username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Poesie di Luciano Ronchetti

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Luciano Ronchetti

  • 18 agosto alle ore 21:32
    Strani luoghi

    A Katmandu
    non esiste (la) luna piena
    ma soltanto "petali di sole"
    che si schiudono al crepuscolo;
    a Katmandu
    le farfalle non sono scimmie
    impazzite
    ma soltanto "ladre di parole".

    a: Robert Wyatt

    Taranto, 15 febbraio 2018.

  • 18 agosto alle ore 21:22
    Ascolto, ascolta...

    Ascolto il mio silenzio: ascoltare
    il proprio silenzio
    colma i vuoti da sempre vuoti
    dissonanti e remoti;
    ascolta il suo (di) silenzio: ascoltare
    i silenzi altrui svuota
    di vuoto il proprio vuoto, sia
    quello sconosciuto eppur lo già noto.
    Una piccola candela
    come una cometa nella notte
    arde vispa forte arde;
    eppoi lentamente si consuma: nessuno
    mai, però, va ascoltando il suo
    "silenzio".

    Taranto, 15 febbraio 2018. 

  • 18 agosto alle ore 21:15
    Avec le temps

    Al ragazzo il vecchio disse:
    "con il tempo avec le temps...
    tutto si consuma, lentamente tutto
    si consuma,
    il tempo tutto consuma (e divora): il fuoco lento
    d'una candela smunta o quello fatuo delle passioni;
    tutto si consuma, le catene si spezzano;
    la solitudine è la nostra libertà:
    soltanto l'uomo solo è veramente libero
    ragazzo: lascia così che sia,
    lascia che il tempo consumi
    con il tempo avec le temps...
    la paura della solitudine passa,
    passa la paura della malinconia;
    la paura di essere amati e quella
    della morte passano,
    Tutto alla fine passa: perciò, ragazzo,
    - dammi ascolto -
    lascia che sia
    lascia che scorrano le cose
    lascia pure che trascorra e passi il tempo:
    e vada per la sua strada...
    con il tempo avec le temps".

    da: Leo Ferré (a Leo Ferré).

    Taranto, 5 settembre 2017. 

  • 17 agosto alle ore 16:43
    Er bon governo

    Un bon governo, fijji nun è cquello
    che vv'abbotta l'orecchie in zempiterno
    de visscere pietose e ccor paterno:
    puro er lupo s'ammaschera da aggnello...
    nun ve fate confonne: un bon governo
    se sta zzitto e ssoccorre er poverello.
    Er restante fijjoli, è tutt'orpello
    pe accecà ll'occhi e ccomparì a l'isterno.
    Er vino a bbommercato, er pane grosso,
    li pesi ggiusti, le piggione bbasse,
    bbona la robba che pportàmo addosso...
    ecco cos'ha da fà un governo bbono;
     e nno ppiaggneve er morto, eppoi magnasse
    quant'avete, e llassavve in abbandono.

    (da: "Sonetti", G.G. Belli) 

  • 14 agosto alle ore 4:00
    Lei verrà

    Verrà la morte e
    avrà
    i miei occhi
    ma non la loro
    luce.

  • 11 agosto alle ore 13:10
    Isola dispersa

    ...Tam tam tam
    isola
    dispersa
    nell'azzurro
    turchino dell'oblio

    consumano 
    mansueti tarli il tempo
    e gli anni giuocando
    a dadi...
    Zum zum zum.

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.

  • 11 agosto alle ore 13:06
    Rapimento

    D'incanto
    rapito
    dal canto delle sirene
    lungo
    le rive del fiume
    delle piogge.
    M'accquatto
    in un fosso
    e grido: "c'é qualcuno
    laggiù?"
    Un fiore
    nero
    e pallido
    nel deserto
    nacque
    ricordo
    rosso sangue
    di bambino
    ora 
    non si vede più!

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.

  • 11 agosto alle ore 13:02
    Assassinio

    Una conchiglia 
    rubai
    parlante
    al mercatino
    del popolo
    di Samarcanda
    quando 
    un vaso
    di dalie si ruppe
    uscirono
    mani vuote;
    con la stessa
    mano
    ladra salutai
    le stelle
    il mio giovane
    ardore
    di poeta
    uccisi.

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.
     

  • 11 agosto alle ore 12:59
    Grido

    In segreto
    spesso 
    prendevo
    l'ascensore
    per salire il patibolo
    dissennato
    dell'oblio
    l'esistenza
    dimenticavo
    con parole
    sonanti
    soffocavo il silenzio
    e le voci della notte
    mi venivano in sogno:
    Aiuto! Aiuto! Aiuto! grida ora
    il marinaio 
    senza testa.

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.

  • Quella terra conosci laddove esalasti
    primordiale vagito? Laddove giovane madre
    tua, sangue del sangue tuo morì
    nel darti alla luce?

    Colà dove il volo del gabbiano
    è lastricato di betulle sempreverdi
    ed un vento da ponente
    l'accompagna notte e giorno.

    Conosci quella terra?
    Guarda occidua il mare, 
    quella terra;
    colà le statue
    ridono e piangono
    al suono dell'arpa d'eolia
    al verso sibillino
    e sanguigno dei poeti s'addormentano
    vergini e matrone.

    Conosci quella terra?
    Le sue montagne
    ed i suoi verdi pascoli
    affollati di giumente
    bianche e brune;
    sulle sue colline 
    crescono dorati cedri,
    nelle sue vigne
    trovi chicchi dipinti di manna.

    Conosci quella terra?
    Colà dove le spighe di grano
    germoglian di notte
    e rossi papaveri all'alba muoiono?

    Quella terra sarà la tua terra
    figlia se lo vorrai: quella terra
    è sorella
    d'ogni terra del mondo!

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.

  • 10 agosto alle ore 9:58
    Joie de vivre "anarchica"

                                                                                      Una quercia secolare
                                                                                      vive sola una vita intera
                                                                                      eppure non è mai triste.

    Esser contenti
    d'esser venuti al mondo
    e di continuare ad esserci
    anche quando il mondo
    sembra sia
    una "gola profonda"
    che ti divora

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.

  • 10 agosto alle ore 9:51
    L'altomare (ricordi del vento)

    Vidi scomparire
    una nave
    tra i flutti delle onde
    era carica
    di idee piangevo;
    l'altomare
    sembrava
    aggredirmi sopraffarmi
     travolgermi...
    "Ricomicerò" dissi
    a me stesso.
    Sensazioni
    emozioni
    riflessioni parvenze
    di realtà
    paventa
    il poeta
    immaginifico:
    è un lembo
    d'aria
    portento
    che non teme
    l'avverso
    né 'l cor suo
    si spaura!

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.
     

  • 10 agosto alle ore 0:13
    Di sera

    Il poeta gridò:
    "assassini!"
    avevano rubato
    il cuore ad un bimbo
    estirpandone
    per sempre
    il (suo) candido
    primordiale stupore.

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.

  • 10 agosto alle ore 0:10
    Rosso

    Risvegliati
    dal lungo sonno
    colore
    della passione:
    le pietre
    ed i cuori 
    di pietra capiranno.
    Rose rosse
    porta
    il masnadiero
    all'amante di giugno.

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.
     

  • 10 agosto alle ore 0:05
    Collina "81"

    Case sventrate
    accartocciate
    su se stesse sedute
    sopra collina "81"
    (la)
    mutila
    l'aria 
    il cielo
    delle stelle
    ed il vento
    muto
    sibila
    di paura.
    Su quella collina
    nessuno
    più
    canterà insonne
    ma
    un lupo grigio
    piange
    la notte vicino
    ad una
    croce senza nome.

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.

  • 09 agosto alle ore 23:59
    Il "cane" Mohammed Sceab

    Era
    una notte
    (strana)
    al cimitero
    marino
    quella mutila
    e sorda
    delle ore
    sussurrava
    una scimmia
    parlante
    dentro
    l'orecchio
    che sarei
    morto presto.
    Non avevo
    paura
    pregavo
    di gioia...
    due dita
    confuse
    facevano
    l'amore
    con quella scimmia
    ed una pioggia
    di meteore
    verdi e rosse
    inondò
    il cielo
    di farfalle
    cieche.
    In quel 
    cimitero
    riposa
    un "cane"
    di nome
    Mohammed Sceab
    leggeva
    il corano
    e fumava
    hascisc
    della Turchia
    era morto
    suicida
    per paura
    della vita
    e senza patria
    ma nessuno
    lo sapeva
    e forse io solo
    so ancora
    che non era
    un vigliacco
    e visse due
    volte: che visse
    per
    due volte
    una volta
    nel mio 
    cuore.

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018. 

  • 09 agosto alle ore 23:50
    Nostalgia del tempo

                                                                                  da: Ungaretti.

    Fanciullo
    nella quiete
    un motore
    rombante
    attizza il dolore 
    di mezz'età...
    Prendo
    l'ascensore
    e divento vecchio.
    Sento 
    ateo l'odore
    acre della vita
    tornare indietro.

    da: "Poesie di maggio" (canti anarchici, lampi di controcultura, visioni ermetiche), 2018.

  • 09 agosto alle ore 15:05
    In memoriam (ad Ahmed, mio fratello)

    Amò la Francia
    il poeta
    ma non era francese:
    era cittadino del mondo
    e della vita.
    Amò la Francia
    si chiamava Ahmed
    era un nomade del deserto,
    non era francese;
    non aveva più patria
    era cittadino del mondo 
    e della vita: i versi
    suoi
    un giorno incendiò
    e poi si gettò giù
    da un dirupo.
    Amò la Francia
    si chiamava Ahmed
    era cittadino del mondo e della vita.

                                              = Autocommento =
    "Gente strana davvero, i poeti", dice lo stesso poeta; "van sempre giuocando con le parole, corrono dietro ai sogni e a volte rincorrono le utopie come un bimbo rincorre un aquilone, sono soggetti ai mutamenti repentini e infingardi del loro cuore...si beffano di tutti e di tutto; "gente strana, sì, davvero: un giorno li capita di prendere a calci nel culo la vita, il giorno dopo prendono calci nel culo dalla vita (ma il loro deretano sarà abituato, poi, a prendere quei calci? Chissà!)...Poi la baciano, la guardano dritta in mezzo agli occhi, la amano come fosse una puttana da quattro soldi!". Ahmed era un poeta: fratello del poeta! 

  • 07 agosto alle ore 15:17
    Ma... "il mare è crudele!"

    Quando gettai un messaggio: nell'acque fraterne
    del mio Jonio
    ch'era rinchiuso in bottiglia di pregiato
    vetro di Murano - (e) comprata
    a 10 euro, sic!
    da un rigattiere della città vecchia: già, e son
    tanti 10 euro, tanti davvero! 
    La bottiglia, però, si aprì 
    - d'averla vista (vuota) - mi dissero pescatori
    notturni di frodo...
    e il messaggio, allora? Sparito, ingoiato
    forse dalle onde
    ingoiato dal mare, sparito nel mare
    Ma..."il mare è crudele!"
    - spesso ripeteva la mia grande zia -
    il mare: [è crudele]
    lui, "ingoia persone, barche e marinai"...
    Il mare [è crudele]: il mare
    lui, ha ingoiato anche il mio messaggio.
    Ma...è davvero così crudele?!

    Taranto, 17 marzo 2016.

  • 07 agosto alle ore 15:15
    Il vento... oggi è diverso (una donna)

    Il vent'accarezza il viso
    di Sara
    mentre lei, seduta sulla spiaggia,
    si raggomitola i suoi fulvi capelli
    come il crine d'un cavallo libero.
    Oggi il suo viso è più pallido e triste
    del solito: e le gote ancor più smunte
    che mai.
    (M'anche)
    il vent'oggi è diverso...
    soffia diverso: se n'accorgono
    già gli scogli e si spaurano
    il mare se n'accorge: ma lui non 
    si spaventa, ruggisce un po'
    e poi si placa.
    (Ma)
    il vent'oggi è diverso...
    si sente nell'aere inquieto, intorno
    tutt'intorno.

    Taranto, 12 marzo 2016.

  • 05 agosto alle ore 18:35
    Devi essere pazzo (gotta be crazy)

    Devi essere pazzo, devi essere mediocre
    Devi tenere puliti i tuoi figli e la tua auto
    Devi continuare ad arrampicarti, devi tenerti in forma
    Devi continuare a sorridere, continuare a mangiare merda.
    Devi essere piccolo per essere un pezzo grosso
    Devi mangiare carne per rimanere al top
    Devi essere fidato, devi raccontare bugie
    Devi essere in grado di socchiudere gli occhi.
    Devi convincerti che ti crederanno
    Devi sembrare facile da decifrare
    Devi essere sicuro di avere un bell'aspetto in tv
    Devi assomigliare a un essere umano.
    Devi essere sicuro, devi fare in fretta
    Devi separare il sottomesso dal malato
    Devi mantenere alcuni di noi docili e in forma
    Devi fare in modo che ognuno continui a comperare questa merda.
    Devo ammettere di essere un po' confuso
    Il dolore in testa è figlio della collusione
    Devo resistere al malessere strisciante
    Devi credere nella via d'uscita dal labirinto
    Ma tu, ti limiti a continuare a fingere
    Puoi distinguere un cretino da un amico
    Ma continui a mostrare il coltello
    Allo straniero, all'amante, all'amico e al nemico indifferentemente.

    Pink Floyd, dall'album "Wish You Were Here", 1975.

  • 05 agosto alle ore 10:05
    Anarkika disillusione

    Abbiamo da mangiare
    cosa vogliamo di più?
    Abbiamo da bere
    - vino allegro, vino rosso
    vino fumè pure un quartino di nero -
    cosa vogliamo di più?
    Abbiamo di che scrivere
    e legger ciocché scriviamo
    cosa vogliamo di più?
    Abbiamo i freddi inverni
    e le calde torride estati
    - senza le dolci soavi primavere
    nel mezzo -
    cosa vogliamo di più?
    Abbiamo notti strane
    - cariche di sogni -
    e giorni arcani
    - privi di bisogni -
    cosa vogliamo (mai) di più?
    Abbiamo la pioggia grigia
    che ci bagna
    e il caro vecchio Charlie
    che ci accompagna 
    nelle orecchie
    cosa vogliamo di più?
    Abbiamo le macchine
    che ci assomigliano
    e noi stessi assomigliamo
    - sempre più -
    a loro,
    cosa vogliamo (mai) di più?
    Abbiamo la rabbia in corpo
    dei poeti maledetti
    e la saggezza sulle spalle
    dei guru indiani
    cosa vogliamo di più?
    Abbiamo tanto
    niente abbiamo:
    cosa vogliamo di più?
    Abbiamo la pancia piena
    e la mente sazia e sgombra
    da idee gravi
    cosa vogliamo (mai) di più?
    Abbiamo la speranza
    che ci sorregge
    con le mani in pasta
    nella disperazione...
    cosa vogliamo di più?
    Abbiamo abbiamo 
    abbiamo: cosa vogliamo
    di più?
    Abbiamo abbiamo
    abbiamo: forse
    è per questo
    che non cerchiamo più?!

    da: "Serenata blues", di Hans-Magnus Enzensberger.

  • 05 agosto alle ore 9:45
    Sei ancora tu?

    Piccolo Luciano
    ti è rimasta la brama 
    di verità;
    di curiosare di fingere
    di stupirti, di giuocare
    con tutti e con le parole.
    Mio piccolo coniglietto
    il mio piccolo coniglietto verde
    che leggeva le fiabe
    vicino alla stufa
    ad alta voce
    ed io ascoltavo
    con gioia.
    Il mio piccolo coniglietto
    che si spauriva
    delle rane salterine
    vicino al pozzo delle lucciole
    o piangeva dinanzi ad un'aurora 
    stellata.
    Chi sei veramente, Luciano?
    Sei ancora quello di allora?
    Il mio piccolo coniglietto
    che faceva i capricci 
    a tavola...
    eppoi - col muso -
    ti accovacciavi in un angolo
    della cucina
    che sembravi un cucciolo
    bastonato.
    Sei ancora quello di allora
    (quello) delle estati di Belfagor
    quando soltanto io ti capivo?
    Piccolo Luciano:
    ti è rimasta la
    brama di verità;
    di curiosare di fingere
    di stupirti di giuocare
    con tutti e con le parole...
    Sei ancora tu,
    il mio piccolo coniglietto verde
    e ti riempirei di baci.

    - Mia sorella Anna ha scritto per me una poesia dalle stelle...

    da: Giuseppe Conte (1945-vivente).

    Taranto, 24 agosto 2018. 

  • 04 agosto alle ore 11:27
    Gli invisibili ("clochard")

                                                                                           esistono, sono...
    Quando ti camminano
    di fianco non osservi i loro
    volti
    non segui i loro passi né ascolti il loro 
    respiro...
    quando gli invisibili
    ti camminano di fianco
    annusi soltanto il loro profumo:
    di esseri umani!

    Taranto, 4 agosto 2019.

  • "Immagina": un campo di grano maturo
    e il vento che soffia accarezzando il muro;

    "Immagina": le montagne imbiancate di neve
    e le vecchie che vanno a pregare alla pieve;
     
    "Immagina": i suoni in un alba d'estate
    e le dolci parole di canzoni mai nate;

    "Immagina": una lunga distesa di verde
    e lo sguardo che guardandola si perde;
     
    "Immagina": una notte piena di stelle
    e il vispo brusio di cicale gemelle;
     
    "Immagina": il lento scorrer dei fiumi
    e il cuore in fiamme che accende barlumi;

    "Immagina": l'onda del mare di notte
    e il contadino con le sue mani rotte;

    "Immagina": un veliero che solca il mare
    e una madre che appare, appare, appare...

    "Immagina": un soldato senza un fucile
    e una capra semita che bela solinga in ovile;

    "Immagina": il mondo che sempre è in cammino
    e tranquillo dormirai dalla sera al mattino;

    "Immagina, immagina" tutto questo
    figliolo mio, e a lungo vivrai; 

    forse più a lungo di me:
    che non l'ho mai fatto!

    da: "Il vecchio e il bambino", di Francesco Guccini, 1971.

    Taranto, 20 gennaio 2017.