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Autore

Lora Boccardo

in archivio dal 29 giu 2015

04 marzo 1948, Torino - Italia

segni particolari:
Nessuno

mi descrivo così:
Scrivo per piacere personale. Non ho quindi una biografia in questo senso e non ho mai pubblicato niente, tranne che sul mio profilo di Facebook nelle "note".

28 luglio 2015 alle ore 9:57

Vacanze?

Il racconto

Finalmente superata l'infatuazione per il campeggio in montagna, con mia grande soddisfazione si opta per le vacanze al mare. Brevi vacanze perché Mario ha diversi impegni anche in agosto per cui la prima vacanza sarà di una settimana, solo negli anni seguenti riusciremo a prolungare le ferie fino a due settimane. Vorrei soprassedere sulla prima vacanza perché effettivamente in una settimana non può succedere granché. Servirà, questa vacanza, per ritornare poi per diversi anni nello stesso posto. Lido di Venezia, punta estrema degli Alberoni. Laggiù avrò il piacere di divertirmi a più non posso. Mario decide di affittare un appartamentino in un residence. Ovviamente piccolo e su tre livelli: cucinino sotto, servizi a metà scala, camera e cameretta al primo piano, giardinetto sul retro, e perfino un piccolo pertugio nel muro esterno da utilizzare come cantinetta.. Noi non partiamo con le valigie come tutti i normali individui, noi le valigie le diamo al corriere perché il portabagagli dell'auto è adibito al trasporto del vino che ci servirà durante le ferie. Con grande cura diversi bottiglioni di barbera frizzante, tutti quelli che ci stanno, vengono posizionati lì, e, affinché non esplodano durante il viaggio, un telo da mare viene imbevuto d'acqua fredda per preservare il prezioso nettare, e verrà imbevuto diverse volte durante il viaggio, in modo che i bottiglioni arrivino a destinazione integri. Quando si dice le priorità! In questo eccezionale caso, io posso anche dimenticare il cavatappi perché i bottiglioni sono provvisti di "macchinetta", ma è evidente che io non lo dimenticherò, a costo di appendermelo al collo. Non si sa mai. Tutto bellissimo, si direbbe. Certo, a parte il fatto che abitare in un appartamentino obbliga a preparare da mangiare, a mettere in ordine, a fare la spesa. Ho in dotazione una bicicletta. Al mattino, dopo che si è fatta colazione, Mario e Raffaella vanno al mare, io invece inforco la bici e vado a fare la spesa. C'è una unica panetteria e commestibili in paese, ma i turisti sono tanti, e così inevitabilmente la coda è lunga ed estenuante. Fatta la spesa vado al mare? Ma non scherziamo: fatta la spesa torno a casa a preparare qualcosa per mezzogiorno da mangiare in spiaggia, riordino, faccio i letti, e, se ho tempo, comincio a mettere le basi per la cena che avverrà naturalmente in casa. Eseguito tutto, ormai è mezzogiorno, e ho corso, diciamolo pure. Inforco la mia amica bicicletta e, con armi e bagagli, volo alla spiaggia. Là, Mario sta facendo le parole crociate e Raffaella, con il salvagente infilato, rompe le scatole, chissà da quanto, per andare a fare il bagno. "Papà, che ore sono? Andiamo a fare il bagno?"  "Non è ancora ora, fra quindici minuti".  "papà, sono passati 15 minuti?"  "No non sono passati". Sugli orari non si discute, per fare il bagno a mezzogiorno bisogna avere fatto colazione alle otto, altrimenti tutto slitta, anche la mia pazienza.  Io sono stanca, sudata, carica come un mulo, vado in capanna dove c'è un armadietto contenente sale pepe olio e cosette varie che lasciamo sempre lì. Mi sento trasparente: Raffaella continua a piagnucolare che il tempo non passa mai e Mario continua a prendere il sole e fare le parole crociate. Io nel frattempo porto fuori il tavolo e lo posiziono sotto la tenda che fa da dehor, apparecchio con la tovaglia di carta, i piatti di plastica, i bicchieri di vetro, perché quando si beve i bicchieri devono essere di vetro, non certo di plastica o di cartone. E adesso? Già adesso bisogna andare al bar a prendere l'acqua fresca, e magari qualche stuzzichino se è desiderato. "NO, ma non andare adesso, che poi l'acqua si riscalda subito, andiamo a fare il bagno". Certo, andiamo a fare il bagno almeno qualcuno finalmente sarà contento: Raffaella. Andiamo a fare il bagno e subito dopo vado al bar a prendere quello che ci manca. Finalmente ci sediamo a mangiare e comincio ad assaporare la brezza marina, ma dura poco, bisogna rimettere subito tutto in ordine, e siccome dietro le capanne ci sono lavandini e si possono lavare i piatti, finalmente posso nascondermi per un po' all'ombra. Mi siedo per terra, sulla sabbia fresca e appoggio la schiena  al legno delle baracche, socchiudo gli occhi e mi lascio accarezzare da un lieve sospiro di vento, sperando che nessuno venga a cercarmi. Impossibile, mi ferisce le orecchie la voce squillante di Raffaella: "Dov'è la mamma?"  "E' andata a lavare i piatti". Ma porca miseria, dove posso fuggire? Mi sento braccata, perennemente braccata! "Cucù!" Ecco Raffaella. "Dai vieni, siediti un po' qui"  Ma lei ha sempre un mucchio di cose da dire, da chiedere, da puntualizzare perché la sua è l'età in cui i bambini sono antipatici, tutti, e sfido chiunque a dire che non esiste un'età in cui i bambini sono antipatici. 
Sono solo le due del pomeriggio, e penso con terrore che la giornata sarà ancora lunga, che la vacanza sarà ancora lunga!

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