso
    o un sogno indomito,
    sotto le stelle di una notte
    dal respiro innocente
    sulla nostra pelle.
    Ho guardato i tuoi occhi
    e l'amore mi ha parlato.

  • 18 marzo alle ore 23:06
    Era il tempo dei salici bianchi

    Era il tempo dei salici bianchi,
    era il tempo delle grandi promesse,
    era il tempo in cui la vita
    conosceva morbide cadute
    e notti di stelle comete,
    era il tempo di costruire
    nuove memorie,
    era il tempo in cui nel vento
    tornava il dio dell'amore
    pronto a far innamorare
    e si vedeva esistere
    quello che nell'anima
    in segreto si desiderava.
    Era il tempo di guardare
    i salici bianchi,
    era il tempo di guardare
    l'estate non più da lontano,
    era il tempo del sacro
    che parlava col profano,
    era il tempo della fine
    degli imperi dei tiranni.
    Era e ritornerà il tempo
    dei salici bianchi.