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Autore

Giulio Nicolai

in archivio dal 07 mag 2007

20 settembre 1987, Massa (ms) - Italia

09 novembre 2009

Bagliori nel buio

Intro: È l’alba quando il marinaio osserva ciò che lo circonda. La testimonianza del motivo per cui gli antichi descrivevano la creazione di tanta bellezza da parte di esseri superiori come gli dei. Sensazioni magiche e forti, che ci fanno sentire vivi. Parte dell’universo.

Il racconto

Sapevo di essere lontano da tutto ciò che avevo vissuto, da tutto ciò che conoscevo, da tutto ciò che ritenevo sicuro e protettivo... Sapevo che lì nessuno mi avrebbe mai aiutato, lontano migliaia di miglia da qualsiasi centro abitato e immerso nella completa oscurità... Ma il cielo era colmo di stelle lucenti, che gareggiavano tra loro per eleggere la più bella, la Nube di Magellano strizzava l'occhio alla Luna che, spiazzata, si allontanava tuffandosi nel mare, la notte non era più sua... Il profumo del mare che si apriva davanti alla poppa mi riempiva la narici ed il cuore conferendomi una sensazione di benessere fuori dal comune e le onde frangevano gentili cullando la barca ed il suo equipaggio... Mi ero portato a prua dove gli schizzi d'acqua arrivavano ad accarezzare il mio viso stanco, e stringevo lo strallo umido tra le mie mani, intento ad ascoltare, ad occhi chiusi, quell'immenso universo d'emozioni che mi circondava e mi cingeva a sé... Capivo ora come mai gli antichi uomini, guardando questi stessi paesaggi, avessero spiegato tutto con le divinità... Ci si sente impotenti, piccoli ed inermi di fronte a tale perfezione, si capisce che tutti i nostri problemi nonché i nostri sentimenti più belli non sono niente di fronte all'infinita grandezza dell'Universo... L'aria era calda nonostante la tarda ora della notte e udivo in lontananza i potenti respiri di un branco di delfini che giocavano a creare incantevoli scie di luce disturbando la passiva noctiluca, io ero lì, ammaliato dai disegni tanto luminosi da sembrare che si fondessero in un tutt'uno con il cielo, davanti a me tanti sentieri verso il firmamento solcati da bellissimi cetacei che, seppur lontani, mi guardavano con sguardo complice e rassicurante. Tanto rassicurante che la voglia di tuffarmi in mezzo a loro mi portò a lasciare la presa ed affacciarmi, noncurante del pericolo, verso il profondo blu... Ma il goffo rumore di un pesce volante approdato sul ponte mi dissuase... Andai a prenderlo e lo feci scivolare nell'acqua mentre il sole preannunciava la sua presenza riempiendo il cielo con incredibili raggi verdi tanto belli quanto inusuali... Fu in quel momento che capii che quell'esperienza mi stava formando più di quanto potesse fare chiunque altro... Ero parte del Mondo...

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