username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Gaia Conventi

in archivio dal 11 dic 2007

16 giugno 1974, Codigoro (FE)

segni particolari:
Blogger cattivissima, scrittrice ridanciana. 
 

mi descrivo così:
Scrivo, ma posso smettere quando voglio.

30 ottobre 2013 alle ore 8:20

Giallo di zucca, nuovo di zecca

di Gaia Conventi

editore: Le Mezzelane Case Editrice

pagine: 256

prezzo: 13,90 €

Acquista `Giallo di zucca, nuovo di zecca`!Acquista!

Ho pensato ogni istante alla penna leggera e disincantata di Daniel Pennac leggendo il romanzo  “Giallo di zucca, nuovo di zecca” di Gaia Conventi, già vincitrice del Mystfest – Gran Giallo Città di Cattolica 2009 con “La morte scivola sotto la pelle” (Giallo Mondadori). In “Giallo di zucca, nuovo di zecca” l’autrice onora con l’ambientazione, quella Ferrara che ha conosciuto vivendoci diversi anni, parlando del palio (“quello vero, s’intende”), delle strade, dell’atmosfera. È una Ferrara presentata come teneramente e irresistibilmente provincialotta, senza tuttavia scalfire la voglia di andare a visitare quei luoghi così eleganti, pigri e leziosi.
Protagonista del libro è Luchino, un fotografo che lavora con la polizia (un “fotografo di morti”), fedele amico di un cane che sembra quasi disneyano nelle reazioni e nei guai che combina, regalando al lettore scene gradevoli di stacco. Ho pensato a Pennac anche per la presenza di personaggi somiglianti a macchiette umoristiche, a partire dal Pierfi, il cugino che si laurea e che fa tornare Luchino a Ferrara, per passare alla sua famiglia e ai diversi commissari; questi personaggi sono dipinti in sferzanti tratti caricaturali, ma, straordinariamente, non per questo sono inverosimili. La narrazione è portata avanti in prima persona e costringe a guardare, da un punto di vista limitato, una vicenda che si infittisce sempre più, e quindi a raccogliere insieme al protagonista voci di quartiere, intuizioni e piste.
La curiosità di venirne a capo, così, aumenta, e alcuni divertissement narrativi ad un certo punto sembrano quasi d’intralcio nella lettura, perché si vorrebbe trovare presto il bandolo della matassa. Ironia, attenzione per il dettaglio e abilità narrativa rendono la compagnia di questo libro piacevole e costante. Cosa lega le morti che stanno sconcertando la pacifica Ferrara? Chi è l’assassino delle favole? E soprattutto, Luchino alla fine si sposa oppure no?
 
“Non scordiamoci che Ferrara è un paesone e si veste da città solo se arriva Sgarbi a inaugurare una mostra, per il resto dell’anno ci tiene ad avere la sua aria paciosa e un tantino provinciale, ma guai a farglielo notare. Ferrara è come una bella donna, ne vanno citati solo i pregi. Le belle donne sono un tantino permalose.” (Gaia Conventi)

Questo libro è il secondo volume del tris estense, gli altri due libri sono: Vol. I Misfatto in crosta (con cane fetente), Vol. III Pasticcio Padano.

recensione di Cristina Mosca

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento