username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Poesie di Luciano Ronchetti

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Luciano Ronchetti

  • 31 gennaio 2020 alle ore 14:46
    Voglio te

    Voglio te, qualsiasi cosa
    vorrai darmi (tu)
    di te...
    Un'ora qualsiasi della tua vita
    mi basterebbe come fosse mia
    mi basta un tuo sorriso
    mi basta un tuo sguardo
    seppur fosse furtivo
    mi basterebbe il tuo silenzio
    persino di te, una tua complicità
    qualsiasi cosa sia tua.
    Il profumo della tua pelle
    da annusare per un sol attimo
    o il sapore rugiadoso d'un tuo
    bacio mi basteranno...
    ora sempre ovunque
    per l'eternità.

    Taranto, 26 gennaio 2020.

  • 26 gennaio 2020 alle ore 12:07
    Le sentenze (delirio anarkiko)

    La filosofia è morta, la politica è morta.
    La religione è morta (già prima della filosofia e della politica);
    la cultura sta per morire, ormai...
    tutto muore: ormai!
    Il prete rosso è morto, il re è morto
    (ma non fu ucciso da Gaetano Bresci):
    viva il prete rosso, evviva il re!
    Dio è morto, l'uomo vive ancora...
    viva le morte stagioni, evviva le stagioni che muoiono!
    Il potere non muore mai: se mai la libertà (forse?!).

    Taranto, 22 agosto 2018. 

  • 26 gennaio 2020 alle ore 11:35
    Un vecchio acquisto

    Ho sniffato
    un quarto d'ora
    e mezzo 
    di felicità
    comprata 
    anni addietro
    alla svendita nel giorno
    di Sant'Agostino.
    Dura
    era come ardesia
    riscaldata
    ma il profumo
    aveva di un'ortensia rossa
    ed il sapore
    del perdono
    Quel quarto d'ora
    e mezzo
    lo serberò
    per sempre nel cor
    mio
    come antico
    e vecchio rancore
    per la vita che 
    me l'ha
    donato!

    Taranto, 28 agosto 2018.

     

  • 26 gennaio 2020 alle ore 11:26
    Lampi di controcultura - Le azioni

    Ho toccato il mondo
    come fosse 
    una puttana santa
    da quattro soldi
    con lui
    poi ho fatto l'amore
    come si fa
    con le madonne incomprese:
    senza pagare senza pregarle
    né venire
    mai
    Ho osservato
    il mondo
    come fossi
    un mitomane di idee
    ho girato 
    per il mondo
    come fossi una trottola
    innamorata e dispersa
    ho catturato infine
    il mondo
    e lo conservo
    ora
    nel mio scrigno (piccolo)
    di uomo.

    Taranto, 7 settembre 2018.

  • 23 gennaio 2020 alle ore 15:05
    Dunque danzo (al buio)

    Dunque danzo (al buio)
    per ascoltare 
    il rumore dei tuoi
    battiti
    dunque danzo (al buio)
    per riconoscere
    i tuoi sguardi
    dunque danzo (al buio)
    per perdermi
    nei tuoi pensieri
    dunque danzo (al buio)
    per incontrare poi
    il tuo cuore.

    Taranto, 22 gennaio 2020.

  • 23 gennaio 2020 alle ore 15:01
    Ti regalerò l'alba e poi...

    Raccolgo
    le mie cose
    per partire
    ma prima d'andar
    via ti lascerò
    un sorriso
    ti donerò un pezzo
    del mio cuore
    da contemplare
    nelle notti tue
    tristi
    ti regalerò
    l'alba
    a cui svelerai
    i tuo segreti
    e poi...

    Taranto, 21 gennaio 2020.

  • 23 gennaio 2020 alle ore 13:04
    L'orizzonte

    L'orizzonte 
    è ciò che
    si spande
    dinanzi
    al mio sguardo
    ma io
    mai lo scorgo.

    Taranto, 21 gennaio 2020.

  • 23 gennaio 2020 alle ore 13:02
    Se potessi...

    Se potessi 
    parlare
    ti donerei
    un sorriso
    ma muto
    resto dinanzi 
    alla tua
    bellezza.

    Taranto, 21 gennaio 2020.

  • 16 gennaio 2020 alle ore 10:08
    Muti sguardi

    Le parole
    che non ti ho detto
    mai
    sono quelle
    che avrei voluto dirti:
    eppure
    tra di noi
    bastaron muti sguardi.

    Taranto, 17 giugno 2018.

  • 09 gennaio 2020 alle ore 8:49
    (Il) cuore coraggioso

                                                                                     Cosa c'é di più forte del cuore                                                                                             umano che si schianta di continuo
                                                                                     e ancora vive (Rupi Kaur). 

    Camminando il cuore 
    va nelle fitte nebbie 
    della notte: si spaura,
    ei talvolta, ma con coraggio
    riprende poi
    il cammino lungo sue
    dannate rotte!

    Taranto, 7 gennaio 2020.

  • 24 dicembre 2019 alle ore 7:22
    Gemme

    Sgomento m'assale
    quando m'arrivi 
    in sogno
    al risveglio (poi)
    d'estasi m'inèbrio

    Taranto, 10 giugno 2017.

  • 15 dicembre 2019 alle ore 19:04
    La vagina ("sora magna")

    La vagina, salt'imboccca
    ma non é alla "romana",
    fa goder se la si tocca
    anche una settimana.
    La vagina, beata lei
    porta vita a tutte l'hore
    se vogliam non dorme mai
    non l'anno però preti s'ille suore.
    La vagina: ella compagna
    in salute e malattia,
    che piacer se la si bagna 
    alla vergine com all'arpia.
    La vagina: in conclusione
    "sora magna" l'é dei buchi,
    un pertugio birbaccione
    da divertir anche gl'eunuchi!

    Taranto, 14 settembre 2016.

  • 13 dicembre 2019 alle ore 14:43
    Io e lui

    La, dove
    le mie lacrime naufragano
    ribelli;
    il mare...
    dove
    la mia malinconia
    galleggia
    come (un) arcobaleno
    di pensieri
    il mare...
    io e lui
    insieme 
    siamo infinito.

    Taranto, 12 dicembre 2019.

  • 13 dicembre 2019 alle ore 14:34
    Fusione

    Gli infiniti d'uno sguardo (silenzioso)
    si fondono con gli sguardi perduti nell'infinito...
    alle maree del pensiero
    ed al rumore delle parole le briciole.

    Taranto, 24 giugno 2018.

  • 13 dicembre 2019 alle ore 14:22
    [Brucia...] (il comandamento)

                                                                                      a: Caterina, compagna anarchica 

    Brucia
    come una fiaccola ardente
    nella notte ribelle...
    quando ti spegnerai
    la cenere di quel
    fuoco si sparpaglierà
    tra le stelle amiche.

    Taranto, 13 dicembre 2019.

  • 10 dicembre 2019 alle ore 20:24
    Con il cuore che batte

    Non regalarmi fiori
    vedrei poi la loro vita
    costretta nella prigione
    di un vaso.
    Regalami una corsa 
    a piedi scalzi in un prato.
    Non regalarmi un vestito
    rimarrebbe appeso
    nel tempo e nella polvere
    della sua vanità.
    Regalami una danza
    sotto la pioggia d'autunno in strada.
    Non regalarmi un gioiello
    regalami una pietra
    poi scappiamo
    veloci, veloci, veloci
    con il cuore che batte
    forte, forte, forte
    Prenderemo il volo.

    Caterina Barbierato, da: "Tempesta - Quando la libellula danza"

  • 29 novembre 2019 alle ore 11:16
    Le strade della memoria (Trilogia del tempo/3)

    Ogni volta che ripercorro le strade della memoria
    cor mio s'accende e si spenge ad intermittenza:
    or palpita, trema, freme or vibrante è...perdendosi
    nel vorticoso flutto dei ricordi di vita, arcani e ben conservati
    o in personificate, variopinte immagini ed idilliaci flash-back,
    in dolci e suadenti suoni
    o nell'accattivante brusio di voci amiche,
    in remote profondità di luce: fonti di viva gioia!
    Ogni volta che ripercorro le strade della memoria
    cor mio s'accende e si spenge ad intermittenza:
    e quanti sussurri, e quante scosse o travagliati ondeggi,
    e quali forti emozioni
    così selvagge, quasi salvifiche...perdendosi
    prima ma poi ritrovandosi con la sua propria anima,
    ed inconsapevolmente ricongiungendosi ad essa, dopo il viaggio;
    è bellissimo tutto ciò: oh sì, quanto lo è veramente...
    di fantastica, sincera beltade!

    Taranto, 17 settembre 2012.

  • 16 novembre 2019 alle ore 8:29
    In inverno (filastrocca di carnevale)

    Gli alberi sono senza foglie
    il cuore ormai
    nulla coglie
    ed il pensier più
    non ha voglie;
    gli inammorati sfogliano le margherite
    spoglie
    ed il marito insieme
    alla moglie assapora
    il tempo che passa.

    Taranto, 15 febbraio 2019.

  • 09 novembre 2019 alle ore 15:18
    [Si muove...]

    Si muove il corpo, ma l'anima
    è fissa: il suo moto
    di rivoluzione, però, è veleggiare
    nei mari (controversi) dell'infinito.

    Taranto, 21 novembre 2017.
     

  • 13 ottobre 2019 alle ore 20:56
    Perché sono nato?

    Sono nato
    per guardare l'alba chiara
    alzarsi in cielo
    sono nato
    per ascoltare il sibilo del vento
    che squarcia 
    le nuvole
    per scalare montagne
    e solcare mari
    in tempesta
    sono nato
    per osservare le farfalle
    posarsi 
    sui fiori
    per tender la mano
    a mille colori
    sono nato 
    per odiare e amare
    con tutto me stesso ascoltando
    soltanto mio
    cuore
    per piangere 
    e gioire del male
    e del bene
    sono nato
    per attraversare
    i deserti
    per varcare i confini
    del nulla
    sono nato
    per rubare un sorriso
    all'eternità e donarlo
    a sorella tristezza
    per rubare
    scampoli di magia
    al sole e frammenti
    di mistero alla luna.
    Sono nato
    per fare l'amore
    sulla spiaggia
    d'estate
    per cantare
    e suonare di fronte
    ad un tramonto
    vermiglio insieme
    alle fate.
    Sono nato
    per attraversar l'inferno
    per abbattere
    confini e sbarre
    per spezzare catene
    aver cento
    migliaia di pene
    abbracciare l'inverno
    sono nato per cadere
    e rialzarmi
    per amarmi
    o maledirmi
    sono nato
    sono nato e basta...
    non sono nato
    per morire
    ma per vivere in eterno!
     
     

  • 07 ottobre 2019 alle ore 22:33
    [Amo i poeti...]

    Amo i poeti nichilisti
    quelli romantici e crepuscolari,
    i poeti maledetti e malinconici
    futuristi simbolisti laconici
    eppur quelli ermetici,
    i poeti dannati
    - quelli che si dannano il cuore
    e l'anima fino al midollo -
    i poeti bohemien
    - che rubano materia agli astri -
    e quelli dandy
    - che portan fiori all'occhiello -
    quelli "artisti"
    e gli intimisti
    amo i poeti pittori
    e "musicisti", i filosofi
    i mistici e gli individualisti.
    Amo i poeti anarkici, quelli rivoluzionari
    e quelli comunisti o naturalisti;
    amo i poeti d'avanguardia
    e all'avanguardia, 
    quelli tradizionalisti:
    sono loro la torre di guardia
    del mondo.
    Amo i poeti sognatori
    - gli stilnovisti e i provenzali -
    e quelli psichedelici,
    quelli dialettali
    che amano gli onori
    i visionari
    che gioiscon dei dolori.
    Amo tutti i poeti
    quelli del mondo
    e dell'infinito,
    quelli dell'animo umano
    a tutto tondo
    o masnadieri per sempre,
    bastardi dentro.
    Amo i poeti
    perché sono uomini come me
    umani.
    Amo tutti i poeti
    perché sono gentili,
    sensibili e fragili come me:
    sono loro la vera forza 
    dell'universo!

    Taranto, 20 ottobre 2018. 
     

  • 30 settembre 2019 alle ore 11:12
    Quante volte?

    Quante volte
    ho visto lacrime lacere
    consunte sgorgare
    dagli occhi tuoi di seta
    confondersi
    sciogliersi poi
    nella pioggia?

    Quante volte
    ho visto quelle lacrime
    catturare
    la luce del mattino
    in inverno,
    farsi poi di ghiaccio?

    Quante volte
    ho visto quelle lacrime
    cenere diventare
    polvere sotto il sole
    d'agosto,
    mischiarsi poi al vento?

    Quante volte
    ho visto quelle lacrime
    asciugarsi,
    senza poter fare
    nulla!

  • 28 settembre 2019 alle ore 6:31
    Kinky, ragazza (carina) del reggae

    Oh Kinky, ooh baby
    t'ho seguita tutta notte
    ieri [notte], sotto
    la luna strisciante
    e una strana
    fottuta
    pioggia rossa
    che veniva giù
    a frotte...
    (in) seguirti non fu
    vano:
    mi portasti
    tu, come fossi
    il più astuto
    degli incantatori
    di taipan,
    da una musica
    assai strana
    soave e strana,
    magicamente soave
    forte e nuova:
    mi portasti dalla tua
    musica, dal tuo reggae;
    m'hai condotto da lei
    da ciò che volevo
    era quello che ci voleva,
    baby:
    oh sì, è la musica
    perfetta...
    questa
    è la musica del ritmo,
    del ritmo dei cuori
    (è) la musica
    che all'unisono batte
    col loro ritmo
    inebriante soave
    e và, forte và
    per il mondo;
    è la musica
    dei cuori forti
    e puri,
    dei cuori puri
    e impavidi;
    è la musica
    (lei)
    della libertà
    e delle strade,
    della libertà
    delle strade!
    Grazie Kinky,
    ragazza (carina) del reggae:
    per avermi portato da lei!

    Taranto, 27 agosto 2014.

  • 25 settembre 2019 alle ore 6:33
    Il nascondiglio

    Le tue parole
    sono foglie 
    nel vento
    il respiro tuo
    un sussurro
    lieve
    alla luna cieca.
    Ti vedo correre
    lungo l'orizzonte
    coi tuoi pensieri
    chiusi 
    nella mano
    le tue parole
    sono figlie 
    del vento
    coi tuoi pensieri
    ti vedo correre
    e poi
    sparire
    nascosta dietro
    al tuo cuore

    Taranto, 25 settembre 2019. 

  • 24 settembre 2019 alle ore 22:05
    Da quel paese di mio nonno e di mio padre

    Al calar del sole
    il contadino la vanga ripone
    e smette di lavorare;
    smette, sì smette (il suo lavoro).
    ma comincia la stanchezza a contare:
    delle mani dure (ormai) come una pietra
    e delle (sue) braccia, rigide come una lastra
    di granito,
    delle gambe e delle ossa tutte
    appesantite come macigno
    di cenere.
    Il riposo perciò,
    il suo riposo non comincerà mai:
    fa tutt'uno con la stanchezza
    che si porta indosso
    come un vestito mai smesso!

    E quand'anche il gallo tace
    ricerca [il contadino] un po' di pace...

    E la luna così
    sul pozzo si 
    cala e lì
    vi giace
    per un'altra notte (ancora).

    Taranto, 11 settembre 2016.