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Autore

Giulio Nicolai

in archivio dal 07 mag 2007

20 settembre 1987, Massa (ms) - Italia

24 febbraio 2011 alle ore 0:26

Un giorno d'estate.

Intro: Le riflessioni di un giovane innamorato, di fronte alle cose che ama.

Il racconto

"Ho voglia di vivere" dissi sottovoce mentre la guardavo con gli occhi socchiusi a causa del sole, "e per farlo ho bisogno di te" aggiunsi, con la voce tremolante di chi sa che le proprie parole potrebbero avere le più varie conseguenze. Ma lei, quasi noncurante, si rialzò e si mise seduta, si tolse un ramoscello dai capelli e con un tono tanto innocente quanto profondo mi rispose "Siamo su un prato, un prato verde e profumato, in una giornata bellissima, guarda che sole! E la stiamo passando insieme, senza renderci conto di quanto belli siano questi momenti, perchè ce ne accorgeremo solo dopo, quando sarà tutto troppo sbiadito", si avvicinò a me, col suo fare sbarazzino che tanto amavo, prese le mie mani tra le sue e concluse "Vogliamo la stessa cosa". Un istante dopo stava già correndo, con un sorriso luminoso e spensierato, e con la mano mi invitava a seguirla sul reggipetto che dava sul mare. Non mancai di rispondere alla sua richiesta e la raggiunsi in un istante, tanta era la voglia di abbracciarla e di infilare le mie narici trai suoi capelli per assaporarne il profumo a pieni polmoni. Mi ritrovai così insieme a lei davanti a quel mare smeraldo, e i profumi delle cose che più amavo al mondo si univano in un meraviglioso gioco di sensazioni tanto che rischiai di perdere l'equilibrio da quanto quell'atmosfera mi inebriava, e tutto divenne ancora più perfetto quando le sue morbide labbra si poggiarono delicate sulle mie, in un tenero bacio di una complicità disarmante. Non potevo chiedere di più, pochi minuti prima ero sdraiato su un prato, intrigato come al solito nei miei pensieri cupi e ingarbugliati, ed ora stavo vivendo il più bello dei momenti, baciato com'ero da quella bellissima persona che stravedeva per me e dal vento d'estate, intriso di trame di pino silvestre. Strinsi le mie braccia ancora più forte, quasi nel tentativo di avvicinare i nostri cuori il più possibile, passai le mi labbra su suo collo facendomi strada trai capelli e con un flebile sussurro le dissi "Grazie, sto vivendo". 

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