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Autore

Lev Nikolaevic Tolstoj

in archivio dal 28 nov 2001

09 settembre 1828, Jiasnaja Poljana, Tula - Russia

20 novembre 1910, Astapovo, Rjazan - Russia

segni particolari:
Ho combattuto, al fianco di mio fratello, la guerra di Crimea.

mi descrivo così:
Ho sempre creduto nella superiorità della vita rurale e nella sua purezza... anche se ho sempre vissuto, soffrendo per la manifesta contraddizione con il mio pensiero, come un agiato borghese.

20 gennaio 2012 alle ore 9:48

Guerra e pace

di Lev Nikolaevic Tolstoj

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

pagine: 1468

prezzo: 10,97 €

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Quando si vuole citare un romanzo ponderoso e complesso, tutti fanno riferimento a “Guerra e pace”, anche coloro che non lo hanno mai letto, dimostrando come l’opera di Tolsoj sia entrata, a buon diritto, nell’immaginario collettivo.
Il libro racconta la storia di alcune famiglie dell’aristocrazia russa durante la campagna napoleonica in Russia e i complicati intrecci che le fanno interagire, mentre, più procedono gli eventi, e più Tolstoj nega ai protagonisti ogni facoltà di scelta: le gioie e le sventure di ognuno sono rigidamente determinate da una sorta di fato o necessità imprescindibile.
Denso di riferimenti filosofici, scientifici e storici, il racconto coniuga la forza della storicità, la precisione drammaturgica (indimenticabile è il “ritratto” di Napoleone) e la descrizione puntuale degli eventi, da quelli colossali come la battaglia di Borodino a quelli più intimi dei singoli personaggi. Notevole è, infatti, la descrizione del tentativo di Napoleone di conquistare la capitale Mosca con la conseguente disfatta e la precipitosa ritirata dei francesi davanti all’impetuosa carica dei cosacchi.
"Guerra e pace", quindi, è considerato da molti critici un romanzo storico tra i più importanti di tutte le letterature, in quanto offre un ampio affresco della nobiltà russa nel periodo napoleonico mescolando personaggi realmente esistiti a personaggi di fantasia; fra loro, s'imprimono soprattutto nella memoria le figure di Natalija Rostova ("Nataša") e Pierre Bezuchov il quale, ricevuta un'eredità inattesa, è improvvisamente costretto ad assumersi le responsabilità di un nobile e tenta, invano, di coniugarle con la propria idea di giustizia sociale.
In conclusione, ancora oggi, a distanza di molti decenni, il libro conserva intatte la verità e la forza che ci fanno amare tutti i suoi personaggi, nei quali troviamo tanta parte di noi stessi e delle nostre più profonde aspirazioni.

recensione di Antonio Colosimo

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