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Poesie di Lora Boccardo

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  • 11 settembre 2016 alle ore 9:26
    Farfalla Bianca

    E' stato breve il tempo
    del nostro incontro 
    ma a un sentimento
    per nascere 
    di tempo ne basta poco.
    Poi tu non fosti 
    ma diventasti lo stesso farfalla 
    anche se solo per chi
    ti amò da subito.
    Stupenda farfalla bianca
    che da trent'anni si posa
    leggera sui miei pensieri
    che nutre la mia fantasia
    che troverà sempre in me
    la casa dove tornare
    la sua casa. 

  • 02 settembre 2016 alle ore 7:28
    Il giorno dopo

    Quando al mattino apri gli occhi e all'improvviso il nulla diventa coscienza, allora ti ricordi perchè senti la fitta che ti fa mancare il fiato. Prima ancora che il nuovo giorno ti mostri la sua luce e il suo progetto, prima ancora che tu possa aver deciso di non lasciarti intrappolare nella spirale del dolore, prima ancora che tu abbia messo in atto tutte le difese che conosci. Dalle tapparelle della tua camera filtra la prima luce del mattino. Osservi angosciata il tuo dolore che riempie tutti gli spazi vuoti della stanza e sai che non ti puoi sottrarre dal viverlo fino in fondo, fino a quando diventerà ricordo, nostalgia, e infine tenerezza.

  • 31 agosto 2016 alle ore 20:14
    Quante solitudini

    Questo Mondo di popola sempre più
    il mio Mondo si svuota sempre più
    solitudine di abbracci e presenze perduti
    solitudine di emozioni non condivise
    solitudine fra tanta gente indifferente
    che niente sa di me nè vuole sapere
    solitudine di un'invisibile illusa
    Quante solitudini!
     

  • 12 agosto 2016 alle ore 19:36
    Chimera

    Lui ritrovò la sua adolescenza
    perduta e selvaggia
    nello sguardo impertinente
    di lei
    e lei sognò
    di essere condotta da lui
    alla scoperta dell'età adulta
    così 
    quando le loro labbra
    curiose si sfiorarono
    essi credettero di amarsi.

  • 04 aprile 2016 alle ore 21:43
    Nel Segno del Tempo

    Nel segno del tempo
    che increspa di rughe il viso
    e gentilmente leviga l'anima
    ho ritrovato me stessa.
    Nella quiete delle certezze
    dolcemente si placa
    il tumulto delle passioni.
    Il maestrale è passato.
    Lo specchio non dà più timore.
    L'anima è forte
    i pensieri limpidi.
    Ombra e luce dell'esistere
    si delineano chiari.
    Indugio a sfogliare l'anima
    come un libro da finire.
    Sorrido indulgente al passato
    e mi soffermo attenta
    nel presente. Il futuro 
    è ancora da scrivere
    ma, come lo specchio,
    non dà più timore.

  • 04 aprile 2016 alle ore 21:40
    Senza Titolo

    I nostri sguardi vagavano sul prato
    brillante di rugiada nell'aurora,
    raccontandoci sogni e desideri.
    Il cielo là sopra di noi,
    come un immenso azzurro scrigno
    di piccole bianche nubi ricamato,
    era lo specchio di un futuro chiaro
    che potevamo afferrare con le mani.
    Risate esagerate fra l'erba quel mattino,
    discorsi arditi di improbabili progetti,
    puri profondi incrollabili ideali.
    "Pronti a lottare se ce ne fosse il caso":
    tu lo dicevi masticando un fiore.
    E poi giocavi ed io ti rincorrevo,
    le nostre voci si perdevano lontano.
    Di corsa a scuola che si è fatto tardi
    fra un bacio, un ciao, una carezza...a dopo!
    Oggi son qua. Ti ho portato un fiore.
    L'ho raccolto nel prato qui vicino.
    Tu mi sorridi da una fotografia
    nel piccolo deserto cimitero.
    Sembra ormai così lontano quel mattino!
    Eppure era soltano un anno fa.

  • 11 febbraio 2016 alle ore 21:16
    PROVVISORIA

    Provvisoria
    come una goccia
    a mezz'aria
    che non torna
    in cielo
    che non tocca
    terra
    Provvisoria
    come un alito
    di vento che
    senza direzione
    accarezza
    un'anima persa
    da tempo
    Provvisoria
    come il talento
    di fingere
    che esista
    chi da tanto
    vive solo
    nella fantasia
    Provvisoria
    come se
    l'oggi non
    divenisse mai
    come se
    dormire ora
    fosse
    la soluzione.

  • 26 dicembre 2015 alle ore 16:14
    MORIRO' GOLOSA

    Il mio cervello annegherà in Bach
    Il mio fegato annegherà nel vino
    Il mio cuore annegherà nell'Acheronte
    Io morirò golosa.

  • 26 ottobre 2015 alle ore 11:06
    CI FURONO TEMPI

    Ci furono tempi in cui il corpo e lo spirito
    esultarono nella vittoria,
    in cui nulla contaminò la tua anima pura,
    nessuna spina potè ferire i tuoi piedi nudi,
    mentre leggera e invincibile come l'araba fenice
    sfioravi integra acquitrini e paludi
    insidiose e repellenti.
    E poi ci furono tempi in cui
    in quelle stesse voragini fangose
    cadesti in ginocchio sconfitta
    e affondasti il viso bagnato di lacrime
    nell'erba appassita, con forza,
    a riempirti il naso, la bocca, i pensieri, il dolore.
    Fu l'amore a sollevarti delicato,
    a lavare il tuo volto, le tue ginocchia,
    con acqua trasparente e profumata,
    e fu ancora l'amore a prenderti in braccio
    e condurti verso le mete sognate
    ed è sempre l'amore a prendersi cura
    del tuo dolore rendendolo
    accettabile e sopportabile. 

  • 24 agosto 2015 alle ore 19:52
    PENSIERI IRRIVERENTI

    Penso alla sabbia fine
    ferma fra i capelli,
    asciutta, setosa, ruvida
    come certi miei pensieri
    lasciati sempre soli
    a devastare l'anima.
    Pensieri così ostici 
    a cervelli ottusi,
    tronfi, tracotanti,
    nutriti di saccenza.
    Pensieri scandalosi
    al pubblico delirio,
    innocenti, impotenti,
    pensieri irriverenti.
    Penso alla sabbia fine
    mossa da mani piccole
    sulle mie gambe nude.
    Tu giochi ed io ti guardo
    il tuo visetto è attento
    e anche un po' imbronciato.
    Scende la sabbia, scivola
    sulle mie gambe nude
    è chiara, luccicante, 
    ed io sogno per te pensieri:
    pensieri irriverenti.

  • 24 agosto 2015 alle ore 19:45
    A MIA FIGLIA

    Sono trascorsi molti anni da quando scrissi queste righe. Ricordi? Avevi subìto un intervento chirurgico, e come sempre capita, qualcosa di veramente importante e doloroso aveva ridimensionato tutto il resto. Tutto il resto, erano le nostre incomprensioni, schermaglie, musi, tipici di un'età, la tua, molto difficile, e di un'età, la mia, poco accondiscendente.  Ma in quel frangente qualcosa cambiò, e, siccome per me è più facile scrivere che parlare, ti consegnai un foglio di quaderno, quasi di soppiatto, timidamente, con scritte queste parole. Un foglio di carta che è rimasto nel tuo portafogli sempre, e sono passati almeno vent'anni........:)
    Ti ho incontrata, figlia mia!
    Alla nuova mia fragilità
    la tua gioventù irruente
    il tempo contrappone.
    Ti ho conosciuta, figlia mia!
    Come sempre, sulla strada del dolore,
    è stato facile vederti;
    così facile, che sono frastornata.
    Dov'ero io, dov'eri tu, prima di adesso?
    Sei adulta e non ne ho avuto il senso.
    Son vecchia e non ne hai avuto il senso.
    Un alto muro scritto a troppi nomi,
    pezzi di cuore qua e là disseminati,
    perduti in lotte inutili e straniere.
    Io di qua tu di là dal muro
    a raccogliere, chine, frammenti di famiglia:
    testardamente cercati in solitudine,
    gelosamente serbati in solitudine,
    teneramente amati in solitudine.
    E' stata tenerezza, è stata la paura,
    ma finalmente ti ho trovata.
    La tua forza dà forza ai miei pensieri.
    La tua allegria colora la mia vita.
    L'eternità del sogno che ti rende libera
    culla il tuo tempo e il mio
    in un perenne abbraccio.

  • 04 agosto 2015 alle ore 19:48
    SONO ARRIVATA DOPO

    Lo so, sono arrivata dopo
    sono arrivata quando tu
    non te l'aspettavi più.
    Sono arrivata tardi
    ad affondare il viso
    nei tuoi capelli grigi.
    Sono arrivata all'improvviso
    ed era estate, e tu
    tremavi sfiorando le mie mani
    incerto stupito timoroso
    che fosse una chimera.
    E invece quante cose
    abbiamo fatto insieme!
    Eppure ti ho capito dopo
    veramente
    dovevo vivere i tuoi anni
    e adesso che son  vecchia
    vecchia più di te che non sei più
    capire serve solo a me
    che cerco pace.

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:11
    LA TRISTEZZA D'OGGI

    Lasciarci, hai detto.
    L'ho pensato anch'io.
    Ma proprio mentre lo dicevi
    quanto mi era cara la tua voce!
    Come, come non sentirla più!
    Come non vedere più i tuoi occhi
    frugare nelle nostalgie lontane
    dei tempi dell'amore pazzo
    privo di coscienza e di futuro!
    Come non sentire le tue mani
    accarezzarmi il viso
    segnate di stanchezza,
    dolci di malinconia presente,
    rassicuranti e consapevoli
    di non temere più niente.
    Lasciarci, hai detto.
    No, amore mio.
    La tristezza d'oggi
    l'ho pagata anch'io.

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:09
    LA TUA OMBRA

    Quando il fumo
    nero del tempo
    ti nasconderà
    all'anima mia distrutta,
    quando i tratti
    del tuo viso amato
    saranno di
    fitta nebbia dolente,
    quando la memoria
    del tutto consunta
    invano vorrà
    ricostruire le tue mani,
    la tua ombra e
    la mia ombra, insieme,
    vagheranno.
    Mute di ricordi.
    Mute di dolcezza.
    Mute di passati rancori.
    Incapaci di dividersi.

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:08
    ANCORA INSIEME

    Ancora insieme.
    Nonostante tutto.
    Nonostante tutti.
    Nonostante noi.
    Nei misteriosi anfratti
    di anime complici.
    Nei sensi assuefatti
    a cara abitudine.
    Nell'ira crudele
    impetuosa del tempo.
    Spiati, inseguiti
    da vaghi fantasmi,
    lacrime lievi 
    verso il soffitto,
    mentre di notte
    le mani si stringono.
    Ancora insieme.
    Nonostante tutto.
    Nonostante tutti.
    Nonostante noi.

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:06
    L'APPUNTAMENTO

    E' il segno che lascia
    un dolore acuto
    quel fiato corto
    che mi fa aspettare.
    L'angoscia di un sospiro
    non voluto
    che nel vento sibila 
    il tuo nome.
    Spilli mi pungono
    il viso e il petto.
    Suda tra le mani
    il giornale sgualcito,
    mentre m'illudo
    che non hai potuto.

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:05
    IO E TE

    Io e te siamo soli
    nella casa sul colle.
    Io e te siamo soli
    nella città vorticosa.
    Prigionieri di ombre,
    pesanti di date,
    poveri involucri
    di incalzanti memorie.
    Io e te siam custodi
    di dolce tristezza
    che chiamano amore.

  • 18 luglio 2015 alle ore 13:04
    ORA LO SO

    Era quell'ansia, la felicità,
    l'attesa di te di cui soffrivo
    perchè tardavi a tornare.
    Era il dolore, la felicità,
    di quelle nostre liti
    inutili e violente.
    Era il tormento, la felicità,
    di quando ti voltavi
    gurdando un'altra donna.
    Eri tu, la felicità;
    tu, debole e confuso.
    Ora lo so, che non ti ho più.

  • 18 luglio 2015 alle ore 12:57
    TI VOGLIO BENE

    "Ti voglio bene"  non l'ho detto abbastanza.
    Troppa timidezza può far male,
    può gelare le parole sulle labbra
    e trasformare amore in sofferenza.
    Proprio tu me l'hai insegnato
    ch'è difficile mostrare i sentimenti,
    ma ch'è impossibile che possano sfuggire
    a un cuore attento, a un'anima vibrante.
    La mia anima corre senza meta
    in attesa di consolazione,
    in cerca di un segno corrisposto,
    confusa, sofferente e sola.
    La osservo mentre va lontano
    e non ho la forza di correre con lei,
    ma con lo sguardo la seguo finchè posso
    sperando inutilmente che ti riporti indietro.
    Ma poi penso: tu vorrai tornare?
    La risposta è semplice, veloce.
    No, tu ormai sei libero da tutto,
    niente ti costringe, nulla t'imprigiona,
    perchè mai voler tornare?
    Dove sei tu l'amore è universale
    e non conosce timidezza.
    Dove sei tu non ci sono limiti,
    nessuno si sente giudicato.
    Dove sei tu non c'è l'affanno
    e niente ti potrà mai più ferire.
    Ma...dove sei tu forse non c'è nulla,
    però di certo non c'è più dolore.
    Allora perchè voler tornare?

  • 18 luglio 2015 alle ore 12:55
    Natale

    Profumo di resina di pini marittimi
    davanti casa, lungo la via.
    Sapore di gesti così lontani
    ma così vivi nella memoria.
    Piccoli angeli vestiti di bianco
    all'altare portano i doni
    nella Messa di mezzanotte.
    Magre gambe di bimbe assonnate,
    viola di freddo sotto la veste,
    intirizzite minuscole mani
    che offrono ampolle piene di vino.
    Odore di cera, eco di canti
    nella grande gelida chiesa,
    la gente che pensa al brodo caldo
    più tardi a casa vicino alla stufa.
    Si dia inizio a mille sorrisi,
    comincia la festa un'altra volta.
    La festa lunga tutta la vita,
    disseminata di assenze, di lutti
     di storie troncate in un respiro:
    ieri persone oggi fantasmi,
    oggi persone domani fantasmi.
    Alziamo il calice contro la sorte,
    contro l'angoscia che assale di sera
    quando il sonno non vuole arrivare;
    contro l'attesa dell'ultimo atto,
    protagonisti di quel copione
    di cui tutti sappiamo  il finale.
    Ma si dia inizio a mille sorrisi,
    si danzi, si canti fino all'aurora,
    comincia la festa un'altra volta:
    anche quest anno è di nuovo Natale.

  • 13 luglio 2015 alle ore 17:28
    FILASTROCCA BUFFA

    Specchio specchio delle mie brame
    posso mangiare pane e salame?
    -Mia principessa sconsiderata,
    ma non lo vedi che sei ingrassata?
    -Caro specchio, non esser pedante,
    per una volta sii accomodante.
    Lo sai bene che mi fa gola
    una pagnotta col gorgonzola,
    e poi anche seduta stante
    una lasagna accattivante,
    e dopo un fritto bello dorato,
     formaggi salse e cioccolato.
    -Mia principessa, ma che stai dicendo?
    Che ne sarà del principe Armando
    che ora per te sta spasimando?
    Se tu t'ingrassi senza ritegno
    non ti offrirà mai più il suo regno.
    -Specchio mio caro, non darti pena,
    se il caro principe mi avrà ripudiata
    ai miei cuochi ordinerò una gran cena
    e mi farò una bella mangiata.
    Seduta a tavola ben imbandita
    ritroverò ognor l'allegria della vita.
    E poi col vino della mia botte
    accenderò il languor della notte.
    -Mia principessa rimarrai sola
    in compagnia della tua gola!
    -Amico specchio, non correr tanto,
    ad ogni uomo non sfugge l'incanto
    di donna gioiosa udire il canto,
    che a pranzo e cena gli fa compagnia
    senza sapere la dieta che sia.
    Qualunque uomo, d'osteria o di castello
    non vuol portare di donna un fardello,
    con ella s'aspetta di ridere assai......
    e che non gli rompa la scatole mai.
    Per cui caro specchio delle mie brame
    mi appresto a mangiare pane e salame
    e la più felice son io del reame.

  • 13 luglio 2015 alle ore 13:59
    FILASTROCCA DELLA BUONANOTTE

    Notte splendente di luna e di stelle
    affida al vento le note più belle.
    Stringe al petto il suo bimbo la mamma
    e sussurra lenta la ninna nanna.
    Il cagnolino accucciato vicino
    e sopra il letto dorme il gattino.
    Ed ecco arriva il sonno leggero,
    il bimbo sogna, e gli par tutto vero.
    Par vero che al Mondo sian tutti contenti
    e non ci siano più contendenti,
    chè sparìte son l'armi dai continenti.
    Par vero che regni la convivenza
    fatta di pace, amicizia, pazienza.
    Par vero che tutti adesso sian pronti
    a darsi amore in grande abbondanza
    senza star sempre a farsi dei conti.
    Par vero che i Regni della Natura
    sian tutti amati in eguale misura.
    Notte splendente di luna e di stelle
    affida al vento le note più belle.
    Fa' ch'esse vadan come magiche fate
    e volino dentro gli umani cervelli,
    e con le loro voci incantate
    li rendano buoni leali e più belli.
    Sicchè sarà vero ciò che par vero
    nel sogno innocente di un bimbo dormiente,
    che non avremo al Mondo nemici
    ma occhi ridenti di bimbi felici.

  • 01 luglio 2015 alle ore 15:53
    NEL SONNO

    Nel sonno la tua mano
    mi ha cercata.
    Ricordo di notte lontana
    dolce d'amore
    mi ha preso il cuore.
    La sciocca ira di ier sera
    l'ho scordata
    e tu, incredulo, stamane
    vedi occhi
    lucenti d'amore
    di donna nuova.

  • 01 luglio 2015 alle ore 15:51
    ASSOPITI

    Assopite le emozioni
    in un limbo sperduto
    consumato dall'uso.
    Assopite le risposte
    a inutili domande
    per lunghi silenzi
    diventate pietra.
    Assopiti gli sguardi
    rivolti altrove
    a non sfiorarsi
    neppure per caso.
    Assopiti noi due
    in attesa che un fato
    torni a donarci
    ciò che eravamo.

  • 01 luglio 2015 alle ore 15:50
    FINALMENTE LIBERA?

    Che sollievo la porta sbattuta
    per l'ultima volta dietro di te.
    Che insolito questo silenzio
    dopo le urla, dopo gli insulti,
    oasi improvvisa e insperata
    dopo le offese crudeli.
    La sedia in cucina mi accoglie,
    la faccia appoggiata alle mani
    sento il dolore in agguato.
    "non ora" penso "non oggi"
    adesso voglio restare così
    sospesa, in assenza totale
    di tutte le sensazioni.
    Adesso il riposo mi cura
    il vuoto mi avvolge, mi culla,
    non viva non morta, nel nulla.
    Finalmente libera?
    Forse domani mi mancherai
    domani forse ti cercherò
    ma ora mi lascio viziare
    dalla totale assenza di te.