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Autore

Leonardo Manetti

in archivio dal 15 mag 2013

12 giugno 1981, Firenze - Italia

mi descrivo così:
Ho sempre vissuto a Greve in Chianti e sono un imprenditore agricolo. Sono impegnato nelle attività socio-culturali del mio paese, soprattutto quella della Società di Mutuo Soccorso. Le mie passioni sono il mio lavoro, i viaggi, fare teatro e scrivere poesie. Ho partecipato a diversi concorsi e rassegne di poesia ottenendo numerosi riconoscimenti e pubblicazioni nella antologie.

29 ottobre 2014 alle ore 8:30

Gli occhi interiori

di Leonardo Manetti

editore: Marco Del Bucchia Editore

pagine: 76

prezzo: 9 €

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Scrivere non è mai semplice. È un atto di grande coraggio, lasciato sul foglio a imprimere le emozioni scorse come acqua tortuosa o cullate da “dondolii di tempestose gocce penetranti”.
Non sono solo parole, quelle che animano le “pozze di lettere, stagni di virgole, luoghi di punti”. Essere poeti diventa un coraggioso viaggio alla ricerca di quanto la vita può donare.  Attraversando le inquietudini che smuovono e fanno sussultare l’anima  e ritmare il cuore e sentirsi come Icaro. Così vicini al sole, con ali per volare in alto, e con la paura dell’oscura apparenza, che può schiacciare al muro della solitudine o dei soliti pensieri.
Cadere nel vuoto, diventa il timore dei sensibili. Eppure la speranza di una reazione, è la spinta che catapulta fuori dal baratro e dona il coraggio per superare anche forti dolori.
Riprendere la vita in mano, e assaporare un nuovo inizio, un nuovo giorno, un nuovo anno, è il senso dell’essere umano. Immergendosi negli affetti,  scoprendo luce rinvigorendo rapporti, migliorandoli.
Alla fine il tesoro inestimabile è dato da chi abbiamo intorno, o a chi permettiamo di assaporare la nostra essenza, in tutti i frammenti di cui siamo composti.

“Un regalo del presente
libera erba verde
piegata dal vento”
 
E l’Amore permette di fare quel salto nel buio, senza tante domande, ma con la consapevolezza, che come dicevano i latini “Audentes Fortuna iuvat “ (= la fortuna aiuta gli audaci).
 
Allora liberiamo i vorrei, coltivando settimana dopo settimana, il giorno, per realizzare con armonia e alchimia, ciò che prima era soltanto un semplice sogno o un fotogramma etereo. Aprendosi al mondo, possiamo innamorarci e capire quanto uniche siano quelle frequenze instaurate.
 
Memori di “lezioni scritte devastate, regole trascritte divise, voci vergognose risentite”, il poeta ricorda che la chiave di svolta è nelle nostre mani. Il discernimento è il chiaro indicatore delle nostre azioni. Ognuno di noi segue la sua natura; se essere “grigio” o pecora o lupo o semplicemente sé stesso: portatore sano libero di follia, desiderio, simbiosi emotiva. Espressione autentica, in un mondo che ha dimenticato quanto ricchi si possa essere, ascoltando e guardando intorno e dentro noi con nuovi occhi.
 
Poesia fresca, schietta e originale, quella di Leonardo Manetti, che come freccia scoccata, penetra all’interno dei valori più profondi, producendo riflessioni e strumenti per vivere decisamente meglio.

recensione di Dulcinea Annamaria Pecoraro

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