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Autore

Lora Boccardo

in archivio dal 29 giu 2015

04 marzo 1948, Torino - Italia

segni particolari:
Nessuno

mi descrivo così:
Scrivo per piacere personale. Non ho quindi una biografia in questo senso e non ho mai pubblicato niente, tranne che sul mio profilo di Facebook nelle "note".

01 luglio 2015 alle ore 8:10

PAROLE d'AMORE

Il racconto

Lo spettacolo davanti ai miei occhi era agghiacciante. La folla gremiva la valle e si accalcava verso un'altura raggiungibile da una lunga scalinata.
La scalinata era ripida e stretta. In cima Potere e Denaro guardavano indifferenti tutti quegli individui che si arrampicavano su per gli scalini. Uomini e donne accecati dalla cupidigia lottavano per superarsi l'un l'altro senza risparmiarsi nessuna reciproca violenza. Si strattonavano, sgomitavano e non esitavano a prendersi a morsi e a cercare di rallentare gli avversari trattenendoli per i capelli. Urla selvagge di dolore e di eccitazione fendevano sinistre il silenzio di una giornata plumbea. Chi cadeva rotolava all'indietro e rimaneva a terra calpestato dagli altri fino ad essere irriconoscibile. Abiti stracciati, corpi macilenti, ma negli occhi la luce folle dell'avidità, lo sguardo teso all'insù, alla cima, dove Potere e Denaro si godevano i privilegi del loro ampio benessere.
Mi guardai attorno e vidi Dignità. Era seduta in disparte su una grossa pietra, le spalle curve avvolte da uno scialle, sul viso la delusione e anche la vergogna. Mi avvicinai. Lei mi guardò con tristezza.
"Ciao Amore, hai visto? Non posso nulla contro loro due."
Mi sedetti accanto a lei.
"Sì, ho visto. Non è colpa tua, Dignità.Vedi lì in mezzo? Famiglie che si combattono, amici che non si riconoscono più, tutte persone che mi cercano disperatamente senza trovarmi. Eppure sono qui, così vicino a loro."
"E allora, Amore?" 
"Allora devono arrivare fino in cima, e quando saranno lassù e potranno inebriarsi dei doni di Potere e Denaro, si renderanno conto che il vuoto dentro di loro sarà, se possibile, ancora più grande, e la solitudine ancora più insopportabile. Ostinati, cercheranno un'altra gradinata per salire ancora più in alto, ma dovranno constatare che oltre non c'è più nulla. Non rimarrà loro altro che volgere lo sguardo di nuovo verso il basso, percorrendo a ritroso la ripida scalinata disseminata di cadaveri, brandelli di carne, ciuffi di capelli strappati, abiti stracciati. E scendendo con lo sguardo, alla fine ti vedranno Dignità, seduta su questa pietra, battuta, umiliata, calpestata proprio come i corpi abbandonati sui gradini.
"Che ne sarà di loro, Amore?"
"Ci sarà chi avrà perduto se stesso, ma ci saranno anche altri, tanti altri, che ti cercheranno, ti chiederanno aiuto per ricominciare, si ricorderanno della passione, degli ideali che avevano nutrito la loro gioventù, si ricorderanno di me, rivedranno lo sguardo perduto del loro primo amore e vorranno riprovare, riscoprire le sensazioni che riempirono la loro vita, capisci Dignità? Sarà una rinascita"
"Come fai a crederci, Amore?
"Ci credo perchè io sono l'unica via, l'unica occasione, l'unica opportunità per annullare il vuoto interiore che perseguita ogni individuo. Io sono Amore, quindi anche Pazienza, Tolleranza, Pietà, Comprensione, Disponibilità, Fratellanza. Io sono privato e universale, di tutti e di nessuno. Sono Amore, non temo nulla, nè armi, nè complotti, nessuno è più potente di me perchè nessuno può estirparmi dal cuore di chi mi possiede. Nessuno."
"Allora ti prego, aiutami Amore, sostenimi, lascia che mi appoggi al tuo braccio, ci aspetta tanto da fare!"
E Dignità rialzò la testa e le spalle curve mentre io la sorreggevo. Sì, ci aspettava tanto da fare.

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