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Poesie di Luciano Ronchetti

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  • 04 giugno alle ore 10:32
    Candele accese all'alba

    Mio padre 
    mi ha svegliato
    era l'alba
    già
    il cielo grigio
    le alture
    bagnate d'azzurro 
    nascoste dalla nebbia
    una donna
    per strada porta una candela
    poi un'altra donna
    e un'altra
    un'altra un'altra un'altra
    ancora
    10 100
    sono 1000 adesso
    le strade piene di donne
    con le candele accese
    in mano
    era l'alba
    quando
    mio padre
    mi ha svegliato...
    candele accese all'alba

    YAZIN AL MASRI, 2 anni/IBRAHIM AL MASRI, 11 anni/ YAHIA KHALIFA, 14 anni/LINA SHAHER,16 anni/MUSTAFA OBAID, 17 anni/BASHAR SAMOUR, 17 anni/IBRAHIM HASANAYN, 16 anni/MUHAMMAD SULEIMAN, 16 anni/HUSEIN HAMAD, 11 anni/BARA' AL GHARABALI, 6 anni/RAHAT AL MASRI, 10 anni/MARWAN AL MASRI, 7 anni/HAMZA ALI, 12 anni/HALA AL-RIFI, 14 anni/ZAID AL-TALBANI, 5 anni/AMAAR AL-AMOOR, 11 anni/HAMADA AL-AMOOR, 13 anni/KHALID AL-KANOO, 17 anni/LINA ISA, 14 anni/BATHENA ABID, 6 anni/AMEER AL-TANANI, 7 anni/ADAM AL-TANANI, 4 anni/MUHAMMAD AL-TANANI, 3 anni/ISMAEEL  AL-TANANI, 8 anni/AHMAD AL-HAWAJIRY, 14 anni/MUHAMMAD ABU DIYAH, 1 anno/HOUR AL ZAMILI, 2 anni/IBRAHIM AL-RANTISI, 1 anno/FAWZIYA ABU FARIS, 17 anni/ISLAM AL' ATAR, 8 anni/AMBER AL' ATAR, 6 anni/MUHAMMAD AL' ATAR, 1 anno/ABDULLAH JAWDA, 13 anni/SUHAIB AL HADIDI, 13 anni/ABDUL RAHMAN AL HADIDI, 8 anni/USAMA AL HADIDI, 6 anni/MARIAM ABU HATAB, 8 anni/YAMAN HABU HATAB, 6 anni/BILAL ABU HATAB, 9 anni/YUSUF ABU HATAB, 11 anni (Fonte/Source: Ministero della salute palestinese/Palestinian Ministry of Health)

    Taranto, 19 maggio 2021

     

  • Amara è la vita...
    passa il tempo,
    i treni passano: fanno danni
    vanno sempre più veloci
    ma (guai) se non li prendi
    sotto i ponti ti ritrovi
    a dormire per anni
    vecchio di sogni: precoci
    Amara è la vita...
    dolce - come il miele - (quando)
    lo vuoi tu; dolce se vuoi
    tu: ma non voglion gli altri!
    Amara è la vita...
    non si può piangere: se
    (quando) lo vuoi tu
    perché non voglion gli altri
    che magari ridono!
    Amara è la vita...
    ti fotte sempre: proprio (quando) meno
    ti aspetti che però
    è il momento giusto
    dubbi strani ancestrali: bisogni
    (dell'uomo)
    nei cassetti
    Amara è la vita...
    ti guardi allo specchio: non ti riconosci
    (quasi) provi pena per te stesso
    (quasi quasi) ti fai pena da solo;
    t'afflosci seduto a tavolino
    come un "fesso"
    Amara è la vita...
    meglio così: almeno [lei]
    a volte ti perdona
    (tu invece mai lo fai con te stesso!)
    Amara è la vita...
    (a)
    frammenti
    Amara è la vita...
    meglio così: altrimenti?!

    Taranto, 31 dicembre 2016.

  • 21 febbraio alle ore 9:14
    La caduta

    Nell'abisso di un attimo
    posi il mio sguardo
    era nero
    era bianco
    quell'attimo rosso era
    freddo caldo
    senza riguardo
    alcuno
    verso il mio sguardo...
    capii
    che quell'abisso
    non era l'abisso
    di un attimo
    ma l'attimo
    caduto nell'abisso
    che non vuol più
    tornare

    Taranto, 17 febbraio 2021
     

  • 10 febbraio alle ore 18:56
    Solitudine

    Nelle pietre
    dove tutto è scritto sepolto
    Nei petali d'un fiore
    dove ogni cosa appassisce
    nelle ali d'una farfalla
    che battono il tempo d'un soffio
    appena 
    In un perduto amore
    impossibile o cieco
    in un cielo di notte
    dove luna e stelle stanno al buio
    nella banalità del mondo
    del bene o del male
    nella nave che naviga
    in aperto mare 
    senza mai attraccare
    in alcun porto
    nel vento che soffia
    e poi si placa
    nei pensieri disordinati
     e sghembi
    d'un vecchio che non vuol morire
    negli occhi di un bambino
    che piange
    nell'appressarsi d'ogni cosa
    lento ma inesorabile, nel dipanarsi,
    allontanarsi del tempo
    dal punto d'arrivo o di partenza
    nei binari morti delle stazioni
    dove i treni 
    non partono più
    sulla panchina d'un parco
    dove una donna siede
    e legge il diario
    della sua vita
    in una casa distrutta
    lungo una strada abbandonata
    in un bacio d'addio
    in un saluto fatto ad un'amico
    in un addio senza un bacio
    in uno sguardo fissato sulle nuvole
    in un sorriso ricevuto
    in una lacrima perduta
    in un corpo che inerme
    giace sulla nuda terra
    Solitudine
    in ogni cosa che nasce
    vive e poi muore
    in ogni luogo senza rumore

    Taranto, 10 febbraio 2021.

  • 08 febbraio alle ore 14:43
    Ancestral

    Tutto era buio
    Tutto era luce
    Il buio si accoppiava
    Con la luce
    Il sole, la luna
    Le stelle unico
    Fascio di voce
    Nel caos del cielo
    Fornicavano Andromeda
    Gamma Saturno
    Urano un gabbiano
    Nero Swank s'alzò in volo:
    "Ancestral!" un suono stridulo emanò
    Le montagne s'aprirono 
    Così cominciò ad ululare
    Il vento...
    Il mare s'agitò
    Oltre i confini dello spazio
    I fiumi sbarcaron sulla terra
    Un grido mormorò
    La natura sul piede di guerra
    Pianure, campagne verdi colline
    Mostraron scintille
    Il caos regnava
    Nel caos tutto
    Era buio era luce
    Non avevano colore
    Ma ognuno di essi splendette
    Di fronte all'ignoto...
    Qualcosa di vuoto.
    Ancestral.

    Taranto, 5 febbraio 2021
    (pubblicata su PoemHunter.com il 6 febbraio 2021).

  • 07 febbraio alle ore 12:50
    In morte di un amico

    Ho visto il tuo sguardo
    per l'ultima volta
    i tuoi occhi
    che mi gridavano qualcosa
    ed ho capito
    quanto piccolo
    ora sia il mondo
    senza di te

    Taranto, 6 febbraio 2021.

  • 26 gennaio alle ore 7:54
    Canto stonato

    Diradarsi le nebbie
    quando
    il lupo canta alla luna

    Taranto, 26 gennaio 2021.

  • 26 gennaio alle ore 7:53
    In punta di piedi

    Splash! Cadendo nell'acqua
    ha fatto rumore
    il mio cuore...
    una carezza appena
    nel vorticoso
    smembrarsi del tempo

    Taranto, 26 gennaio 2021.

  • 03 gennaio alle ore 10:05
    Il vento

    liberamente ispirata al film di Ferzan Ozpetek "Rosso Istanbul".

    Per tutta la vita
    ha soffiato sul mio volto
    senza mai spettinarmi
    lacrime
    ho visto scendere
    dai loro occhi
    senza mai asciugarle
    non sapendo se fosse
    dolore o gioia!

    Chi guarda troppo
    al passato non vede
    il presente
    ma il passato
    non è stato bambino,
    giovane forse
    anche lui
    speranzoso del futuro?

    Il vento 
    ha consumato gli anni
    s'é preso il mio tempo
    ha catturato
    miei ricordi lasciandomi
    affanni
    ha rotto gli argini
    dei fiumi e tormentato
    montagne
    ha provocato tempeste
    le onde del mare
    sollevando
    sul mio volto
    ha soffiato per tutta la vita
    senza mai spettinarmi.

    Taranto, 31 dicembre 2020.

     

  • 22 novembre 2020 alle ore 21:55
    Aver paura (la paura)

    Borderline
    camminiamo all'abisso
    senza andare 
    oltre mai: paura
    abbiamo ch'esso
    sia vuoto.

    Taranto, 22 novembre 2020.

  • 22 novembre 2020 alle ore 21:48
    Zombie a zonzo (i nuovi zombie)

    Ombre indistinte nella
    coltre...
    in attesa del rintocchio
    dello sciacallo.

    Taranto, 18 novembre 2020. 

  • Chi tanto ha dato e poco ricevuto
    giorn'arriva, alfin arriva quello ch'é del
    riflusso: in cui corrente [cortese] riporta 
    a riva ciocché s'é preso e quel che si è
    perduto.

    Taranto, 16 marzo 2015.

  • Le cose che ti ruotano 
    attorno
    quando le osservi sono senza
    contorno
    le osservi le annusi
    le guardi
    non hanno sguardi
    son senza ritorno
    un pozzo senza fondo
    infinito
    non hanno contegno
    rispetto riguardo
    per nessuno
    le cose che ti ruotano
    attorno
    son senza contorno
    non è mai troppo
    tardi alla fine
    l'ho capito ma resto
    a digiuno!
    Le cose che ti ruotano
    attorno...

    Taranto, 20 ottobre 2020. 

  • 15 ottobre 2020 alle ore 14:19
    Un giorno (li avrò)

    Avrò i tuoi occhi
    un giorno, oggi mi accontento
    del tuo corpo
    avrò i tuoi occhi
    un giorno, oggi mi accontento
    d'una tua parola
    vuota senza domani
    avrò i tuoi occhi
    un giorno, oggi mi accontento 
    dei tuoi pensieri
    di accarezzarti
    il viso di stringerti
    le mani
    avrò i tuoi occhi
    per catturare
    i tuoi sorrisi i tuoi silenzi
    i tuoi sguardi
    avrò i tuoi occhi
    un giorno li avrò:
    sarà troppo tardi?

    Taranto, 15 ottobre 2020. 

  • 28 settembre 2020 alle ore 13:15
    L'idiota

    Bramando a volte va
    intelligenza e fortuna,
    ma soltanto coglier sa
    le mosche al calar d'ogni luna.
    Va facendo scempio
    di fatti e (di) parole
    pur non prendendo esempio
    da nulla né sotto il sole.
    L'idiota non si ferma mai
    all'erta sta sempre e in pena
    giammai lo fa, giammai:
    ma muore lui almeno a pancia piena.

    Taranto, 26 gennaio 2017. 

  • 28 settembre 2020 alle ore 8:04
    Il perfetto ragioniere

    Conto i giorni conto le ore
    conto i minuti;
    ma intanto passano gli anni
    e miei sorrisi son sempre più muti.
    So far ben di conto così
    sono un perfetto ragioniere
    che trascura notte e dì
    ma non rinnega il piacere.
    Conto i minuti sberleffo le ore:
    che sono più brevi degli altri;
    ed in attesa che'l foco riprenda vigore
    pensieri assaporo e ricordi scaltri.
    I giorni conto ore e minuti
    coi piedi e colle mani;
    miei sorrisi son sempre più muti:
    ma giungon li stesso al domani.

    Taranto, 5 gennaio 2017.

     

  • 22 settembre 2020 alle ore 5:50
    Avere e non avere

    Finché avrò respiro
    ed occhi miei vedranno
    esalerò un sospiro
    e ferite mie - così - guariranno.
    Ma quando respiro non più avrò 
    cogli occhi per sempre chiusi:
    lor mi vedranno che in alto andrò
    ad affollar silenti pascoli giammai verdi né illusi. 

  • 27 agosto 2020 alle ore 19:18
    Veterani di guerra (inutile ferraglia)

    Veterani di 1000 cento battaglie
    can perso dignità e frattaglie
    in petto portan scritto
    i segni dell'oggi, di ieri e del domani
    oltre a tante medaglie...
    ma quelle "medaglie" le nazioni
    tutte (le) riempion d'orgoglio: ooooh
    quanta inutile ferraglia!

    Taranto, 8 settembre 2016.

  • 11 giugno 2020 alle ore 19:18
    The End (surreale "ottimismo" non sense)

    The End: non è la fine
    in qualche sperduto lembo
    oscuro di terra;
    The End: è il confine
    borderline...nell'attesa
    d'una nuova guerra.

  • 15 maggio 2020 alle ore 18:42
    La ballata del tempo passato

                                                                                    da: Edoardo Sanguineti
    Quando ci penso che il tempo è passato
    la cicogna volò&la madre apparve che m'a partorito
    poi le fate i bimbi i primi giuochi
    e poi le ragazze già le donne, i primi fuochi
    d'affetto d'amore sotto le gonne - di grande gioia:
    pensarci adesso ch'é vuoi che sia, solo noia.

    Quando ci penso che il tempo è passato 
    (mica così in fretta come sembra, però!)
    che arriva un giorno mentre un'altro è scordato:
    alla nonna materna ripenso che in braccio amorosa mi tenne
    io fiorellin piccolissimo, lei crisantemo da farci strenne
    di Natale, a Natale già tutt'insiem che gioia:
    pensarci adesso oblio è il tempo, solo noia.

    Quando ci penso che il tempo ritorna
    c'arriva il giorno che più mai torna
    indietro; tutti quei suoni strani, tanto magici i colori
    qual voli pindarici alti alti, tali e forti eran gli odori
    (di mandorli in festa e di vestiti che sapevan di bianco)
    nei giorni e nella notte in estate come d'inverno,
    col sole&colla pioggia: amori in paradiso mica all'inferno.

    Quando ci penso che il tempo è passato
    che (i) giorni non tornano dacché lui s'è consumato,
    ardon essi inutilmente bruciando come una candela
    in pena, la pena di volti oscurati dal silenzio della sera
    della notte eterna: colei mai arde e vien al finire
    perché giorno arriva che si va a dormire.

    Quando ci penso che il tempo è passato
    vita ho vissuto e (l') amor è finito
    affetti recisi da mano impietosa, 
    la morte: semper sincera come giovin sposa
    vien&prende poco lasciando - quasi nulla - ai superstiti
    di loro; a loro penso "morti vivi" già esistiti:
    ed alfin (è) pensando che giusto mi sovviene:
    un soffio di vento (è) ciocchè di Lor oggi m'appartiene.

    Taranto, 7 marzo 2016.
     

  • 15 maggio 2020 alle ore 18:04
    Donne in gabbia

    Liberate ier sera
    sul far dell'undecim'ora:
    in cielo brilla una solitaria stella, ma la luna è illune...
    inferriate nel cortile divelte dal sonno&camerate
    raggianti di silenziosa tristezza.
    Liberate ier sera
    sul far dell'undecim'ora
    ma poi rimesse in gabbia: al cantar del gallo...
    urli dappertutto, urla - grida -
    strazianti, infermieri al galoppo
    qua e la
    medici in visibilio nelle corsie l'inferno:
     - Sbrigati, Cacciapuoti, il valium il valium...
     - Dai, sù chiama Rostagno: che avvisi il professore
     - Sì, dottore, sarà fatto...
     - Dai, sbrigati, sù, il valium il valium...40 50
    90 NO, 80 milligrammi
    Nelle corsie l'inferno...
    ammattite...: di nuovo? NO, NO NO...
    Lugubri presagi: "camicia di forza" ovvia conclusione,
    di nuovo indosso su "letto di contenzione"!
    Questa SIGNORI, è la vita delle donne in gabbia...
    andirivieni da matti di tutte le donne (matte) in gabbia del mondo;
    E non c'è taser, né manetta, né TSO, né bastone, né "cicca" che tenga, credetemi!!!!

  • A Busto Arsizio - in via Dalmazia - v'é
    un precipizio
    dove molti (passando) cadon giù:
    altri non è - ciò - sol che l'inizio
    d'un piccolo indizio o forse più?
    - Ma no, tal precipizio è proprio (men che) niente -
    è soltanto un piccolo buco meno che un buco sì nella strada
    nel cui però cade dentro la gente:
     vuoi che "qualcun" vi bada?
    (è come quelli dell'autostrada!)
    Ma sì! Ma sì, allor! sì, sì, sì: su dai
    lasciam così (le cose) quel buco di tanto "strano"
    da diman - son certo - "vedrai"
    che gente di li passando più accorta sarà: si terrà per mano!

    Taranto, 19 febbraio 2016.
     

  • 03 maggio 2020 alle ore 9:22
    Eroi...

    Tutti eroi siamo
    sopravvissuti
    tutti eroi siamo
    diventati quasi
    per caso
    sfuggiti
    al destino
    al "mostro"
    vestiti da
    "detenuti"
    in semilibertà
    (per un'ora d'aria al mattino, di pomeriggio, sul balcone!)
    Tutti eroi siamo
    eppure
    qualcuno disse
    una volta
    "non è più tempo di eroi!"
    ma adesso 
    tutti eroi siamo
    nessuno più
    ormai è santo!
    Tutti eroi
    solo ed unicamente
    eroi...
    sopravvissuti
    diventati
    sfuggiti
    vestiti da "detenuti"
    ma siamo davvero 
    ancora vivi?
    Oppure siamo soltanto eroi?

    Taranto, 3 maggio 2020. 

  • 01 maggio 2020 alle ore 0:53
    Non sono un untore

    Non amo i governi e i decreti
    ma non sono un untore,
    non amo gli sbirri zelanti
    ma non sono un untore,
    non dico "io resto a casa"
    ma non sono un untore,
    non dico "andrà tutto bene"
    ma non sono un untore,
    non porto la mascherina
    ma non sono un untore,
    non prego né bestemmio
    ma non sono un untore,
    non piango né rido
    ma non sono un untore,
    vorrei baciare una donna
    ed abbracciare un bimbo
    ma non sono un untore,
    vorrei gridare al sole
    ma non sono un untore,
    vorrei seguire un uomo 
    che muore, portare un fiore
    sulla sua tomba "infetta"
    ma non sono un untore,
    vorrei tagliarmi un braccio
    per cambiare le cose
    ma non sono un untore
    non sono un robot
    ma non sono neanche un untore:
    sono solo un uomo
    tra mille e centomila;
    sono solo un uomo
    ma non chiedo perdono a nessuno
    di esserlo!

    Taranto, 26 marzo 2020.

  • 16 marzo 2020 alle ore 12:14
    Earth Mother

    Madre Terra: cosa sei diventata?
    Ricordi quando eri giovane, tutto era bianco o nero...
    era primordiale dei puri ricordi e delle magiche
    notti senza respiro sotto le stelle e la luna...
    Madre Terra: cosa sei diventata, cosa mai ti hanno fatto?
    Madre Terra: cosa sei diventata? Hanno ucciso
    il tuo primordiale candore?
    Madre Terra...prati di fiori arcobaleno; distese di fragole rosa
    innanzi a me!
    Madre Terra...quando tutti camminavano liberi&selvaggi
    senza brancolare nel buio segreto di Tumbstone;
    quando la tigre albina camminava libera&selvaggia
    nelle smisurate pianure di Euralia;
    quando l'aquila reale
    maestosa volava sopra le montagne blu
    e verdi della Messaglia...
    Quando tu: Madre Terra eri diversa;
    Madre Terra cosa sei diventata?
    Madre Terra...
    lo sai che
    prima... (quando: allora?!)
    i deserti (anche) erano abitati da alberi sempreverdi:
    forse erano (anche) arànci amari&dolci?!
    Madre Terra...
    cosa sei diventata: pura& semplice
    merce di scambio...
    soltanto un "affare" da uomini!

    Taranto, 27 dicembre 2013.