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Autore

Jonathan Coe

in archivio dal 28 feb 2011

19 agosto 1961, Birmingham - Inghilterra

segni particolari:
Prima di divenire un grande scrittore sono stato un compositore semi-professionista di musica jazz.

mi descrivo così:
Sono considerato uno dei più grandi scrittori anglosassoni. Nei miei libri metto a fuoco la contraddizione e la paura dell'uomo moderno. "La casa del sonno" è una delle mie opere di maggior successo.

18 febbraio 2013 alle ore 8:27

Circolo chiuso

di Jonathan Coe

editore: Feltrinelli

pagine: 403

prezzo: 7,23 €

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“Circolo chiuso” è il terzo libro della trilogia che vede come precedenti: “La banda dei brocchi” (dedicato agli anni Settanta) e “La famiglia Winshaw” (dedicato agli anni Ottanta). In questo libro troviamo gli stessi personaggi presenti in quella Birmingham degli anni ’70, con un salto temporale di trenta anni, con la crescita, l’evolversi dei loro percorsi e delle loro vite, non so se sono pienamente soddisfatto e se il libro è veramente come me lo aspettavo, so solo che Coe riesce con la sua scrittura a catturarti e a inserire qua e là genialità, come ad esempio la descrizione di sublimi paesaggi: «Erano quasi le sei di sera, ma restavano ancora molte ore di luce, e il cielo era di uno straordinario, diafano grigio-azzurro. Era questa luce, questa luce delicata eppure prepotente, la cosa che ricordava di più, più delle dune e delle case dai tetti spioventi dipinte di marrone fulvo e giallo limone. Sapeva che era una luce creata, in parte, dal riflesso del sole sulle acque dei due mari che s'incontravano impetuosi sulla punta della penisola. Lo riempiva di un'indicibile eccitazione mista a serenità. Gli faceva capire che a Londra non c'era luce in confronto. Bisognava venire qui per scoprire di cosa fosse fatta, veramente, la luce. Si tenne stretta questa conoscenza, sentendosi il depositario di un nobile segreto». O ancora inserendo serie televisive moderne di discutibile spessore: “Prese il telecomando e cambiò canale. Per qualche minuto lui e Munir guardarono un telefilm americano. Paralava di quattro ricche americane single che vivevano a Manhattan, e s'incontravano regolarmente a pranzo per discutere i dettagli più intimi della loro vita sessuale. A Benjamin piaceva quel programma. Non aveva mai conosciuto donne così in vita sua, e sospettava che fossero poco più della fantasia di uno sceneggiatore, tuttavia ambiva allo stile di vita di cui godevano quelle donne, ed era grato di poter sbirciare dalla serratura quel loro ambiente permissivo e privilegiato. Inoltre, gli piacevano due delle attrici.”
Insomma ho apprezzato un pelino di più i precedenti anche se resta sempre un alto livello di scrittura quello di Coe. Sicuramente leggerò dell’altro, mi manca ancora il suo più famoso.

“Ogni singola cosa che un essere umano fa a un altro è il risultato di una decisione umana presa a un certo punto del passato, da quella persona o da qualcun altro, venti o trenta o duecento o duemila anni prima, o forse mercoledì scorso.”

recensione di Gino Centofante

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