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Autore

Luciano Ronchetti

in archivio dal 29 set 2018

03 novembre 1962, Taranto - Italia

mi descrivo così:
Non ho esperienza letteraria pregressa.Libero pensatore,poeta, appassionato di arte, musica,cinema (e altro ancora), sport nonché "venditore di parole" (in genere, però, alle belle donne, ed anche a quelle meno belle, le regalo!) a cui piace scrivere di tutto - e su tutto:cittadino del mondo intero

01 gennaio alle ore 17:11

Galoppo - Le corse della leggenda: l'Arc de Triomphe (prima parte)

Il racconto

Il Grand Prix de l'Arc de Triomphe, nato nel 1920, (la prima edizione arrise a Comrade, cavallo inglese di tre anni) è il gioiello più prezioso dell'ippica francese. Si disputa la prima domenica di ottobre (mancò l'appuntamento soltanto nel biennio 1939-40, per ovvi motivi legati al secondo conflitto mondiale) nell'ippodromo parigino di Longchamp, tempio del galoppo transalpino e mondiale. L'Arc e questo ippodromo, il suo ippodromo, sono legati a filo doppio, l'uno senza l'altro non sarebbero la stessa cosa: entrambi infatti rappresentano monumenti alla "grandeur" francese (la corsa fu ideata per celebrare la vittoria della Francia nella "grande guerra"), ed entrambi hanno accompagnato lo sviluppo e la trasformazione dell'ippica francese; entrambi, infine, rappresentano la più concreta risposta della Francia al predominio britannico in Europa. Longchamp venne costruito nel 1857, su un progetto dell'architetto Antoine-Nicolas Bailly, nella parte sud-occidentale del Bois-de-Boulogne nel luogo in cui precedentemente era sorta una abbazia di clarisse fondata nel 1260 e demolita dopo la sua soppressione nel 1790. Venne inaugurato da Napoleone III° e dalla sua consorte Eugenia. Subì danni notevoli nel 1870 (durante la guerra franco-prussiana) e nel corso della prima guerra mondiale. Nel 1966 fu ricostruito in toto con tecniche ardimentose come l'avanzamento su binari delle nuove strutture mentre si abbattevano quelle vecchie. Al termine del "maquillage" che durò cinque mesi e nel corso dei quali, con l'intervento di ben seicentocinquanta operai, vennero trasportate circa diciottomila tonnellate di materiale, l'impianto potè vantarsi di essere, a giusta ragione direi, il più efficiente e moderno d'Europa. Le tribune potevano contenere quindicimila persone, tutte al coperto: sul suo prato invece, nei convegni più importanti (ad esempio, durante il Gran Prix de Paris in giugno) ne prendevano posto anche più di centomila. Nel 2016, il vecchio ippodromo ha chiuso i battenti per due anni (l'Arc si disputò ugualmente nell'ippodromo di Chantilly, lo stesso che ospita - in maggio - il Derby francese), così subendo un totale rimodernamento. Un progetto arabo, portato a termine dall'architetto Dominique Perrault, ne ha completamente cambiato il volto. Dal 2018 (ha riaperto i battenti l'otto di aprile) si chiama Paris Longchamp: la nuova tribuna della Defense dispone di ben cinque piani con terrazzo, box e ristorante di duecentocinquanta posti annessi. L'odierno sponsor della corsa parigina (lo sarà, per contratto, sino al 2022) è il QREC (Qatar Racing and Equestrian Club), mentre il montepremi attuale, salito alla stratosferica cifra di cinque milioni di euro, non ha eguali al mondo. Sfogliando il libro d'oro dell'Arc si possono scoprire notizie interessanti, estrapolare dati di rilevante importanza tecnico-statistica ma anche di natura storica. Il primo vincitore, come sopra scritto, fu Comrade, maschio di tre anni e figlio di Bachelor's Double e Sourabaga. Quel giorno fu montato dal jockey australiano Frank Bullock il quale trionferà a Longchamp anche nel'22, portando al secondo successo Ksar, e si impose in 2'39 di una corta lunghezza su King's Cross e Pieurs. Allenato dal trainer inglese Peter Purcell Gilpin e di proprietà del francese Evremond de Sant Alary (la sua scuderia trionferà ancora nell'Arc, nel 1935, con Samos, montato da Wally Sabbritt), questo cavallo vanta una 
curiosa storia ed alquanto singolare, oltre che un palmarès di qualità: tre vittorie su cinque corse disputate in carriera (nell'anno del successo nell'Arc vinse pure il prestigioso Gran Prix de Paris, gruppo uno sui tremila metri in giugno, a Longchamp e le Queen Anne Stakes ad Ascot, gruppo due sulla distanza dei millecinquecentosessanta, in ottobre; infine, si piazzò dietro al connazionale Orpheus nelle altrettanto "classiche" Champion Stakes, corsa di gruppo due sui duemilaundici a Newmarket). Era stato acquistato quasi casualmente da yearling (età di un anno), dal suo futuro trainer, quand'era di proprietà del banchiere inglese di bavaresi origini Ludwig Neumann (morirà a Touquet, nel'34, cadendo accidentalmente dal balcone della sua stanza d'albergo!), per una cifra abbastanza modesta e quasi...simbolica (poco più di venticinque ghinee) alle annuali aste di Newmarket: in caso contrario, ossia se nessuno avesse fatto un'offerta, sarebbe stato rispedito indietro al mittente. In seguito venne rivenduto al nuovo proprietario francese di cui sopra, col quale trionfò a Parigi. Il primatista, in fatto di successi, tra i jockeys, è l'italiano Frankie Dettori il quale ha tagliato da vincitore il nastro d'arrivo dell'Arc per ben sei volte, di cui due di seguito: Lammtarra (1995), Sakhee (2001), Marienbard (2002),  Golden Horn (2015), Enable (2017, 2018). A distanza inseguono in sei con quattro successi: l'inglese Pat Eddery e ben cinque transalpini: Freddie Head, Jako Doyasbère, Thierry Jarnet, Olivier Peslier e Yves Saint-Martin il quale è da molti considerato il fantino francese più forte di sempre. Nato ad Agen (Lot-et-Garonne) nel 1941, ottenne in carriera (calcò i turf del mondo intero dal 1955 all'87) la bellezza di 3314 successi di cui ben 119 in corse di gruppo uno. Fu allenato da due trainers soltanto: François Mathet (dal 1955 al 1970) e Daniel Wildenstein (1971-1977). Nel suo palmarès incredibile figurano successi e riconoscimenti ottenuti su ogni ippodromo del mondo; quindici volte campione del Jockey Club francese o Cravache d'Or (premio al fantino più vittorioso in stagione), Cavalierato della Legion d'onore, Prix "Claude Foussier" de l'Academie français des Sports per servigi resi allo sport ippico, trentacinque classiche francesi, escluso il poker di successi nell'Arc (nove Prix du Jockey Club o Derby, cinque Poul d'Essai des Poulains, quattro Gran Prix de Paris, sette Poul d'Essai des Poulishes, cinque Prix de Diane, cinque Prix de Vermeire); sette classiche inglesi: Derby del 1963 in groppa a Relko, due Oaks (Monade, 1962, Pauwneese, 1976), due 1000 Ghinee (Altesse Royale, 1971, Flying Water, 1976), un 2000 Ghinee (Nonoalco, 1974) e un St. Leger (Crow, 1976); l'Irish Derby del 1974 al Curragh, con English Prince; cinque gruppi uno negli States e Canada: Breeder's Turf e Mile, Hollywood Derby, Washington  D. C. International a Laurel Park, nel Maryland ed E. P. Taylor Stakes al Woodbine Racetrack di Toronto. Il giornalista inglese Nick Higgins, uno dei massimi esperti mondiali di galoppo, nella sua "Top Jockeys of All-Times List" (graduatoria dei più forti fantini di sempre), apparsa su Jockeys Room.com lo inserisce al 19°posto.

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