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Poesie di Luciano Ronchetti

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  • 19 dicembre 2018 alle ore 5:58
    Occhi di ragazza triste

    Occhi di ragazza triste 
    osservai
    dietro i vetri lucidi della "finestra madre":
    eran sinceri ed allegri,
    come s'avessero visto e poi
    toccato l'aurora...
    Ma tant'altro
    avevan visto, ben altro:
    ne avevan viste
    e fatte di cose
    quegli occhi;
    avevan visto l'inferno
    più del paradiso,
    avevan toccato odio e oblio
    più di amore e d'un sorriso,
    avevan giocato col pianto e col dolore
    più che con il mondo...
    Quegli occhi di ragazza triste:
    arrabbiati, a schiaffi
    avevan preso ed a calci,
    a pugni la vita,
    ma avevan pure sputato
    - tante volte -
    addosso alla morte!

    Taranto, 9 aprile 2016.

  •                                                      da: Patrizia Cavalli (sopra un sogno realmente accaduto: 17 mesi orsono)

    Ringrazio quella poltrona
    nella grande stanza
    che discreta m'accoglie quando improvvisa
    mi coglie debolezza di te, padre: che 
    mi sussurri
    e gridi: "Va bene, figlio!".

  • 18 dicembre 2018 alle ore 13:32
    Invocazione al giorno

    Porta il tempo che al meriggio
    guarda, o giorno
    e scava solchi d'incolpevole
    rugiada sul mio volto,
    avvolgi pure l'anima mia
    nell'ala sua dolce
    e candida di "sorella tristezza"
    ma, alfin
    conducimi sino
    alla soglia
    di soavità della sera
    ch'io di lei così
    possa ebbriarmi...
    ed arrivando allor
    alle finestre socchiuse
    della notte
    che s'apriranno poi
    - dolcemente ansiose -
    nuovamente a te
    per il domani.

    Taranto, 31 marzo 2016.

  • 18 dicembre 2018 alle ore 12:56
    Tal'era la notte d'un azzurro vero

                                                                              da: Iacopo Vittorelli

    Tal'era la notte d'un azzurro vero,
    qual bianca luna appariva in cielo:
    non un alito di vento nè d'un velo
    si  sentiva a tribolar.

    Cinciallègretta solinga se ne stava
    ma ciarliera et romorosa:
    per richiamar la sua morosa
    cominciò a cinguettar.

    Colei (che) la sentì di lontano,
    zompò di frasca in frasca:
    e come si fosse burrasca:
    in un batter di ciglia arrivò.

    Oh! Qual dolce candore d'affetti,
    liev'è questa musica d'amore,
    soavità per occhio et core:
    chissà s'un giorno mai li (ri)vivrò!

    Taranto, 9 aprile 2016.

  • 16 dicembre 2018 alle ore 15:56
    [Quali lotte avvien...]

    Quali lotte avvien, già quali lotte
    pria che giorno s'alzi e sua luce spanda,
    cogli astri spesso ei f'à botte, già f'à botte
    financo con la notte: di spada, martello & (di) randa.
    Ma quando che tutto poi s'arriposa,
    maraviglia il ciel della maraviglia in sè reca
    e l'uman forte grida "che cosa, che cosa?"
    giacchè radioso sole occhi suoi l'acceca.

    Taranto, 5 marzo 2016.

  • 16 dicembre 2018 alle ore 15:37
    Estate 1982

    "Ai ragazzi del '62, ma non a quelli del 62°"

    Estate 1982: una di quelle
    estati senza vento, senza volto, senza tempo
    una di quelle che non si dimenticano facilmente,
    anzi, una di quelle (estati) che non si
    dimenticano mai!

    Quell'estate, infatti, non l'ho ancora
    dimenticat'io: ogni desiderio
    allora, parea essere incastonato in cielo,
    tra luna e stelle (belle, belle sì: come non mai!).

    Allora (quell'estate) s'invidiavan gli uccelli:
    perchè avevan l'ali per volare;
    allora s'invidiava il sole:
    perchè riscaldava i cuori: i nostri cuori;
    allora s'invidiava il vento:
    perchè via con sè trascinava
    ogni granello di sabbia in riva al mare:
    allora pure il mare s'invidiava:
    perchè trasformava la nostra volontà
    in sogni irragiungibili;
    (e ogni canto diventava inno di gioia: senza pensieri);
    allora ogni cosa s'invidiava:
    perchè tutto parea giovane ed era infinito 
    per ognun di noi.

    L'estate 1982: senz'altro fu di quelle
    (estati) senza vento, senza volto, senza tempo
    che non si dimenticano mai;
    quelle estati 
    in cui tutto si ferma per sempre
    (od i miti pur'anche si fanno uma...leggende)
    laddove nessuna cosa (ti) sembra impossibile
    laddove nessuno (ti) sembra irragiungibile...

    Estate 1982: una di quelle 
    (estati) senza vento, senza volto, senza tempo! 

    Taranto, 29 marzo 2016.  

  • 08 dicembre 2018 alle ore 1:47
    Il vento

    Il vento è come le persone care
    che sono andate via: non si vede
    ma si sente...appare!

    Il vento soffia forte (da nord)
    e quando arriva entra nell'anima
    - ti prende -
    cattura i tuoi pensieri spazzandoli via;
    eppoi ti trascina via con sè: come polvere!

    Il vento, però, non può distruggere
    i ricordi, mai potrà farlo...
    anche quando arriva da ovest;
    [loro] sono  indissolubili
    perchè lievi vivono nel cuore d'ognuno! 

  • 29 novembre 2018 alle ore 10:12
    Queste mani... quelle mani (canto di libertà)

    Queste mani
    le mie mani
    sono (quelle)
    le stesse mani
    che mi accompagnano
    dacchè nacqui, un dì:
    quelle mani!

    Queste mani
    le mie mani
    sono (quelle)
    le stesse
    che hanno stretto
    tante mani, ne hanno
    toccato altre
    che hanno accarezzato 
    tanti volti, il 
    tuo volto: quelle mani!

    Queste mani
    le mie mani
    sono (quelle)
    le stesse
    che mai sono state
    incatenate
    nè mai insanguinate;
    ma hanno conosciuto il dolore
    quello degli uomini,
    hanno asgiugato lagrime
    dagli occhi di molti (uomini)
    e placato il dolore sul tuo
    volto umano, hanno asciugato dalle
    lagrime il tuo viso
    ridandogli gioia
    ed a volte pur flebile
    un sorriso: quelle mani...
    sì, proprio queste mani!

    Taranto, 25 maggio 2016.

  • 27 novembre 2018 alle ore 22:38
    Nelle solitarie notti

    Nelle solitarie notti
    a te penso,
    dolce amore
    in quelle illuni
    notti
    penso a te,
    luce di rugiada
    che illumini
    discreta
    i miei pensieri
    e ogni volta
    che ti vedo,
    che ti sogno,
    che mi appari
    con i tuoi vestiti di ciliegia
    ed i tuoi occhi
    grandi scintillanti
    le mie notti
    si popolano
    di mistero
    e tutto
    riprendo
    a navigare
    nel mio infinito
    mare.

    Taranto, 27 novembre 2018.

  • 26 novembre 2018 alle ore 11:48
    Uomini, soltanto uomini

    Uomini, soltanto uomini
    siam solo e soltanto uomini.

    Uomini, uomini
    impronta lasciam ad ogni passo
    ma siamo soltanto uomini.

    Uomini, uomini
    ci sentiam a volte (un) Dio
    ma siamo soltanto uomini
    e ci sembriam infinito
    ma piccoli assai siamo: come uomini.

    Uomini, uomini:
    e nulla piu'!

    Taranto, 14 settembre 2016.

  • 16 novembre 2018 alle ore 21:31
    Quando odiare vuol dire amore

                                                                         A Veronica, che amai sui banchi di squola...

    Oh amore,
    amore mio grandissimo
    ti odiai dal primo momento
    che t'ho vista
    quasi subito direi:
    eri troppo bella
    per non essere odiata
    eri troppo bella
    per non essere dimenticata
    per non essere desiderata
    per non essere ammirata;
    ti odiai dal primo momento
    che t'ho visto
    sapevi di gioia
    sapevi di sabbia bagnata
    dal mare
    che profuma di stelle
    sapevi di dolcezza
    antica
    come le favole
    belle
    lette ai bambini, un tempo,
    per addormentarli;
    sapevi di freschezza
    soave sopita,
    vera come un quadro
    di Pablo
    in inverno.
    Oh amore,
    amore mio grandissimo
    ti odiai dal primo momento
    che t'ho vista
    eri donna, eri passione
    prendevi fuoco
    come le madonne
    del Caravaggio,
    mettevi fuoco
    addosso
    come la luna vivace
    di aprile
    che poi muore a maggio
    dopo aver dato coraggio;
    tu, eri gentile
    così da sembrare
    una rosa senza spine.
    Tu, amore e basta...
    eri tutto
    amore mio grandissimo
    ti odiai dal primo momento
    che t'ho vista,
    anche tu mi amavi:
    se sapevo che mi amavi
    ti avrei ucciso prima!
     

  • 14 novembre 2018 alle ore 14:22
    Soldatino di carta

                                                                                    = Il "sistema" fagocita tutto; il                                                                                                  "sistema" - caro soldato - produce
                                                                                        anticorpi! = 
    Spesso rubai
    fitte parvenze
    di nulla
    alla strana 
    avventura
    del tempo.

    Ho combattuto
    contro sciami
    di gnomi indignati
    ed invisibili
    alieni
    e codazzi
    di rane urlatrici
    e scimmie ammaestrate
    di cartapesta;
    in fondo
    sono un bravo
    soldato ubriaco.
    Sono soltanto
    un soldatino di carta
    al servizio
    della vita
    e della morte.

    Serie - Lampi di controcultura.
     

  • 12 novembre 2018 alle ore 3:29
    Riconoscere

    Camminavo
    lungo il greto d'un fiume
    a novembre
    e guardando
    l'altra sponda
    per cercare fortuna
    un'onda trovai
    il sorriso
    d'una rondine in pena
    all'estate
    sfuggita
    di fronte alla luna
    piena
    eremita.
    Lungo quel greto
    riconobbi
    così la vita
    e lieto
    lo scorrer
    del fiume
    tornò a zoppicare
    come un treno
    che arriva
    ma non vuol
    ripartire.
    Camminavo 
    lungo il greto d'un fiume
    a novembre
    e riconobbi
    nel vento la voce
    di un'anima 
    in pena
    che cercava
    la foce del fiume
    per dissetar
    la sua
    malinconica vena.
    Camminavo
    lungo il greto d'un fiume
    a novembre
    e riconobbi
    nel passato un barlume
    di luce
    splendente.

    Taranto, 10 novembre 2018.

  • 06 novembre 2018 alle ore 22:00
    [Adesso so'!]

    Adesso so'!
    Non ho più paura
    adesso della morte: lei è mia sorella,
    adesso; è soltanto una parola bisillaba
    ma è mia sorella
    adesso, è la sorella che non ha avuto madre lei.

    Però è mia madre lei, è mio padre [lei],
    è mio fratello [lei],
    è tutti voi, è tutti noi:
    siamo tutti noi che moriamo, siete tutti voi che morite.

    Adesso so'!
    So'adesso cos'è la morte:
    è mia madre distesa sul lastricato
    di marmo freddo e duro all'obitorio,
    è mio padre disteso
    freddo sul lastricato 
    di marmo all'obitorio: tutti uguali
    lassù, in balia delle stelle.

    Adesso so': non ho più paura io della morte!

    Taranto, 9 aprile 2018.

  • 03 novembre 2018 alle ore 16:47
    Tutto in un lampo

    Una stella
    a primavera
    cadde sull'anima
    mia vera
    che colpita fù
    poi
    da un dolce e tenero
    amore...
    durò lui un giorno,
    poche ore
    e poi da solo
    tornò
    a volare
    come un aquilone.
     

  • 31 ottobre 2018 alle ore 10:58
    [La luna...](o: elegia della luna)

                                                 Terra: - Cara luna, lo so che tu puoi parlare e rispondere;                                                   per essere una persona secondo che ho inteso molte volte
                                                 da'poeti: oltre che i nostri fanciulli dicono che tu veramente
                                                 hai bocca, naso e occhi, come ognuno di loro;e che lo veg-
                                                 gono essi cogli occhi propri; che in quell'età ragionevolmen-
                                                 te debbono essere acutissimi (Giacomo Leopardi, Dialogo
                                                 della terra e della luna).

                                                 
    La luna non ha lacrime: eppur piange.
    La luna non ha orecchie: eppure ascolta.
    La luna non ha occhi: eppur osserva.
    La luna non ha gambe: eppur cammina.
    La luna non ha mani: eppure tocca.
    La luna non è un fantasma: eppur
    scompare (nelle notti"illuni") ed appare (nelle notti"piene").
    La luna: attraversa il cielo, attraversa le stelle,
    il firmamento intero...
    ma sempre sola è, sempre sola stà!
    La luna...non è tutta luce ciocchè: luccica ed appare;
    la luna...non è tutta sua
    - di tutto -
    la colpa: oppure sì?

    La luna...non fà  (mai)
    una grinza, però: è
    sempre la [lei] lassù
    che ci aspetta;
    a ricordarci quanto siamo piccoli!

  • 31 ottobre 2018 alle ore 10:43
    Senza alternativa

    Muore giovane
    la foglia scarlatta
    se dal sensuale
    rimorso è presa
    di non aver vissuto
    come voleva...
    ciocchè si deve fare
    però
    dev'esser fatto
    e la foglia foglia scarlatta
    può soltanto morire giovane
    anzichè subire
    gli scherni
    della sorte
    avversa o
    d'una indesiderata vita.

                                                                                                         = La vita: val
                                                                                                          sempre la pena
                                                                                                          di essere vissuta =

  • 27 ottobre 2018 alle ore 9:41
    Quel giorno

    Quando la vidi partire
    sembrava una farfalla
    d'aprile, la mia donna:
    la salutai con un sorriso
    tra le mani, ripensando
    ai suoi capelli al vento
    alla sua gonna, pensando
    al nostro domani.
    Non la rividi
    più, da allora
    la mia donna: ma
    non dimentico
    mai, i suoi capelli al vento
    e la sua gonna!

  • 25 ottobre 2018 alle ore 23:19
    Salento: terra di Puglia, del mondo

    Salento è...
    regione di confine
    estremo lembo
    di terra e paradisiaco,
    eden sperduto in terra,
    emanazione
    misteriosa e di vita orben
    fonte sacra e profana...

    Salento: qual
    divina e sconosciuta 
    mano ti fece così
    forgiandoti da
    - chissà quale -
    ancestrale materia?

    Salento: spettacolo 
    di prima natura bagnata
    dal mare
    e sferzata dal sole,
    dal vento baciata
    e dalla sfortuna;
    quella sfortuna maledetta
    d' esser donna (tra gli uomini)
    (e) madre dimenticata:
    terra regione (straniera)
    di confine;
    la sfortuna, quella sfortuna
    d'esser donna
    madre figlia  (soltanto)
    dimenticata...
    figlia di nessuno
    (soltanto) regione di confine:
    ma sei madre tu o lesbica
    o divin puttana e dolce
    cara di greca stirpe
    e sangue normanno, arabo, bizantino.

    Regione di confine
    (soltanto) tu:
    che dalla magica conca dei due
    mari,
    là dove l'ameno lido
    che s'incurva e gira,
    verso posti cari
    ti spandi t'estendi
    sin al tacco dello stivale.

    (Oh) Salento, tu porti
    in grembo la magia
    e la forza delle terre dimenticate.
    Qual buon vento
    (è) la magia
    del bianco e del blu
    del blu e del bianco,
    l' un è quello lucente lindo
    delle case nelle città, nei paesi
    sparsi, nelle strade dei paesi
    ovunque ci sian donne che
    preghino od un mulo che ragli,
    e l'altro invece il colore
    del mare terso e cristallino:
    che ti circonda, ti bagna e tutto a sè
    sincero t'ammanta;
    l'uno è il bianco, sì lucente
    delle case o dei capelli dei vecchi
    seduti agli angoli delle strade
    fuori da quelle case;
    l'altro è il blu, fiero colore
    del mar che ti bagna e del ciel
    infinito che t'osserva.

    Blu e bianco, bianco e blu;
    i colori della passione e della libertà:
    perchè (tu) sei terra donna
    madre antica dimenticata...ma libera,
    come il vento
    che soffia - a volte un portento -
    di scirocco o di grecale
    di maestrale, di libeccio
    e sale; spesso lambendo và
    le tue frastagliate coste,
    sovente colpendo stà
    i tuoi duri scogli.

    Salento (tu) sei
    il vento,
    quel vento,
    (soltanto) quel magico vento e
    maestoso... a volte un portento:
    di noi tutti fratello 
    misterioso,
    dei tuoi abitanti, delle tue genti
    il vento di Sharazan, arriva dalla terra
    di nessuno dalla notte
    dei tempi...
    (è) il vento della follia, il vento
    del dolore.

    Salento tu sei
    il bianco lucente
    delle case
    nelle città bianche di pace,
    di silenzio e di solitudine.

    Tu sei il vento, come il vento
    - Salento -
    che soffia
    all' imbrunire del sole
    su quella terra che freme
    sferzata dal sole:
    e fà le spighe ricurve, sommesse
    benchè umide ancor del sudore
    dell'uomo; ricurva quelle spighe:
    su sè stesse...
    e fà ricurvi pur gli uomini suoi
    - la sua gente -
    ricurvi li fà, quel vento,
    e sommessi:
    come a nascondere
    la propria umiliazione,
    come a nascondersi
    da qualcuno, o da un "non sò che"...

    Salento anche (tu) terra di Puglia, del mondo...
    anche (tu) lo sei;
    terra di nessuno: terra 
    da tutti dimenticata!

     

  • 22 ottobre 2018 alle ore 13:00
    Trilogia del piacere =3=

                                                                                        da: Patrizia Valduga

    Galleggia
    nel mio 
    sperma
    fuoruscito
    dal tumulto:
    non annegare
    - amor mio -
    galleggia,
    e poi
    avvinghiati
    forte a me
    nuovamente
    per un'altro amplesso
    di disperazione
    e speranza.

  • 22 ottobre 2018 alle ore 12:52
    Trilogia del piacere =2=

    Notte di luna
    piena
    brilla
    sul tuo corpo
    baciato
    dal vento
    sui tuoi 
    turgidi seni
    riverbera
    la voglia mia
    di te
    la mania
    quella dolce
    malattia
    che ho
    di penetrare
    col mio sesso
    negli spiragli
    più reconditi
    della tua anima
    fino a farti
    gemere
    di piacere...
    e poi
    morire
    insieme,
    divorati
    dal tempo.
     

  • 21 ottobre 2018 alle ore 0:01
    Trilogia del piacere =1=

    Lecca
    divora
    la mia nuda pelle
    appassionata
    - amor mio -
    succhiami
    il midollo
    prima
    come se fossi
    luna
    - (tu) vampiro -
    abbandonata
    sul mio corpo
    arso
    dai vermi
    consumato 
    dalla voglia 
    ardente che ho
    di te
    fai di me
    amor mio
    cenere
    (carica)
    di voluttà
    brina
    assolata
    di sensualità
    e passione
    amami e consumami
    entra 
    dentro di me
    alla follia
    come il vento
    selvaggio
    di primavera
    quando
    che soffia
    sul mio cuore
    gentile
    di donna.

  • 19 ottobre 2018 alle ore 0:44
    Visioni di guerra = Candele nella notte =

                                                          da: un disegno di Maurice Chabas (Studio per il ritratto di un soldato, 1918); da: vari brani dei Pink Floyd&Roger Waters. Ai caduti di ogni guerra.

    E finalmente
    beate candele accese
    nella notte
    felici brillate
    per nemici ed amici:
    così vittime e carnefici,
    amici&nemici...
    son tutti uguali, son tutti amici.

    Cenere e diamanti,
    nemici o amici: siamo tutti
    uguali alla fine...
    dinanzi alla morte tutti
    e soltanto uguaglianza.

    Buoni o canaglie
    pieni di medaglie
    ma restan pur privi
    di gambe, cuore e frattaglie.

    Candele accese 
    nella notte
    finalmente brillate per tutti.

    Pubblicata sul sito: www.pietrigrandeguerra.it il 28 giugno 2018.  

  • 18 ottobre 2018 alle ore 23:42
    [Amo perdermi...]

    Amo perdermi quando ti guardo
    negli occhi,
    amo perdermi quando sussurri
    che mi ami,
    amo perdermi tra le tue
    braccia,
    quando ti accarezzo con voluttà
    e poi ti bacio sulla bocca.
    Amo perdermi con te,
    soltanto con te.

  • 18 ottobre 2018 alle ore 23:11
    Quella voglia

    E' dal mare
    che viene quella voglia
    strana
    di lasciarsi andare
    e perdersi nell'oblio
    annullarsi 
    in quel vortice
    assoluto di nulla
    è dal mare
    che viene quella voglia
    strana
    di ritornare bambino
    alla dimensione 
    povera d'un tempo
    quando le favole
    erano vere
    e le leggende sincere...
    è dal mare
    che tutto partì
    cominciò a farsi
    gioia dolore amore.
    E' dal mare...
    che viene il ricordo
    che strugge,
    la nostalgia
    che ti rallegra
    e poi fugge
    è dal mare...
    lì torneremo
    quando il vulcano
    che rugge
    si spegnerà
    é dal mare...
    rossa nera
    dannazione
    di fuggire:
    ribellione arcobaleno!