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Autore

Luciano Ronchetti

in archivio dal 29 set 2018

03 novembre 1962, Taranto - Italia

mi descrivo così:
Non ho esperienza letteraria pregressa.Libero pensatore,poeta, appassionato di arte, musica,cinema (e altro ancora), sport nonché "venditore di parole" (in genere, però, alle belle donne, ed anche a quelle meno belle, le regalo!) a cui piace scrivere di tutto - e su tutto:cittadino del mondo intero

21 ottobre 2020 alle ore 19:58

Insieme fino all'alba...

Il racconto

                                                                                                     a Raymond Carver.

 Il silenzio è rotto appena dal rumore di alcuni passi sul selciato mentre cala il buio della sera...bagliore lontano: di macchine lampeggianti che sfrecciano nel traffico à gogo. Albert, che indossa un lungo impermeabile grigio, si ferma un attimo poi estrae da una tasca la sua pipa di legno nera, lentamente l'accende e la porta alla bocca. E' un uomo di mezza età, anonimo impiegato di banca da due decadi. Frances lo chiama da lontano: - Albert, Albert, son qua!
 L'uomo si volta e prende a camminare verso l'altra: la donna indossa un vestito elegante e porta tacchi alti. Anche lei lavora, fuori città, in un grande salone d'auto. E' sposata ed ha un figlio tredicenne: i due sono amanti. Si incontrano, si abbracciano: mentre lo fanno la pipa imboccata da Albert cade per terra e lui la raccoglie, ancora fumante: prima di rimetterla in bocca bacia Frances sulla guancia destra e lei li sorride. Dopo la donna li prende la mano destra e fa: - Che buon odore, hai cambiato marca?
 L'uomo risponde: - Sì, sì, da ieri. Tabacco Kentucky e Burley all'aroma di ciliegio e vaniglia.
 - Che si fa, stasera? - domanda lei. - Al Roxy o allo Stinger? Dai, qualche whiskey e poi a casa mia!
 - Niente locali stasera! - risponde l'uomo. - Nessun gioco fra noi: questa sera si va in un posto speciale...qualcosa di diverso. La donna li sorride ancora una volta. I due, tenendosi sottobraccio, si avviano alla macchina di Albert, una vecchia Chevrolet Chevelle del 1970 rossa fiammante. Frances apre lo sportello ed entra per prima; Albert invece prima di entrare toglie la pipa di bocca e la svuota: dopo averlo fatto la rimette in tasca, poi entra, si siede ed avvia l'auto. In men che non si dica sono sulla Donovan Street e poi sulla statale 181, quella per la litoranea: la via che porta alle spiagge di classe. Un quarto d'ora dopo arrivano alle conche di Durval. Albert e Frances si siedono sopra uno scoglio: il rumore dell'acqua che si frange sugli scogli vicini è l'unico a rompere il silenzio intorno a loro prima che lo faccia l'uomo: 
 - Questa sera è così...di fronte al mare, io e te soltanto, - dice; - questo tramonto...
 - Sì, sì, hai ragione: mai visto così, come stasera! - risponde l'altra. 
 - Questa sera è così...- ripete ancora Albert, - noi due soli di fronte al mare.
 - Si, sì, hai ragione, - fa la donna (si ripete allo stesso modo dell'altro: sembrano un disco incantato), - stasera è tutto diverso, è davvero speciale fra noi!
 I due così si abbracciano (fa freddo: lui sfila l'impermeabile e lo appoggia sulle spalle della donna), si baciano e poi si abbracciano un'altra volta. Alla fine si tengono per mano: così, tutta la notte ad ascoltare il suono del mare, ad osservare il cielo; insieme fino all'alba...proprio come due innamorati. Hanno voluto fare un gioco diverso, questa volta, Albert e Frances; hanno voluto giocare in maniera diversa ma sono sempre e soltanto amanti: lo hanno già capito dentro di loro.

Taranto, 7 marzo 2016. 

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