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Autore

Luciano Ronchetti

in archivio dal 29 set 2018

03 novembre 1962, Taranto - Italia

mi descrivo così:
Non ho esperienza letteraria pregressa. Libero pensatore, poeta, appassionato di arte, musica, cinema (e altro ancora) nonché "venditore di parole" (in genere, però, alle belle donne, ed anche a quelle meno belle, le regalo!) a cui piace scrivere di tutto - e su tutto: cittadino del mondo intero!

30 luglio alle ore 23:59

Storie di animali - Culto dei morti e... fragilità

Il racconto

L'elefante è un mammifero proboscidato appartenente alla famiglia Elefantidi (ordine Proboscidati). E' il più grande animale terrestre esistente al mondo. Le due specie esistenti sono quella africana (Loxodonta africana) e quella asiatica (Elephas maximus). La seconda è di dimensioni - e dalle orecchie - più piccole rispetto alla prima. Sottospecie di elefante africano sono le seguenti: elefante comune o di savana (Loxodonta africana africana), diffusa, al pari del cugino più grande, in tutta l'Africa centrale e nota per il fatto di avere le orecchie col bordo inferiore triangolare; elefante di foresta (Loxodonta africana cyclotis), la quale è più piccola dell'elefante comune e presenta un numero maggiore di unghie negli arti. Sottospecie dell'elefante asiatico, invece, sono le seguenti: quello indiano (Elephas maximus indicus), quello di Sumatra (Elephas maximus sumatranus) e quello nominale, endemico dell'isola di Srilanka, catalogata da Linneo col nome scientifico di Elephas maximus maximus. L'elefante asiatico e le sue tre sottospecie sono tutte a rischio: più di tutte, però, lo è quella di Sumatra, la quale dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature) è catalogata con la fascetta rossa ("pericolo critico"). Secondo ultime stime la popolazione dell'elefante asiatico comune è ridotta a non più di quaranta-cinquantamila individui. Cause del calo demografico sono: riduzione e stravolgimento dell'habitat e caccia spietata per l'avorio da parte dell'uomo. Gli elefanti sono i più grandi vegetariani del globo terracqueo: essi trascorrono diciotto ore del giorno a mangiare, in cui arrivano a consumare anche cinquecento chili di cibo...Come dire che: "erbivori si nasce non si diventa!". Potrebbe sembrare pazzesco o quanto meno stravagante e fuori gusto quanto leggerete di seguito ma è tutto vero: appurato, cioè, e certificato da studi specifici altamente attendibili. Da millenni questi pachidermi, - ossia ancor prima della comparsa dell'uomo sulla terra - venerano i defunti, ovvero hanno innato il culto dei morti (non a caso un tale di nome Aristotele li definì, millecinquecento anni fa, "gli animali che superano tutti gli altri per intelligenza e spirito"): essi, infatti, tornano - di frequente - nel luogo in cui i propri simili (familiari e altri membri del branco) sono morti e vi restano per giorni...è proprio il caso di dire, allora - a mio modesto parere - quanto segue: "molti umani dovrebbero prendere esempio da questi pachidermi" (c'é gente - e lo affermo con cognizione di causa, a ragion veduta ed assumendone la piena responsabilità - ad esempio, che non presenzia neanche alle esequie della propria madre!), oppure, per stemperare i toni del racconto, secondo il vetusto ma sempre efficace sense of humour made in England, "un sano week-end col morto!". Chapeau, dunque, agli elefanti e lunga vita alla regina...pardon a loro!
 L'inseparabile guancenere (Agapornis personata nigrigenis), dal suo canto, è un animale diverso, se non altro per le dimensioni, ma non meno intelligente e sensibile degli elefanti. Trattasi di un pappagallino simpaticissimo, multicolorato e minuscolo (pesa appena cinquanta grammi) che vive in Africa (il suo areale è ristretto, oramai, a zone limitate dello Zambia). Costituisce un gruppo di nove specie di cui otto suddivise nell' Africa continentale e una in Madagascar, dell'ordine Psittaciformi e della famiglia Psittacidi. Deve il suo nome all'intenso legame di coppia che stabilisce col partner. Negli anni passati venivano catturati in gran numero per farne animali da compagnia. Hanno, però, una precipua particolarità: se privati di un compagno o una compagna, essi considerano l'uomo (inteso in generale come essere umano) loro partner e ciò li rende desiderabili e, al contempo, fragili e disperati se il proprietario li trascura. E' una specie in notevole pericolo di estinzione (popolazione ridotta a duemilacinquecento-diecimila individui adulti): causa cambiamenti climatici, riduzione dell'habitat e caccia dell'uomo. Secondo la IUCN è in fascia gialla: ossia vulnerabile! Gli inseparabili esistenti: inseparabile dalle ali nere (Agapornis taranta), inseparabile capo grigio (Agapornis cana), inseparabile dal collare nero (Agapornis swinderniana), inseparabile dal collo rosa (Agapornis roseicollis), inseparabile dalla testa rossa (Agapornis pullaria), inseparabile di Fischer (Agapornis personata fischeri), inseparabile di Nyassaland (Agapornis personata lilianae), inseparabile mascherato (Agapornis mascherata mascherata).

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