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Autore

Laura Di Vincenzo

in archivio dal 31 mag 2016

Policoro - Italia

mi descrivo così:
Io sono le parole che scrivo, loro sono la mia essenza e abitano in un posto meraviglioso chiamato anima.

09 maggio alle ore 18:42

Sono qui per caso

Il racconto

Oggi domenica, giorno di riposo e quindi niente sveglia, mi alzo e, tra uno sbadiglio e uno stiramento di arti, metto i piedi a terra. Il rimmel e l`ombretto della sera prima hanno lasciato delle evidenti sbavature sul mio viso; l’utilizzo di latte detergente e tonico non rientra, quasi mai, nelle mie priorità. Pazienza, vorrà dire che la pelle non respirerà, i pori avranno di che nutrirsi e forse prenderanno ossigeno da quella poca aria che sovrasta il mio spazio, fa sempre bene condividere qualcosa con gli altri e, perché no, con una parte di me. Non sono egoista, vero? A passi lenti, anzi lentissimi mi avvio verso la cucina, ho bisogno del mio caffè, della mia prima dose di caffeina per non dare la possibilità alle palpebre di chiudersi di nuovo. La notte ha divorato con avidità una buona parte dei miei pensieri, trasmutati in sogni, li avrei riportati nel nuovo giorno. Nel mio caso, parlare di luce proiettata nell'istante in cui la visione sì apre allo spostamento delle lancette, può significare solo una cosa: benvenuta nel mondo dei vivi. Vivi? Ecco, se per vivi s`intende una figura con tratti delineati, presumibilmente armonica, che veste di superficialità ogni fibra e che si lascia abbagliare dai flash di luce artificiale, che recita con cura il suo copione, allora io sarei una figura spettrale che rifiuta il suo passo in terra. Negli occhi la luce di chi ancora è intrappolato nella sfera del sogno, in quella dimensione astratta dove anche l’irreale assume una forma tangibile. Non riuscivo a non pensare ad Adrian e al suo grande amore verso Miriam, avevo fatto tardi per finire di leggere la loro storia- quel libro mi aveva colpito già dalla copertina- due mondi completamente opposti ma uniti dalla magia dell’amore assoluto, puro, incontaminato da ogni possibile elemento tossico, a tutto quello che avevano dovuto superare per viversi e coronare la loro storia. Riduttiva la mia sintesi, ma in fondo mi sono appena svegliata e voglio sentire dentro ancora un po’ di quella magia, prima che la routine mi trascini nel suo vortice. 

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