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Autore

Jeffrey Eugenides

in archivio dal 23 mag 2012

08 marzo 1960, Detroit - Stati Uniti

segni particolari:
Ho lavorato al "Futuro dizionario d'America".

mi descrivo così:
Sono uno scrittore americano non attratto dalla vita mondana. Ho vinto il Pulitzer per la narrativa nel 2003 con il romanzo Middlesex.

23 maggio 2012 alle ore 8:23

Middlesex

di Jeffrey Eugenides

editore: Mondadori

pagine: 606

prezzo: 8,80 €

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“…Ricordati, Cal, il sesso è biologico, il genere è culturale…” Middlesex è il nome di una delle tante abitazioni in cui la lunga storia si svolge, ma è anche un nome simbolico scelto, secondo il mio parere, dall’autore per definire la situazione ambigua in cui viene a trovarsi Calliope, splendida protagonista di questo libro. Alla nascita è una bambina come le altre o almeno così credono tutti e viene allevata come tale fino all’adolescenza, quando si viene a scoprire “che nel suo DNA si nasconde un gene misterioso che attraversa come una colpa tre generazioni della sua famiglia e ora si manifesta in lei. Callie è colpita da un’eccentricità biologica che fa di lei un raro ermafrodito. E da qui ha inizio la sua odissea”. Calliope è anche la musa della poesia epica e significa “che ha una bella voce” e questo libro, con cui l’autore ha vinto il prestigioso premio Pulitzer nel 2003, è una storia davvero epica, un’odissea appunto, che abbraccia quasi un secolo di storia seguendo le vicende di una famiglia greca partendo dai nonni di Calliope, Desdemona e Lefty, che lasciano la Turchia del crollo dell’Impero Ottomano negli anni 20, per approdare sul suolo americano, a Detroit, in pieno proibizionismo e continuando attraverso il loro figlio Milton e la moglie Tessie (nomi greci americanizzati) e ai loro figli, Chapter Eleven e Calliope, appunto, la protagonista, femmina prima e maschio poi col nome di Cal, di questo bellissima e appassionante opera narrativa. E’ un libro sulla diversità e sulla difficoltà a viverla con la “volontà di essere artefici di se stessi, di dar voce ai proprio desideri, alla propria sessualità, ai propri sentimenti”.
"... Gli ermafroditi esistono da sempre, Cal. Da sempre. Secondo Platone l’essere umano originario è ermafrodito. Lo sapevi? In origine la persona era composta da due metà: una maschile e una femminile. Poi sono state separate. Per questo tutti sono sempre alla ricerca dell’altra metà. Tutti tranne noi che le abbiamo già tutt’e due. Certo, in alcune culture veniamo considerati mostri. Eppure in altre è vero il contrario. I navajo hanno una categoria di persone ch chiamano berdache. Fondamentalmente si tratta di una persona che cambia genere, che adotta un genere diverso da quello biologico. Ricordati, Cal, il sesso è biologico, il genere è culturale. I navajo lo capiscono. Se una persona vuole cambiare genere glielo permettono. E non la denigrano, anzi, la onorano. I berdache sono gli sciamani della tribù. Sono i guaritori, i grandi tessitori, gli artisti...”

recensione di Daniela Domenici

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