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Racconti di Luciano Ronchetti

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  • 16 marzo alle ore 19:08
    Il profeta

    Come comincia: La realtà, invece, erano miserabili città in rovina dove gente denutrita si trascinava su e giù con scarpe che lasciavano scoperti i piedi, dentro certe case novecento che si tenevano su a furia di toppe e di cartone e di tela cerata, e che puzzavano sempre di cavoli e di cessi otturati. (George Orwell, 1984). 

  • Come comincia: La noia è il prodromo principale dell'oblio: il quale, quando arriva e se arriva, è quello stato in cui si perde, non sempre però, la percezione dell'io assoluto (oppure, se credete, quella assoluta dell'io); e non si ha più memoria, e non si hanno più ricordi, e non si ha più il senso del tempo, delle cose e delle persone che sono intorno a noi. Per alcuni, però, esso (ossia quello stato) può rivelarsi, per certi versi ed aspetti ed in determinati momenti dell'esistenza, taumaturgico se non addirittura catartico.
    "Tutto sommato c'è la caviamo egregiamente: sotto questa cascata di stelle d'oro...e perline filanti (almeno una volta all'anno è così!)".

  • 16 marzo alle ore 13:30
    Ehi man! (il monito e l'appello)

    Come comincia:  Puoi essere tutto ciò che vuoi; puoi fare tutto ciò che vuoi; puoi avere ciò che vuoi, puoi dire ciò che vuoi: se lo vuoi; puoi avere, dire e fare ciò che vuoi: se lo vuoi! Puoi sognare e camminare sull'acqua: puoi persino sognare di camminare (davvero) sull'acqua! Ma puoi davvero farlo?...Soltanto, però, uomo: non devi mai esser triste, non puoi farlo perché non è cosa ben accetta; perché è cosa invisa assai su questa terra a questo mondo! Ehi man, puoi esser tutto ciò che vuoi...davvero?! 

  • 16 marzo alle ore 13:20
    La sentenza, la voce...l'incontro

    Come comincia:  Qualcuno disse un giorno: - Non siamo programmati per amare, credere&sognare; ricordare, sperare o distruggere ciocchè abbiamo costruito; lo siamo soltanto per nascere, vivere eppoi (in un battibaleno) morire! -. Tanti anni dopo, in una sacra assoluta notte da tregenda, però, una voce profonda ed oscura, arcana mi sussurrò, nell'orecchio destro più volte e più volte (più e più volte ancora lo fece, quasi infinite: ma non era la befana!): - Vieni, oh sì vieni, nei sogni vieni; troverai ciocché ti serve, quì vi troverai l'impossibile e il nuovo!...Un simoniaco incontrai, allora, ed una giovane vergine nuda, dai biondissimi capelli e cogli occhi azzurri: entrambi mi presero per mano ed andammo insieme verso la casa del rabbino.

  • Come comincia: dal teatro dell'assurdo; a: Samuel Beckett&Eugene Ionesco.
    Personaggi
     - Bardo scemo;
     - Coro (fuori scena);
     - Spettro (giovane);
     - Watt Molloy (nel racconto dello spettro).

    (contro; l'assurdità delle convenzioni "reali" e della realtà che le circonda, già scritta dagli uomini e...standardizzata, appunto, dalle convenzioni e dalla routine); pro: fantasia ed immaginazione.
                                               = Protasi o introduzione = 
    (lettura facoltativa ad opera del bardo scemo)
    - Perché - mi domando - realtà e immaginazione non possono coesistere?Il divario tra le due sfaccettature della nostra esistenza è, a pensarci bene, meno marcato di quanto non si creda e di quanto, in realtà, non lo sia...e le convenzioni di routine (o consuetudinarie) entrambe mortificano, anzi, mortificano eppure stroncano e tarpano le "ali" tanto all'una (la realtà), quanto all'altra (l'immaginazione). E pensare che non servirebbe tanto, anzi, ben poco basta - dico io, che sono solo scemo anziché altro! - affinché le due facce della stessa medaglia possano coesistere e pacificamente convivere: ci vuole soltanto un po'di fantasia, di minuta e povera fantasia (magari comprata alla rinfusa o di contrabbando, chissà!) - o immaginazione - appunto (nonché un foglio di carta bianco ed una penna a sfera che lo percorra tutto, in lungo ed in largo, apposta per riempirlo!)... Sì, basta poco; poco basta (me lo diceva anche il mio trisavolo, il duca di Camembert, che per niente era scemo come me, anzi, non lo era proprio ma che morì pazzo in un castello della Cornovaglia durante un temporale estivo: la sua morte fu meglio di un temporale, di quel temporale!); davvero veramente poco (ma poco poco, eh: non di più!) per creare una realtà diversa, una realtà "autre": una realtà di immaginazione. 

                                              = MONOLOGO =
    (lettura facoltativa al pubblico: da parte dello spettro).
    Per: masochisti lucidi - ed un po'scemi, forse - ma di certo non malati di "grandeur" (come lo sono, invece, gli abitanti della Franca Contea); intellettuali pazzi ed anarcoidi - di certo non masochisti mansueti, a riposo né a corto di idee - ma di certo non malati di "autocompiacimento" masturbatorio ed eiaculatorio: ovvero, giammai atti a masturbarsi la mente (no l'ano né il clitoride, direi!) di autocompiacimento.
    - Luogo della scena = Elsinor, regno di Danimarca (sopra una botola chiusa piena di pattume).
     - Sapete? - vi domando (e mi domando, chissà, me lo domando anch'io?!) dove sia l'isola di Carnascialia, anzi, vi domando (e mi domando, purtroppo!) dove si trova? (Diciamo che non ce l'ho presente...anzi, non lo immagino proprio!).
     (Coro): - O potenze onnipotenti del cielo, fatelo guarire; fatelo rinsavire dal (suo) male di vivere...riportatelo cortesemente, se potete (voi che tutto potete), sulla retta via!!! -.
     - Ma è molto, molto semplice, direi; anzi, piùcché semplicissimo, oserei proprio dire: si trova (cioé, si troverebbe) ad est, anzi, ad ovest ditutte le isole che non ci sono e non ci sono mai state neanche una volta (ma non essendo, però, essa medesima, né a est né a ovest - ed invero né a sud né a nord di...nessun posto!); e di fronte, in veritas, alla terra che non c'é e in dentro fino all'arcipelago di Nessuno (proprio come il nome di  colui che "non uccise" Polifemo...avete inteso bene: non siete sordi né claustrofobici!), cioé di Altrove; ossia: in qualche posto...sarà! (questo è sicuro: più certo di un assioma di fiori appassiti!).
     (Coro): - O potenze onnipresenti nel cielo, fatelo smettere, per favore; fatelo smettere davvero dal (suo) impossibile blaterare, dal suo farneticare rumoroso ed inverosimile!
     - Balle, son tutte balle: ma balle vere (sono), però...mic'altro! - Lo scorso anno un mio amico (Watt Molloy, un quarantenne brizzolato di Dublino, cioé un dubliners puro, figlio di Aaron&Rebecca) è stato lì; sì, per davvero...è proprio stato su quell'isola, tutto seriamente per intero e tutto d'un fiato: (vi) soggiornò per più di un mese (beato lui, forse; anzi, spero!), un fottutissimo disperso mese sul calendario (era febbraio o era dicembre? Chi può mai dirlo: nessuno sa quale esso fosse!)...soggiornò su quell'isola, sconosciuta e dimenticata dagli uomini e dal divino: aveva letto (dissero) del suo esistere su un depliant, che lo aveva trovato - bontà sua - in una agenzia turistica a Calcutta nord, la quale credo proprio si chiamasse (la) "Khamasutra's Farm 88&son".
     (Coro): - Dio mio! Questa non è follia cieca: è solo pura follia! -
    - Aveva letto, [lui], mi disse a bruciapelo senza urlare, tanto sul viso, quanto in dentro le orecchie (sì, era proprio lui, solo e soltanto lui, il mio amico Watt Molloy: il dubliners di prima!) quanto segue sopra quell'isola: "Trattasi di un luogo ove tutto evapora, anche l'aria; e (ladd) ove vi sono immense distese di papaveri gialli (di quelli coltivati nelle serre che non sono mica come quegli altri coltivati alacremente dai contadini del Kurdistan settentrionale: quelli sono altri papaveri...appunto!) e di mimose verdi (quelle coltivate in Brasile dai coloni portoghesi, non quelle coltivate ovunque dalle donne senza speranza ogni sette di marzo degli anni bisesti!). I fiori, anche quelli che non vengono coltivati (chissà perché mai succede così?) emanano, nottedì e nottegiorno, cioé quello dopo la notte precedente, un intenso profumo di mirto e di ambrosia (proprio quella tanto cara ai poeti): talmente spiccato da rendere l'aria (che, però, non c'è in quanto evapora ancor prima di venire al mondo!) quasi del tutto nulla...direi irrespirabile!
     (Coro): - Oh, angeli del cielo, pensateci voi; pensateci voi ve ne preghiamo!
     - Ora, credo, che in molti si domanderanno (non certo su "due piedi", ma senza ombra di dubbio con la voglia in canna di spa...sapere!) così: - Ma l'aria è davvero irrespirabile, pro...tanto irrespirabile su quella dannata isola? - Sì, sì, proprio tanto - rispondo io; allora...- lo è talmente (almeno tanto quanto) che neanche una coppia di cani segugio, accoppiata da molti anni, ed anche perfettamente addestrati (poco importa se a Camp David: nei pressi del luogo in cui, nel 1979 si riunirono i più grandi coglioni della terra, vi è un CAC = campo addestramento cani; o in Transilvania: nei pressi delle tenute di appartenenza, un tempo, al Principe Vlad III°di Valacchia, vi è un ulteriore CAC = più rinomato dell'altro!) nella ricerca di tartufi...no, di cadaveri morti (o di persone scomparse&presunte vive) riuscirebbe a trovare, in una fogna, il cadavere - appunto - in avanzato stato di putrefazione di un barbone (morto), nascosto perdipiù in un sacco per la spazzatura: pieno di escrementi (sterco&urina tutti insieme!!) di cavallo! Ora...- capito l'antifona?; no, no...avete capito che razza di profumo giri e che vige su quell'isola? - .
     (Coro): - Fatelo rinsavire: vaneggia!
     - Balle, belle e buone: ma sempre balle; non vaneggio: sono più lucido di ieri; e ancor più di ieri l'altro, direi! Allora, dicevo che il mio amico (Watt, sempre lui: è l'unico che io abbia mai avuto!) - poi - mi disse d'esser stato lì un mese intero (potrebbe essersi trattato di un mese tra agosto e settembre: ma come dettovi innanzi nessuno lo sa per certo!), senza - tuttavia - esserci mai sta...arrivato; & di esserci arrivato senza esserci mai stato: lo fece con un aereo invisibile (lo era, seppur non fosse un'aereo "privato"!), privo di equipaggio ma col pilota automatico perfettamente addestrato per la bisogna (credo si trattasse di un Boeing 747 della linea tutta d'un pezzo, battente bandiera di Andorra, "Direkt where you want") che lo portò sin quasi vicino all'ingresso di un hotel trasparente (anzi, pressappoco invisibile!); ch'era (già) - uno dei due hotel esistenti sull'isola - (l'altro esiste già, ma...deve ancora esser costruito!): tutto ricoperto d'oro blu (fu importato - deve essere così - con containers tascabili modello, "Maske"&"Tex", tutti provenienti dalle terre sottovento, su una nave che si chiamava "Beagle" o forse...era proprio la "Hesperance", chissà!) e magnòlie rosse lustre e luccicanti; anzi, luccicanti e basta...di rosso!
     (Coro): - Santo Iddio: sei proprio sine speranza, caro spettro!
     - Eppure il mio amico, si proprio lui; anzi, ancora - e sempre (di) più - lui, pure mi disse, però, d'aver prenotato una room (con bagno senza doccia, ma con vista sul mare: beato, beatissimo lui!) in quel dannato fottutissimo hotel: tuttavia, a parer mio, resta il fatto che è inconfutabilmente certo - o quasi - che quell'hotel, essendo piùcché trasparente, anzi, invisibile non avesse né room, né reception, né tantomeno altro...nulla, nulla e nulla di niente! Lui, però, il mio amico (era sempre e solotanto Watt Molloy, di Dublino: anzi, direi proprio  quel particolare Watt Molloy e no un'altro!) mi disse di avervi soggiornato in quell'hotel: è contento lui, contenti tutti quanti!
     (Coro): - il tuo amico, caro spettro, era proprio sine speranza e quando ti raccontò ciocché tu vai dicendo, vai blaterando ora, era proprio in quello stato...così, ancor prima che lo fossi e diventassi come e peggio di lui!
     - Senza speranza non lo è mai nessuno: anzi, sine speranza, qualche volta, qualcuno lo diventa; cammin facendo e suo malgrado...mettendoci del suo, magari, ma senz'altro a furia di prender calci nel culo! Ma mettiamola pure così, riguardo al mio amico: diciamo che non essendo mai stato un lurido e sacrosanto bugiardo e neanche uno squallido baro della mente di professione, cioé, non avendolo conosciuto io mai come tale, perché mai, mi domando, non avrei dovuto credergli?
     (Coro): - siete proprio "senza speranza", tu e il tuo amico, caro spettro!
     - Balle! Son tutte balle vere queste che racconto; dovete credermi! Infatti, infatti, sono tutte vere...proprio tutte quante: per filo e per segno, sennò perché le racconterei?! Alla fine di tutto, perciò, dovrei; anzi, devo proprio dirvi ciocché vado a dire...segue: il mio amico (Watt Molloy, di Dublino), che non è mai stato (bontà sua!) - credo (anzi, lo spero vivamente...lo penso!) - vita natural durante un figlio di puttana emerito né tanto meno matricolato (e ci sarebbe, chissà, pure da giurarci!), visto che sua madre, il cui nome da nubile era Rebecca Twist &...Wilson, e la quale fu una santa donna, lo mise al mondo in uno spedale cattolico di Belfast dopo averlo "regolarmente" concepito in una volta sola insieme al padre, il quale da celibe, nonché pure da sposato, faceva di nome e cognome Aaron O'Gara Molloy...- lo lessi proprio avanti ieri, casualmente, sfogliando gli obituaries del Wall Street Journal, anzi, sul Times (mica "pizza&fichi" a cena, mica roba da ridere da quattro soldi bucati:mica...o sti cazzi!) alla pagina 999 dell'edizione del giorno prima, anzi, della sera precedente - è morto molto prima d'un anno fa (probabilmente sarà un anno e mezzo) non lasciando in giro né figli orfani, né mogli vedove, però: (e) quindi - é - probabile, quasi piùcché facile, che non ci sia mai stato a Carnascialia!
     (Coro): - Sei proprio senza fondo, spettro...irrimediabilmente!
    - Tuttavia, io stesso il giorno prima dell'altro avevo già letto sul World Almanac of Mysterious Land del 2016, edito dalla casa editrice Penguin di Londra (roba grossa davvero, mica cavoli verdi a colazione!) dell'esistenza dell'isola suddetta, di quella detta isola...di Carnascialia. Tengo a precisare tantissimo, infatti, che il suddetto libro, a pagina 869, riporta la dicitura seguente: "Carnascialia, è l'isola (dis) abitata da circa 3800 abitanti, con la superficie di 0,000,000 chilometri quadrati. Essa si trova...bla, bla, bla; comunque, di certo da qualche posto si trova: visto che é scritto in quel po'po' di libro deve essere per forza cooosì! Per cui, da ciò tutto di cui "sopra" dettovi - e delucidato - (ne) deduco due salienti fatti, che sono assurdi sinanche all'inverosimile ma di certo non fantastici, anzi, direi che essi sono assurdi (assurdamente) veri, cioé inconfutabilmente veri e piucché certi: in primis, che il mio amico carissimo (Watt Molloy: uomo integerrimo e giusto che però non è stato incoronato santo da nessuno!) è stato su quell'isola almeno una volta, nella sua vita; la quale isola, tuttavia, forse non c'é; in secundis, che quell'isola forse - sì - non c'è, ma il mio amico - proprio là - c'é stato per davvero...seppur dopo esser morto, a seguito di una lunga e sfortunata malattia: e non prima!
     (Coro): - Sei proprio senza fondo, spettro...irrimediabilmente (come è vero che le calendule sono dei fiori e no delle scimmie antropomorfe della Nuova Guinea!). Pregheremo per Voi, per te e per lui, con solerzia; pregheremo ogni giorno per la vostra salvezza anche se non c'é speranza per due tipi come voi...sarà perfettamente inutile: nulla potrà mai salvarvi!   

     
       

  • 27 febbraio alle ore 18:02
    Sport's memories: Orenthal James Simpson

    Come comincia: E'stato uno dei più grandi runners (corridori) nella storia del football americano. Nato a San Francisco il 7 luglio del 1947, fu soprannominato "the legend" al termine della finale di college del 1967 tra U. S. C. (University of Southern California, la sua università) e U.C.L.A. (University of California - Los Angeles). Nel corso della gara Simpson aveva segnato la meta decisiva dopo una corsa di ben sessantaquattro yards. Nel suo anno da senior vinse l'Heisman Trophy, riconoscimento che premia il miglior dilettante della stagione. Fu anche sprinter di valore eccelso: durante la carriera universitaria aiutò U. S. C. a battere il mondiale della staffetta 4x110 yards (402,34 metri) per ben tre volte (tutte nel 1967) correndo insieme ai compagni Earl McCullouc, Fred Kuller e Lennox Miller, giamaicano; nello stesso anno stabilì anche il personale di 9'4 sulle 100 yards che gli valse il sesto posto ai campionati N. C. A. A.

  • 21 febbraio alle ore 16:15
    I due giunchi (la ragazza di fiume)

    Come comincia:  - Allora, mi vuoi portare ad appoggiarti sulle sponde del tuo corpo nudo? - Chiese Dalila al suo amante.
     - Certo, - rispose quello, con voce lieve; - mi piacerebbe tantissimo abbracciarti, stringerti tra le mie braccia e poi fare l'amore con te...a suggellare la nostra passione e il nostro volerci bene attraverso indimenticabili momenti di voluttà e piacere. Poi, insieme, come due giunchi inermi lasceremmo le sponde dei nostri corpi e ci faremmo trasportare dalla corrente: restando in balia di essa, delle nostre fantasie e dei nostri sogni...

    Taranto, 21 febbraio 2020.

  • 18 febbraio alle ore 10:13
    Non si può imprigionare il cielo...

    Come comincia:  Una volta mi trovavo disteso a terra su uno sterminato campo pieno di fiordalisi e girasoli in amore; e mentre andavo osservando in faccia il tersissimo cielo presente sopra i miei occhi, una piccolissima farfalla arcobaleno di getto si avvicinò a me e mi parlò:
     - Ehi, tu, steso a terra; si tu, proprio tu, quando osservi così il cielo te lo puoi disegnare in te stesso il suo immenso spettacolo, il suo grande palcoscenico: e qualora passi l'ombra di una nuvola sul tuo corpo disteso, e se lo racchiuderai (poi) nel tuo cuore e nel tuo (di) sguardo avvertirai "qualcosa". Dopo di che, la farfalla volò via...ma io, dentro di me, pensai: - come si fa a racchiudere il cielo nel cuore, imprigionarlo in uno sguardo...significherebbe, semmai, fermare l'orizzonte in un ricordo!

  • Come comincia:  -  Quella montagna, laggiù, sembra così insignificante ma potra decidere il nostro destino! - Disse il capitano Akab all'equipaggio in fermento, mostrando ben alta la croce rosso fuoco che teneva stretta nella mano destra.
     - Signore, signore, signore! - Gridò il piccolo mozzo Jim Hawkins.
     - Che c'é ragazzo? - Disse allora Akab.
     - E'la montagna incantata, quella, signore? - Chiese Jim.
     - No, ragazzo, - rispose Akab; - assolutamente no, ma alle sue pendici costruiremo la nuova grande arca e veleggeremo verso il "futuro".
     
    da: "Quaderni psichedelici", 2017. 

  • 17 febbraio alle ore 10:42
    Amori folli... ancora (ancora&ancora!)

    Come comincia:  Il mio amico Johnny amava tantissimo le rondini: un giorno, però, sparò a due di loro che volavano in cielo tra le nuvole, uccidendole. Egli amava la sua donna, l'amava più della sua stessa vita: un giorno, però, la uccise sparandoli in mezzo agli occhi; egli amava la (sua) vita, l'amava alla follia: un giorno, però, la prese a calci e si impiccò!

    da: "Quaderni psichedelici", 2017. 

  • 15 febbraio alle ore 15:24
    Intorno alla natura

    Come comincia:  La natura non è mai futile o casuale né puramente decorativa: essa persegue - immutabilmente - un disegno (ed un piano) ben preciso; essa fa fede (e risponde) - perpetuamente ed incessantemente - a leggi ben precise e prestabilite. Pertanto, quando (o se) l'uomo cerca di rompere tale incantevole, magico e superbo nonché millenario equilibrio che per alcuni è sacro, per altri invece soprattutto inspiegabile, attraverso comportamenti a dir poco incauti, sciocchi ed incoscienti, se non quando addirittura deplorevoli e criminali, non solo mette a repentaglio la vita della natura ma anche quella dei suoi simili: infatti, egli [l'uomo] ne è esso stesso parte integrante ma non la possiede, non è il suo padrone...eppur vero è che ad essa egli appartiene come alla terra, alla vita ed alla morte stessa e no - invece - il contrario!

  • Come comincia:   Nato a Notting Hill, Londra, il 30 luglio del 1958, da padre nigeriano e madre scozzese, può essere considerato - a buon diritto - uno dei più grandi atleti della storia dello sport britannico. A diciassette anni concluse il suo primo decathlon totalizzando 6685 punti. Nel 1976, quando era ancora junior, partecipò alle Olimpiadi di Montreal finendo diciottessimo. Dopo i Giochi tornò in Canada e stabilì il nuovo record mondiale juniores con 7905 punti. Sempre da junior, nel 1977 fu campione europeo a Donetsk (attuale Juzovka, all'epoca in Russia, oggi città dell'Ucraina) e migliorò tre volte il suo record mondiale (7921, 8124 e 8190 punti). Nel 1978 vinse i Giochi del Commonwealth (a Edmonton, Canada) ma fu secondo agli Europei di Praga, battuto dal sovietico Aleksandr Grebenyuk. Da quel momento infilò una serie incredibile di vittorie (dodici), restando imbattuto sino al 1987. Nel 1980 batté il suo primo record del mondo da senior (8648 punti il 18 maggio a Gotzis, in Austria) e vinse l'oro alle Olimpiadi di Mosca. La sua vittoria fu favorita, secondo alcuni tecnici ed esperti di atletica, dall'assenza dei tedeschi occidentali Guido Kratschmer e Siegfried Wentz che a luglio aveva battuto il suo mondiale (8676 punti a Filderstadt). Egli, tuttavia, confermò la sua straordinaria forza e il suo spirito combattivo nel biennio successivo trionfando agli Europei di Atene nel 1982 (8774 punti davanti a Hingsen ed al tedesco-est Siegfried Stark) e nella prima edizione dei Mondiali, a Helsinki, nel 1983 (8714 punti ancora davanti al tedesco-ovest Jurgen Hingsen). Nel 1984, a Los Angeles, compì il capolavoro della carriera, vincendo il secondo alloro olimpico dopo magnifica battaglia col rivale Hingsen. Al termine delle due giornate di gara (il decathlon, definita prova multipla, comprende dieci specialità dell'atletica distribuite tra corsa, lanci e salti, e si svolge nell'arco di due giorni: in ognuno di essi vengono disputate cinque gare), i due furono divisi soltanto da centocinquantadue punti e Thompson batté il record del mondo che il tedesco aveva stabilito appena due mesi prima a Mannheim, in Germania (8832 punti). Secondo osservatori, tecnici ed esperti quella fu unanimamente considerata la più bella gara di decathlon mai disputata! Due anni dopo, al Neckarstadion di Stoccarda batté nuovamente Hingsen nei Campionati Europei. Il 1987 segnò l'inizio del suo declino atletico ed agonistico. Ai Mondiali di Roma, per colpa di un malanno inguinale che lo aveva costretto ad interrompere la preparazione, non poté difendere al meglio il titolo conquistato quattro anni prima e finì nono nella gara vinta dal tedesco orientale Torsten Voss (8680 punti davanti al tedesco-ovest Wentz ed al russo Pavel Tarnavetskiy). L'anno seguente, ai Giochi di Seoul, fu ancora fuori dal gioco delle medaglie e si piazzò al quarto posto: alle spalle della coppia tedesca-orientale Christian Schenk e Torsten Voss e del canadese di colore Dave Steen. Nel 1989 subì un delicato intervento al ginocchio sinistro per rimuovere una escrescenza tumorale benigna: ciò gli impedì di partecipare, nell'inverno del 1990, ai Giochi del Commonwealth disputatisi a Christchurch, in Nuova Zelanda. Dopo aver saltato, nel 1991, anche i Mondiali di Tokyo, l'anno seguente tentò di qualificarsi per le Olimpiadi di Barcelona ma non raggiunse il punteggio richiesto. Al termine della stagione annunciò il suo ritiro dall'atletica, soprattutto a causa dei frequenti problemi al tendine del ginocchio. E'tornato allo sport firmando un contratto come pilota ufficiale della Peugeot. Nell'estate del 1994 disputò la pre-season ed alcune amichevoli con la squadra inglese di football del Reading, dopo di che coronò il suo grande sogno infantile militando nelle file del Mansfield Town (club di terza divisione), dapprima, e poi in quelle dello Stevenhage Borough FC e dell'Ilkeston FC, club dilettantistico. Nell'estate del 1994, mentre si allenava sul manto erboso del campo secondario del Reading, Coombe Park, così dichiarò a Mervyn Brewer, giornalista di "The Independent", noto quotidiano londinese che da alcuni anni esce in formato completamente digitale: - Da ragazzo avevo due sogni: vincere l'oro olimpico ed essere un calciatore professionista. - Atleta completo (nel 1979 fu campione nazionale nel salto in lungo, dove vantava un primato personale di 8,01) e match-winner autentico (dotato di quel "fighting-spirit" o della cosiddetta "stamina" che tutti gli abitanti delle isole britanniche si portano dietro nel loro dna!), forte nei concorsi quanto nelle corse, fece del dinamismo e della velocità i suoi punti di forza  (vantava tempi eccezionali: 10'26 nei 100 metri, 20'88 nei 200 e 14'04 sui centodieci ad ostacoli), nel corso della sua prestigiosa carriera. Personaggio fu, egli, fuori dalle righe e in perenne dissidio coi media di tutto il mondo: spesso prese posizioni scomode su questioni di attualità o sostenne battaglie difficili (si batté, ad esempio, contro il razzismo e le discriminazioni sessuali, ma ultimamente ha preso anche posizione sulla cosiddetta "questione scozzese", ovvero del mantenimento - o meno - dell'attuale status quo della Scozia nei confronti della Gran Bretagna), sempre fu contro convenzioni e compromessi. La sua esuberanza, tuttavia, di concerto alla sua simpatia e carica umana mancano molto all'atletica attuale, sempre più rivolta alla ricerca affannosa dei records; sempre più soggiogata dagli interessi degli sponsors ed asfissiata dai ritmi inumani dei networks televisivi. - Penso che negli ultimi dieci anni l'atletica leggera abbia perso un po'la sua popolarità. Quindi lo sport deve lavorarci. - Dichiarò nel 2010 (all'epoca era ambasciatore nel mondo delle Olimpiadi di Londra del 2012) sulle colonne di "Gulf News", quotidiano in lingua inglese pubblicato a Dubai, negli Emirati Arabi. - Dovrebbero provare a renderlo più semplice per i bambini...interessarli promuovendolo a livello scolastico.

    - Punteggi in "big-events"(*)
    punti 8847    OG   1984   Los Angeles            8-9 agosto
      "      8811    EC    1986   Stuttgart/Stoccarda 27-28 agosto
      "      8774    EC    1982   Athens/Atene          7-8 settembre
      "      8714    WC   1983   Helsinki            12-13 agosto
      "      8663w CG    1986   Edinburgh                27-28 luglio
      "      8522    OG   1980   Moscow/Mosca        25-26 luglio 
      "      8470w  CG   1978   Edmonton                7-8 agosto
      "      8424    CG    1982   Brisbane                  4-5 ottobre
      "      8306    OG    1988   Seoul                       28-29 settembre 
      "      8257    EC     1978  Prague/Praga           30-31 agosto
      "      8124    WC    1987  Rome/Roma             3-4 settembre
      "      7330    OG    1976  Montreal                    29-30 luglio
    (*) =  big events: le quattro manifestazioni che sono "grandi eventi" nel calendario internazionale (Olimpiadi, Campionati Mondiali, Campionati Europei, Giochi del Commonwealth, etc); w: wind assisted (prestazione ottenuta con gare col vento superiore ai 4 metri/secondo); OG: Olimpic Games/Olimpiadi; EC: European Championships/Campionati Europei; WC: World Championships/Campionati Mondiali; CG (Commonwealth Games/Giochi del Commonwealth).
     

  • 10 febbraio alle ore 20:23
    Le sue lacrime

    Come comincia: Un bimbo palestinese...lui non sa nulla della storia, non conosce i libri di storia (forse non avrà neanche la posssibilità di imparare a leggere e a scrivere), tuttavia piange ugualmente: spesso le lacrime dei bambini, in Palestina, sono lacrime di "sangue"!

    Taranto, 10 febbraio 2020. 

  • 08 febbraio alle ore 20:33
    Sport's memories - Jean Borotra

    Come comincia:  Nacque nel 1898 a Domaine du Pouy, cittadina della regione basca francese nei pressi di Biarritz, nel dipartimento dei Pirenei Atlantici. Uno dei "quattro moschettieri", insieme agli amici-rivali Jacques Brugnon, Henri Cochet e René Lacoste, che vinsero la Davis ininterrottamente dal 1927 al 1932 e dominarono la scena del tennis mondiale tra l'ultima decade degli anni venti e i primi anni trenta del secolo passato (nel 1993, l'anno prima della sua morte, dichiarò: - Quando hai combattuto in due guerre come ho fatto io ci sono alcuni ricordi  che ti segnano per sempre, ma far parte dei moschettieri è stata una delle mie più grandi gioie. Abbiamo avuto un meraviglioso cameratismo!). Figlio di pastori, rimase orfano di padre quando aveva meno di otto anni. Praticò il calcio, il rugby e la pelota (lo sport nazionale basco) e si avvicinò al tennis soltanto a venti anni. Personaggio di grande caratura, in campo e fuori, giocatore grintoso e spettacolare (famosissimi erano i suoi colpi di volée) ma anche uomo modesto e generoso, fu soprannominato dagli inglesi "il basco volante" per le sue doti atletiche non comuni, per il suo gioco e per un basco di colore blu che indossava spesso anche in campo. La sua vita fu ricca di aneddoti, avventure e disavventure, degna di un personaggio salgariano o di un protagonista di un racconto di Rudyard Kipling. A Wimbledon, si pensi che solo la sua auto, oltre quella del sovrano Giorgio V°, poteva giungere sino ai bordi del central court (campo centrale). Durante il secondo conflitto mondiale venne deportato in Germania (nel campo di Sachsenhausen) e poi incarcerato dagli americani per collaborazionismo (era stato, infatti, Ministro dello Sport nel governo autoritario e filonazista presieduto dal maresciallo Henry-Philippe-Omer Pétain ed instauratosi a Vichy nel biennio 1940-42). Vinse il suo primo titolo dello slam a Parigi, nel 1924 (i Campionati di Francia si disputano dal 1891 ma acquisirono carattere di internazionalità a partire dal 1925). Nel torneo di casa bissò il successo nel 1931 e fu finalista nel 1925 e nel 1929: entrambe le volte sconfitto dall'amico rivale Lacoste. Vincitore a Wimbledon nel 1924 e nel 1926 (fu finalista nel 1925, 1927 e 1929) e finalista agli U. S. Open nel 1926, agli Australian Open del 1928 vinse tutti i titoli in palio (singolare, doppio e doppio misto). In Davis giocò cinquantaquattro matches vincendone trentasei (diciannove in singolare, diciassette in doppio). Grande doppista, vinse in carriera quattordici titoli dello slam (nove in doppio, cinque nel doppio misto) tra cui quello "storico" del 1925 a Wimbledon in coppia con la leggendaria Suzanne Lenglen, sua connazionale e da molti considerata come la più forte giocatrice d'anteguerra (dominò il tennis femminile dal 1919 al 1926, vincendo ventuno titoli slam: Gianni Clerici, noto giornalista, scrittore e storico del tennis la definisce in un suo libro "la più grande tennista del XX°secolo"!). Vanta nella sua carriera un record prestigioso e un ruolino di marcia impressionante: fu campione nazionale ben cinquantanove volte (dodici in singolare al coperto), venti volte campione d'Inghilterra (undici in singolare al coperto) e per due volte (entrambe nel singolare al coperto) fu campione degli Stati Uniti. Vinse ottantacinque tornei internazionali e fu medaglia di bronzo nel doppio misto (in coppia con
    Lacoste) alle Olimpiadi di Parigi del 1924. Fu anche atleta molto longevo: giocò, infatti, ben trentanove stagioni nel circuito internazionale, dal 1920 (prima partita in assoluto al torneo di Biarritz, il 7 maggio, contro il fratello Fred) al 1965 (ultima partita contro il britannico Eric Fulby, il 24 ottobre nel corso dell'International Club Gran Bretagna-Francia), inoltre ha giocato in Davis sino alla soglia dei quarantotto anni e continuò a farlo fino agli ottanta anche tra i veterani e i masters; nel 1963, partecipando all'età di sessantacinque anni e 320 giorni al torneo di doppio a Wimbledon (in coppia col connazionale Mustapha Belkhadia), divenne il più vecchio giocatore di sempre ad averlo fatto (il vincitore più vecchio nel singolare maschile resta invece il leggendario giocatore britannico Arthur William Charles Wentworth Gore, che nel 1909 trionfò alla "veneranda" età di quarantun anni e 155 giorni!). Esercitò la carica di presidente della federazione internazionale nel biennio 1960-62. Nel 1988 si risposò, all'età di novanta anni, con Janine Bourdin (in prime nozze, nel 1937, era stato sposato con Mabel de Foret da cui aveva avuto un figlio, Yves, e da cui divorziò dieci anni dopo). E'morto il 17 luglio del 1994 ad Arbonne, proprio mentre la Francia incontrava la Svezia in Davis. Il giorno successivo al suo decesso così scrisse, nel necrologio sulle colonne del  "New York Times", Christopher Clarey, firma notissima del tennis mondiale e da oltre un quarto di secolo corrispondente in Francia, Spagna e Stati Uniti del suo giornale: - Era il beniamino della folla, soprattutto di sesso femminile, per la sua esuberanza, e se costretto ad inseguire la pallina sugli spalti si toglieva il berretto e baciava le mani delle donne che aveva scomodato. Inoltre, aveva l'abitudine di concedere punti agli avversari se capiva che l'arbitro aveva sbagliato nel suo giudizio (fu un po', a suo modo, l'antesiniano arigianale e naif del moderno "occhio di falco" nel tennis o del TMO - Television Match Officer - nella palla ovale, i quali sono atti a correggere, sovente, gli errori commessi dagli arbitri attraverso riprese televisive esterne ma parallele alle vicende agonistiche) - . In definitiva, esso è stato uno dei più grandi campioni che il tennis possa ricordare nella sua ultracentenaria storia ma fu, soprattutto, un vero galantuomo, direi, ed inguaribile romantico!

    - Posizione nelle classifiche mondiali (*)
    1924: sesto; 1925: sesto; 1926: secondo; 1927: quarto; 1928: quinto; 1929: terzo; 1930: terzo; 1931: settimo; 1932: terzo.
    (*) Prima delle classifiche computerizzate, del circuito ATP e del circuito World Tour, a fine stagione alcuni esperti compilavano graduatorie semi-ufficiali su riviste specializzate. Quelle dal 1914 al 1938 sono state compilate da A. Wallis Myers e pubblicate sull'Almanacco Illustrato del Tennis, edito in Italia dalla Panini, Modena.
    - Vittorie e finali dello Slam al dettaglio (**)
    a) Singolare
    Wimbledon    1924   W  R. Lacoste               6136613664
    R. Garros      1925 L   R. Lacoste               756164
    Wimbledon    1925    L   R. Lacoste               63634686
    Wimbledon    1926    W  H. Kinsey                866163
    U. S. Open    1926 L    R. Lacoste              646064
    Wimbledon    1927    L   H. Cochet                4646636475
    Australian O. 1928    W  R. Cummings          6461465763
    R. Garros       1929    L   R. Lacoste              6326602686
    Wimbledon     1929    L   H. Cochet               646364
    R. Garros       1931    W  C. Boussus            26647564
     
    Fonti bibliorafiche e telematiche:
    - Guinness International Who's Who Of Sport, Peter Matthews, Ian Buchanan&Bill Mallon; Guinness Publishing Limited, Enfield, Middlesex (England);
    - Thetennisbase.com;
    - The New York Times (articolo del 18 luglio 1994 nella edizione online). 

  • 06 febbraio alle ore 12:49
    Il grido

    Come comincia:  La "Esperance" veleggiava tranquilla nottetempo quando all'improvviso, vicino Port San Giulian, al calar della notte, la vedetta Anthony Mellersh grido': - Terra, terra a babordo, capitano...vedo fuoco arcobaleno sollevarsi in cielo! -. Era il venerdì 17 (di) novembre 1826. 

    Taranto, 18 marzo 2016.

  • 04 febbraio alle ore 18:12
    Partire

    Come comincia:  Per diverse notti il giovane Salomon scrutò la luna seduto su una panchina del "molo 17" da dove, qualche tempo dopo, sarebbe partito per una nuova vita. Infine, partì: nella paura e nel dolore, lo fece; pieno di rabbia, carico di ricordi ed incertezze...Visse. Diventò qualcuno.

    Taranto, 4 febbraio 2020.

     

  • 31 gennaio alle ore 16:10
    Il coraggio

    Come comincia:  Nella foresta divampo'un incendio immane: tutti gli animali, compresa sua maestà il leone, fuggirono di gran lena dinanzi alle fiamme. Solo un minuscolo colibrì volava in senso contrario, portando una goccia d'acqua nel becco. - Cosa credi di fare? - gli chiese il leone. - Vado a spegnere l'incendio! - rispose il colibrì. - Con una goccia d'acqua soltanto? - Io faccio la mia parte! - rispose il colibrì. 

  • 31 gennaio alle ore 16:02
    Le domande (in) discrete

    Come comincia:                                                                                                              da: Isaak Babel
     
      Come sono fatti gli assassini? Sono passionali o spietati? O forse, entrambe le cose: chissà! Che cosa spinge mai l'assassino ad uccidere? Vanità, forse; senz'altro rabbia e rancore, ma...Una volta ho desiderato ardentemente di uccidere un uomo, il mio peggior nemico; di offenderlo per più di un'ora, martoriarne il suo corpo e le sue membra prima di berne il suo sangue, catturare la sua essenza e ingoiarne le sue melmose viscere, i suoi maleodoranti liquami: volevo scoprire, a quel modo, che cosa fosse mai in realtà la vita, a che cosa assomigliasse la vita di un uomo, quella di ognuno di noi lungo la nostra via, il nostro cammino.

  • 30 gennaio alle ore 19:05
    Il santone e la giovane vedova

    Come comincia:  - Non sapevo fossi in casa, altrimenti non avrei bussato così forte alla tua porta, - disse il prete e santone Isaia alla giovane vedova (la quale li aveva aperto la porta tutta in ghingheri discinta); - ma non avevo cattive intenzioni, sai, mia bella giovin fanciulla, -aggiunse lo stesso, appena un attimo dopo.
     - Pensa alla salute! Pensa alla salute, prete! - fece quella, e poi richiuse la porta sbattendola in faccia all'uomo senza complimenti. Il prete andò via e lungo la strada ripeté più volte a se stesso: - Chissà dove ho sbagliato?

  • 30 gennaio alle ore 18:35
    Visioni notturne

    Come comincia:  dalla II^dimensione, vicina alla III^ed alla I^, ma molto lontana dalla IV^e dalla V^.
     Ho visto in una notte "strana" di marzo un carro funebre giallo passare sulla mia strada: lo guidava un vecchio francese che avea indosso un vestito blu, al suo fianco sedeva uno scheletro, quello d'una maitresse, vestito di nero; portava lo scettro d'un re nella sua mano destra. Nel mentre quel carro passava, dalle finestre chiuse delle case risuonavano note jazz e da una, però, un megafono leggeva poesie di William Blake...La chiesa vicina cominciò a suonare le campane a morto: era già mezzanotte ma nel cielo, illuminato a giorno, sotto forma di un enorme ammasso di nuvole dorate dal sole al tramonto, apparve l'immagine chiara di un cavallo alato bianco che nitriva e scalciava. All'angolo della strada, intanto, uno zingaro nano nudo suonava il suo violino tzigano con note allegre, ma quando il carro li arrivò vicino smise...Svoltò a sinistra, dopo, il carro e non lo vidi più.

    Taranto, 7 novembre 2017. 

  • 30 gennaio alle ore 18:24
    "Katharsis" (liberazione)

    Come comincia:  "Katharsis": parola che deriva dal greco e sta a significare "purificazione" o "liberazione". Una controversa derivazione etimologica, però, ci prospetta che essa potrebbe derivare da un'altro termine greco, ossia "kathairo", che sta per "liberare il paese dai mostri". Questa è l'ipotesi di cui scrive Bruce Chatwyn nel suo noto romanzo "La via dei canti". Che sia, allora, che si faccia quanto si deve fare; ovvero, liberiamo pure i paesi dai mostri, mi viene da dire, ed anche - visto che ci siamo - le genti che popolano quei paesi, ma teniamo prigionieri dentro di noi, dentro la nostra gabbia interiore, gli "altri" mostri: quelli che ci aiutano a vivere!

  • 30 gennaio alle ore 16:50
    Il frugale pasto

    Come comincia:  Dopo aver assaporato il vento del digiuno - accompagnato dal canto rigido ed incompleto di fringuelli ciechi - mi misi a mangiare strani pensieri colorati di vergogna e feci, nottetempo - ameni sogni carichi di incenso; bevvi, poi, spettrali profumi d'ambrosia alla luce del sole: avevano il sapore del nulla, nulla sentii e provai nel bere...Intanto, però, accadde che i fringuelli eran morti ed appassirono, mentre il vento (lui) - codardamente - era volato via.

    Taranto, 30 ottobre 2017.   

  • 30 gennaio alle ore 16:40
    Chiamale (pure) emozioni

    Come comincia: Compagna. - Se ci sono emozioni che non hanno ancora un nome, tu chiamale (pure) emozioni, compagno!
    Compagno: - Una federazione di popoli e di genti sarebbe una grandissima emozione, anzi, più che unica, compagna!
    - Impressione a latere (o: a margine)
    Era una città vuota, quella, una vuota città; era una città vuota (ed asfittica, ed asettica...priva di colori!) come tutte le "vuote" città del mondo, ormai: sono città senza emozioni, quelle...queste; sono città senza emozioni queste: ormai! In quelle città, in tutte queste inutili città non splende più la luna, non riscalda più il sole; ci sono solo strade senza nome e stormi di case inutili e mute: stormi che non voleranno né canteranno mai!

  • 30 gennaio alle ore 16:31
    La teoria "Einstein"

    Come comincia:  Domanda/Postulato (ovvero: postulato sotto forma di domanda) = Einstein:ma chi era costui?
    - Risposta a: un vecchio con la barba che fumava il narghilé;
    - Risposta b: un profeta rumeno emigrato in Palestina;
    - Risposta c: il nipote (illeggittimo) di John Ruskin.
     Soluzione/Risposta (ovvero: risposta sotto forma di soluzione) = Nessuno dei tre: è il nome del primo uomo - zoppo - apparso sulla terra! 

  • Come comincia:  Il giovane poeta riposò le membra tutte, l'anima sua, il corpo e la mente dopo la grande abbuffata di tutto: di fame e di sete, di viltà e di coraggio, di odio e di amore, di grida e silenzio, di gioia e dolore, di passione ed oblio, di liberazione e prigionia, di ispirazione e aridità, di forza e fragilità, di castità, di lussuria e sodomia, di solitudine e di compagnia...dopo la grande abbuffata del nulla e di tutto, di tutto e di niente riposò: alla fine, però, fece ritorno alla taverna del "Paradiso" da dove era partito tantissimo tempo prima...la guerra con sé stessi, in fin dei conti, non è così tanto brutta!