username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Giulio Nicolai

in archivio dal 07 mag 2007

20 settembre 1987, Massa (ms) - Italia

07 aprile 2010

La Libertà

Intro: Un desiderio inconscio che conduce oltre. Oltre un lungo un percorso che appare prestabilito, che non varca i limiti di una libertà negata. Un grigiore che offusca i sogni e la speranza di raggiungere la Luce che è appena oltre.

Il racconto

Era stanco, spossato dalle pesanti quotidianità della vita, offuscato dalle tenebre che avvolgevano quella notte fredda e inquietante, soffocato dal mal odore che dominava il paesaggio circostante. Era stanco, perché le facce della gente erano diverse da quelle di un tempo, un tempo passato, che forse neanche aveva mai vissuto. Era stanco, perché ogni gesto era dettato da una legge non scritta, ogni parola era ben calcolata, ogni amicizia era fragile come un martello di ghiaccio, pronta a spaccarsi proprio nel momento del bisogno. Era stanco, perché c'era solo un'idea, ovvero il non averne, e si sentiva pazzo, incompreso, fuori dal mondo. Era stanco, perché camminando per la città vedeva corpi, non più persone, quasi poteva sentire il cigolio delle loro giunture, ormai avvezze ad un percorso quotidiano il cui cambiamento era visto come un'aberrazione, un'imprudenza, un'ignobile discostare dal proprio dovere. Era stanco perché doveva esserlo, perché qualcuno gli aveva detto che essere stanchi era un dovere, un impegno concreto per cambiare il proprio mondo. Eppure non resisteva al richiamo di quella luce, oltre la collina, che da qualche mese si faceva sempre più accecante. Non resisteva a quell'intenso profumo di viole che avvolgeva i suoi sensi, facendogli formicolare le mani, come se si risvegliassero da un eterno torpore. Ma non poteva, non doveva permettersi di fare ciò che gli altri non avrebbero mai fatto, perché lui era stanco, come gli altri, e un qualsiasi cambiamento lo avrebbe reso diverso. Poteva solo rendersi conto della follia umana, ma non era abbastanza forte da muoversi contro essa, perché era troppo importante rimanere in fila, in modo da non essere giudicato per ciò che pensava, ma solo per ciò che non faceva. E la luce era sempre più splendente, il profumo sempre più forte ed invitante. Decise così, inconsciamente, di allungare di qualche metro il suo cammino, ogni giorno. Ora, alla fine del suo percorso, poteva anche sentire della musica soave, di un'inedita allegria, che gli faceva allungare il passo, fino a sfiancarlo. Ma non poteva andare oltre per oggi, lui era stanco. Era stanco.
Quella mattina però, si rese conto di non essere mai stato stanco, bensì di esser sempre stato ciò che gli altri volevano che fosse. La Luce si fece cielo, il cielo variopinte nubi, le nubi gaudenti facce sorridenti e quelle facce si fecero persone, persone il cui percorso era imprevedibile, persone che parlavano tra loro, con proprie idee, che dibattevano di quanto fosse bello essere se stesse. Il profumo lo avvolse e lo portò davanti alla grande Luce, luce sprigionata da qualcosa in mezzo ad una grande piazza con mattonelle di marmo e panchine sui lati, su cui delle anziane persone, dagli occhi profondi e saggi, ricordavano quanto importante fosse la Luce e di quanto soffrirono quando essa gli fu negata.
Il cuore gli batteva forte, non aveva mai visto ciò che ora si proponeva davanti alle sue vivide pupille, non aveva mai udito quella musica così rassicurante e materna, non aveva mai riempito le sue narici di quel profumo di viole, che non cessava di risvegliare il suo Essere.
Si avvicinò ad un anziano signore che fino a qualche istante prima giocava con una piccola bambina dallo sguardo innocente e gli chiese: cos'è quella luce, perché è così importante?
Il vecchio si alzò, colpito da quella domanda, fatta evidentemente da una persona più ingenua di quanto non fosse la bambina che giocava prima con lui e gli rispose, guardandolo fisso negli occhi "Quella Luce è la Libertà. E' talmente luminosa che non sappiamo cosa sia a generarla, ma sappiamo cosa c'è quando essa viene a mancare: ci sono i tuoi occhi, svuotati dell'anima; ci sono tante persone, ma pochi Uomini; ci sono tanti cervelli, ma poca Memoria; ci sono tanti cuori, ma poco Amore. Guarda ora questa Luce, avvicinati ad essa e sfiorala con la mano, assorbine l'intensità, ma non toccarla, perché nessun Uomo può toccare la Libertà. Può solo viverla. Nessun uomo deve essere più libero degli altri, correrebbe il rischio di usare la sua parte per negarla agli altri. Ora portala con te ed offrine una parte a coloro che non ce l'hanno, senza imporgliela, poiché solo così la Luce potrà continuare a risplendere nei loro cuori."

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento