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Autore

Luciano Ronchetti

in archivio dal 29 set 2018

03 novembre 1962, Taranto - Italia

mi descrivo così:
Non ho esperienza letteraria pregressa.Libero pensatore,poeta, appassionato di arte, musica,cinema (e altro ancora), sport nonché "venditore di parole" (in genere, però, alle belle donne, ed anche a quelle meno belle, le regalo!) a cui piace scrivere di tutto - e su tutto:cittadino del mondo intero

22 gennaio alle ore 8:17

Dalla parte dei poeti - Diego Valeri: intorno ad un poeta e a una città (Venezia, città sull'acqua: melodia sognante e romantica di... versi!)

Il racconto

 Quelle che seguono sono le otto quartine, composte in versi a rime incrociate, della bellissima e mirabile poesia, dedicata a Venezia ed inserita nella raccolta "Poesie vecchie e nuove", di Diego Valeri, raffinato e sensibile artista veneto, spesso sottovalutato se non addirittura dimenticato o ignorato dalla critica e dalla "intellighentia" ufficiale (nacque a Piove di Sacco, nel padovano, nel 1887, morì a Roma nel 1976) nonché illustre docente e studioso di letteratura francese. Tra le altre opere sue sono da ricordare le liriche seguenti: "Ariele", "Scherzo e finale", "Tempo che muore". Svolse anche attività di saggista letterario, di critico d'arte, di prosatore ("Fantasie veneziane") e di traduttore (soprattutto lirici tedeschi e francesi).

                                                        = Venezia =
 C'é una città di questo mondo,
ma così bella, ma così strana,
che pare un gioco di fata morgana
o una visione del cuor profondo.

 Avviluppata in un roseo velo,
sta'con sue chiese, palazzi, giardini,
tutta soppesa tra due turchini,
quello del mare, quello del cielo.

 Così mutevole!...A vederla
nelle mattine di sole bianco,
splende d'un riso pallido, e stanco,
d'un chiuso lume come la perla;

 ma nei tramonti rossi, affocati,
é un'arca d'oro, ardente, raggiante,
nave immensa veleggiante
a lontani lidi incantati.

 Quando la luna alta inargenta
torri snelle e cupole piene
e serpeggia per cento vene
d'acqua cupa e sonnolenta,

 non si può dire quel ch'ella sia,
tanto è nuova mirabile cosa,
isola dolce, misteriosa,
regno infinito di fantasia...

 Cosa di sogno, vaga e leggera;
eppure porta mill'anni di storia,
e si corona della gloria
d'una grande vita guerriera.

 Cuor di leonessa, viso che ammalia,
o tu, Venezia, due volte sovrana,
pianta di forte virtù romana,
fior di tutta la grazia d'Italia.

(da: "Poesie vecchie e nuove").

 Poesia delicata, dal linguaggio semplice ma incisivo, i cui versi - a mio avviso - sono vere e proprie "pennellate" di...parole! (C'é una città...una visione del cuor profondo; avviluppata in un roseo velo; tutta sospesa tra due turchini; è un'arca d'oro, ardente, raggiante; nave immensa veleggiante, etc.). Pablo Picasso ebbe a dire una volta: - Ci sono pittori che trasformano il sole in una macchia gialla, ma ci sono altri che con l'aiuto della loro arte e della loro intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole -. Ebbene: Valeri quì, con i suoi versi, ha reso Venezia, una macchia gialla, nel sole.
 

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