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Poesie di Luciano Ronchetti

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  • 25 ottobre 2018 alle ore 23:19
    Salento: terra di Puglia, del mondo

    Salento è...
    regione di confine
    estremo lembo
    di terra e paradisiaco,
    eden sperduto in terra,
    emanazione
    misteriosa e di vita orben
    fonte sacra e profana...

    Salento: qual
    divina e sconosciuta 
    mano ti fece così
    forgiandoti da
    - chissà quale -
    ancestrale materia?

    Salento: spettacolo 
    di prima natura bagnata
    dal mare
    e sferzata dal sole,
    dal vento baciata
    e dalla sfortuna;
    quella sfortuna maledetta
    d' esser donna (tra gli uomini)
    (e) madre dimenticata:
    terra regione (straniera)
    di confine;
    la sfortuna, quella sfortuna
    d'esser donna
    madre figlia  (soltanto)
    dimenticata...
    figlia di nessuno
    (soltanto) regione di confine:
    ma sei madre tu o lesbica
    o divin puttana e dolce
    cara di greca stirpe
    e sangue normanno, arabo, bizantino.

    Regione di confine
    (soltanto) tu:
    che dalla magica conca dei due
    mari,
    là dove l'ameno lido
    che s'incurva e gira,
    verso posti cari
    ti spandi t'estendi
    sin al tacco dello stivale.

    (Oh) Salento, tu porti
    in grembo la magia
    e la forza delle terre dimenticate.
    Qual buon vento
    (è) la magia
    del bianco e del blu
    del blu e del bianco,
    l' un è quello lucente lindo
    delle case nelle città, nei paesi
    sparsi, nelle strade dei paesi
    ovunque ci sian donne che
    preghino od un mulo che ragli,
    e l'altro invece il colore
    del mare terso e cristallino:
    che ti circonda, ti bagna e tutto a sè
    sincero t'ammanta;
    l'uno è il bianco, sì lucente
    delle case o dei capelli dei vecchi
    seduti agli angoli delle strade
    fuori da quelle case;
    l'altro è il blu, fiero colore
    del mar che ti bagna e del ciel
    infinito che t'osserva.

    Blu e bianco, bianco e blu;
    i colori della passione e della libertà:
    perchè (tu) sei terra donna
    madre antica dimenticata...ma libera,
    come il vento
    che soffia - a volte un portento -
    di scirocco o di grecale
    di maestrale, di libeccio
    e sale; spesso lambendo và
    le tue frastagliate coste,
    sovente colpendo stà
    i tuoi duri scogli.

    Salento (tu) sei
    il vento,
    quel vento,
    (soltanto) quel magico vento e
    maestoso... a volte un portento:
    di noi tutti fratello 
    misterioso,
    dei tuoi abitanti, delle tue genti
    il vento di Sharazan, arriva dalla terra
    di nessuno dalla notte
    dei tempi...
    (è) il vento della follia, il vento
    del dolore.

    Salento tu sei
    il bianco lucente
    delle case
    nelle città bianche di pace,
    di silenzio e di solitudine.

    Tu sei il vento, come il vento
    - Salento -
    che soffia
    all' imbrunire del sole
    su quella terra che freme
    sferzata dal sole:
    e fà le spighe ricurve, sommesse
    benchè umide ancor del sudore
    dell'uomo; ricurva quelle spighe:
    su sè stesse...
    e fà ricurvi pur gli uomini suoi
    - la sua gente -
    ricurvi li fà, quel vento,
    e sommessi:
    come a nascondere
    la propria umiliazione,
    come a nascondersi
    da qualcuno, o da un "non sò che"...

    Salento anche (tu) terra di Puglia, del mondo...
    anche (tu) lo sei;
    terra di nessuno: terra 
    da tutti dimenticata!

     

  • 22 ottobre 2018 alle ore 13:00
    Trilogia del piacere =3=

                                                                                        da: Patrizia Valduga

    Galleggia
    nel mio 
    sperma
    fuoruscito
    dal tumulto:
    non annegare
    - amor mio -
    galleggia,
    e poi
    avvinghiati
    forte a me
    nuovamente
    per un'altro amplesso
    di disperazione
    e speranza.

  • 22 ottobre 2018 alle ore 12:52
    Trilogia del piacere =2=

    Notte di luna
    piena
    brilla
    sul tuo corpo
    baciato
    dal vento
    sui tuoi 
    turgidi seni
    riverbera
    la voglia mia
    di te
    la mania
    quella dolce
    malattia
    che ho
    di penetrare
    col mio sesso
    negli spiragli
    più reconditi
    della tua anima
    fino a farti
    gemere
    di piacere...
    e poi
    morire
    insieme,
    divorati
    dal tempo.
     

  • 21 ottobre 2018 alle ore 0:01
    Trilogia del piacere =1=

    Lecca
    divora
    la mia nuda pelle
    appassionata
    - amor mio -
    succhiami
    il midollo
    prima
    come se fossi
    luna
    - (tu) vampiro -
    abbandonata
    sul mio corpo
    arso
    dai vermi
    consumato 
    dalla voglia 
    ardente che ho
    di te
    fai di me
    amor mio
    cenere
    (carica)
    di voluttà
    brina
    assolata
    di sensualità
    e passione
    amami e consumami
    entra 
    dentro di me
    alla follia
    come il vento
    selvaggio
    di primavera
    quando
    che soffia
    sul mio cuore
    gentile
    di donna.

  • 19 ottobre 2018 alle ore 0:44
    Visioni di guerra = Candele nella notte =

                                                          da: un disegno di Maurice Chabas (Studio per il ritratto di un soldato, 1918); da: vari brani dei Pink Floyd&Roger Waters. Ai caduti di ogni guerra.

    E finalmente
    beate candele accese
    nella notte
    felici brillate
    per nemici ed amici:
    così vittime e carnefici,
    amici&nemici...
    son tutti uguali, son tutti amici.

    Cenere e diamanti,
    nemici o amici: siamo tutti
    uguali alla fine...
    dinanzi alla morte tutti
    e soltanto uguaglianza.

    Buoni o canaglie
    pieni di medaglie
    ma restan pur privi
    di gambe, cuore e frattaglie.

    Candele accese 
    nella notte
    finalmente brillate per tutti.

    Pubblicata sul sito: www.pietrigrandeguerra.it il 28 giugno 2018.  

  • 18 ottobre 2018 alle ore 23:42
    [Amo perdermi...]

    Amo perdermi quando ti guardo
    negli occhi,
    amo perdermi quando sussurri
    che mi ami,
    amo perdermi tra le tue
    braccia,
    quando ti accarezzo con voluttà
    e poi ti bacio sulla bocca.
    Amo perdermi con te,
    soltanto con te.

  • 18 ottobre 2018 alle ore 23:11
    Quella voglia

    E' dal mare
    che viene quella voglia
    strana
    di lasciarsi andare
    e perdersi nell'oblio
    annullarsi 
    in quel vortice
    assoluto di nulla
    è dal mare
    che viene quella voglia
    strana
    di ritornare bambino
    alla dimensione 
    povera d'un tempo
    quando le favole
    erano vere
    e le leggende sincere...
    è dal mare
    che tutto partì
    cominciò a farsi
    gioia dolore amore.
    E' dal mare...
    che viene il ricordo
    che strugge,
    la nostalgia
    che ti rallegra
    e poi fugge
    è dal mare...
    lì torneremo
    quando il vulcano
    che rugge
    si spegnerà
    é dal mare...
    rossa nera
    dannazione
    di fuggire:
    ribellione arcobaleno!

  • 18 ottobre 2018 alle ore 3:04
    [Una lagrima...] (o: la tristezza d'un attimo)

    Una lagrima (la) scorsi
    sopra il tuo viso;
    io l'acchiappai
    portandola nel mio:
    a condividere la tua tristezza. 

  • 18 ottobre 2018 alle ore 2:46
    Ciocché rimpiango di te (mia madre)

    Non rimpiango: le tue parole nelle mie orecchie.
    Non rimpiango: le tue carezze sul mio viso.
    Non rimpiango: i tuoi baci sulle mie guance.
    Non rimpiango i tuoi sguardi nei miei occhi.
    Ciocché rimpiango di te, invece, é il bene:
    che mi hai voluto, che mi hai fatto, che mi hai donato!

    Taranto, 30 settembre 2016. 

  • 17 ottobre 2018 alle ore 13:06
    Un giorno... (a te, amor mio)

                                                                                             agli spiriti liberi della musica italiana: De André, Lolli, Tenco, Gaetano, Daolio, Stratos, Di Giacomo, Di Cioccio, Lanzetti, etc.

    Io verrò, sì verrò
    un giorno io verrò
    da té
    sappi che sono 
    uno zingaro...
    aspettami: io verrò
    sappi che sono uno zingaro, un bandito
    un lupo famelico di vita...
    aspettami: io verrò
    sappi che sono
    uno zingaro
    un gitano ubriaco
    di sapori, di odori
    di rumori
    un cercatore di emozioni...
    io verrò, aspettami
    amore
    aspettami: sappi
    che sono uno zingaro...
    ma io verrò,
    un giorno sì
    verrò, da te verrò
    aspettami! 

  • 13 ottobre 2018 alle ore 10:15
    Samarcanda d'estate, in estate (canto anarchico)

    Samarcanda
    è un mare d'azzurro
    d'estate
    una marea di ricordi
    è vita che forte
    s'avvinghia
    al sole
    in estate
    eppoi tra le sue braccia
    muore.

    Le fate
    d'amblè
    governano il cielo
    durante
    quelle notti
    vermiglie
    ammantate di fortuna
    e di paura,
    le streghe
    turchine o brune
    ed i diavoli
    govenano i cuori
    degli innamorati:
    ho visto
    migliaia
    di quei cuori
    perdersi,
    nè mai più ritrovarsi...
    alcuni 
    a vagare
    tra le fiamme
    e la disperazione dell'oblio.
    Una volta,
    una notte
    - seduto ch'ero
    lungo le rive piatte dello Zeravsan -
    vidi un fuoco
    di Sant'Elmo
    accoppiarsi
    con una croce
    splendente d'amore
    sopra
    la collina
    del dispiacere
    Samarcanda d'estate...

    Le spighe di grano
    profumano d'incenso
    e d'ambrosia,
    sono alte
    quasi
    due metri: spighe
    ammantate di fuoco,
    di mistero,
    di follia.
    Mio nonno
    Michail Aleksandrovic
    - morì ubriaco
    lui sotto un treno
    a Leningrado -
    mi raccontò
    che
    una volta
    due giovani compagni
    studenti
    - venuti dalla capitale
    per le vacanze -
    si siano dati fuoco,
    dopo una notte
    d'amore e voluttà
    nei campi di grano:
    nessuno mai
    ritrovò
    i loro resti.
    Samarcanda d'estate...
    è mistero è morte!

    Il poeta anarkiko
    Pierre Joseph,
    amico di Balant,
    compose
    il suo grande
    poema libertario
    ("I popoli antichi sono stati messi
    a tacere per sempre")
    un'estate
    di tanti anni fà,
    quì a Samarcanda;
    era cittadino
    del mondo
    [lui]
    scriveva
    pure
    poesie d'amore
    era 
    un sognatore
    triste
    e fragile,
    scriveva
    poesie d'amore
    e le leggeva
    ai gabbiani
    ed al vento
    soffice e gentile;
    scriveva
    poesie d'amore:
    le leggeva
    in barca
    sulla
    Moscova
    eppoi metteva
    un fiore
    in bocca
    ai soldati,
    le leggeva
    nei bordelli
    della 
    Ville Lumière:
    le leggeva
    ovunque
    ci fossero
    donne gentili ad ascoltarlo
    alle fermate
    dei tram,
    per le strade, sui treni
    lungo
    gli argini
    dei torrenti in piena,
    nelle taverne
    davanti
    a masnadieri
    e farabùtti
    d'ogni specie.
    Morì
    impiccato
    in un gulag
    stalinista
    a Jakutsk
    una fredda alba di dicembre
    1950.
    Samarcanda d'estate...
    Ma poi tornerà inverno
    quello che
    indurisce tutto: come pietra fossile
    anche Lui
    è dolce,
    però quì...

    Samarcanda d'estate, in estate:
    ho paura per i lupi
    in inverno,
    quando verrà
    ho paura
    e sono triste
    per loro
    in questa notte
    lunghissima bellissima
    di San Lorenzo
    che
    mi sta portando
    via dai sogni
    e lontano da Lei!

                                                                                                  Taranto, 28 agosto 2018.

     

     

  • 13 ottobre 2018 alle ore 5:38
    Mistica del cuore

    Il mio cuore
    si nutrì
    del nettare degli dei
    in terra caduto dal cielo;
    lavò il suo sangue
    e l'onta del suo sangue
    nel mare del destino...
    infine fu rapito
    da Ishtar
    - il vento che uccide -
    ed insieme a lui
    via
    volò nell'eternità.
     
     

  • 13 ottobre 2018 alle ore 5:14
    Rinascere

    Nudi eravamo
    vestiti solo di noi
    quando
    insieme scoprimmo
    l'amore
    sotto la candida luna
    d'agosto
    un grillo muto
    compagno nostro
    il nostro afflato
    osservò
    di poesia
    e sospiri,
    carezze languide
    voluttà passione
    e senso...
    Nudi eravamo
    quando
    insieme morimmo
    d'amore
    eppoi
    in vita tornammo
    coperti tutti
    di raggi di sole.

  • 13 ottobre 2018 alle ore 5:07
    Vecchia amante

                                                                                          da: Giuseppe Ungaretti.

    Quando
    il silenzio
    della notte
    bacia
    le stelle
    rincorro
    il vento
    nell'ombra
    (gitano)
    torno
    all'appuntamento
    segreto
    con la mia
    vecchia amante:
    vita.

  • 12 ottobre 2018 alle ore 17:44
    Notturno

                                                                                                   ai poeti ermetici.

    Oscuri silenzi
    affari di stelle
    metafore accese nella notte
    ammutolita.

  • 12 ottobre 2018 alle ore 17:40
    Bar sport (1979)

                                                                                                 Anni '70:
                                                                                                 quando tutto accadeva
                                                                                                 senza un perchè,
                                                                                                 accadeva e basta 

    Chiudeva tardi
    quelle sere d'estate
    baci scambiati
    a bruciapelo: strampalati
    tutto 
    accadeva senza un perchè
    notti dimenticate.

     

  • 12 ottobre 2018 alle ore 15:55
    Il ritorno (pillole psichedeliche)

                                                                                  a: Jim Morrison.

    Quand'ero ancora laggiù
    nelle aride terre di nessuno
    - ai confini dei bastioni d'Orione -
    un mio amico una volta propose
    l'asserzione che si poteva viaggiare
    in due modi: con le (proprie) gambe
    o con la mente [senza la "colla"!].

    Io allora
    li chiesi: "Viaggiare (ma) per andare dove?"
    Lui mi disse: "Non per andare ma per tornare!"
    Così (io) feci, dopo averlo ascoltato;
    un dì, infatti, andai al mare
    (lontano da quelle terre)
    da dove ero venuto,
    da dove venni al mondo...
    il suo utero: e scomparii in quel mare.

    (da: "Quaderni psichedelici", 2017).

  • 12 ottobre 2018 alle ore 15:39
    Il sole di novembre

    Quando la campagna
    profuma di zingaro
    ed il mare
    si colora di salsedine
    bruciata dal vento...
    La luna riverbera
    l'amor suo per la vita
    sulla ragione dei poeti
    il sole piange
    lacrime di sangue:
    una stilla di quelle lacrime
    e di quel sangue
    bagna gli occhi ed il cuore
    degli innamorati...
    il sole di novembre. 

  • 11 ottobre 2018 alle ore 15:49
    Col cappio al collo del tuo ricordo

                                                                                           da: Yehuda Amichai

    In questi giorni penso sovente al tuo muto sguardo,
    ai tuoi penetranti occhi dentro di me
    come fossero lame di cristallo,
    alle tue parole sincere
    che mi parlavano
    come la luna riflessa in un pozzo,
    alle mie parole - invero - fredde a te
    quando molte volte ti uccisero prima che tu morissi,
    al vento di maestrale che si posava sul tuo viso.

    In questi giorni penso sovente
    agli anni che sono stato al mondo senza di te,
    quegli anni che ti ho cercata invano
    in uno specchio bohemien ornato di fiori:
    tutti quegli anni pallidi vissuti
    col cappio al collo del tuo ricordo.
    In questi giorni penso all'eternità al nulla
    che dopo di te andrò ad incontrare. 

  • 09 ottobre 2018 alle ore 11:08
    Fugacità

    Un giorno di marzo arrivasti: come fossi la luna
    calda nel cielo di stelle; io scrissi "t'amo" sulla sabbia...
    Il tuo arrivo (lo) preannunziò una zingara dagli occhi di ghiaccio
    e dai modi gentili: non capii, allora.
    Gli sguardi compiaciuti tra (di) noi non mi toccaron il cuore,
    ma soltanto la bocca: lo capii dopo.
    Mute eran carezze tue a me, i tuoi pensieri sordi raccolti
    dentro i miei sordidi segreti, il nostro amore - invece - secondo natura...
    Un temporale estivo solo mi lasciò in riva al mare: ad
    ascoltarti; lavò l'onta del peccato: se mai
    ce ne fosse stato uno!
    Intrappolato rimase il tuo ricordo tra gli scogli: lo liberai
    così e lo seppellii sotto una pietra in un bosco
    di millenari lecci.
     

  • 09 ottobre 2018 alle ore 5:32
    Quella casa... e l'epitaffio muto

                                                                                                     a: Pablo Neruda

    Quella casa sulla scogliera
    eremo nostro di solitudine
    e tristezza, lambito
    la notte da venti di ponente
    che seppellivano la sabbia:
    dove insieme s'interrogava 
    le stelle senza risposta;
    dove insieme barricavamo
    angosce, paure e pensieri nelle trincee
    di rarefatti ricordi; e dove insieme
    lenivamo il dolore delle cicatrici
    degli anni e del tempo
    mettendole a nudo sotto la fitta
    luce della luna di plenilunio.
    Quella casa tanto sgangherata
    così da sembrare un salvagente
    di fortuna nel mare in tempesta
    o lo scheletro d'un veliero
    brunastro torturato:vedemmo
    lì ombre di cavalli alati
    venirci incontro; là vi scorgemmo
    talvolta visi di donne pallide
    e smunte che raccontavano
    morte ed insieme bellezza;
    in quella casa una notte
    vi ascoltammo pure
    gli ululati rabbiosi
    di vecchi cani randagi
    ed il canto sinuoso
    d'una coppia di sirene etrusche:
    venute da Sisifo dopo
    aver galoppato su tutti
    gli oceani del mondo...
    incredibili cose ascoltammo
    e vedemmo in quella
    casa: sempre insieme
    solo e soltanto noi due!
    Ora, tu non ci sei più:
    ma io torno spesso da
    solo in quella
    casa,
    ricca ormai
    di vecchi ricordi e fresche
    inguaribili nostalgie,
    la gentile "famiglia"
    dei nostri vent'anni...
    Ho lasciato un biglietto ad un amico,
    con sù scritto così: "Quando morrò
    seppellitemi vicino quella casa
    sotto sassi turchesi e vermigli,
    di fronte al mare fratello
    senza nulla scrivere sulla stele
    e senza poggiarvi nè fiori nè croci".
     

  • 08 ottobre 2018 alle ore 3:21
    (La) brezza marina

    Brezza in riva al mare...
    notte di cielo infocato
    fuoco dà alla tua pelle nuda
    mentre
    tutti un fuoco son i miei pensieri
    sulla sabbia calda come
    un focolare attizzato
    dalle stelle in calore...
    Dopo l'amplesso che ci ha
    avvinghiati insieme
    meglio restare abbracciati
    - e mano nella mano -
    su uno scoglio di traverso
    ad osservar l'alba che nasce:
    pensando alla vita che cresce
    (già) in te.

  • 07 ottobre 2018 alle ore 16:30
    Fino al prossimo addio

                                                             da:"Till The Next Goodbye" (The Rolling Stones)

    Amore
    Fino alla prossima volta che ci diciamo addio
    Fino alla prossima volta che ci diciamo addio
    Non smetterò di pensare a te
    Giammai smetterò di farlo
    Amore
    Fino alla prossima volta
    Ti aspetterò ed immaginerò
    Di averti tra le stanche mie braccia
    Vedrò la neve candida turbinare fra i tuoi capelli
    E sciogliersi poi ai tuoi piedi
    Amore delizia
    Ti aspetterò ed immaginerò
    Dolci bacche di sambuco
    Rotolare giù sui turgidi tuoi seni di velluto
    Sulla tua pelle di chiffon color rugiada 
    Ti aspetterò ed immaginerò
    Fino alla prossima volta che ci diciamo addio
    Ti aspetterò...
    Quando una coppia di soli d'avorio ci scalderà di nuovo!
    Fino ad allora
    Io penserò a tè
    Io penserò a te

  • 07 ottobre 2018 alle ore 9:51
    Tu, soltanto tu (A Luisa)

    Tu, soltanto tu
    dolcissimo fiore sbocciato in estate
    profumi di vita e di labbra bagnate,
    manigoldo amore dal core tenero
    che dona luce e vola libero,
    nero destrier del mio sentire
    insieme mai dovrem morire.

  • 07 ottobre 2018 alle ore 6:04
    Modern Afrodite

    Il tuo sguardo gentile
    e sincero accecò i miei
    occhi
    la tua dolcezza profonda
    catturò il mio
    cuore
    le tue parole furtive
    cancellarono il mio 
    stupore
    il tuo corpo sinuoso
    tradì la mia
    voluttà
    il tuo nascosto amore
    rubò la vita
    mia
    per donarla alle stelle