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Autore

Luciano Ronchetti

in archivio dal 29 set 2018

03 novembre 1962, Taranto - Italia

mi descrivo così:
Non ho esperienza letteraria pregressa.Libero pensatore,poeta, appassionato di arte, musica,cinema (e altro ancora), sport nonché "venditore di parole" (in genere, però, alle belle donne, ed anche a quelle meno belle, le regalo!) a cui piace scrivere di tutto - e su tutto:cittadino del mondo intero

05 novembre 2020 alle ore 18:29

Ascoltando qua e là - Il mio quattro novembre

Il racconto

O Gorizia tu sei maledetta (O Gorizia) 
La mattina del cinque di agosto
Si muovevano le truppe italiane 
Per Gorizia, le terre lontane
E dolente ognun si partì.

Sotto l'acqua che cadeva al rovescio,
Grandinavano le palle nemiche;
Su quei monti, colline e gran valli,
si moriva dicendo così:

O Gorizia, tu sei maledetta,
Per ogni cuore che sente coscienza;
Dolorosa ci fu la partenza
E il ritorno per molti non fu.

O vigliacchi che voi ve ne state,
con le mogli sui letti di lana,
Schernitori di noi carne umana,
Questa guerra ci insegna a punir.

Voi chiamate il campo d'onore,
Questa terra di la dei confini
Quì si muore gridando "Assassini!"
Maledetti sarete un dì.

Cara moglie che tu non mi senti
Raccomando ai compagni vicini
Di tenermi da conto i bambini
Che io muoio col suo nome nel cuor.

Traditori signori ufficiali
Che la guerra l'avete voluta
Scannatori di carne venduta
E rovina della gioventù.

O Gorizia, tu sei maledetta,
Per ogni cuore che sente coscienza;
Dolorosa ci fu la partenza
E il ritorno per tutti non fu.

(Sandra Mantovani - Il Nuovo Canzoniere Italiano, dall'album "Bella ciao", 1965)

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