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Poesie di Lora Boccardo

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  • 01 luglio 2015 alle ore 15:48
    MENTE FOLLE

    Non conosce prigioni
    muri inferriate padroni.
    Si può fingere che non esista
    oppure salire sulle sue ali.
    Voli rapaci al suolo in picchiata
    o giocosi volteggi di rondini.
    Eterna migrante fra tutti i suoi mondi
    non  chiederà  chi sei nè perchè.
    Barriere ottuse di un piccolo Mondo
    lasciate lontano senza rimpianto.
    Non mi lasciare. Non voglio tornare
    ora che ho imparato a volare
    sicura e libera sulle tue ali.

     

  • 01 luglio 2015 alle ore 15:47
    IL RUMORE DELLA VITA

    Un uomo morente nel letto d'ospedale
    viaggia in mondi a noi sconosciuti.
    Mentre in corsia le infermiere conversano
    e la radio diffonde canzoni.
    Mentre qualcuno pulisce per terra
    e qualcun altro si affaccia alla porta.
    Non mi conosce,  non so chi sia
    gli occhi chiusi, il respiro pesante
    mi sembra che non si accorga di niente.
    Guardo fuori dalla finestra
    per timidezza, per discrezione
    ma sento il respiro e devo pensare.
    Lui sta giocando l'ultima mano
    la più difficile della partita
    e non c'è altro ch'io possa fare
    che ascoltare per lui il rumore della vita.

     

  • 01 luglio 2015 alle ore 15:45
    TIENIMI CON TE

    Portami con te nella valle nuova,
    aspettami, non lasciarmi indietro.
    Tu puoi volare ed io solo camminare.
    Dei piedi insanguinati
    non m'importerà il dolore
    se con te raggiungerò il giardino
    dove frutti d'oro e d'argento
    abbagliano la vista,
    dove l'acqua scorre cristallina
    entro sponde che non hanno fine,
    dove lacrime mai piante
    rotolano violente come dei diamanti,
    sbattendo lungo i fianchi tortuosi
    e tormentati del torrente.
    Portami con te nella valle nuova, 
    dove il mare e l'orizzonte
    si uniscono e si amano,
    dove le mie mani fresche di rugiada
    potranno carezzarti ancora
    con la tenerezza mai dimenticata,
    dove i nostri occhi  sazi di bellezza
    potranno finalmente riposare.
    Tienimi con te, nella valle nuova.

  • 01 luglio 2015 alle ore 15:42
    LE COSE

    Devastante dolore
    di inattesi distacchi
    da cui riemergo
    come da nebbia.
    Le cose,osservo,
    della mia vita,
    della mia casa
    così muta al mattino,
    davanti al mio sguardo,
    così uguale a sempre
    eppure lontana,
    vacua sfuggente
    come colpevole
    di inafferrabile tempo
    di appartenenza.
    Sconosciute, le cose,
    come fossi appena arrivata
    da chissà dove,
    da chissà quando.
    Straniere, al presente
    della mia mente
    assente, sbandata, 
    in cerca di fili a brandelli,
    strappati,
    da riannodare.

  • 01 luglio 2015 alle ore 15:39
    QUALE ETERNITA' ?

    Sogni mai perduti
    in un vortice mai fermo.
    Le persone se ne vanno
    e ti lasciano da solo.
    E' dall'alto che guardi
    laggiù, in fondo,
    da dove ti sorridono
    ti chiamano
    ti vogliono con loro.
    No, non crederci,
    è solo un'illusione.
    Non ti abbandonare
    tu non sai volare.
    Sempre rinasce l'alba
    perenne e luminosa,
    la vita grida forte
    lì, dietro di te.
    Voltati, ascoltala
    e stendi lungo i fianchi
    le  braccia tremanti
    aperte come ali.
    Tutto già visto
    previsto ed immutato,
    e poi pubblicità.
    Il vecchio si rinnova,
    la storia d'ieri ed oggi
    ma senza novità,
    e poi pubblicità.
    Parole senza eco
    inutili t'inseguono.
    Ma tu sei già nel vortice
    dei sogni mai perduti,
    un vortice mai fermo
    verso l'eternità.
    Ma quale eternità?

  • 01 luglio 2015 alle ore 15:37
    GUARDARTI VIVERE (a mia figlia)

    Guardarti vivere
    riscatta un tempo
    così imperfetto.
    Rallenta un viaggio
    così scontato.
    Lenisce ferite
    ancora brucianti.
    Così distante quel muro
    che ci vide lontane
    raccogliere, chine,
    brandelli d'amore.
    Così inevitabile
    guadare tempeste
    e poi riposare
    su acque tranquille:
    cosa c'è da spiegare?
    Sorprende quel senso
    di essere libere,
    che scuote, che appaga,
    che ci scoprirà complici
    finchè sarò qui
    a guardarti vivere.

     

  • 01 luglio 2015 alle ore 15:32
    RUMORE DI PIOGGIA

    Odorosa 
    terra bagnata
    acre sublime
    Fermati
    E' il tempo E' il luogo
    Gote glabre
    accendono brame
    anelano curiose
    spogliano misteri
    Tremano
    rigagnoli gocce
    respiri di terra
    bagnata molle tepida.
    Spezzate
    nei marmi
    lisci di acqua
    carezze lievi
    senza memoria.
    Rumore di pioggia.