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Poesie di Luciano Ronchetti

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  • 24 dicembre 2019 alle ore 7:22
    Gemme

    Sgomento m'assale
    quando m'arrivi 
    in sogno
    al risveglio (poi)
    d'estasi m'inèbrio

    Taranto, 10 giugno 2017.

  • 15 dicembre 2019 alle ore 19:04
    La vagina ("sora magna")

    La vagina, salt'imboccca
    ma non é alla "romana",
    fa goder se la si tocca
    anche una settimana.
    La vagina, beata lei
    porta vita a tutte l'hore
    se vogliam non dorme mai
    non l'anno però preti s'ille suore.
    La vagina: ella compagna
    in salute e malattia,
    che piacer se la si bagna 
    alla vergine com all'arpia.
    La vagina: in conclusione
    "sora magna" l'é dei buchi,
    un pertugio birbaccione
    da divertir anche gl'eunuchi!

    Taranto, 14 settembre 2016.

  • 13 dicembre 2019 alle ore 14:43
    Io e lui

    La, dove
    le mie lacrime naufragano
    ribelli;
    il mare...
    dove
    la mia malinconia
    galleggia
    come (un) arcobaleno
    di pensieri
    il mare...
    io e lui
    insieme 
    siamo infinito.

    Taranto, 12 dicembre 2019.

  • 13 dicembre 2019 alle ore 14:34
    Fusione

    Gli infiniti d'uno sguardo (silenzioso)
    si fondono con gli sguardi perduti nell'infinito...
    alle maree del pensiero
    ed al rumore delle parole le briciole.

    Taranto, 24 giugno 2018.

  • 13 dicembre 2019 alle ore 14:22
    [Brucia...] (il comandamento)

                                                                                      a: Caterina, compagna anarchica 

    Brucia
    come una fiaccola ardente
    nella notte ribelle...
    quando ti spegnerai
    la cenere di quel
    fuoco si sparpaglierà
    tra le stelle amiche.

    Taranto, 13 dicembre 2019.

  • 10 dicembre 2019 alle ore 20:24
    Con il cuore che batte

    Non regalarmi fiori
    vedrei poi la loro vita
    costretta nella prigione
    di un vaso.
    Regalami una corsa 
    a piedi scalzi in un prato.
    Non regalarmi un vestito
    rimarrebbe appeso
    nel tempo e nella polvere
    della sua vanità.
    Regalami una danza
    sotto la pioggia d'autunno in strada.
    Non regalarmi un gioiello
    regalami una pietra
    poi scappiamo
    veloci, veloci, veloci
    con il cuore che batte
    forte, forte, forte
    Prenderemo il volo.

    Caterina Barbierato, da: "Tempesta - Quando la libellula danza"

  • 29 novembre 2019 alle ore 11:16
    Le strade della memoria (Trilogia del tempo/3)

    Ogni volta che ripercorro le strade della memoria
    cor mio s'accende e si spenge ad intermittenza:
    or palpita, trema, freme or vibrante è...perdendosi
    nel vorticoso flutto dei ricordi di vita, arcani e ben conservati
    o in personificate, variopinte immagini ed idilliaci flash-back,
    in dolci e suadenti suoni
    o nell'accattivante brusio di voci amiche,
    in remote profondità di luce: fonti di viva gioia!
    Ogni volta che ripercorro le strade della memoria
    cor mio s'accende e si spenge ad intermittenza:
    e quanti sussurri, e quante scosse o travagliati ondeggi,
    e quali forti emozioni
    così selvagge, quasi salvifiche...perdendosi
    prima ma poi ritrovandosi con la sua propria anima,
    ed inconsapevolmente ricongiungendosi ad essa, dopo il viaggio;
    è bellissimo tutto ciò: oh sì, quanto lo è veramente...
    di fantastica, sincera beltade!

    Taranto, 17 settembre 2012.

  • 16 novembre 2019 alle ore 8:29
    In inverno (filastrocca di carnevale)

    Gli alberi sono senza foglie
    il cuore ormai
    nulla coglie
    ed il pensier più
    non ha voglie;
    gli inammorati sfogliano le margherite
    spoglie
    ed il marito insieme
    alla moglie assapora
    il tempo che passa.

    Taranto, 15 febbraio 2019.

  • 09 novembre 2019 alle ore 15:18
    [Si muove...]

    Si muove il corpo, ma l'anima
    è fissa: il suo moto
    di rivoluzione, però, è veleggiare
    nei mari (controversi) dell'infinito.

    Taranto, 21 novembre 2017.
     

  • 13 ottobre 2019 alle ore 20:56
    Perché sono nato?

    Sono nato
    per guardare l'alba chiara
    alzarsi in cielo
    sono nato
    per ascoltare il sibilo del vento
    che squarcia 
    le nuvole
    per scalare montagne
    e solcare mari
    in tempesta
    sono nato
    per osservare le farfalle
    posarsi 
    sui fiori
    per tender la mano
    a mille colori
    sono nato 
    per odiare e amare
    con tutto me stesso ascoltando
    soltanto mio
    cuore
    per piangere 
    e gioire del male
    e del bene
    sono nato
    per attraversare
    i deserti
    per varcare i confini
    del nulla
    sono nato
    per rubare un sorriso
    all'eternità e donarlo
    a sorella tristezza
    per rubare
    scampoli di magia
    al sole e frammenti
    di mistero alla luna.
    Sono nato
    per fare l'amore
    sulla spiaggia
    d'estate
    per cantare
    e suonare di fronte
    ad un tramonto
    vermiglio insieme
    alle fate.
    Sono nato
    per attraversar l'inferno
    per abbattere
    confini e sbarre
    per spezzare catene
    aver cento
    migliaia di pene
    abbracciare l'inverno
    sono nato per cadere
    e rialzarmi
    per amarmi
    o maledirmi
    sono nato
    sono nato e basta...
    non sono nato
    per morire
    ma per vivere in eterno!
     
     

  • 07 ottobre 2019 alle ore 22:33
    [Amo i poeti...]

    Amo i poeti nichilisti
    quelli romantici e crepuscolari,
    i poeti maledetti e malinconici
    futuristi simbolisti laconici
    eppur quelli ermetici,
    i poeti dannati
    - quelli che si dannano il cuore
    e l'anima fino al midollo -
    i poeti bohemien
    - che rubano materia agli astri -
    e quelli dandy
    - che portan fiori all'occhiello -
    quelli "artisti"
    e gli intimisti
    amo i poeti pittori
    e "musicisti", i filosofi
    i mistici e gli individualisti.
    Amo i poeti anarkici, quelli rivoluzionari
    e quelli comunisti o naturalisti;
    amo i poeti d'avanguardia
    e all'avanguardia, 
    quelli tradizionalisti:
    sono loro la torre di guardia
    del mondo.
    Amo i poeti sognatori
    - gli stilnovisti e i provenzali -
    e quelli psichedelici,
    quelli dialettali
    che amano gli onori
    i visionari
    che gioiscon dei dolori.
    Amo tutti i poeti
    quelli del mondo
    e dell'infinito,
    quelli dell'animo umano
    a tutto tondo
    o masnadieri per sempre,
    bastardi dentro.
    Amo i poeti
    perché sono uomini come me
    umani.
    Amo tutti i poeti
    perché sono gentili,
    sensibili e fragili come me:
    sono loro la vera forza 
    dell'universo!

    Taranto, 20 ottobre 2018. 
     

  • 30 settembre 2019 alle ore 11:12
    Quante volte?

    Quante volte
    ho visto lacrime lacere
    consunte sgorgare
    dagli occhi tuoi di seta
    confondersi
    sciogliersi poi
    nella pioggia?

    Quante volte
    ho visto quelle lacrime
    catturare
    la luce del mattino
    in inverno,
    farsi poi di ghiaccio?

    Quante volte
    ho visto quelle lacrime
    cenere diventare
    polvere sotto il sole
    d'agosto,
    mischiarsi poi al vento?

    Quante volte
    ho visto quelle lacrime
    asciugarsi,
    senza poter fare
    nulla!

  • 28 settembre 2019 alle ore 6:31
    Kinky, ragazza (carina) del reggae

    Oh Kinky, ooh baby
    t'ho seguita tutta notte
    ieri [notte], sotto
    la luna strisciante
    e una strana
    fottuta
    pioggia rossa
    che veniva giù
    a frotte...
    (in) seguirti non fu
    vano:
    mi portasti
    tu, come fossi
    il più astuto
    degli incantatori
    di taipan,
    da una musica
    assai strana
    soave e strana,
    magicamente soave
    forte e nuova:
    mi portasti dalla tua
    musica, dal tuo reggae;
    m'hai condotto da lei
    da ciò che volevo
    era quello che ci voleva,
    baby:
    oh sì, è la musica
    perfetta...
    questa
    è la musica del ritmo,
    del ritmo dei cuori
    (è) la musica
    che all'unisono batte
    col loro ritmo
    inebriante soave
    e và, forte và
    per il mondo;
    è la musica
    dei cuori forti
    e puri,
    dei cuori puri
    e impavidi;
    è la musica
    (lei)
    della libertà
    e delle strade,
    della libertà
    delle strade!
    Grazie Kinky,
    ragazza (carina) del reggae:
    per avermi portato da lei!

    Taranto, 27 agosto 2014.

  • 25 settembre 2019 alle ore 6:33
    Il nascondiglio

    Le tue parole
    sono foglie 
    nel vento
    il respiro tuo
    un sussurro
    lieve
    alla luna cieca.
    Ti vedo correre
    lungo l'orizzonte
    coi tuoi pensieri
    chiusi 
    nella mano
    le tue parole
    sono figlie 
    del vento
    coi tuoi pensieri
    ti vedo correre
    e poi
    sparire
    nascosta dietro
    al tuo cuore

    Taranto, 25 settembre 2019. 

  • 24 settembre 2019 alle ore 22:05
    Da quel paese di mio nonno e di mio padre

    Al calar del sole
    il contadino la vanga ripone
    e smette di lavorare;
    smette, sì smette (il suo lavoro).
    ma comincia la stanchezza a contare:
    delle mani dure (ormai) come una pietra
    e delle (sue) braccia, rigide come una lastra
    di granito,
    delle gambe e delle ossa tutte
    appesantite come macigno
    di cenere.
    Il riposo perciò,
    il suo riposo non comincerà mai:
    fa tutt'uno con la stanchezza
    che si porta indosso
    come un vestito mai smesso!

    E quand'anche il gallo tace
    ricerca [il contadino] un po' di pace...

    E la luna così
    sul pozzo si 
    cala e lì
    vi giace
    per un'altra notte (ancora).

    Taranto, 11 settembre 2016.

  • 18 settembre 2019 alle ore 22:38
    Gli indossatori (della sera)

    Indossano sempre gli stessi "colori":
    forse - chissà - perché non ce ne sono (più) di nuovi!
    Dove sono - mi domando - i "colori" (quelli) di una volta?
    Dove sono andati a finire: il rosso fuoco della notturna aurora,
    o il blu mattino che volava sulle montagne?
    Quel rosso e quel blu insieme incendiavano i cuori malati
    di tedio e di noia!
    Dove sono andati a finire: il giallo a pois
    o il verde macchiato di viola? ed il nero mandarino
    che allagavano di gioia la solitudine
    dei deserti?
    Dove sono andati a finire (tutti) quei "colori"
    d'una volta; vecchi e nuovi asprigni
    giovani o vecchi sanguigni, acri e forti
    ma pur sempre scintillanti di sapori?
    Indossano sempre gli stessi "colori"...
    gli indossatori della sera: nella bolgia
    nel caos, privo di qualunque atmosfera!

  • 18 settembre 2019 alle ore 22:17
    La rivoluzione (anarchica) dei fiori

    I fiori si son ribellati: ai cannoni;
    i fiori non sono maoisti, non sono castristi,
    né sono ebrei, né cristiani (o coglioni)...
    i fiori si son ribellati: alle false ideologie
    ed alle facili speranze della fede, quasi sempre illusioni
    (i fiori non sono coglioni);
    i fiori si son ribellati: al lavoro, alla giustizia
    - quella umana e quella divina - ai padroni, alle eresie
    degli uomini e delle religioni
    (perché i fiori non sono servi di nessuno, non sono coglioni);
    i fiori si son ribellati: alle macchine che son tante, miliardi quasi milioni:
    i fiori si son ribellati: hanno deciso di invadere l'aria...
    purezza dei fiori: i fiori son tornati puri,
    i fiori son (ri)tornati bambini: si son ribellati ai cannoni,
    si son ribellati alle macchine - e a tutto: evviva evviva i fiori che si son ribellati;
    beati beati (i) fiori che si son ribellati;
    i fiori si son ribellati: non sono scimmie ammaestrate, non sono santi nè beati,
    non sono pagliacci educati: i fiori si son ribellati
    ma sono soltanto fiori!

     

  • 18 settembre 2019 alle ore 19:58
    Amori folli (lungo le rive del fiume sacro)

    Restiamo sempre soli
    è tutto così lento...
    (e) così triste...
    così pesante: anche
    il desiderio (di amarti) 
    L'acqua del fiume
    scorre lentamente
    è tutto così lento...
    così triste...
    così pesante: lungo le rive
    di quel fiume
    Ma presto
    saremo vecchi
    come quel vecchio fiume
    e finalmente tutto finirà
    niente sarà mai più lento,
    (e) niente sarà mai più triste
    e pesante
    Leggero il fardello
    leggera la piuma d'un uccello;
    leggiero si alza in cielo
    il gabbiano dorato e saluta
    la costa di ponente...
    leggero s'alza il vento
    e solleva folle di polvere
                                               =Fragment n°1=
    Sono venuta a dirti
    che me ne vado...
    cogli occhi tristi saturi di te
    ancora; 
    le tue lacrime
    ormai
    non potranno cambiar nulla...
    (e) neanche un pennello,
    o una tela o un quadro nuovo bianco
    che colorerai.
    E come dice Verlaine
    - prima di bere vino - 
    "me ne vado nel vento maligno"
    o come dice il giocatore
    che bara alla vita ed al tavolo
    "una carta sola basta!"
    e come dice Baudelaire
    il baro è un ipocrita doppiero santo
    che bara e mente due volte: come
    fanno sempre gli ipocriti amanti...
                                                 =Fragment n°2=
    Una sera di rosa e azzurro mistico,
    un lampo solo ci vedrà commisti,
    lungo singhiozzo carico d'addio.
    Un angelo, schiudendo indi le porte,
    a ravvivar verrà, gaudioso e pio,
    gli opachi specchi e le due fiamme morte...
                                                =Fragment n°3=
    Fiamme morte ormai
    spenti i tuoi occhi (sono)
    come il sorriso tuo;
    sono venuta a dirti che me ne vado:
    ti ricordi dei giorni felici e piangi
    rosse lacrime
    sul bianco tuo viso
    ma le tue lacrime
    adesso
    non potranno cambiar nulla...
    soffochi e gemi al presente
    che ha suonato la sua ora
    Adieu, mon amour
    adieu
    sono venuta a dirti
    che me ne vado:
    me ne vado nel vento maligno
    portandomi l'ombra (dietro) 
    gracile
    dell'ultimo tuo sguardo
                                             =Fragment n°4=
    Tu verrai da me
    quando il giorno notte
    sarà e la notte il cielo
    incendierà e le anime
    dei morti
                                             =Fragment n°5=
    L'amore è la più crudele delle illusioni,
    ma il sogno è la più subdola delle speranze.

    Amori folli, sogni disperati, amori folli...
    amare alla follia è amore folle!
    Nelle pallide acque delle tenebre
    gettai il mio sguardo: sperando
    di incontrare il suo!

    da: "Quaderni psichedelici", 2017.
           

     

  • 14 settembre 2019 alle ore 11:00
    Sogno d'autunno

    Una bambina dai lunghi capelli ramati
    e cogli occhi di ghiaccio
    giocava con grosse lumache di marzapane
    in riva al focoso fiume dorato;
    a lei, così, mi avvicinai e dolcemente la presi
    per mano: camminammo insieme tutta notte...
    dinanzi ad uno specchio (mi) feci il lavaggio del tempo,
    e da quel momento vò scambiando
    il passato per presente,
    la verità per menzogna, e voluttà
    estrema voluttà di piacere
    provo dinanzi alla vecchia "morte" generosa ganza
    - la qual sempre rintocca tre volte alla porta
    pria d'entrare a salutar l'acerba sua figliola speranza -
    or mi domando chi mai fosse
    quella bambina:
    "Forse era soltanto una strega
    una piccola madonna
    od una circe piccolina?".

    da: "Quaderni psichedelici", 2017.

  • 14 settembre 2019 alle ore 10:41
    Tristezze della luna

                                                            La luna bastarda ha lanciato le sue frecce:
                                                            senza colpir nessun cuore: anzi, mille e più
                                                            [d'uno].

    Nei suoi sogni la luna è più pigra, stasera:
    come una bella donna su guanciali profondi,
    che carezzi con mano disattenta e leggera
    prima d'addormentarsi i suoi seni rotondi,
    lei su un serico dorso di molli aeree nevi
    moribonda si estenua in perduti languori,
    con gli occhi seguitando le apparizioni lievi
    che sbocciano nel cielo come candidi fiori.

    Charles Baudealaire (da: "I fiori del male").                                   

  • 12 settembre 2019 alle ore 14:38
    Sulla strada (on the road)

    E'sulla strada che accarezzi
    il tuo amore
    E'sulla strada che si vive
    o si muore
    E'sulla strada cha lanci lo sguardo
    al cielo
    E'sulla strada che lasci
    i tuoi sogni
    E'sulla strada che uccidi
    il tuo cuore.

    Taranto, 11 settembre 2019.
     

  • 09 settembre 2019 alle ore 11:46
    Visioni notturne

    dalla II^dimensione: vicina alla III^ed alla I^, ma molto lontana dalla IV^e dalla V^.

    Ho visto in una strana notte di marzo, un carro funebre giallo passare sulla mia strada;
    un vecchio francese che indossava un mantello blu
    lo guidava, al suo fianco sedeva uno scheletro: era
    quello d'una maitresse, vestito di nero; portava
    lo scettro d'un re nella sua mano destra.
    Nel mentre quel carro passava dalle finestre chiuse
    delle case riecheggiavano tristi note jazz
    e da una, però, un megafono leggeva poesie di William Blake...
    la chiesa vicina cominciò a suonare le campane
    a morto: era già mezzanotte ma nel cielo,
    illuminato a giorno, sotto forma di un'enorme
    ammasso di nuvole dorate dal sole al tramonto,
    apparve l'immagine chiara d'un cavallo alato bianco
    che nitriva e scalciava.
    All'angolo della strada, intanto,
    uno zingaro nano nudo suonava
    il suo violino tzigano, con note allegre
    ma quando il carro li arrivò vicino smise...
    svoltò a sinistra poi, il carro
    e non lo vidi più.

    (da: "Quaderni psichedelici", 2017).

  • 04 settembre 2019 alle ore 11:51
    [Violenza è...]

    Violenza è lasciare morire migliaia di persone in mare
    violenza è non riconoscere i diritti inviolabili di Madre Natura
    violenza è la stupidità che porta alla guerra tra poveri
    violenza è ridurre un essere umano alla fame
    violenza è non trovare lavoro
    violenza è sfruttare un lavoratore
    violenza è non avere una casa o pagare un affitto esoso
    violenza è essere razzisti e fascisti
    violenza è la solitudine di chi non ce la fa più e si toglie la vita
    violenza sono i manganelli che colpiscono chi vuole fermare questo stato marcio
    violenza sono i morti bastonati per strada da divise sporche d'arroganza nera
    violenza è il consumismo, il potere, il capitalismo
    violenza è la favola della democrazia
    violenza sono le carceri
    violenza è la psichiatria
    violenza sono le bugie dei giornalisti
    violenza sono i confini
    violenza è la repressione
    violenza è il militarismo
    violenza è il consumismo
    violenza è il capitalismo
    violenza è il bigottismo
    violenza è la falsità dei politici
    violenza è la burocrazia
    violenza è la scuola che indottrina
    violenza è l'ipocrisia
    violenza è mafia
    violenza è autorità!
    Il resto è Resistenza, è ribellione, è alzare la testa
    è dire basta, vogliamo
    riprenderci la vita.

    (cat ovvero signorina Anarchia, Caterina Barbierato, 2015).

  •                                                                                ai compagni anarchici morti ovunque.

    Non si può uccidere un uomo morto,
    nessuno mai può uccidere un uomo morto:
    eppure
    mi hanno ucciso mille e più volte
    eppure
    ho visto farlo mille e più volte...
    è per questo che tanto dolore
    è disseminato lungo i cammini
    per questo molte tante croci
    di me di loro 
    ora 
    giacciono ovunque sotto la nuda e fredda terra!

  • 03 settembre 2019 alle ore 16:18
    Una vita soltanto

    Sette vite 7 come i gatti possedevo
    da giocar ad ogni partita:
    le ho perdute - ben sei - me ne resta
    ora una soltanto
    Due ali 2 come la fenice possedevo
    per volar ad ogni rinascita:
    un sogno infranto le ha spezzate
    e poi spazzato via
    Due cuori 2 come gli impavidi possedevo
    uno fatto per amare l'altro
    apposta per lottare:
    una tempesta assetata di rabbia e sangue
    li ha soffocati eppoi spenti
    Mille certezze 1000 come i guru, i filosofi
    e i santoni possedevo
    da usar ad ogni disputa:
    un terremoto le ha colpite, sgretolandole
    come castelli di sabbia
    Il suo cuore come nessuno mai possedetti
    da amare o farlo soffrire:
    un uragano lo ha attraversato
    portandolo via (lontano) da me...
    Una vita soltanto ormai mi resta:
    non so - però - s'essa mi basta!

    Taranto, 15 dicembre 2017.