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Autore

Luciano Ronchetti

in archivio dal 29 set 2018

03 novembre 1962, Taranto - Italia

mi descrivo così:
Non ho esperienza letteraria pregressa. Libero pensatore, poeta, appassionato di arte, musica, cinema (e altro ancora) nonché "venditore di parole" (in genere, però, alle belle donne, ed anche a quelle meno belle, le regalo!) a cui piace scrivere di tutto - e su tutto: cittadino del mondo intero!

08 settembre alle ore 10:44

Le pietre megalitiche di Carnac

Il racconto

A Carnac, piccola località francese della Bretagna (dipartimento di Morbihan), posta a metà strada tra Vannes e Lorient, di fronte all'isolotto di Groix, nell'oceano Atlantico, sorge il complesso megalitico più importante - e imponente - di Francia (denominato 2934 menhir) nonché tra i più importanti in Europa (insieme, evidentemente, a quello notissimo di Stonehenge, in Gran Bretagna). Il nome Carnac deriva dal celtico karn, che sta per pietra o roccia, o cairn: ossia, il rivestimento - fatto di ciottoli, pietre e ghiaia - dei dolmen, appunto. Ho appreso dell'esistenza di questo complesso archeologico due anni orsono, guardando in tivù un documentario sul vecchio canale Focus (numero 56 del digitale terrestre): esso trasmetteva interessanti programmi di natura, storia, mitologia, scienza, archeologia, etc. Le gigantesche pietre furono costruite (insieme alle tombe) in epoca antichissima (più o meno intorno al 4000 a. C.) e la leggenda narra che siano stati dei giganti a costruirle. Esse, infatti, sono enormi (la leggenda, quindi, potrebbe essere una ipotesi quanto meno plausibile) oltre a essere numerosissime (circa tremila monoliti). Vengono chiamati dagli archeologi "allineamenti" di Carnac (quelli più importanti sono disseminati nella zona di Kermario, Kerlescan, Mènec, etc.). Per molti rappresentano un modello geometrico ben preciso: ognuna di quelle pietre, infatti, dista dall'altra duemilaottocentosessanta metri o la metà di duemilaottocentosessantametri! Sono le uniche pietre megalitiche esistenti sulla terra ad essere (ben) visibili dallo spazio: è per questo che alcuni storici, o teorici degli antichi alieni e studiosi di mitologia antica, le ritengono "indicatrici"; ovvero un punto eventuale di contatto con civiltà aliene e/o di antichi mondi, simili a un odierno segnale stradale. L'ipotesi più diffusa è questa: erano l'indicatore di una antica astronave e di un' antico astronauta chiamato Apollo!
 In conclusione voglio dire che il sito di Carnac (al pari di quello di Stonehenge, citato in precedenza; di quello di Ahu Tongariki, nell'isola di Pasqua - Polinesia cilena - nota per le statue moai dal volto umano; o ancora di Chichén Itza, in Messico, noto per le rovine maya) è una delle inspiegabili cose, dei "fatti" inspiegabili del nostro pianeta: è inspiegabile, cioé, come le pietre possano essere state costruite (nella fattispecie di Carnac, appunto) e poi allineate a quel modo precipuo, da esseri che in tutta probabilità (anzi, con assoluta certezza, direi!) non conoscevano ancora le basilari nozioni della geometria né del calcolo matematico. Del resto, quelle costruzioni non sono le uniche cose - o fatti - inspiegabili esistenti. Come non ricordare, altresì, che la vita è la morte siano fatti inspiegabili; così come il fatto, altrettanto inspiegabile, che la terra non sia altro che una minuscola entità inserita all'interno di quelle che io chiamo "scatole cinesi" dell'universo (fatte di pianeti, galassie, mondi sconosciuti che si aprono e rimandano ad altrettanti pianeti, galassie e mondi sconosciuti!); che l'essere umano e la natura stessa siano cose e fatti inspiegabili; che esso stesso [l'uomo] sia una minuscola particella del tutto: il fatto più inspiegabile di tutti, ovvero il fatto dei fatti!

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