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Autore

Isabel Allende

in archivio dal 05 feb 2007

02 agosto 1942, Lima - Peru

segni particolari:
Nel 1992 improvvisamente mia figlia Paula, a ventotto anni, si ammala di una malattia rara e gravissima, la porfiria, che la trascina in un lungo coma. Io non l'ho abbandonata per tutto il tempo e sono rimasta al suo capezzale; durante tutto questo tempo ho cominciato a scrivere.

mi descrivo così:
Sono una scrittrice cilena, peruviana di nascita. Ora risiedo in California.

21 febbraio 2011 alle ore 17:09

La casa degli spiriti

di Isabel Allende

editore: Feltrinelli

pagine: 368

prezzo: 6,80 €

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Oggi mentre tossivo a più non posso (mi sono beccata un'altra bronchite) ho finito di leggere questo libro che definire stupendo è troppo poco.
Pochi libri finora mi hanno lasciato questa sensazione dopo averli letti. Veramente pochi.
E' una storia (forse autobiografica, ma chissà) di una famiglia e della sua sorte. Ci sono i personaggi più impensati. Nobili, borghesi convinti della inferiorità dei poveri, nuove generazioni con ideali opposti, che si battono in un modo o nell'altro per la libertà. Il tutto condito da amori e passioni combattuti dalle famiglie e anche dagli avvenimenti. Sullo sfondo uno stato malato, che riesce a far vincere con la giustizia un potere politico in grado di sanare e livellare l'abisso creatosi tra ricchi e poveri. Ma non aveva fatto i conti con la propaganda politica e i mezzi che solo i ricchi possono avere. Il boicottaggio dei ceti alti (come sempre aiutati sempre dallo stesso stato – USA vi dice qualcosa? - che per interessi economici venderebbe gli stati in mano al diavolo facendolo passare come fautore della libertà. Cosa che succede di continuo nella realtà del nostro mondo) fino al giorno del colpo di stato dei militari. Fino al giorno che anche le famiglie di ceto alto si accorgono che il potere ormai sta nelle mani sbagliate e che forse non sono tanto più furbi dei poveri e che avrebbero dovuto riflettere prima di spalleggiare le persone sbagliate.
Ma non è solo politica, è amore, speranza, vita vissuta veramente!
Un capolavoro. Sarebbe sul serio un crimine non leggerlo!

recensione di Katia Guido

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