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Poesie di Luciano Ronchetti

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  • mercoledì alle ore 22:38
    Gli indossatori (della sera)

    Indossano sempre gli stessi "colori":
    forse - chissà - perché non ce ne sono (più) di nuovi!
    Dove sono - mi domando - i "colori" (quelli) di una volta?
    Dove sono andati a finire: il rosso fuoco della notturna aurora,
    o il blu mattino che volava sulle montagne?
    Quel rosso e quel blu insieme incendiavano i cuori malati
    di tedio e di noia!
    Dove sono andati a finire: il giallo a pois
    o il verde macchiato di viola? ed il nero mandarino
    che allagavano di gioia la solitudine
    dei deserti?
    Dove sono andati a finire (tutti) quei "colori"
    d'una volta; vecchi e nuovi asprigni
    giovani o vecchi sanguigni, acri e forti
    ma pur sempre scintillanti di sapori?
    Indossano sempre gli stessi "colori"...
    gli indossatori della sera: nella bolgia
    nel caos, privo di qualunque atmosfera!

  • mercoledì alle ore 22:17
    La rivoluzione (anarchica) dei fiori

    I fiori si son ribellati: ai cannoni;
    i fiori non sono maoisti, non sono castristi,
    né sono ebrei, né cristiani (o coglioni)...
    i fiori si son ribellati: alle false ideologie
    ed alle facili speranze della fede, quasi sempre illusioni
    (i fiori non sono coglioni);
    i fiori si son ribellati: al lavoro, alla giustizia
    - quella umana e quella divina - ai padroni, alle eresie
    degli uomini e delle religioni
    (perché i fiori non sono servi di nessuno, non sono coglioni);
    i fiori si son ribellati: alle macchine che son tante, miliardi quasi milioni:
    i fiori si son ribellati: hanno deciso di invadere l'aria...
    purezza dei fiori: i fiori son tornati puri,
    i fiori son (ri)tornati bambini: si son ribellati ai cannoni,
    si son ribellati alle macchine - e a tutto: evviva evviva i fiori che si son ribellati;
    beati beati (i) fiori che si son ribellati;
    i fiori si son ribellati: non sono scimmie ammaestrate, non sono santi nè beati,
    non sono pagliacci educati: i fiori si son ribellati
    ma sono soltanto fiori!

     

  • Restiamo sempre soli
    è tutto così lento...
    (e) così triste...
    così pesante: anche
    il desiderio (di amarti) 
    L'acqua del fiume
    scorre lentamente
    è tutto così lento...
    così triste...
    così pesante: lungo le rive
    di quel fiume
    Ma presto
    saremo vecchi
    come quel vecchio fiume
    e finalmente tutto finirà
    niente sarà mai più lento,
    (e) niente sarà mai più triste
    e pesante
    Leggero il fardello
    leggera la piuma d'un uccello;
    leggiero si alza in cielo
    il gabbiano dorato e saluta
    la costa di ponente...
    leggero s'alza il vento
    e solleva folle di polvere
                                               =Fragment n°1=
    Sono venuta a dirti
    che me ne vado...
    cogli occhi tristi saturi di te
    ancora; 
    le tue lacrime
    ormai
    non potranno cambiar nulla...
    (e) neanche un pennello,
    o una tela o un quadro nuovo bianco
    che colorerai.
    E come dice Verlaine
    - prima di bere vino - 
    "me ne vado nel vento maligno"
    o come dice il giocatore
    che bara alla vita ed al tavolo
    "una carta sola basta!"
    e come dice Baudelaire
    il baro è un ipocrita doppiero santo
    che bara e mente due volte: come
    fanno sempre gli ipocriti amanti...
                                                 =Fragment n°2=
    Una sera di rosa e azzurro mistico,
    un lampo solo ci vedrà commisti,
    lungo singhiozzo carico d'addio.
    Un angelo, schiudendo indi le porte,
    a ravvivar verrà, gaudioso e pio,
    gli opachi specchi e le due fiamme morte...
                                                =Fragment n°3=
    Fiamme morte ormai
    spenti i tuoi occhi (sono)
    come il sorriso tuo;
    sono venuta a dirti che me ne vado:
    ti ricordi dei giorni felici e piangi
    rosse lacrime
    sul bianco tuo viso
    ma le tue lacrime
    adesso
    non potranno cambiar nulla...
    soffochi e gemi al presente
    che ha suonato la sua ora
    Adieu, mon amour
    adieu
    sono venuta a dirti
    che me ne vado:
    me ne vado nel vento maligno
    portandomi l'ombra (dietro) 
    gracile
    dell'ultimo tuo sguardo
                                             =Fragment n°4=
    Tu verrai da me
    quando il giorno notte
    sarà e la notte il cielo
    incendierà e le anime
    dei morti
                                             =Fragment n°5=
    L'amore è la più crudele delle illusioni,
    ma il sogno è la più subdola delle speranze.

    Amori folli, sogni disperati, amori folli...
    amare alla follia è amore folle!
    Nelle pallide acque delle tenebre
    gettai il mio sguardo: sperando
    di incontrare il suo!

    da: "Quaderni psichedelici", 2017.
           

     

  • 14 settembre alle ore 11:00
    Sogno d'autunno

    Una bambina dai lunghi capelli ramati
    e cogli occhi di ghiaccio
    giocava con grosse lumache di marzapane
    in riva al focoso fiume dorato;
    a lei, così, mi avvicinai e dolcemente la presi
    per mano: camminammo insieme tutta notte...
    dinanzi ad uno specchio (mi) feci il lavaggio del tempo,
    e da quel momento vò scambiando
    il passato per presente,
    la verità per menzogna, e voluttà
    estrema voluttà di piacere
    provo dinanzi alla vecchia "morte" generosa ganza
    - la qual sempre rintocca tre volte alla porta
    pria d'entrare a salutar l'acerba sua figliola speranza -
    or mi domando chi mai fosse
    quella bambina:
    "Forse era soltanto una strega
    una piccola madonna
    od una circe piccolina?".

    da: "Quaderni psichedelici", 2017.

  • 14 settembre alle ore 10:41
    Tristezze della luna

                                                            La luna bastarda ha lanciato le sue frecce:
                                                            senza colpir nessun cuore: anzi, mille e più
                                                            [d'uno].

    Nei suoi sogni la luna è più pigra, stasera:
    come una bella donna su guanciali profondi,
    che carezzi con mano disattenta e leggera
    prima d'addormentarsi i suoi seni rotondi,
    lei su un serico dorso di molli aeree nevi
    moribonda si estenua in perduti languori,
    con gli occhi seguitando le apparizioni lievi
    che sbocciano nel cielo come candidi fiori.

    Charles Baudealaire (da: "I fiori del male").                                   

  • 12 settembre alle ore 14:38
    Sulla strada (on the road)

    E'sulla strada che accarezzi
    il tuo amore
    E'sulla strada che si vive
    o si muore
    E'sulla strada cha lanci lo sguardo
    al cielo
    E'sulla strada che lasci
    i tuoi sogni
    E'sulla strada che uccidi
    il tuo cuore.

    Taranto, 11 settembre 2019.
     

  • 09 settembre alle ore 11:46
    Visioni notturne

    dalla II^dimensione: vicina alla III^ed alla I^, ma molto lontana dalla IV^e dalla V^.

    Ho visto in una strana notte di marzo, un carro funebre giallo passare sulla mia strada;
    un vecchio francese che indossava un mantello blu
    lo guidava, al suo fianco sedeva uno scheletro: era
    quello d'una maitresse, vestito di nero; portava
    lo scettro d'un re nella sua mano destra.
    Nel mentre quel carro passava dalle finestre chiuse
    delle case riecheggiavano tristi note jazz
    e da una, però, un megafono leggeva poesie di William Blake...
    la chiesa vicina cominciò a suonare le campane
    a morto: era già mezzanotte ma nel cielo,
    illuminato a giorno, sotto forma di un'enorme
    ammasso di nuvole dorate dal sole al tramonto,
    apparve l'immagine chiara d'un cavallo alato bianco
    che nitriva e scalciava.
    All'angolo della strada, intanto,
    uno zingaro nano nudo suonava
    il suo violino tzigano, con note allegre
    ma quando il carro li arrivò vicino smise...
    svoltò a sinistra poi, il carro
    e non lo vidi più.

    (da: "Quaderni psichedelici", 2017).

  • 04 settembre alle ore 11:51
    [Violenza è...]

    Violenza è lasciare morire migliaia di persone in mare
    violenza è non riconoscere i diritti inviolabili di Madre Natura
    violenza è la stupidità che porta alla guerra tra poveri
    violenza è ridurre un essere umano alla fame
    violenza è non trovare lavoro
    violenza è sfruttare un lavoratore
    violenza è non avere una casa o pagare un affitto esoso
    violenza è essere razzisti e fascisti
    violenza è la solitudine di chi non ce la fa più e si toglie la vita
    violenza sono i manganelli che colpiscono chi vuole fermare questo stato marcio
    violenza sono i morti bastonati per strada da divise sporche d'arroganza nera
    violenza è il consumismo, il potere, il capitalismo
    violenza è la favola della democrazia
    violenza sono le carceri
    violenza è la psichiatria
    violenza sono le bugie dei giornalisti
    violenza sono i confini
    violenza è la repressione
    violenza è il militarismo
    violenza è il consumismo
    violenza è il capitalismo
    violenza è il bigottismo
    violenza è la falsità dei politici
    violenza è la burocrazia
    violenza è la scuola che indottrina
    violenza è l'ipocrisia
    violenza è mafia
    violenza è autorità!
    Il resto è Resistenza, è ribellione, è alzare la testa
    è dire basta, vogliamo
    riprenderci la vita.

    (cat ovvero signorina Anarchia, Caterina Barbierato, 2015).

  •                                                                                ai compagni anarchici morti ovunque.

    Non si può uccidere un uomo morto,
    nessuno mai può uccidere un uomo morto:
    eppure
    mi hanno ucciso mille e più volte
    eppure
    ho visto farlo mille e più volte...
    è per questo che tanto dolore
    è disseminato lungo i cammini
    per questo molte tante croci
    di me di loro 
    ora 
    giacciono ovunque sotto la nuda e fredda terra!

  • 03 settembre alle ore 16:18
    Una vita soltanto

    Sette vite 7 come i gatti possedevo
    da giocar ad ogni partita:
    le ho perdute - ben sei - me ne resta
    ora una soltanto
    Due ali 2 come la fenice possedevo
    per volar ad ogni rinascita:
    un sogno infranto le ha spezzate
    e poi spazzato via
    Due cuori 2 come gli impavidi possedevo
    uno fatto per amare l'altro
    apposta per lottare:
    una tempesta assetata di rabbia e sangue
    li ha soffocati eppoi spenti
    Mille certezze 1000 come i guru, i filosofi
    e i santoni possedevo
    da usar ad ogni disputa:
    un terremoto le ha colpite, sgretolandole
    come castelli di sabbia
    Il suo cuore come nessuno mai possedetti
    da amare o farlo soffrire:
    un uragano lo ha attraversato
    portandolo via (lontano) da me...
    Una vita soltanto ormai mi resta:
    non so - però - s'essa mi basta!

    Taranto, 15 dicembre 2017.
     

  • 03 settembre alle ore 9:59
    Ragazzo di strada

    Ragazzo di strada...tu
    che cammini di fianco alle folgori
    e porti il senso della morte in destra tua mano,
    destin affronti e malasorte, e deridi i tuoi dolori
    quando andando vai, ammirando stelle lassù
    in ciel (o) lontano
    "Non sei stanco ancor ragazzo?"
    No, certo, non lo sei giacché
    (tu) sei un lurido bastardo pazzo: e così
    a quel modo camminerai finché vuoi!
    Lungo le tue strade, in quelle strade
    ognun straniero usa il cuore o la mente
    come vuole e quando crede,
    non per ciò che vede ma non sente
    ragazzo di strada...animale di notte
    morto che cammina: a fari spenti nella coltre
    di polverose nebbie e strane rotte. 

  • 03 settembre alle ore 6:41
    Gocce di memoria

    Gocce di memoria: fuochi fatui
    nella mia mente, dolore senza tempo
    isole di carta (gioia) assoluto niente.

    Taranto, 17 giugno 2013.
     

  • 03 settembre alle ore 0:07
    Sabbia e vento

    Sabbia e vento: legame indissolubile!
    La sabbia spazzata dal vento,
    dalla sua forza possente e maestosa
    dal magico suo alito:
    sulla spiaggia o nel deserto
    a sud o a nord, da est ad ovest
    ogni dì ed ogni notte tutto l'anno:
    sempre con primordiale e ciclica puntualità
    perennemente inesorabile (cinica).
    Il vento soffia e spazza via la sabbia
    con la sua forza possente e maestosa
    col magico suo alito...
    ed ogni volta la sabbia
    che scompare e poi ricompare:
    come prima sulla spiaggia o nel deserto,
    tutto l'anno
    ed ogni volta il vento
    che soffia,
    rubandone [a lei] un granello della sua 
    anima e portandolo via con sé:
    sempre con calcolata (cinica)
    impietosa immutata regolarità.
    Sabbia e vento: legame indissolubile!
    Già, possente (il) vento e gracile
    (la) sabbia alla deriva: 
    senza di lui!

    Taranto, 13 settembre 2013. 

  • 02 settembre alle ore 13:19
    [Essere invisibile...]

    Essere invisibile...
    - trovarti -
    niente quando
    cammini tra le nuvole
    o ti guardi allo specchio
    per cercarti
    essere invisibile...
    - sentirti -
    niente quando
    cammini tra la gente
    un mare di strana folla
    che non (ti) vede né
    (ti) sente strisciando
    quasi
    di soppiatto per paura
    d'esser avvertito:
    ma invano...
    - sentirti -
    niente
    in mezzo a loro che
    sordi sono
    né capiscono né altro fanno
    essere invisibile...
    - sembrare -
    niente
    (di) pura illusione:
    ma invano...
    niente in mezzo alla folla
    apparire e nel mondo,
    nient'eppur giacer
    nella vita
    soggiacer giacer colà giacer
    nella vita,
    del tutto far parte
    per giocar la partita!

    Taranto, 13 luglio 2013.

  • 02 settembre alle ore 13:04
    Kiss the rain, baby (bacia la pioggia)

                                                                          A ogni donna del mondo.
                                                                          Possono togliervi tutto
                                                                          ma mai nessuno potrà togliervi
                                                                        la pioggia, perché lei è il pianto del cielo:
                                                                          la vostra dignità.

    Bacia la pioggia, baby
    quando vien giù
    e ti bagna il viso,
    t'avviluppa tutta a sé,
    tu nuda,
    e t'ammanta delle trasparenti
    gocce sue
    di ruggine.
    Baciala sempre
    perché ti segue
    in ogni stagione
    e bagna 
    il cuor tuo
    ti segue
    e t'accompagna
    nelle giornate meste,
    in quelle lunghe
    e digiune giornate
    di letal noia ed uggia,
    fortemente languide.
    Baciala sempre perché
    è la tua pioggia, baby
    anche se spesso vien giù sporca
    è la tua
    e nessuno mai
    potrà rubartela
    o portartela via.
    Baciala perch'essa...
    è il pianto del cielo,
    perch'essa...
    è foriera di momenti sereni
    che arriveranno domani
    forse:
    baciala sempre per questo, baby!

    Taranto, 9 agosto 2013.
     

  • 01 settembre alle ore 10:50
    Tipi strani in osteria (gente vera)

    - L'amante -
    Giammai lo giura l'amante
    amor sincero ed eterno
    ma dopo appena un'istante
    egli raggiunge l'inferno.
     
    - L'innamorato -
    L'innamorato fedele e devoto
    fedeltà sempre la giura
    ma di fronte al tentar dell'ignoto
    cor suo misero si perde e spaura.

    - Poeta (bardo) -
    D'esser sincero giura inver il poeta, talor bardo,
    (il bardo inver poeta sincerità la giura)
    dinanzi allo specchio di sé stesso
    ma giusto che finisce la compieta
    anima vende al diavolo e'l cor riflesso.

    - Giocatore -
    Traditor come non mai è il giocatore
    per vile guadagno o di rado piacere
    sparerebbe causa lor in mezzo al cuore
    d'un padre, d'una madre, del suo "amore"!

    Tutta questa gente, tipi strani
    s'incontra in osteria,
    mill'anni portan dietro anno indosso
    vivon senza domani
    ma è la mia gente: gente mia!

    Taranto, 7 maggio 2017.

     

  • 01 settembre alle ore 10:36
    La striscia psichedelica (o:paranoica)

    - Ricorda (ti)...(di) non dimenticare,
    ovvero: non dimenticar (ti)...(di) ricordare.

    Ricordati ciocché eri, uomo
    non dimenticar mai dove andrai!
    (Una mela al giorno toglie il medico di torno!)
    Quando camminavamo
    verdi di speranza
    gialli di gioia
    rossi di furore:
    ora l'abbiam dimenticato
    ma
    cercheremo di ricordarcelo?!
    Semmai con orrore...con amore: o per sbaglio!
    (A volte: serve più d'una mela per togliersi di torno il medico!)
    Soli grigi, grida e sussurri
    di burro
    tramonti color (di)
    farfalle, al sapor
    del fiele ho ingoiato
    in una strana sera
    di ieri
    menzogne divenute
    poi come "balle"
    di fieno.
    Frantumi di rugiada
    a mezzanotte vò spesso
    sognando...quando quando
    quando: tutto ricorderò
    se dovessi
    risvegliarmi
    al calar della luna...
    Il letto della festa 
    è comodo, però
    che gran fortuna
    ho in testa!
    (Ma, si ha idea di quante mele occorrono per...)

    Omo, mittete a pensare
    onne te ven lo gloriare.
    Omo, pensa de che simo
    e de che fommo e a che gimo
    ed en che retornarimo;
    omo mittete a cuitare.
    - Jacopone da Todi - 

    da: "Quaderni psichedelici", 2017.

  • 30 agosto alle ore 21:48
    (La) vita è...

                                                                                              "Fottuta vita di merda,
                                                                                               devi cambiare" (un compagno                                                                                             autonomo) 

    La vita scorre veloce, passa come un fiume in piena
    e travolge ogni cosa,
    passa come un treno in corsa che mai si ferma,
    come un fiore in pena prima di appassire.
    La vita ti scappa via (di mano), sgusciante e subdola
    scappa via a volte, senza dare a nessuno
    il tempo di acchiapparla
    la vita può essere una brezza marina, lieve e sottile,
    che il volto ci accarezza nelle calde notti estive
    ed intenerisce l'anima nostra
    oppure un gelido vento, selvaggio e crudele
    che incessante soffia d'inverno, sul nostro cuore
    rendendolo un piccolo informe ammasso di ghiaccio.
    (La) vita è...
    in un soffio di polvere che l'aere pervade
    in un mucchio di terra sopra cui camminiamo;
    è...
    come un soffio di polvere di cui noi siam fatti,
    come un mucchio di terra a cui noi torniamo.
    (La) vita è...
    notturna nebbia o rugiada mattutina;
    è...
    neve candida o magica brina;
    (La) vita è...
    un luccicante sfavillio di colori
    è...
    un misterioso lunghissimo afflato,
    un lunghissimo misterioso viaggio.
    (La) vita è...sogno:
    il sogno di abbracciare la donna amata
    di notte e di giorno,
    di regalarle un sorriso
    ed un mazzo di violette e gelsomini;
    (la) vita è...
    il quadro d'una donna che sorride;
    è vera come lo sguardo d'un bambino,
    oppure è l'amore vero d'una madre 
    per il proprio bambino.
    La vita è come quella di un uomo o di un'auto
    che camminano controvento o contromano
    in un deserto o sull'autostrada: poco più d'un miraggio!
    (La) vita è...
    il tempo d'aprire la finestra
    affacciarsi a guardare per strada
    e poi richiuderla;
    la vita ti da appena il tempo d'aprire una finestra,
    affacciarti a guardare per strada
    e poi richiuderla;
    è un lucido miraggio, è...giusto un'illusione!
    La vita è come un magico flipper
    dove la pallina, seppur impazzita,
    non provoca mai (il) tilt;
    è come un'infernale giuoco, come la roulette russa
    dove la pallina non c'è, ma la posta in palio è...la vita stessa:
    un colpo solo
    nella canna della pistola puntata alla testa e,
    dopo aver premuto il grilletto
    si vive o si muore, sei dentro o sei fuori!!
    La vita è come una partita a carte
    giocata con un mazzo di carte
    senz'assi nel mazzo: ma quella partita non è truccata!
    La vita è un labirinto, come un labirinto
    da cui è difficile, a volte impossibile, uscire:
    è riuscire a trovare l'uscita di quel labirinto
    (La) vita è...
    riuscire a sciogliere 10 100 1000 nodi (per volta)
    è...
    sapersi districare in 10 100 1000 incroci (alla volta)
    è...
    dover trovare il bandolo della matassa, sempre e ad ogni costo!
    La vita ti delude sempre e ogni volta di più,
    ti prende spesso a calci nel culo
    ma ogni volta poi si torna ad amarla più di prima:
    (e) la si ama più di prima, la si ama come fosse una giovane tenera fanciulla!
    (La) vita è...domande e risposte
    è...soprattutto domande:molto meno risposte;
    è tante domande senza risposta: è...soprattutto
    domande senza risposta!
    (La) vita è...tutto e niente,
    è...soprattutto niente: molto meno tutto;
    (la) vita è...
    triste verità o sincera gentile menzogna
    è...la cruda realtà d'ogni giorno (gran bella rogna!)
    (La) vita è
    affrontare a viso aperto il destino: andargli incontro ad occhi aperti;
    ed alla fine, in fondo,
    ognuno è solo con sé stesso!
    (La) vita è...
    andare incontro al proprio destino,
    è...
    appuntamento con la morte:
    ed alla fine, in fondo,
    abbiamo tutti il conto da pagare!
    La vita è come un vecchio film già visto
    o come una vecchia canzone già ascoltata;
    è come un libro già letto,
    una frase già scritta
    o una parola già detta:
    ti sorprende sempre, però...
    maledetta fottuta vita di merda: sei bellissima!

    "Ma chi sa se la vita somiglia
    al fanciullo che corre lontano..." (Sandro Penna, 1906-1976).

    Taranto, 4 settembre 2012.

  •                                                                                  

                                                                                       Chissà perché ogni tempo                                                                                                   trascorso ci sembra più felice di
                                                                                       quello presente (Italo Calvino)

    Nostalgia bastarda:
    triste nostalgia del tempo.
    Nostalgia delle cose perdute della vita passata,
    di momenti vissuti delle persone amiche.
    Nostalgia dell'azzurro del mare:
    del mare azzurro terso cristallino;
    nostalgia dei tramonti (in riva al mare),
    dei felici orizzonti: ora
    soltanto cieli grigi, non mi illumino più di voi!

    Ricorda un giorno prima di oggi
    Un giorno in cui eri giovane
    Libero di giocare con il tempo
    La sera non arrivava mai
    (Richard Wright)

  • 30 agosto alle ore 21:25
    Ogni giorno

                                                                                                                                                           

                                                                                                                                                                                                                                 di: Nabila, donna di luoghi lontani 
                                                                                         dimenticati da tutti...anche da Dio.
    Laggiù
    fra sparuti e affamati alberi
    cerco riparo.
    Cerco riparo in un villaggio,
    un villaggio
    che mio non è.
    Un villaggio
    che mi fa da casa
    ma che mia non è.
    Ogni giorno
    questa casa
    combatte ostinata contro il vento,
    combatte stanca contro la pioggia:
    combatte.
    Ogni giorno
    questa casa
    si abbandona triste alla terra,
    si abbandona rasseganata a ciò che sarà:
    si abbandona.
    Ogni giorno 
    questa casa è quì,
    forte.
    Ogni giorno 
    questa casa
    mia non è. 

  • 22 agosto alle ore 9:38
    Inutile rivolta

    Un bacio
    di ghiaccio
    mia amata,
    sul cuore
    mio pirata scagliasti
    e [lui] freddato rimase
    da quel fulmineo
    sguardo
    come una saetta.
    Rivoltoso
    il sole cercò
    di riportar
    pace tra
    quel tiranno
    bacio

    quel cuore
    malato: ma
    or anch'esso 
    giace
    in un campo
    di girasoli
    diafani e neri
    imprigionato dentro
    solitaria speranza.

    Taranto, 13 agosto 2018.

  • 21 agosto alle ore 16:13
    Mi tengo tutto... tutto serve! (Pride)

    Mi tengo tutto ciò che ho, ben stretto
    (...tutto serve!)
    Mi tengo tutto ciò che ho: ciecamente,
    cinicamente e strenuamente.
    (...tutto serve!)
    Mi tengo il (mio) dolore,
    mi tengo la (mia) insicurezza,
    mi tengo la (mia) confusione,
    mi tengo la (mia) infinita nostalgia
    e tutta la (mia) dolcezza
    (...tutto serve!).
    Mi tengo i (miei) bagliori notturni,
    mi tengo il (mio) stupore,
    mi tengo i (miei) sogni diurni,
    mi tengo i sogni quelli chiusi in un cassetto
    mi tengo le parole che non ho (mai) detto,
    mi tengo il (mio) fervore;
    (...tutto serve!).
    Mi tengo le (mie) tristezze e le (mie) malinconie: 
    che sono tutte mie
    Mi tengo i (miei) ricordi belli ed anche quelli brutti
    e me li tengo proprio tutti;
    (...tutto serve!).
    Mi tengo il (mio) stupido orgoglio ferito,
    mi tengo le (mie) ferite,
    mi tengo i (miei) sbagli fatti: che tanto hanno influito;
    mi tengo il (mio) fare lunatico e tutte le (mie)
    inutili battaglie: quelle perdute e quelle vinte,
    quelle concluse e quelle (mai) finite...quelle finte!
    (...tutto serve!).
    Mi tengo le (mie) inquietudini
    mi tengo il (mio) passato e il (mio) presente
    mi tengo le (mie) strane manie e le (mie) cattive abitudini,
    mi tengo tutto quanto: che è sempre meglio di niente!
    (...tutto serve!).
    Mi tengo la (mia) naturale paura della morte,
    mi tengo la (mia) voglia di vivere, a volte;
    mi tengo la (mia) joye de vivre d'ieri, la (mia) voglia di
    morire di oggi, nonché le (mie) naturali ed insane emozioni,
    mi tengo le (mie) ipocrisie e le (mie) contraddizioni;
    (...tutto serve!).
    Mi tengo il (mio) pensiero libero ed il (mio) mondo,
    mi tengo il (mio) curioso sentire e vedere...le cose a tutto tondo;
    mi tengo le (mie) piccole e buone "cose",
    mi tengo il (mio) vivere alla giornata, senza futuro:
    né in grande o in piccola dose;
    mi tengo il (mio) mollare ed il (mio) tener duro!
    (...tutto serve!).
    Mi tengo il (mio) senso di vuoto ed i (miei) pensieri: tristi e cupi,
    mi tengo la (mia) misantropia e la (mia) testardaggine;
    mi tengo le (mie) fatue illusioni e le (mie) disillusioni:
    in dentro dei "dirupi" ,
    mi tengo le (mie) giravolte col tempo e la (mia) stupidaggine,
    (...tutto serve!).
    Mi tengo i (miei) sogni svaniti e quelli realizzati,
    mi tengo le (mie) occasioni perdute ed i (miei) fallimenti,
    mi tengo i (miei) pugni presi in...faccia (sui treni mai presi)
    e quelli dati
    mi tengo, sì, mi tengo i (miei) malcontenti i (miei) tradimenti,
    (...tutto serve!).
    Mi tengo le (mie) fantastiche allucinazioni e la (mia) ingenuità,
    mi tengo i (miei) alti e bassi ed i (miei) malumori;
    mi tengo le (mie) debolezze e la (mia) umana fragilità,
    mi tengo il (mio) romanticismo démodé e le mie fantasie: coi (miei)
    tanti languori!
    (...tutto serve!).
    Mi tengo la (mia) solitudine e la (mia) anima inquieta e ribelle
    mi tengo le (mie) insofferenze ed i (miei) beceri idealismi;
    mi tengo i (miei) qualunquismi ed i (miei) falsi moralismi,
    mi tengo i (miei) antiquati principi: trovati sotto cattive stelle
    vissuti sulla mia pelle!
    (...tutto quanto serve!).
    Mi tengo la (mia) indifferenza e la (mia) apatia,
    mi tengo (mio) immenso rimpianto di vita vissuta...passata!
    Mi tengo (mio) indelebile rimpianto per le persone amate
    (perdute) andate via,
    mi tengo la (mia) vita di merda...: che non l'ho cercata!
    (...tutto serve!)
    Mi tengo il (mio) inguaribile "male di vivere" ed il
    (mio) incurabile istintivo "spirito di sopravvivenza",
    mi tengo il (mio) cuore, a volte tenero altre di pietra: ma già
    pronto ad ogni evenenza!
    Mi tengo il (mio) grande cuore - che batte - spesso ferito, ed oramai
    inaridito spento;
    mi tengo il (mio) raziocinio e la (mia) razionalità, il (mio) momento,
    mi tengo il (mio) tenero dolce cinismo, la (mia) calda freddezza, il (mio) lurido
    fare di ghiaccio,
    mi tengo la (mia) sporca rabbia in corpo e (mia) fottuta vita:
    e con lei vò a braccio!
    (...tutto quanto serve!).
    Mi tengo (miei) castelli di sabbia: scivolati in mare;
    mi tengo (miei) ricordi di allora: di estati in riva al mare;
    mi tengo (miei) ricordi di estati: ad aspettare a nuotare,
    a ballare, a volare via a...
    (...tutto quanto serve!).
    Mi tengo tutto ciò di cui ho scritto in queste
    insulse righe:
    e lo porto sulle (mie) spalle,
    mi tengo tutto ciò di cui ho scritto in queste
    insulse righe:
    e lo vivo sulla (mia) pelle,
    mi tengo tutto ciò perché è (mio),
    mi tengo tutto ciò perché è quanto mi resta!
    (...proprio tutto serve, sì, tutto quanto serve!)...
    ma non so se mi basta!

    Taranto, 20 giugno 2013 (modificata in data 10 maggio 2016).

  • 21 agosto alle ore 14:59
    E'soltanto un funerale

                                                     da: Delio Tessa, poeta anarchico milanese.
    E'soltanto un funerale:
    cornacchie andate a male,
    suonano violini guzla
    e trombettieri del Piave;
    "Dove sono gli invitati?"
    grida un vecchio indiano
    con la stampella d'oro in mano:
    "Forse sono andati a male
    anche loro"
    risponde la moglie del morto.
    E'soltanto un funerale:
    la chiesa è chiusa, allora
    dritti al camposanto!

    a: Vladimir Majakovskji, poeta rivoluzionario (russo)...amante della vita!

     

  • Sempre = tutti = (li trovi li vedi li senti)
    da ogni dove, in ogni dove: migrantes!
    Parton tutti lontano da dove per andare...
    lontano da dove; pieni di sogni
    sono e di speranze, e di illusioni;
    parton tutti lontano da dove: carichi di illusioni ma
    senza soldi, disperati, senza nulla da perdere.
    Migrantes!
    Lasciano le loro case e le loro famiglie per
    andare in un punto, verso l'ignoto;
    per andare in un punto...lontano
    da dove: basta che sia lontano,
    lontanissimo dalla loro miseria, dalla
    loro fame di...sogni;
    basta che il vento, anzi, un vento di libertà
    li porti...lontano da dove: migrantes!
    Migrantes!
    Ma il porto d'approdo è
    pieno di trappole, migrantes,
    il porto d'approdo è scaltro,
    spietato con voi, migrantes;
    non lascia scampo a quelli come voi: migrantes!
    Il porto d'approdo, le terre di approdo
    non amano i viaggiatori come voi: perché
    han paura del vostro anelito di libertà;
    della vostra sete di nuove terre...
    hanno paura della vostra disperazione, migrantes!
    Migrantes!...
    Ma voi non vi lasciate abbagliare,
    e non vi lasciate accecare dall'odio (di quell'approdo,
    di quelle terre)
    non vi lasciate ingannare, non vi lasciate fottere,
    non vi lasciate illudere (da quell'approdo,
    da quelle terre...mai, migrantes!).
    Migrantes: non vi lasciate umiliare mai.
    E non perdete il rispetto di voi stessi;
    continuate a sognare, a lottare,
    a credere...
    nella forza della speranza e del coraggio: migrantes!
    Migrantes!
    Siate sempre fieri di voi stessi, abbiate
    sempre fede...(solo) in voi stessi;
    contate (sempre e soltanto)...su voi stessi, o
    migrantes!
    Migrantes!
    Mantenete intatta e pura
    la vostra dignità,
    la purezza dei primordi che è in voi;
    non smettete mai di sentire...il vento
    che spira forte da sud (quello è)
    il vento del cambiamento,
    migrantes!
    Migrantes!
    Abbiate sempre sete:
    di giustizia, di pace
    e fratellanza, migrantes!
    Migrantes!
    Non smettete mai
    di guardare: verso
    l'orizzonte,
    di cercare
    nel cielo il punto d'incontro
    con l'infinito, 
    di camminare lungo
    una strada chiamata...domani,
    di immaginare il sole
    che nasce;
    di camminare ed arrivare
    ad una strada chiamata...domani:
    quella è la vostra meta, migrantes!
    Migrantes!
    Non smettete mai
    di essere voi (stessi);
    di essere padri e figli,
    madri e sorelle,
    uomini e donne: ricordatevi
    quelli siete voi, migrantes!

    Taranto, 11 febbraio 2013.

  • 18 agosto alle ore 21:36
    La scoperta

    Nel gelido tepore
    di quei freddi e lunghi inverni
    il mio cuore si bagnò di solitudine:
    fu allora che scoprii
    d'esser nudo innanzi
    al mistero
    della vita e della morte...
    annusai d'esser uomo veramente.

    Taranto, 22 gennaio 2018.