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Poesie di Lorenzo Melle

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  • venerdì alle ore 17:05
    Vivere

    Trattengo sabbia in un pugno
    e scivola via.
    Sono come una clessidra
    sulla riva del mare.
    Il tempo scorrerà
    fino all’ultimo granello,
    mi raggiungerà
    come un’onda sui piedi
    tirandomi a sé.
    Ma davanti all’immobile orizzonte
    scorgo il sole,
    ora declina,
    domani risorge.
     

  • giovedì alle ore 12:50
    Al timone

    Non mi spazza più via il vento delle mie tempeste.
    Ho solo avvolto le vele in barca
    e aspettato di spiegarle
    e di levare l'ancora.
    La speranza di prendere il largo
    è stata grande
    quanto la paura
    di essere inondato ed affondare.
    Ora non contano neanche più entrambe!
    Resto al timone, finché Dio vorrà.

  • mercoledì alle ore 21:24
    Nella Val di Genova

    Belle le rocce, maestose le montagne,
    splendidi gli alberi che fieri si ergono per tutto il panorama.
    Questo mi attira, questo mi conquista.
    La Natura è bellezza che mi invade profondamente
    e senza fatica mi fa parte di sé
    perché le appartengo.
    Colgo la sua bellezza perché mi seduce, mi incanta.
    Voglio conoscerla, voglio avvicinarla ai miei occhi,
    voglio viverla fino in fondo.
    Mi interpella e io ho bisogno di Lei:
    come le cime dei monti hanno bisogno dell’azzurro del cielo
    e gli alberi, delle rocce e della terra da cui innalzarsi;
    come i fiumi hanno bisogno delle rocce e degli alberi come argini;
    come la terra ha bisogno delle radici degli alberi per compattarsi e non franare;
    come il viandante ha bisogno dei boschi, della loro ombra e protezione;
    come i rami hanno bisogno dei tronchi e i tronchi delle radici;
    come la mia mano ha bisogno di quell’albero da cui vuole attingere la linfa, la vita
    che da Ella senza fine promana.