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Autore

Luciano Ronchetti

in archivio dal 29 set 2018

03 novembre 1962, Taranto - Italia

mi descrivo così:
Non ho esperienza letteraria pregressa.Libero pensatore,poeta, appassionato di arte, musica,cinema (e altro ancora), sport nonché "venditore di parole" (in genere, però, alle belle donne, ed anche a quelle meno belle, le regalo!) a cui piace scrivere di tutto - e su tutto:cittadino del mondo intero

08 febbraio alle ore 20:33

Sport's memories - Jean Borotra

Il racconto

 Nacque nel 1898 a Domaine du Pouy, cittadina della regione basca francese nei pressi di Biarritz, nel dipartimento dei Pirenei Atlantici. Uno dei "quattro moschettieri", insieme agli amici-rivali Jacques Brugnon, Henri Cochet e René Lacoste, che vinsero la Davis ininterrottamente dal 1927 al 1932 e dominarono la scena del tennis mondiale tra l'ultima decade degli anni venti e i primi anni trenta del secolo passato (nel 1993, l'anno prima della sua morte, dichiarò: - Quando hai combattuto in due guerre come ho fatto io ci sono alcuni ricordi  che ti segnano per sempre, ma far parte dei moschettieri è stata una delle mie più grandi gioie. Abbiamo avuto un meraviglioso cameratismo!). Figlio di pastori, rimase orfano di padre quando aveva meno di otto anni. Praticò il calcio, il rugby e la pelota (lo sport nazionale basco) e si avvicinò al tennis soltanto a venti anni. Personaggio di grande caratura, in campo e fuori, giocatore grintoso e spettacolare (famosissimi erano i suoi colpi di volée) ma anche uomo modesto e generoso, fu soprannominato dagli inglesi "il basco volante" per le sue doti atletiche non comuni, per il suo gioco e per un basco di colore blu che indossava spesso anche in campo. La sua vita fu ricca di aneddoti, avventure e disavventure, degna di un personaggio salgariano o di un protagonista di un racconto di Rudyard Kipling. A Wimbledon, si pensi che solo la sua auto, oltre quella del sovrano Giorgio V°, poteva giungere sino ai bordi del central court (campo centrale). Durante il secondo conflitto mondiale venne deportato in Germania (nel campo di Sachsenhausen) e poi incarcerato dagli americani per collaborazionismo (era stato, infatti, Ministro dello Sport nel governo autoritario e filonazista presieduto dal maresciallo Henry-Philippe-Omer Pétain ed instauratosi a Vichy nel biennio 1940-42). Vinse il suo primo titolo dello slam a Parigi, nel 1924 (i Campionati di Francia si disputano dal 1891 ma acquisirono carattere di internazionalità a partire dal 1925). Nel torneo di casa bissò il successo nel 1931 e fu finalista nel 1925 e nel 1929: entrambe le volte sconfitto dall'amico rivale Lacoste. Vincitore a Wimbledon nel 1924 e nel 1926 (fu finalista nel 1925, 1927 e 1929) e finalista agli U. S. Open nel 1926, agli Australian Open del 1928 vinse tutti i titoli in palio (singolare, doppio e doppio misto). In Davis giocò cinquantaquattro matches vincendone trentasei (diciannove in singolare, diciassette in doppio). Grande doppista, vinse in carriera quattordici titoli dello slam (nove in doppio, cinque nel doppio misto) tra cui quello "storico" del 1925 a Wimbledon in coppia con la leggendaria Suzanne Lenglen, sua connazionale e da molti considerata come la più forte giocatrice d'anteguerra (dominò il tennis femminile dal 1919 al 1926, vincendo ventuno titoli slam: Gianni Clerici, noto giornalista, scrittore e storico del tennis la definisce in un suo libro "la più grande tennista del XX°secolo"!). Vanta nella sua carriera un record prestigioso e un ruolino di marcia impressionante: fu campione nazionale ben cinquantanove volte (dodici in singolare al coperto), venti volte campione d'Inghilterra (undici in singolare al coperto) e per due volte (entrambe nel singolare al coperto) fu campione degli Stati Uniti. Vinse ottantacinque tornei internazionali e fu medaglia di bronzo nel doppio misto (in coppia con
Lacoste) alle Olimpiadi di Parigi del 1924. Fu anche atleta molto longevo: giocò, infatti, ben trentanove stagioni nel circuito internazionale, dal 1920 (prima partita in assoluto al torneo di Biarritz, il 7 maggio, contro il fratello Fred) al 1965 (ultima partita contro il britannico Eric Fulby, il 24 ottobre nel corso dell'International Club Gran Bretagna-Francia), inoltre ha giocato in Davis sino alla soglia dei quarantotto anni e continuò a farlo fino agli ottanta anche tra i veterani e i masters; nel 1963, partecipando all'età di sessantacinque anni e 320 giorni al torneo di doppio a Wimbledon (in coppia col connazionale Mustapha Belkhadia), divenne il più vecchio giocatore di sempre ad averlo fatto (il vincitore più vecchio nel singolare maschile resta invece il leggendario giocatore britannico Arthur William Charles Wentworth Gore, che nel 1909 trionfò alla "veneranda" età di quarantun anni e 155 giorni!). Esercitò la carica di presidente della federazione internazionale nel biennio 1960-62. Nel 1988 si risposò, all'età di novanta anni, con Janine Bourdin (in prime nozze, nel 1937, era stato sposato con Mabel de Foret da cui aveva avuto un figlio, Yves, e da cui divorziò dieci anni dopo). E'morto il 17 luglio del 1994 ad Arbonne, proprio mentre la Francia incontrava la Svezia in Davis. Il giorno successivo al suo decesso così scrisse, nel necrologio sulle colonne del  "New York Times", Christopher Clarey, firma notissima del tennis mondiale e da oltre un quarto di secolo corrispondente in Francia, Spagna e Stati Uniti del suo giornale: - Era il beniamino della folla, soprattutto di sesso femminile, per la sua esuberanza, e se costretto ad inseguire la pallina sugli spalti si toglieva il berretto e baciava le mani delle donne che aveva scomodato. Inoltre, aveva l'abitudine di concedere punti agli avversari se capiva che l'arbitro aveva sbagliato nel suo giudizio (fu un po', a suo modo, l'antesiniano arigianale e naif del moderno "occhio di falco" nel tennis o del TMO - Television Match Officer - nella palla ovale, i quali sono atti a correggere, sovente, gli errori commessi dagli arbitri attraverso riprese televisive esterne ma parallele alle vicende agonistiche) - . In definitiva, esso è stato uno dei più grandi campioni che il tennis possa ricordare nella sua ultracentenaria storia ma fu, soprattutto, un vero galantuomo, direi, ed inguaribile romantico!

- Posizione nelle classifiche mondiali (*)
1924: sesto; 1925: sesto; 1926: secondo; 1927: quarto; 1928: quinto; 1929: terzo; 1930: terzo; 1931: settimo; 1932: terzo.
(*) Prima delle classifiche computerizzate, del circuito ATP e del circuito World Tour, a fine stagione alcuni esperti compilavano graduatorie semi-ufficiali su riviste specializzate. Quelle dal 1914 al 1938 sono state compilate da A. Wallis Myers e pubblicate sull'Almanacco Illustrato del Tennis, edito in Italia dalla Panini, Modena.
- Vittorie e finali dello Slam al dettaglio (**)
a) Singolare
Wimbledon    1924   W  R. Lacoste               6136613664
R. Garros      1925 L   R. Lacoste               756164
Wimbledon    1925    L   R. Lacoste               63634686
Wimbledon    1926    W  H. Kinsey                866163
U. S. Open    1926 L    R. Lacoste              646064
Wimbledon    1927    L   H. Cochet                4646636475
Australian O. 1928    W  R. Cummings          6461465763
R. Garros       1929    L   R. Lacoste              6326602686
Wimbledon     1929    L   H. Cochet               646364
R. Garros       1931    W  C. Boussus            26647564
 
Fonti bibliorafiche e telematiche:
- Guinness International Who's Who Of Sport, Peter Matthews, Ian Buchanan&Bill Mallon; Guinness Publishing Limited, Enfield, Middlesex (England);
- Thetennisbase.com;
- The New York Times (articolo del 18 luglio 1994 nella edizione online). 

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