username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Luciano Ronchetti

in archivio dal 29 set 2018

03 novembre 1962, Taranto - Italia

mi descrivo così:
Non ho esperienza letteraria pregressa. Libero pensatore, poeta, appassionato di arte, musica, cinema (e altro ancora) nonché "venditore di parole" (in genere, però, alle belle donne, ed anche a quelle meno belle, le regalo!) a cui piace scrivere di tutto - e su tutto: cittadino del mondo intero!

sabato alle ore 8:05

L'economia della Puglia

Intro: Quelli come me, anarchici: che odiano le patrie, ma amano il mondo intero...Puglia, regione d' Italia e del mondo!

Il racconto

 Tra le regioni dell'Italia meridionale la Puglia è quella dove maggiormente l'attività agricola resta non solo la più importante per numero di addetti, ma anche per reddito prodotto. Accanto alle colture cerealicole (frumento, prevalentemente grano duro, atto alla pastificazione, quindi avena e orzo), spiccano quelle della vite e dell'ulivo (metà dell'intera produzione nazionale di uva da tavola, un sesto di quella da vino; inoltre la regione è la massima produttrice nel mondo di olio nonostante la concorrenza sempre più spietata dei paesi mediterranei, nonché di quelli extraeuropei come Stati Uniti, Australia e Sud Africa), cui seguono prodotti come insalata (lattuga, indivia, cicoria), peperoni, finocchi, tabacco, carciofi, mandorle, pomodori, cavoli, cavolfiori e barbabietole da zucchero (per cui la regione si trova ai primi posti). Praticata intensamente in passato, è oggi in declino la pastorizia, per difficoltà crescente di reperire aree a pascolo, non ancora coltivate. Scarso è il patrimonio zootecnico bovino e suino, mentre è ricco quello ovino ed equino (la razza murgese è tra le più prestigiose d'Italia). La pesca marittima e di valle e l'allevamento di molluschi sono attività importanti. La Puglia si colloca al secondo posto della graduatoria nazionale, dietro la Sicilia, sia per numero di imbarcazioni e stazza della sua flotta che per la quantità di pesce sbarcata (circa trecentosessantatremila quintali nel 1991). Sul versante adriatico, meno profondo ma più pescoso, i porti principali sono quelli di Manfredonia, Molfetta (aragosta), Bari e Brindisi; in quello ionico, invece, su tutti spiccano i porti di Taranto (nel mar Piccolo si trova il maggior centro produttore di ostiche e mitili) e Gallipoli. Negli ultimi decenni ai tradizionali porti da pesca si sono affiancati, anche in Puglia, i porti turistici per l'attracco delle imbarcazioni da diporto. Ricordiamo Santo Spirito (Bari), Savelletri (Brindisi), Santa Foca (Lecce). Dal punto di vista minerario la Puglia è scarsamente dotata: le aree relativamente più ricche sono il Salento e l'appennino dauno. La bauxite è fornita dai giacimenti di San Giovanni Rotondo (Foggia), Cavone Spinazzola (presso Trani) e Poggiardo (Lecce), mentre notevoli quantità di salmarino si estraggono dalla salina di Margherita di Savoia (Foggia). Particolarmente pregiata è l'industria del marmo, diffuse le pietre da costruzione: in Capitanata vengono estratte la cosiddetta pietra di Apricena, largamente esportata all'estero, e la bentonite, preziosa per le sue applicazioni in svariate industrie (della ceramica, della carta, etc.). Nel settore degli idrocarburi, alla scarsità del petrolio fa riscontro una rilevante presenza di gas naturale, estratto nei giacimenti foggiani di Chieuti, Roseto-Monte Stilo e Candela-Palino. Impianti di raffinazione a Taranto ("Agip") e a Brindisi. I grandi complessi sorgono nel cosiddetto "triangolo industriale" del sud (pugliese): a Bari (stabilimenti chimici e meccanici), Brindisi (petrolchimico) e Taranto (cantieri navali e arsenale, tra i più attivi del paese, centro siderurgico in cui si produce gran parte dell'acciaio italiano). Il settore meccanico impiega oltre cinquantamila unità. Il comparto dell'energia vede la Puglia all'avanguardia nel settore termoelettrico (10,4 miliardi di kwh). L'impianto di Cerano (Brindisi), potenziato nel 1992 con l'installazione della seconda e terza sezione da seicentosessantamila kilowatt ciascuna, è uno dei più importanti del paese. La gamma delle industrie manifatturiere, al di fuori di quelle meccaniche, è vasta. Il settore più sviluppato è quello collegato alla produzione agricola: molini, pastifici, conservifici, zuccherifici, stabilimenti dolciari, oleifici, caseifici, birrifici, complessi enologici. Tra le industrie della trasformazione dei minerali non metalliferi (circa quattordici mila addetti) emerge quella del cemento, con impianti a Taranto e nel barese (Barletta, Modugno, Monopoli). L'industria della carta possiede un importante stabilimento a Foggia, mentre quella della gomma è presente a Bari (produzione di pneumatici per automezzi). Settore attivissimo ed in continua espansione è quello dell'abbigliamento (maglifici, calzifici, industria delle confezioni) che occupa circa quarantamila addetti. La zona che si estende dalla Terra di Bari (Andria, Barletta, Bisceglie) alla Murgia tarantina (Martina Franca) è la più prolifica. Ben rappresentata è l'industria tessile (Barletta) e quella delle calzture: attiva soprattutto nel leccese (massimo centro è Casarano), lavora largamente per l'esportazione. L'industria del tabacco (compresi i lavori di stagionatura, selezione e manipolazione delle foglie,etc.) vede due manifatture del monopolio (su un totale di ventuno, dislocate nel resto d'Italia) a Bari e Lecce. Monopolio governativo si può considerare anche quello dei fiammiferi: impianto a Putignano, nel barese. Più noto dei precedenti è il ramo delle faenze artistiche, che vanta tradizioni antiche (la sede artigianale più nota è Ruvo, in provincia di Bari). L'artigianato è attivo anche nel settore delle ceramiche, in cui la cittadina di Grottaglie (Taranto) vanta affermazioni di prestigio, nazionali ed estere. Queste attività hanno un peso complessivamente modesto nell'economia nazionale, però è da queste tradizioni che deriva la forza, la capacità e la genialità che oggi sostengono - seppure con difficoltà - una parte della piccola e media industria italiana. E'un pò, a mio modo di vedere, come quello che succede per le banche: sono i piccoli e medi risparmiatori, no quelli grandi, le colonne portanti delle stesse! Inadeguata alle crescenti esigenze di scambio resta ancora la rete ferroviaria, mentre ben sviluppata è quella stradale. Dopo l'apertura al traffico delle due grandi autostrade, la Napoli-Canosa di Puglia e l'Adriatica (A14), che collega direttamente la Padania con Bari, proseguendo poi fino a Massafra, nel tarantino, la posizione periferica della regione, lontana dai grandi mercati dell'Italia settentrionale, non costituisce più, come in passato, un ostacolo allo sviluppo delle attività terziarie. Importante funzione commerciale per le comunicazioni con la penisola balcanica, il Vicino e Medio-Oriente svolgono i porti di Bari, sede dell'annuale Fiera del Levante (istituita nel 1930) e Brindisi (navi-traghetto per la Grecia). Il porto mercantile di Taranto è il terzo, a livello nazionale, per tonnellaggio di merci imbarcate e sbarcate, dopo quelli di Genova e Trieste. Scali aerei internazionali sono quelli di Bari-Palese e Brindisi-Casale. In fase di forte espansione è il turismo per l'attrazione esercitata dalla bellezza dei paesaggi naturali, dalla dolcezza e mitezza del clima mediterraneo e dall'interesse storico-artistico dei capoluoghi e delle loro province. Sono però ancora insufficienti le attrezzature ricettive...capaci di supportare e sfruttare a pieno le doti innate di natura presenti nella regione.

da: una ricerca svolta nel biennio 1998-99.

Taranto, 14 marzo 1999.
 

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento